Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 126 Campo di applicazione

Fermo restando quanto disposto dalla LRT 28/2005 smi e dal relativo Regolamento regionale di attuazione (DPGR 1 aprile 2009, n. 15/R), le norme di cui al presente titolo disciplinano la realizzazione delle diverse tipologie di insediamenti commerciali al dettaglio su tutto il territorio comunale.

Art. 127 Definizioni

Ai fini dell'applicazione delle presenti norme si intende per:

  1. a) "Esercizi di vicinato": gli esercizi definiti dall'art. 15 comma 1 lett. d) della LRT 28/2005 smi;
  2. b) "Medie strutture di vendita": gli esercizi definiti dall'art. 15 comma 1 lett. e) della LRT 28/2005 smi;
  3. c) "Grandi strutture di vendita": gli esercizi definiti dall'art. 15 comma 1 lett. f) della LRT 28/2005 smi;
  4. d) "Centro commerciale": una media o una grande struttura di vendita come definita dall'art. 15 comma 1 lett. g) della LRT 28/2005 smi;
  5. e) "Outlet": gli esercizi definiti dall'art. 15 comma 1 lett. h) della LRT 28/2005 smi;
  6. f) "Edifici a destinazione commerciale esistenti": gli edifici che alla data del 23 luglio 2002 risultino già costruiti, in corso di costruzione o per i quali sia già stata rilasciata concessione edilizia o autorizzato il cambio di destinazione d'uso e i relativi lavori siano già conclusi;
  7. g) "Nuovi insediamenti ad uso commerciale":
    • g.1 le nuove edificazione o gli ampliamenti volumetrici destinati ad uso commerciale;
    • g.2 il cambio di destinazione d'uso degli edifici esistenti da una qualsiasi destinazione in uso commerciale;
    • g.3 l'accorpamento o la concentrazione negli edifici esistenti di esercizi commerciali nei casi in cui si verifichi la variazione di tipologia dell'insediamento commerciale come definito dall'art. 4 comma 1 del D. Lgs. 114/1998;
  8. h) "Zone Territoriali Omogenee" (Z.T.O.): ognuna delle zone in cui è suddiviso il territorio comunale;
  9. i) "Unità Territoriali Organiche Elementari" (U.T.O.E.): le parti del territorio definite all'art. 55 dello Statuto dei Luoghi del Piano Strutturale approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 43 del 30 marzo 2000, come perimetrate nelle tavole di cui all'art. 2 paragrafo B.

Art. 128 Strumenti di programmazione urbanistico-commerciale per gli esercizi di vicinato le medie e grandi strutture di vendita

Sono ammessi gli interventi che seguono.

1. Mantenimento degli esercizi di vicinato in edifici a destinazione commerciale esistenti

Gli esercizi di vicinato in edifici a destinazione commerciale esistenti, così come definiti al precedente art. 127, potranno essere ampliati fino alla soglia massima della classificazione, pari a 300 mq. di superficie di vendita, se la destinazione d'uso commerciale al dettaglio è ammessa nella zona territoriale omogenea in cui ricade l'esercizio ed a condizione che siano verificati gli standard di parcheggi e verde alberato di cui al successivo art. 130 limitatamente all'ampliamento richiesto.

È inoltre consentito il trasferimento degli esercizi di vicinato esistenti, secondo le procedure di cui al regolamento di polizia locale, in una nuova localizzazione, sempre se la destinazione d'uso commerciale al dettaglio sia ammessa nella zona territoriale omogenea in cui ricade la nuova localizzazione dell'esercizio ed a condizione che siano verificati gli standard di parcheggi e verde alberato di cui al successivo art. 130, fatto salvo quanto diversamente disciplinato dal suddetto articolo.

2. Mantenimento delle Medie Strutture di Vendita in edifici a destinazione commerciale esistenti

Le Medie Strutture di Vendita in edifici a destinazione commerciale esistenti, così come definiti al precedente art. 127, potranno essere ampliate fino alla soglia massima della classificazione e pari a 1500 mq. di superficie di vendita, se la destinazione d'uso commerciale al dettaglio è ammessa nella zona territoriale omogenea in cui ricade l'esercizio ed a condizione che siano verificati gli standard di parcheggi e verde alberato di cui al successivo art. 130 in relazione all'ampliamento richiesto.

