Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 6 Disposizioni generali

L'utilizzazione delle aree e l'edificazione delle varie zone del territorio comunale in relazione agli usi del suolo, sono regolate dai parametri e dagli indici come definiti nelle presenti norme.

Gli indici di utilizzazione fondiaria (Uf) e di utilizzazione territoriale (Ut) si applicano per le aree la cui edificabilità è subordinata a Piano Urbanistico Attuativo.

Nelle aree in cui è ammesso l'Intervento edilizio diretto, successivo o meno a Piano Urbanistico Attuativo, si applicano i soli indici di utilizzazione fondiaria (Uf), ovvero la Superficie Utile Lorda (SUL) massima specificatamente indicata nelle schede norma.

Nel caso di Interventi Edilizi Diretti conseguenti a Piani Urbanistici Attuativi, comunque la somma delle superfici utili lorde e dei volumi utili lordi costruibili nei singoli lotti non può superare il valore ottenuto applicando l'indice di utilizzazione territoriale all'intera area oggetto del Piano Urbanistico Attuativo, ovvero la SUL massima specificatamente indicata nelle schede norma.

Per la trasformazione da indici di utilizzazione U (espressi in mq/mq) ad indici di fabbricabilità I (espressi in mc/mq) va utilizzata la seguente formula: I = U*3 dove il fattore 3 indica l'altezza virtuale del piano.

Gli indici ovvero la SUL riportati nella presente normativa e nelle schede di cui all'art. 2 paragrafo E sono sempre indici massimi.

Art. 7 Elementi e parametri urbanistici

7.1 Superficie territoriale (St)

È la superficie totale di un ambito delimitato dallo strumento urbanistico generale e soggetto a Piano Urbanistico Attuativo o a Progetto Unitario Convenzionato misurata al lordo di eventuali fasce di rispetto ed al lordo delle aree per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria relative all'ambito interessato.

7.2 Superficie per spazi pubblici (Ssp)

È un'area destinata a spazi pubblici.
Le superfici per spazi pubblici (Ssp) comprendono:

  1. a)le superfici destinate alle opere di urbanizzazione primaria (Sup)
  2. b) le superfici destinate alle opere di urbanizzazione secondaria (Sus)

7.3 Superficie per opere di urbanizzazione primaria (Sup)

Ai sensi dell'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 dell'art. 16, commi 7 e 7 bis del TU dell'Edilizia (D.P.R. 6.6.2001, n. 380) e dell'art. 37 comma 5 della Legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni la superficie per opere di urbanizzazione primaria (Sup) comprende le aree destinate alle seguenti opere:

  1. a)strade residenziali, piazze, piste pedonali e ciclabili;
  2. b) spazi di sosta o parcheggio pubblico;
  3. c) fognature;
  4. d) rete idrica;
  5. e) rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas;
  6. f) pubblica illuminazione;
  7. g) spazi di verde attrezzato;
  8. h) cavedi multiservizi e cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni (comma 7 bis, art. 16, TU Edilizia).
  9. i) Infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici e le relative opere.

Gli impianti cimiteriali sono servizi indispensabili parificati alle opere di urbanizzazione primaria.

7.4 Superficie per opere di urbanizzazione secondaria (Sus)

Ai sensi dell'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, dell'16, comma 8, del TU dell'Edilizia (D.P.R. 6.6.2001, n. 380) e dell'art. 37 comma 5 della Legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni la superficie per opere di urbanizzazione secondaria (Sus) comprende le aree destinate alle seguenti opere:

  1. a)asili nido e scuole materne;
  2. b) scuole dell'obbligo nonché strutture e complessi per l'istruzione superiore all'obbligo;
  3. c) mercati di quartiere;
  4. d) uffici comunali;
  5. e) chiese ed altri edifici per servizi religiosi;
  6. f) impianti sportivi di quartiere;
  7. g) centri sociali e attrezzature culturali, sanitarie e residenze per anziani nelle attrezzature sanitarie sono ricomprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate;
  8. h) impianti di potabilizzazione, di depurazione;
  9. i) aree verdi di quartiere;
  10. j) strutture con funzioni di centri servizi avanzati alle imprese per l'innovazione e per la società dell'informazione, spazi per incubatori di imprese e laboratori di ricerca, in aree a destinazione produttiva.

7.5 Superficie fondiaria (Sf)

È la superficie residua dalla superficie territoriale, detratte le aree per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

7.6 Superficie coperta (Sc)

È la superficie data dalla proiezione sul piano orizzontale della sagoma racchiusa da pareti di chiusura della costruzione delle parti fuori terra di tutti gli edifici.

7.7 Indice di fabbricabilità territoriale (It)

È il rapporto tra il volume degli edifici e la superficie territoriale espresso in mc/mq.

