Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 111 Contenuti ed Ambito di applicazione

Le norme della guida per la tutela della risorsa "verde" si applicano a tutto il territorio comunale e costituiscono un fondamentale riferimento per gli alberi esistenti all'interno delle zone edificate, pubbliche e private, si applicano in sede di pianificazione urbanistica attuativa, di intervento edilizio diretto, di opere pubbliche e di ordinaria attività di manutenzione degli spazi pubblici e privati.

Sono oggetto di protezione gli alberi con una circonferenza del tronco di almeno 120 cm, misurata ad un'altezza di 130 cm. dal suolo, con esclusione delle specie considerate infestanti (Robinia pseudoacacia e Ailanthus altissima). Se l'attaccatura della chioma è inferiore a tale altezza, la misura viene effettuata immediatamente sotto l'attaccatura della chioma. Nel caso di alberi con più tronchi, si sommano le circonferenze dei singoli tronchi.

Non sono soggetti alle norme di cui al presente Capo II gli alberi da frutta (ad eccezione di quelli non più utilizzati a scopi produttivi) e i pioppeti coltivati e l'arboricoltura da legno prevista dall'art. 66 della LRT 39/2000.

Art. 112 Misure vietate

È vietato rimuovere, distruggere, danneggiare o modificare in modo essenziale la struttura degli alberi protetti. Tra le misure vietate non rientrano le abituali misure di manutenzione e conservazione, le misure intraprese nel quadro di un'ordinata gestione di vivai o giardini.

Le siepi esistenti sono vincolate alla conservazione, ferma restando la necessità di effettuare gli interventi di manutenzione ordinaria. Gli abbattimenti devono avvenire senza produrre l'eliminazione del filare o siepe esistente e quindi possono essere applicati a non più di 1/3 delle piante esistenti e con obbligo di sostituzione delle essenze abbattute, nel rispetto dell'elenco riportato al successivo art. 116. Sono inoltre consentite le misure improrogabili per l'allontanamento di un pericolo immediato.

Tra gli interventi vietati di cui al 1º comma si considerano altresì tutte quelle azioni che modificano in modo sostanziale l'aspetto caratteristico degli alberi protetti o ne compromettano l'ulteriore crescita.

Art. 113 Misure prescritte

Fermo restando quanto previsto all'art. 57 c. 3 della L.R. 39/2000 "Difesa fitosanitaria" il Comune può prescrivere che il proprietario di un lotto adotti determinate misure per la cura, la conservazione e la difesa di alberi protetti nel senso dell'art. 111 secondo comma, ciò vale in particolare quando si devono predisporre od eseguire interventi edilizi.

Art. 114 Protezione degli alberi e procedure edilizie

Ogni pratica edilizia deve essere corredata di una planimetria in scala adeguata dove deve essere riportata l'esatta collocazione degli alberi e degli arbusti con la specifica della specie, della circonferenza del tronco ed idonea documentazione fotografica.

Qualora l'intervento edilizio comporti la rimozione, la distruzione, il danneggiamento o la modifica di alberi protetti, la decisione relativa è adottata dal Comune contestualmente al rilascio della concessione edilizia, sulla base dei seguenti criteri:

  • - esistenza di rischi per l'incolumità pubblica;
  • - presenza di danni gravi per i fabbricati;
  • - presenza di danni gravi per le infrastrutture;
  • - situazioni di malsania derivanti dalla presenza delle piante per le abitazioni circostanti;
  • - distanze non conformi al Codice Civile ed ai regolamenti comunali.

A titolo esemplificativo, non sono considerate cause determinanti per l'abbattimento:

  • - la caduta di fogliame, frutti o rami;
  • - ombreggiamento di fabbricati, strutture o pertinenze;
  • - modifiche dettate da gusto estetico.

Gli interventi che prevedono la messa a dimora di nuovi alberi od arbusti dovranno prevedere l'utilizzo di piante di almeno 1 anno e, a garanzia di attecchimento, la sostituzione delle piante che non sopravvivano oltre i tre anni dalla piantumazione.

Art. 115 Vegetazione dei fossati e filari alberati in zona agricola

Per la vegetazione facente parte dei fossati e dei filari alberati in zona agricola l'ambito di protezione è esteso a tutte le specie arbustive ed arboree, indipendentemente dalla misura della circonferenza dei tronchi.