È inoltre consentito il trasferimento delle Medie Strutture di Vendita esistenti, secondo le procedure di cui al regolamento di polizia locale, in una nuova localizzazione, sempre se la destinazione d'uso commerciale al dettaglio è ammessa nella zona territoriale omogenea in cui ricade la nuova struttura ed a condizione che siano verificati gli standard di parcheggi e verde alberato di cui al successivo art. 130 e fatto salvo quanto diversamente disciplinato al suddetto articolo.

3. Mantenimento delle Grandi Strutture di Vendita in edifici a destinazione commerciale esistenti

Le Grandi Strutture di Vendita in edifici a destinazione commerciale esistenti così come definiti al precedente art. 127 potranno essere ampliate nei limiti delle disponibilità assegnate, se la zona territoriale omogenea in cui ricade la struttura è dichiarata idonea all'inserimento di dette strutture ed a condizione che siano verificati gli standard di parcheggi e verde alberato di cui al successivo art. 130 in relazione all'ampliamento richiesto.

È inoltre consentito il trasferimento di Grandi Strutture di Vendita esistenti, secondo le procedure di cui al regolamento di polizia locale, in nuove localizzazioni se la zona territoriale omogenea in cui ricade la nuova struttura è dichiarata idonea all'inserimento di Grande Struttura di Vendita ed a condizione che siano verificati gli standard di parcheggi e verde alberato e verde alberato di cui al successivo art. 130 in relazione all'ampliamento richiesto.

4. Realizzazione di nuovi esercizi di vicinato e di nuove Medie Strutture di Vendita

È consentita la realizzazione di nuovi esercizi di vicinato e di nuove Medie Strutture di Vendita se la destinazione commerciale al dettaglio è ammessa nella zona territoriale omogenea di appartenenza ed a condizione che siano verificati gli standard di parcheggi e verde alberato di cui al successivo art. 130.

5. Realizzazione di nuove Grandi Strutture di Vendita e Centri Commerciali

È consentita, nei limiti delle disponibilità assegnate dalla Regione Toscana, la realizzazione di nuove Grandi Strutture di Vendita e Centri Commerciali esclusivamente nelle localizzazioni riconosciute dalle presenti norme idonee all'inserimento di dette strutture ed a condizione che siano verificati gli standard di parcheggi e verde alberato di cui al successivo art. 130.

Art. 129 Centri commerciali

Il centro commerciale è una media o una grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente.

È centro commerciale la struttura caratterizzata anche dalla presenza di soli esercizi di vicinato, di esercizi di vicinato e una o più medie o grandi strutture, ovvero da sole medie o grandi strutture.

Per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti, ed essa determina la disciplina e la procedura amministrativa da applicare.

Art. 130 Dotazione, quantità e caratteristiche dei parcheggi e del verde alberato

Fermo restando il rispetto degli standard previsti dal DM 1 aprile 1968, n. 1444, la dotazione di parcheggi necessaria per consentire l'insediamento degli esercizi commerciali è individuata nella misura che segue:

  1. a) parcheggi per la sosta stanziale: all'interno degli edifici e nell'area di pertinenza degli stessi, nella misura stabilita dall'art. 2, secondo comma, della legge 24.3.1989, n. 122, maggiorata degli spazi per il parcheggio temporaneo dei mezzi di movimentazione delle merci;
  2. b) parcheggi per la sosta di relazione: nella misura di seguito individuata per ciascuna tipologia di struttura di vendita. I parcheggi per la sosta di relazione sono reperiti all'interno degli edifici o nell'area di pertinenza degli stessi, ovvero in altre aree o edifici, a condizione che ne sia garantito l'uso pubblico nelle ore di apertura degli esercizi, ad una distanza idonea a garantire un rapido collegamento pedonale con l'esercizio commerciale stesso.
  1. 1. Per gli esercizi di vicinato:
    1. a) i parcheggi per la sosta stanziale possono essere reperiti anche su aree pubbliche, ad esclusione delle carreggiate stradali;
    2. b) i parcheggi per la sosta di relazione sono dimensionati nella misura minima di mq. 1 per ogni mq. di superficie di vendita.
    Nelle zone a traffico limitato o escluso si prescinde dal dimensionamento di cui ai precedenti punti a) e b) non essendo in tal caso richiesta alcuna dotazione di parcheggi per l'attivazione o l'ampliamento degli esercizi di vicinato.
    In ogni caso la dotazione necessaria di parcheggi in relazione alla zona territoriale omogenea di appartenenza è definita dalle tabelle allegate che formano parte integrante e sostanziale delle presenti norme.
  2. 2. Per le medie strutture di vendita:
    1. a) Le aree per la sosta stanziale sono dimensionate nella misura prevista dal presente articolo, comma 1, capoverso a);
    2. b) le aree a parcheggio per la sosta di relazione delle Medie Strutture di Vendita sono dimensionate almeno nella misura minima di mq. 1,50 per ogni mq. di superficie di vendita prevedendo ulteriori parcheggi, nella misura minima di mq. 1,00 per ogni mq. di ulteriori superfici utili coperte aperte al pubblico, destinate ad altre attività connesse e complementari a quella commerciale,escludendo dal calcolo gli spazi destinati a corridoi delle gallerie dei centri commerciali.
    Le dotazioni indicate al precedente punto b) possono essere abbattute quando l'esercizio abbia carattere di struttura rionale (prevalente carattere pedonale dell'utenza o struttura scarsamente attrattiva di traffico veicolare). Tali strutture sono identificate in quelle fino a mq. 400 di superficie di vendita.
    Nel caso in cui la struttura abbia una superficie di vendita maggiore di mq. 400 la dotazione di cui al precedente punto b) non potrà essere abbattuta e la dotazione minima di parcheggi è dovuta per l'intera superficie di vendita.
    In ogni caso la dotazione necessaria di parcheggi in relazione alla zona territoriale omogenea di appartenenza e le percentuali di abbattimento sono definite dalle tabelle allegate che formano parte integrante e sostanziale delle presenti norme.
    Le aree a parcheggio esterne localizzate in superficie, devono essere dotate di alberature di alto fusto di specie tipiche locali nella misura minima di un albero ogni 100 mq. di parcheggio, fatte salve particolari disposizioni di tutela storica e ambientale.
    Nel caso in cui sotto tali parcheggi siano presenti parcheggi interrati potranno essere utilizzate alberature, arbusti o siepi ornamentali.
    Il numero di posti auto che deve essere individuato in relazione alla superficie minima di parcheggio di sosta di relazione non può essere inferiore a un posto auto ogni 25 mq. di superficie di parcheggio.
  3. 3. Per le grandi strutture di vendita:
    1. a) Le aree per la sosta stanziale sono dimensionate nella misura prevista dal presente articolo, comma 1, capoverso a);
    2. b) i parcheggi per la sosta di relazione sono dimensionati almeno nella misura minima di mq. 2 per ogni mq. di superficie di vendita prevedendo ulteriori parcheggi, nella misura di mq. 1,5 per ogni mq. di ulteriori superfici utili coperte aperte al pubblico per altre attività connesse e complementari a quelle commerciali (ristoranti, bar, sale riunioni, ecc.), escludendo dal calcolo gli spazi destinati a corridoi delle gallerie dei centri commerciali.
    Le aree a parcheggio esterne localizzate in superficie, devono essere dotate di alberature di alto fusto di specie tipiche locali nella misura minima di un albero ogni 100 mq. di parcheggio, fatte salve particolari disposizioni di tutela storica e ambientale.
    Nel caso in cui sotto tali parcheggi siano presenti parcheggi interrati potranno essere utilizzate alberature, arbusti o siepi ornamentali.
    Il numero di posti auto che deve essere individuato in relazione alla superficie minima di parcheggio di sosta di relazione non può essere inferiore a un posto auto ogni 25 mq. di superficie di parcheggio.
    La progettazione dei parcheggi degli esercizi commerciali che superano i 1.500 mq. di superficie di vendita, dovrà avvenire nel rispetto delle caratteristiche elencate nell'art. 31 del Regolamento di attuazione della LRT 28/2005 (DPGR 1 aprile 2009, n. 15/R).
    Le aree a parcheggio devono rispettare le norme di riduzione dell'impermeabilizzazione superficiale di cui all'art. 78 Deliberazione Consiglio Regionale 25 Gennaio 2000, n. 12.
    Le specie vegetazionali maggiormente idonee da utilizzare nei parcheggi sono:
    specie apparato radicale sesto d'impianto consigliato (m.)
    Acer Campestreprofondo3
    Celtis australisprofondo5
    Populus Nigra var. italiacasuperficiale3
    Platanus sp. profondo5
    Qercus robur profondo6
    Robinia pseudoacaciaprofondo4
    Ulmus campestrisprofondo5
    Sono permessi anche sesti d'impianto più stretti:
    Le buche d'interro devono avere una dimensione minima di m. 1 x 1 x 1 nelle situazioni più sfavorevoli; nelle situazioni migliori si devono prevedere buche di interro di m. 2 x 2 x 1.
    Dovrà essere esclusa la messa a dimora di specie arboree ed arbustive ritenute tossiche o dannose.
    L'altezza delle siepi non dovrà superare l'altezza media delle parti frontali delle auto e occupare l'intero spessore dell'aiuola. Le specie utilizzate per le siepi dovranno essere resistenti alle ripetute potature, all'inquinamento prodotto dai gas di scarico ed alla creazione di divisori formali.
    Le più idonee sono:
    caducifoglie sempreverdi
    Acer campestre
    Potentilla fruticosa
    Spirea sp
    Deutia sp
    Viburnum tinus
    Rosmarinus officinalis
    Laurus nobilis
    Buxus pumilia
    Ligustrum vulgare
    Quercus sempervirens
    Buxus ovalifolium
    Philirea latifolia
    Gli schemi grafici allegati indicano alcune soluzioni progettuali da utilizzare nella progettazione dei parcheggi a raso.
Parcheggio con alberatura a maglia quadrata Parcheggio con alberatura a filare Parcheggio con alberatura a doppio filare Parcheggio con alberatura a doppio filare