7.8 Indice di utilizzazione territoriale (Ut)

È il rapporto tra la superficie utile lorda degli edifici e la superficie territoriale espresso in mq/mq od in mq/ha.

7.9 Indice di fabbricabilità fondiaria (If)

È il rapporto tra il volume degli edifici e la superficie fondiaria espresso in mc/mq.

7.10 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf)

È il rapporto tra la superficie utile lorda degli edifici e la superficie fondiaria espresso in mq/mq od in mq/ha.

7.11 Rapporto di copertura fondiario (Rc)

È il rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria, espressa in mq/mq, ovvero in valore percentuale con riferimento alla superficie fondiaria.

Le superfici dei piani interrati, come definiti al successivo art. 8 paragrafo 8.3. e misurate dalla proiezione sul piano orizzontale dell'ingombro planimetrico delimitato dal filo interno delle pareti perimetrali della sagoma racchiusa da pareti di chiusura sul piano orizzontale, potranno superare complessivamente fino ad un massimo del 35% il rapporto di copertura ammesso per la zona, salvo diverse disposizioni contenute nelle schede norma di cui all'art. 2 paragrafo E delle presenti norme.

Tale percentuale potrà essere superata per la realizzazione di autorimesse interrate non suddivise in box, in aggiunta alla dotazione minima obbligatoria di posti auto prevista dalla legge nazionale, nonché per la realizzazione dei volumi tecnici di cui all'art. 8.20 ultimo comma, fatto salvo il rispetto della superficie permeabile come definita al successivo paragrafo 7.13.

7.12 Indice di riequilibrio ecologico (Re)

È il rapporto tra la superficie di suolo impermeabilizzata ed il numero di alberature da mettere a dimora all'interno dell'area di pertinenza dell'intervento.

7.13 Superficie permeabile di pertinenza di un edificio (Sp)

È la superficie minima definita dall'art. 16 del D.P.G.R. n. 2/R del 9 febbraio 2007 smi.

Nelle aree di pertinenza delle costruzioni la superficie permeabile è costituita dalla percentuale priva di pavimentazioni impermeabili.

Nelle sole aree di pertinenza delle costruzioni con destinazione artigianale ed industriale, la percentuale minima di superficie permeabile può essere raggiunta con il concorso di pavimentazioni speciali, poggiate su sottofondo non cementizio, che garantiscano il passaggio e l'assorbimento da parte del terreno delle acque meteoriche.

7.14 Superficie minima d'intervento (Smi)

È l'area minima richiesta per l'intervento edilizio diretto o per il Piano Urbanistico Attuativo: nel primo caso rappresenta il lotto minimo edificabile, nel secondo caso l'unità minima, indicata nelle schede norma, soggetta a Piano Urbanistico attuativo.

Art. 8 Elementi ed indici edilizi

8.1 Piano di un edificio

È lo spazio di un edificio, racchiuso o meno da pareti perimetrali, limitato da un pavimento e da un soffitto che può essere orizzontale, inclinato o curvo.

8.2 Piano fuori terra

È il piano di un edificio il cui pavimento si trovi in ogni suo punto perimetrale, o in almeno nel 70% di essi, ad una quota uguale o superiore a quella del terreno circostante nello stato di sistemazione preesistente.

Negli ambiti di trasformazione di cui alla parte terza Titolo II Capo III delle presenti norme le quote del terreno cui riferirsi sono quelle risultanti dalla sistemazione finale dell'area.

8.3 Piano interrato

È il piano di un edificio il cui estradosso del solaio di copertura si trovi in ogni suo punto perimetrale o in almeno nel 70% ad una quota inferiore o uguale a quella del terreno circostante nello stato di sistemazione preesistente.

Negli ambiti di trasformazione di cui alla parte terza Titolo II Capo III delle presenti norme le quote del terreno a cui riferirsi sono quelle risultanti dalla sistemazione finale dell'area.

8.4 Piano seminterrato

È il piano di un edificio compreso tra le limitazioni di cui ai precedenti paragrafi 8.2 e 8.3. Non è computato ai fini del numero massimo di piani consentito dai parametri urbanistici di zona.

8.5 Piano terra

È il primo piano fuori terra di un edificio sotto al quale non esistono altri piani, o esistono solamente piani interrati. È sempre computato ai fini del numero massimo di piani consentito dai parametri urbanistici di zona.

8.5.1 Piano pilotis

È il primo piano fuori terra, prevalentemente libero, sottostante altri piani e caratterizzato dalla presenza dei soli pilastri; può ospitare, per non più del 25% della sua estensione, vani chiusi, esclusivamente per la realizzazione di vani scala, ascensori, androni d'ingresso.

È sempre computato ai fini del numero massimo di piani consentito dai parametri urbanistici di zona.