Art. 116 Scelta delle specie arbustive ed arboree di nuovo impianto

La scelta delle specie arbustive ed arboree di nuovo impianto da inserire nell'ambito del territorio comunale per finalità di tipo non produttivo deve in generale conformarsi al criterio della costruzione di un quadro paesistico improntato alla conservazione del carattere di unitarietà dell'ambiente empolese, nelle sue specifiche componenti urbane e rurali, e della continuità con gli elementi della tradizione storica e paesistica locale.

In particolare si sottolinea la necessità di assumere i seguenti orientamenti:

  1. a)per quanto riguarda i parchi e giardini di nuova realizzazione o per l'integrazione di quelli esistenti la scelta deve indirizzarsi verso specie le cui caratteristiche biologiche siano compatibili con i parametri climatici dell'area empolese;
  2. b) per quanto riguarda i parchi e giardini d'epoca nella scelta delle essenze si farà riferimento all'elenco che segue:
    Essenze originali nei giardini d'epoca1
    • - Cedrus sp. (cedro);
    • - Cedrus atlantica (cedro dell'atlante);
    • - Cedrus libani (cedro del libano);
    • - Platanus orientalis (platano orientale);
    • - Tilia platyphillos (tiglio);
    • - Aesculus hyppocastanum (ippocastano);
    • - Magnolia grandiflora (magnolia);
    • - Quercus ilex (leccio);
    • - Pinus pinea (pino domestico);
    • - Pinus halepensis (pino d'aleppo);
    • - Cupressus sempervirens (cipresso);
    • - Laurus nobilis (lauro);
    • - Ligustrum ovalifolium (ligustro);
    • - Buxus sempervirens (bosso);
    • - Crataegus sp (biancospino);
    • - Cercis siliquastrum (albero di giuda);
    • - Disospyros kaki (albero dei cachi);
  3. c) per quanto riguarda le zone agricole nella scelta delle essenze si farà riferimento all'elenco che segue:
    Essenze arboree ed arbustive spontanee nelle aree marginali e coltivate1
    • - Pinus pinea (pino domestico);
    • - Pinus pinaster (pino marittimo);
    • - Cupressus sempervirens (cipresso);
    • - Populus nigra (pioppo nero);
    • - Populus nigra var. italica (pioppo cipressino);
    • - Acer campestre (acero campestre);
    • - Robinia pseudoacacia (Robinia);
    • - Prunus sp (pruno selvatico );
    • - Ulmus campestris (olmo);
    • - Ficus carica (ficus);
    • - Diosper kaki (albero dei cachi);
    • - Salix spp (salici);
    • - Morus alba (gelso);
    • - Sorbus domestica (sorbo);
    • - Ziziphus jujuba (giuggiolo);
    • - Junglans regia (noce);
    • - Quercus pubescens (roverella);
    • - Quercus cerris (cerro);
    • - Quercus robur (farnia);
    • - Olea europea (olivo);
    • - Platanus sp (platano);
    • - Vitis vinefera (vite);
    • - Rubus sp (rovo);
    • - Spartium junceum (ginestra);
    • - Sanbucus nigra (sambuco);
    Essenze arboree ed arbustive spontanee lungo i corsi d'acqua1
    • - Salix sp (salici);
    • - Populus nigra (pioppo nero);
    • - Populus alba (pioppo bianco);
    • - Populus tremula (pioppo tremolo);
    • - Ulmus campestris (olmo);
    • - Alnus cordata (ontano napoletano);
    • - Alnus glutinosa (ontano nero);
    • - Fraxinus ornus (orniello);
    • - Prunus spinosa (pruno selvatico);
    • - Quercus pubescens (roverella);
    • - Quercus cerris (cerro);
    • - Cornus sanguinea (sanguinello);
    • - Sanbucus nigra (sambuco);
  4. d) per quanto riguarda le aree boscate e i parchi pubblici nella scelta delle essenze si farà riferimento all'elenco di cui all'Allegato A della LRT 39/2000

Fermo restando quanto previsto dalla L.R. 39/2000, gli elenchi di cui sopra devono considerarsi non esaustivi. Sono ammesse anche specie non presenti in elenco, ma con simili caratteristiche di distribuzione sul territorio, adattamento climatico e pedogeologico.

1 Cfr. Comune di Empoli-Publiser "Aspetti naturali del territorio empolese" Editori dell'Acero, Empoli 1994