Art. 131 Criteri di realizzazione dei raccordi viari

I disposti del presente articolo si applicano esclusivamente ai nuovi insediamenti come definiti al precedente art. 127.

  1. 1. Per gli esercizi di vicinato:
    L'eventuale raccordo tra parcheggio destinato ai clienti e viabilità pubblica deve essere costituito da almeno una corsia per senso di marcia.
  2. 2. Per le medie strutture di vendita:
    1. a) il raccordo fra l'eventuale parcheggio destinato ai clienti e la viabilità pubblica o comunque di accesso, deve essere indipendente e separato da ogni altro accesso, in particolare il raccordo deve essere indipendente da eventuali collegamenti fra viabilità pubblica, aree carico-scarico merci e accessi riservati ai pedoni;
    2. b) il percorso di accesso al parcheggio deve essere segnalato con chiarezza dalla viabilità principale; nello specifico la segnaletica stradale e quella di orientamento devono integrarsi in modo da consentire l'immediata e univoca identificazione di accesso veicolare al parcheggio;
    3. c) il raccordo tra parcheggio e viabilità deve essere costituito da almeno due varchi a senso unico, separati opportunamente distanziati ed indipendenti tra loro; in particolare l'entrata e l'uscita devono essere distanziati, anche quando insistono sullo stesso tratto viario.
  3. 3. Per le grandi strutture di vendita comprese le aree commerciali integrate:
    1. a) il raccordo fra l'eventuale parcheggio destinato ai clienti e la viabilità pubblica o comunque di accesso, deve essere indipendente e separato da ogni altro accesso, in particolare il raccordo deve essere indipendente da eventuali collegamenti fra viabilità pubblica, aree carico-scarico merci e accessi riservati ai pedoni;
    2. b) il percorso di accesso al parcheggio deve essere segnalato con chiarezza dalla viabilità principale; nello specifico la segnaletica stradale e quella di orientamento devono integrarsi in modo da consentire l'immediata e univoca identificazione di accesso veicolare la parcheggio;
    3. c) il raccordo tra parcheggio e viabilità deve essere costituito da almeno due varchi a senso unico, separati opportunamente distanziati ed indipendenti tra loro; in particolare l'entrata e l'uscita devono essere distanziati, anche quando insistono sullo stesso tratto viario;
    4. d) deve essere determinato il flusso veicolare di picco, il cui calcolo è effettuato sul numero massimo di presenze consentite dalle norme di sicurezza, ridotto dalle quote di utenti prevedibili non motorizzati, considerando un tempo medio di permanenza, sulla base di dati recenti, rilevati in analoghe strutture esistenti;
    5. e) i collegamenti dei parcheggi con la viabilità pubblica devono essere previsti, per entrambi i sensi di marcia, almeno nella misura di uno ogni 10.000 mq. di superficie di parcheggio;
    6. f) tra le corsie di accesso alla viabilità pubblica ai parcheggi e le corsie di uscita non devono esservi interferenze che comportino l'attraversamento dei flussi di traffico.

Art. 132 Barriere architettoniche, arredo urbano, riduzione della impermeabilizzazione

L'Amministrazione Comunale predisporrà un provvedimento integrativo delle presenti norme e relativo alla eliminazione delle barriere architettoniche, ai criteri per l'arredo urbano di cui agli artt. 11 e 12 delle Direttive regionali nonché alla riduzione dell'impermeabilizzazione ai sensi della normativa vigente in materia.