8.6 Piano rialzato

È il primo piano fuori terra di un edificio sotto al quale esista un piano seminterrato.

8.7 Piano ammezzato e soppalchi

È il piano di un edificio interposto tra due piani fuori terra, di norma tra il piano terreno ed il primo, di altezza interna generalmente inferiore a quella degli altri piani fuori terra.

È sempre computato ai fini del numero massimo di piani consentito dai parametri urbanistici di zona, indipendentemente dal suo utilizzo.

Non sono computati ai fini del numero massimo dei piani consentiti dai parametri urbanistici di zona, i soppalchi, purché abbiano una superficie di calpestio inferiore ad 1/3 della superficie di pavimento del locale su cui si affacciano e purché non accolgano vani chiusi, con la sola eccezione di servizi igienici. Il locale sul quale viene ricavato il soppalco dovrà possedere i requisiti minimi richiesti in base alle vigenti norme igienico-sanitarie indipendentemente dalla superficie del soppalco.

8.8 Piano sottotetto

È il piano di un edificio posto tra l'ultimo piano e la copertura di altezza interna generalmente inferiore a quella degli altri piani fuori terra, accessibile ed ispezionabile dall'interno dell'edificio, limitato da un solaio inferiore e da una copertura orizzontale, inclinata, o curva.

Non è considerato piano sottotetto il vano tecnico compreso tra l'ultimo solaio dell'edificio e la copertura qualora possieda un'altezza media minore o uguale m. 1,00, misurata sull'intera superficie indipendentemente dalle partizioni interne.

Il vano tecnico non è computato ai fini del numero massimo di piani consentito dai parametri urbanistici di zona.

I sottotetti non dotati di autonomia funzionale non sono computati ai fini del numero massimo di piani consentito dai parametri urbanistici di zona.

8.9 Piano sottotetto utilizzabile

soppresso

8.10 Altezza netta del piano

È la misura della distanza tra il pavimento ed il soffitto di un piano di un edificio, ovvero tra il pavimento e l'intradosso delle strutture orizzontali emergenti dal soffitto quando il loro interasse risulti inferiore a m. 0,60. Nei casi di soffitti inclinati o curvi, l'altezza netta è convenzionalmente intesa come altezza media, la quale è misurata su tre punti alle imposte e al culmine ove si tratti di volte a tutto sesto o a sesto ribassato.

8.11 Altezza lorda del piano

È la misura della distanza tra pavimento di un piano di un edificio ed il pavimento del piano superiore, o, nel caso dell'ultimo piano, dalla misura della distanza tra pavimento e l'estradosso del solaio di copertura. Nei casi di coperture inclinate o curve, la misura della distanza è pari all'altezza media tra il pavimento e l'estradosso della copertura stessa, escluso il manto.

Sono escluse le parti della struttura di copertura eccedenti 30 cm di spessore fino ad un max di ulteriori 25 cm, ai sensi dell'art. 11 della L. 115/2008 e smi.

8.12 Superficie totale lorda (Sl)

È la superficie totale misurata al lordo di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre, comprensiva della superficie utile lorda e della superficie accessoria.

8.13 Superficie utile lorda (Sul)

È la superficie dei piani entroterra e fuori terra misurata al lordo di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre ecc. al netto della superficie accessoria, come definita all'art. 8.15.

8.14 Superficie utile netta (Su)

È la superficie che può essere effettivamente destinata all'esercizio di una data funzione o all'assolvimento di un dato servizio. È la somma delle superfici di pavimento dei singoli vani della singola unità immobiliare, al netto delle murature ed esclusi i balconi, le terrazze, i sottoscala di scale interne, le cantine, le soffitte non abitabili, gli eventuali spazi comuni e le superfici comprese negli sguinci.

8.15 Superficie accessoria

È la superficie dei piani entroterra e fuori terra, compreso il sottotetto, avente funzioni di servizio. Essa è costituita da:

  1. a) balconi, terrazze scoperte, tettoie isolate come definite al successivo articolo 11.10.bis, logge e simili. Le logge sono considerate superficie accessoria se la loro profondità è pari o inferiore a m. 2,50;
  2. b) porticati e loggiati se asserviti ad uso pubblico;
  3. c) porticati e loggiati ad uso privato, quando non superino il 10% della superficie coperta;
  4. d) piani pilotis compresi i vani chiusi se nei limiti di cui al precedente paragrafo 8.5.1;
  5. e) locali per impianti tecnologici, quali impianti termici, di climatizzazione, elettrici, idrici e simili, ove il loro esercizio non rientri tra le attività fondamentali inerenti le utilizzazioni dei manufatti edilizi interessati entro il corpo dell'edificio;
  6. f) locali classificati volumi tecnici di cui al successivo paragrafo 8.20;
  7. g) lavanderie di uso condominiale;
  8. h) androni, gallerie interne ed altri vani di relazione ad uso pubblico o condominiali aventi autonomia fisica e funzionale;
  9. i) vani scala condominiali e vani ascensore. La superficie del vano scala non costituisce superficie accessoria, ma superficie utile lorda, in tutti gli altri casi. Le proiezioni orizzontali delle scale interne ai vani abitabili sono parte della superficie utile lorda;
  10. j) piano seminterrato che non ecceda dal perimetro dell'edificio fuori terra, purché di altezza interna netta non superiore a m. 2,40 e sempre che i locali seminterrati non fuoriescano di oltre m. 1,00 dalla quota di cui al successivo paragrafo 8.21 comma 2;
  11. k) primo piano completamente interrato, purché l'altezza interna netta non superi m. 2,40;
  12. l) parcheggi coperti interrati, anche oltre il primo piano completamente interrato;
  13. m) parcheggi coperti fuori terra, purché l'altezza interna netta non superi m. 2,40 e purché non eccedente la superficie coperta esistente o quella ammessa, nelle zone ove previsto, dall'indice Rc;
  14. n) i sottotetti, per le porzioni aventi altezza netta di piano non superiore a 2,40 m, anche se non delimitati da muri;
  15. o) manufatti edilizi e porzioni di essi legittimamente esistenti alla data di entrata in vigore delle presenti norme, con altezza netta di piano inferiore o uguale a 2,40 m, privi dei requisiti di agibilità, posti fuori terra e non riconducibili alle tipologie precedenti o a quelle dell'art.. 11.17.
  16. p) tutti i maggiori spessori, volumi e superfici, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche degli edifici, nei limiti entro i quali, ai sensi delle vigenti norme in materia, è permesso derogare, nell'ambito dei procedimenti ordinati alla formazione dei titoli abilitativi edilizi, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nonché alle altezze massime degli edifici.

Non sono consentite utilizzazioni delle Superfici Accessorie realizzate dopo l'entrata in vigore del Regolamento Urbanistico diverse da quelle di cui al presente articolo.

8.16 Superficie di vendita

È la superficie, degli spazi edificati utilizzati per il commercio al dettaglio, alla quale ha accesso il pubblico, compreso quella occupata dai banchi, scaffalature e simili, e comunque destinata a mostra od esposizione di merce. Non costituisce superficie di vendita quella destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi, nonché quella adibita a deposito carrelli.

Per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita di tutti gli esercizi al dettaglio in esso presenti.

La superficie di vendita degli esercizi commerciali che hanno ad oggetto esclusivamente la vendita di merci ingombranti non immediatamente amovibili ed a consegna differita (concessionarie auto, rivendite di legnami, materiali per l'edilizia e mobili, ecc.) è computata nella misura di 1/10 della superficie di vendita, quando questa non sia superiore a mq. 2500. Per superfici eccedenti tale dimensione la superficie è computata nella misura di 1/10 fino a mq 2500 e nella misura di 1/4 nella misura eccedente.

8.17 Sagoma geometrica

Per sagoma geometrica di una costruzione si intende il solido corrispondente allo spazio occupato dall'edificio ed è formata dal profilo esterno dell'insieme infinito delle sezioni che lo delimitano.

Per sagoma geometrica di una costruzione si intende il solido corrispondente allo spazio occupato dall'edificio, formata dal profilo esterno dell'insieme infinito delle sezioni che lo delimitano.

Non concorrono alla determinazione della sagoma geometrica:

  1. a) la porzione interrata dell'edificio, qualsiasi sia la destinazione e la consistenza della medesima;
  2. b) le aperture (porte e finestre e qualsiasi altra forma di forometria sulle pareti esterne);
  3. c) gli elementi aggettanti dal filo delle pareti esterne (balconi, scale, gli aggetti ornamentali, le tettoie a sbalzo e le pensiline) e dal tetto (abbaini, gronde, ecc.) che non abbiano ai fini dell'applicazione delle presenti norme, rilevanza urbanistica.
  4. d) rampe di accesso ai locali interrati o seminterrati quando non impegnino il perimetro dell'edificio per più di mt 6,00;
  5. e) il rialzamento della quota di imposta della copertura di edifici esistenti esclusivamente nei limiti strettamente necessari alla realizzazione di cordoli od altri accorgimenti tecnici derivanti dalla applicazione delle norme in materia di costruzioni in zona sismica;
  6. f) restano esclusi anche tutti i maggiori spessori, volumi e superfici, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche degli edifici, nei limiti entro i quali, ai sensi delle vigenti norme in materia, è permesso derogare, nell'ambito dei procedimenti ordinati alla formazione dei titoli abilitativi edilizi, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nonché alle altezze massime degli edifici

8.18 Sagoma urbanistica

Per sagoma urbanistica di una costruzione si intende il solido delimitato dalle dimensioni aventi rilievo urbanistico quali altezza massima, altezza ai fini del calcolo del volume utile lordo, entità della superficie coperta o della superficie utile lorda.

