Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 24 Destinazione d'uso

Per destinazione d'uso si intende la funzione urbanistico - economica rilevante assegnata ad un bene (edificio, opera od area) sia dagli strumenti urbanistici sia dagli atti concessori.

Ai sensi dell'art. 58 della Legge Regionale 3 gennaio 2005, n.1, sono definite le seguenti funzioni, in articolazione di quelle elencate al comma 3 dello stesso art. 58:

  1. a) residenziale
  2. b) industriale e artigianale:
    1. b.1 artigianale di servizio
    2. b.2 artigianale tradizionale e per la produzione di beni artistici
    3. b.3 artigianale in genere
    4. b.4 industriale
  3. c) commerciale:
    1. c.1 esercizi di vicinato
    2. c.2 medie strutture di vendita
    3. c.3 grandi strutture di vendita
  4. d) commercio all'ingrosso e depositi
  5. e) turistico-ricettive:
    1. d.1 alberghiere
    2. d.2 extra alberghiere
  6. f) direzionali;
  7. g) di servizio
  8. h) agricola e funzioni connesse ai sensi di legge;
  9. i) attrezzature per i servizi pubblici e attrezzature private di uso collettivo

La destinazione artigianale di servizio comprende le attività di servizio alla persona, alla casa ed alle altre attività urbane in genere quali, a titolo di esempio:

  1. a) I servizi dei saloni di parrucchiere e degli istituti di bellezza;
  2. b) I servizi di lavanderia;
  3. c) Gli studi fotografici e simili;
  4. d) I servizi di onoranze funebri ed attività connesse;
  5. e) Le attività di servizio alla residenza (quali le riparazioni ed i noleggi di beni di consumo personali e domestici);
  6. f) Le attività di vendita di beni di consumo alimentare a produzione artigianale non assimilabili agli esercizi commerciali di vicinato;
  7. g) Le attività di servizio agli uffici (quali le riparazioni, le manutenzioni ed i noleggi di macchine per ufficio e simili);
  8. h) Attività che erogano servizi di formazione professionale riconosciuti, alle persone ed alle imprese.

Il passaggio dall'una all'altra categoria di cui al comma 2 è considerato mutamento della destinazione d'uso.

Si ha mutamento di destinazione d'uso quando si modifica l'uso in atto di una unità immobiliare per più del 35% della superficie utile dell'unità stessa, o comunque per più di 30 mq., anche con più interventi successivi.

L'ammissibilità di ogni intervento sul patrimonio edilizio esistente che comporti aumento del carico urbanistico, derivante da cambiamento di destinazione d'uso o da incremento del numero di unità immobiliari, è subordinato alla verifica della adeguatezza delle opere di urbanizzazione ed al soddisfacimento degli standard relativi al parcheggio, salvo quanto diversamente disciplinato dalle presenti norme.

Le tavole di cui all'art. 2 paragrafo B, le schede norma di cui al suddetto articolo paragrafo E, unitamente alle presenti norme determinano le destinazioni d'uso degli edifici in una determinata zona e possono assegnare le destinazioni d'uso anche per porzioni di edificio.

Le destinazioni d'uso dei suoli e dei fabbricati devono essere indicate nei progetti di intervento edilizio diretto, come in quelli di intervento urbanistico preventivo.