Art. 133 Programmi per la tutela e valorizzazione dei centri storici (PVCS)

La tutela anche commerciale dei centri storici, allo scopo di qualificare la presenza delle attività commerciali e artigianali in grado di svolgere un servizio di vicinato ed evitare il processo di espulsione delle suddette attività dalle aree centrali, si applica al complesso delle zone territoriali omogenee classificate dal Regolamento Urbanistico come "A" e si attua tramite i programmi di intervento di cui all'art. 7 del Regolamento Regionale 26 luglio 1999, n. 4 aventi lo scopo unitario di tutelare il patrimonio edilizio esistente di interesse storico e nel contempo di garantire alla popolazione residente ed ai turisti i migliori servizi commerciali integrati con quelli di interesse pubblico.

Ai sensi dell'art. 7 comma 3 del Regolamento regionale, i programmi, da assumere con separati successivi provvedimenti, conterranno prescrizioni relative alla compatibilità di localizzazione delle specifiche attività commerciali e dei prodotti rispetto alle caratteristiche dei singoli ambiti o contesti ed alle loro funzioni.

Il regolamento di polizia locale provvede all'individuazione delle attività e dei prodotti ritenuti non idonei rispetto ai caratteri di alcuni ambiti urbani storici.

I programmi di cui al presente articolo individuano gli interventi di razionalizzazione delle infrastrutture, delle attrezzature e dei servizi pubblici complementari alla rete distributiva dell'area: In particolare prevedono la razionalizzazione dei parcheggi, l'attivazione o modifica dei servizi urbani, l'attuazione di azioni di promozione, il riuso di edifici esistenti per l'insediamento di nuove attività; prevedono inoltre la realizzazione di elementi di arredo urbano specifici quali: vetrine, illuminazione, insegne, cartelloni pubblicitari, edicole, chioschi, panchine, recinzioni, cancelli, saracinesche, tavolini, sedie e regolamentano le loro caratteristiche, in modo da promuovere una specifica immagine dell'area di riferimento.

Art. 134 Programmi integrati per la rivitalizzazione della rete distributiva (PIR)

La rivitalizzazione della rete distributiva nelle aree centrali, allo scopo di promuoverne la modernizzazione e la valorizzazione, di armonizzare le attività commerciali con l'erogazione dei servizi pubblici, di migliorare la capacità d'attrazione e l'accessibilità delle aree, di consentire un livello qualificato di animazione nelle aree centrali, si applica alle zone dei centri urbani individuate nelle tabelle allegate come aree soggette a PIR.

Con successivi separati provvedimenti saranno predisposti programmi per ciascuno dei due ambiti indicati nelle tabelle allegate come soggette a programmi integrati per la rivitalizzazione della rete distributiva (PIR) di cui all'art. 8 del Regolamento regionale 26 luglio 1999 n. 4.

I programmi di cui al presente articolo individuano gli interventi di razionalizzazione delle infrastrutture, delle attrezzature e dei servizi pubblici complementari alla rete distributiva dell'area: In particolare prevedono la realizzazione di parcheggi, l'attivazione o modifica dei servizi urbani, l'attuazione di azioni di promozione, il riuso di edifici esistenti per l'insediamento di nuove attività; prevedono inoltre la realizzazione di elementi di arredo urbano specifici quali: vetrine, illuminazione, insegne, cartelloni pubblicitari, edicole, chioschi, panchine, recinzioni, cancelli, saracinesche, tavolini, sedie e regolamentano le loro caratteristiche, in modo da promuovere una specifica immagine dell'area di riferimento.

Art. 135 Programma per la tutela delle aree vulnerabili

La tutela delle aree interessate da fenomeni di vulnerabilità delle rete degli esercizi di vicinato si attua attraverso i programmi di cui all'art. 8 del regolamento regionale 26 luglio 1999 n. 4, come modificato dal D.P.G.F. 11 luglio 2002 n. 26/R.

Nelle aree indicate come vulnerabili nelle tabelle allegate è possibile, a far data dall'entrata in vigore delle presenti norme, la graduazione all'insediamento di nuove strutture di vendita di medie dimensioni che dovranno essere aggiornato annualmente.

Nelle aree di vulnerabilità in caso di ampliamento di esercizi di vicinato esistenti la superficie di vendita autorizzabile ai fini della SVAM sarà contabilizzata facendo salva la superficie utilizzata alla data del 23 luglio 2002.