8.19 Volume utile lordo di un edificio

Per volume utile lordo si intende la somma dei prodotti delle superfici utili lorde dei piani entroterra e fuori terra di un edificio, delimitate dal perimetro esterno dei piani medesimi, per le rispettive altezze lorde di piano.

Rappresenta il volume da considerare ai fini della determinazione degli oneri concessori, degli spazi a parcheggio fatto salvo solo quanto diversamente disciplinato dalle presenti norme, o di ogni altra verifica che il Regolamento Urbanistico prescriva, con riferimento al volume della costruzione.

Al fine di incentivare l'edilizia sostenibile ed il contenimento energetico per gli edifici di cui è previsto dalle vigenti norme l'attestato di certificazione energetica o di rendimento energetico ed al fine di un ottimale isolamento termico ed acustico il volume utile lordo è computato con l'esclusione di quanto previsto all'art. 11 del D.Lgs. 115/2008.

8.20 Volumi tecnici

Sono considerati volumi tecnici i volumi strettamente necessari a contenere e consentire l'accesso di quelle parti di impianti tecnici (idrico, termico, elevatorio, di parafulmine, di ventilazione, ecc.) che non possono per esigenze tecniche di funzionalità o di sicurezza, o derivanti da norme prescrittive degli impianti stessi, trovare luogo entro il corpo dell'edificio realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche.

A titolo esemplificativo sono da considerare volumi tecnici da non computare nella SUL, quelli sotto indicati:

  1. a) Extra-corpo vani scale condominiali, ovvero la porzione di vano scala condominiale necessaria per raggiungere il piano sottotetto, se non abitabile, o il lastrico solare condominiale;
  2. b) Extra-corsa ascensore;
  3. c) Serbatoi idrici e relativi impianti comprese le vasche e i serbatoi per la raccolta delle acque meteoriche destinate al riutilizzo ad usi compatibili, completamente fuori terra;
  4. d) Centrale termica ove prescritta dalla potenza dell'impianto;
  5. e) Camini, canne fumarie e di ventilazione;
  6. f) Cabine elettriche di trasformazione elettrica MT/BT;
  7. g) Gli abbaini, di cui all'art. 11.19;
  8. h) Scannafossi, purché contenuti nel limite di m. 1,30;
  9. i) Locali tecnici a servizio di fonti di energia rinnovabile e domotica.

I locali di cui alle lettere c), d), f), i) non sono considerati neppure ai fini del calcolo della superficie coperta se realizzati nell'ambito di interventi fino alla ristrutturazione edilizia di manufatti edilizi legittimamente esistenti alla data di entrata in vigore delle presenti norme, se all'interno dei centri abitati, ovvero se a servizio di attività produttive e solo nelle zone ad esse destinati dalle presenti norme.

I locali di cui alle lettere c), d), f), h), i), se interrati e posti all'interno dei centri abitati, godono del regime derogatorio di cui al paragrafo 7.11, comma 3.

In tutti i casi resta fermo il rispetto di quanto prescritto in materia di impermeabilizzazione dei suoli e di distanze.

In ogni caso la sistemazione di volumi tecnici non deve costituire pregiudizio per l'estetica del fabbricato.

Nel caso di nuove costruzioni, ricostruzioni o ristrutturazioni, i volumi tecnici dovranno essere evidenziati fin dall'inizio nel progetto.

8.21 Altezza dei fabbricati (H)

Per altezza dei fabbricati si intende la distanza corrente tra il riferimento alla base e quello in sommità di ciascun fronte dell'edificio.

Si assumerà come riferimento alla base del fabbricato la quota 0,00 così definita:

  1. a)nel caso di strada con marciapiede la quota 0,00 coincide con la quota del retro marciapiede;
  2. b) nel caso di strada senza marciapiede la quota 0,00 viene determinata a 15 cm. rispetto al colmo stradale asfaltato e a 25 cm. se la strada non è asfaltata;
  3. c) negli altri casi la quota 0.00 coincide con la quota media del terreno immediatamente adiacente l'edificio allo stato preesistente, considerando tale stato di progetto per variazione di cm. 15;
  4. d) negli ambiti di trasformazione di cui alla parte terza Titolo II Capo III delle presenti norme, le quote del terreno o delle strade a cui riferirsi sono quelle risultanti dalla sistemazione finale del comparto.

Si assumerà come riferimento alla sommità del fronte del fabbricato:

  • - l'incontro dell'intradosso del solaio di copertura con il piano della facciata quando il solaio di copertura dell'ultimo piano, è piano, o quando il solaio di copertura è inclinato e le falde hanno un'inclinazione non superiore al 35% e la quota dell'intradosso di colmo non supera l'altezza di m. 2,50 rispetto a tale riferimento (vedi fig. 1);
  • -il punto medio tra l'incontro dell'intradosso del solaio di copertura con il piano della facciata e l'intradosso del colmo quando il solaio di copertura dell'ultimo piano è inclinato e le falde hanno un'inclinazione superiore al 35% e la quota dell'intradosso supera di m. 2,50 il punto di incontro dell'intradosso con la facciata (vedi fig. 1).

Ai fini della determinazione dell'altezza si osserveranno le seguenti norme:

  1. a) in caso di terreni pianeggianti il riferimento in sommità verrà contenuto entro la superficie parallela al terreno e posta alla quota corrispondente all'altezza massima prevista per la zona. L'altezza massima sarà misurata in verticale a partire dal riferimento alla base dell'edificio;
  2. b) in caso di terreni inclinati il riferimento in sommità verrà contenuto entro la superficie parallela al terreno e posta alla quota corrispondente all'altezza massima prevista per la zona (vedi fig. 3). L'altezza massima sarà misurata in verticale a partire dal riferimento alla base dell'edificio;
  3. c) qualora l'edificio venga realizzato a gradoni o per sezioni aventi fronti di altezze diverse, l'altezza massima di ciascun gradone, sezione o fronte, dovrà essere compatibile con l'altezza massima prevista per la zona (vedi fig. 4);
  4. d) qualora l'edificio prospetti più strade, la quota 0.00 coincide con la quota di ciascuna strada;
  5. e) le eventuali porzioni di edificio, fronti, o sezioni arretrate rispetto al filo della facciata più avanzata vengono considerate ai fini dell'altezza del fronte solo quando emergono rispetto al profilo ideale della coperture inclinata con pendenza del 35% ed impostata alla quota riferita all'altezza massima ammissibile per ciascuna zona urbanistica e/o eccedano 5 metri in profondità da detto filo e/o per una lunghezza superiore ai m. 5,00;
  6. f) non vengono considerati ai fini della determinazione dell'altezza massima gli elementi posti sopra la copertura e destinati ad accogliere gli impianti e gli apparati tecnologici e gli elementi decorativi ed i parapetti pieni con altezza minore o uguale di m. 1,20;
  7. g) non vengono considerati gli abbaini aventi le caratteristiche di cui all'art. 11.19
  8. h) non vengono altresì considerati ai fini della determinazione dell'altezza massima i volumi tecnici come definiti all'art. 8.20 delle presenti norme, posti oltre il riferimento alla sommità del fronte del fabbricato, con l'esclusione di quelli alle lett. c), d), f) e i)
  9. i) restano esclusi dal computo dell'altezza massima tutti i maggiori spessori, volumi e superfici, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche degli edifici, nei limiti entro i quali, ai sensi delle vigenti norme in materia, è permesso derogare, nell'ambito dei procedimenti ordinati alla formazione dei titoli abilitativi edilizi, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nonché alle altezze massime degli edifici.
Figura 1 Figura 1.1 Figura 2.1 Figura 3 Figura 4

Art. 9 Distanze e allineamenti obbligati e fasce di rispetto

9.1 Distanza minima dei fabbricati dai confini di proprietà e di zona

Per distanza minima dei fabbricati dai confini si intende la lunghezza del segmento minimo congiungente la proiezione al suolo della parete più sporgente del fabbricato, esclusi gli aggetti non superiori a m. 2,00 delle coperture, dei balconi e degli elementi decorativi, ed il confine prospiciente (figura 5).

Di norma la distanza minima dai confini deve essere pari alla metà della distanza tra gli edifici prevista dalle norme di zona, con un minimo di m. 5,00, e potrà essere variata solamente nel caso in cui tra i confinanti si stabilisca una convenzione, per atto pubblico o per scrittura privata registrata e trascritta, in base alla quale venga assicurata o l'aderenza o il rispetto della distanza tra gli edifici che si fronteggiano, ove il confinante realizzi successivamente un intervento edilizio.

Ai fini della determinazione delle distanze, i confini tra zone urbanistiche diverse sono assimilati ai confini di proprietà

I piani interrati, come definiti all'art. 8 paragrafo 8.3 possono essere realizzati sul confine, ma non all'interno delle fasce di rispetto stradale.

È consentito costruire sul confine del lotto, senza la convenzione di cui al precedente secondo comma, nei seguenti casi:

  1. a)quando sul lotto finitimo esista già una costruzione a filo del confine con parete senza vedute;
  2. b) quando venga presentato un progetto unitario per i fabbricati da costruire in aderenza;
  3. c) nel contesto di un Piano Urbanistico Attuativo.

Sono fatte salve le disposizioni specifiche che prescrivono una distanza assoluta dal confine e perciò non consentono la costruzione sul confine medesimo.

Figura 5

9.2 Distanza minima dei fabbricati dalle strade e dalle ferrovie

Per distanza dei fabbricati dalle strade si intende la lunghezza del segmento minimo congiungente la proiezione al suolo della parete più sporgente, esclusi gli aggetti inferiori a m. 2,00 delle coperture, dei balconi e degli elementi decorativi ed il confine stradale.

Ai sensi dell'art. 2, 1º comma del D.L. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada) e successive modifiche ed integrazioni si definisce strada "l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali" e si intende per confine stradale il "limite della proprietà stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o delle fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o del piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea" così come definito all'art. 3 punto 10 dello stesso Codice della Strada.

Nelle zone territoriali omogenee A, B, C, D e F, qualora non vi siano particolari vincoli a protezione dei nastri stradali previsti nelle tavole di cui all'art. 2 paragrafo B o particolari distanze indicate nelle specifiche norme di zona, le distanze minime dei fabbricati dal ciglio stradale sono quelle previste dall'art. 9 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444.

Qualora un edificio prospetti su un'area pubblica o di uso pubblico, aperta alla circolazione dei pedoni e/o dei veicoli, la distanza minima tra il fronte dell'edificio ed il limite opposto dell'area inedificata, non può essere inferiore all'altezza massima dell'edificio.

Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei due commi precedenti nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di Piani Urbanistici Attuativi con previsioni planivolumetriche.

Negli interventi sul patrimonio esistente e nelle zone di completamento è ammesso mantenere gli allineamenti esistenti.

Al di fuori delle zone territoriali omogenee A, B, C, D e F si applicano le distanze previste dal D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e dal D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modifiche ed integrazioni.

Lungo i tracciati delle linee ferroviarie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie ad una distanza, da misurarsi in proiezione orizzontale, minore di trenta metri dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia, fatte salve eventuali deroghe concesse dall'ente competente.

Nella costruzione, nella ricostruzione e nelle addizioni volumetriche o di manufatti di qualsiasi specie, deve essere osservata una distanza minima di trenta metri nei confronti delle officine di qualsiasi tipo dell'azienda delle ferrovie, nonché dei seguenti impianti della stessa azienda:

  • - Deposito locomotive;
  • - rimesse di locomotive con dotazione di operai e mezzi di lavoro;
  • - squadre rialzo;
  • - posti di manutenzione corrente del materiale rotabile;
  • - cantieri iniezione legnami.

La distanza di cui al comma precedente deve misurarsi in proiezione orizzontale a partire dal limite esterno delle officine o degli impianti.

9.3 Distanza minima tra i fabbricati

Per distanza tra fabbricati si intende la lunghezza del segmento minimo congiungente il corpo più sporgente del fabbricato, esclusi gli aggetti non superiori a m. 2,00 dei balconi, delle coperture e degli elementi decorativi, e l'edificio antistante misurato in maniera ortogonale alla parete.

La distanza tra fabbricati si applica tra pareti di edifici antistanti. Essa non deve mai essere inferiore a m. 10,00, fatto salvo quanto previsto dall'art. 9 del D.M. 1444/1968.

Nelle zone territoriali omogenee C è altresì prescritta tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti la distanza minima pari all'altezza del fabbricato più alto.

È consentita la costruzione in unione o in aderenza salvo diverse disposizioni contenute nelle presenti norme.

Nelle zone territoriali omogenee A, B, C, D e F, qualora non vi siano particolari vincoli a protezione dei nastri stradali previsti nelle tavole di cui all'art. 2 paragrafo B o particolari distanze indicate nelle specifiche norme di zona, le distanze minime tra fabbricati fra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli, con l'esclusione della viabilità a fondo cieco al servizio dei singoli edifici o di insediamenti, sono quelle previste dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444.

Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di un Piano Urbanistico Attuativo con previsioni planivolumetriche.

Le addizioni funzionali, le sopraelevazioni e gli interventi che comportino mutamento della sagoma geometrica dell'edificio, sono comunque considerati, per la parte che fuoriesce dalla originaria sagoma, come "nuova costruzione", e, quindi, soggette al rispetto della distanza minima di dieci metri.

9.3 bis Salvaguardia e valorizzazione di aree di interesse o di rischio/potenzialità archeologica

Nel territorio comunale sono individuate aree di interesse o di rischio/potenzialità archeologica la cui disciplina è contenuta nell'art. 95 bis del presente Regolamento.

Nel caso che, nel corso dell'esecuzione di lavori, vengano effettuati rinvenimenti di presumibile interesse archeologico, storico o artistico, è fatto obbligo, ai sensi della legislazione vigente in materia, di sospendere i lavori e avvertire immediatamente la Soprintendenza archeologica regionale o la stazione dei Carabinieri competente per territorio e provvedere alla custodia temporanea dei beni rinvenuti.

Quando esistano motivi per ritenere probabile il ritrovamento di cose di interesse archeologico, storico o artistico, e comunque ogni qualvolta la competente Soprintendenza lo segnali, l'esecuzione dei lavori deve essere preceduta da un'adeguata campagna di sondaggi preventivi sui terreni preordinati agli scavi.

Nel caso di opere pubbliche o di interesse pubblico devono essere rispettati i disposti degli arti 95 e 96 del Codice degli Appalti (D.Lgs 12 aprile 2006, n. 163 smi).

9.4 Ambiti di rispetto dei cimiteri

Ai sensi della Legge 24 luglio 1934, n. 1265 Testo unico delle Leggi sanitarie e successive modifiche ed integrazioni i cimiteri devono essere collocati ad una distanza di almeno 200 metri dai centri abitati. È vietato costruire intorno ai cimiteri nuovi edifici entro il raggio di m. 200.

Nell'ampliamento dei cimiteri esistenti l'ampiezza della fascia di rispetto può essere ridotta a m. 100, con le procedure di cui all'art. 338 T.U.L.S. e ss.mm.. A seguito della esecuzione di ampliamenti dei cimiteri le distanze di cui sopra si applicano a partire dal limite della zona di ampliamento.

Per i cimiteri esistenti sono riportate nelle tavole di Piano le distanze di rispetto corrispondenti alle riduzioni vigenti al momento dell'adozione del presente strumento di pianificazione urbanistica.

Entro le fasce di rispetto dei cimiteri sono ammesse esclusivamente le trasformazioni fisiche volte a realizzare:

  1. a) elementi viari;
  2. b) parcheggi;
  3. c) reti idriche;
  4. d) reti fognanti;
  5. e) metanodotti, gasdotti e simili;
  6. f) sostegni di linee aeree;
  7. g) stazioni ricetrasmittenti per telefonia mobile;
  8. h) parchi e giardini;
  9. i) impianti tecnologici che non richiedono una permanenza continuativa di persone se non quella limitata alle normali attività di manutenzione, presidio e controllo;
  10. j) locali tecnici e serre temporanee o stagionali.

All'interno delle zone di rispetto per gli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di recupero ovvero interventi funzionali all'utilizzo dell'edificio stesso, tra cui l'ampliamento pari al 10% della superficie utile lorda esistente, ove non risultino soggetti a particolari discipline, ed il cambio di destinazione d'uso ove non in contrasto con le norme di zona.

Degli edifici e degli altri manufatti edilizi esistenti nelle fasce di rispetto dei cimiteri sono compatibili le utilizzazioni in atto alla data di adozione del presente strumento di pianificazione urbanistica.

9.5 Distanze dai corsi d'acqua

Fatte salve eventuali maggiori distanze minime prescritte dalle norme vigenti in materia di tutela dei corsi d'acqua, acque pubbliche e salvaguardie idrauliche, per le nuove edificazioni, le addizioni volumetriche e per gli interventi di sostituzione edilizia si devono osservare le seguenti distanze minime:

  1. a) m. 20 nelle zone territoriali omogenee E;
  2. b) m. 10 nelle altre zone.

Per le piantagioni di alberi in fregio ai corsi d'acqua occorre attenersi alle disposizioni impartite con Regio Decreto 28 luglio 1904, n. 523 e comunque ad una distanza minima di m. 4,00 dal piede dell'argine.

Le suddette distanze sono da computarsi a partire dall'unghia esterna degli argini principali, oppure dal ciglio della riva in caso di mancanza di arginatura, o comunque a partire dal limite dell'area demaniale qualora più ampia.

9.6 Distanze dagli elettrodotti

Gli elettrodotti rappresentano l'insieme delle linee elettriche, delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione.

Al fine di mantenere adeguate distanze di sicurezza dagli impianti sopra detti, sono individuate delle fasce cautelative entro le quali gli interventi necessitano di una preventiva verifica di compatibilità.

All'interno di tali limiti è prioritariamente necessario verificare la sussistenza di fasce di rispetto rispondenti, per dimensioni e regolamentazione, alle disposizioni nazionali, regionali e locali vigenti in materia. L'ampiezza delle fasce di rispetto e i dati utilizzati per il loro calcolo sono determinati dal proprietario/gestore dell'impianto.

Ogni trasformazione nelle suddette zone che possa avere reciproca interferenza con gli impianti, deve essere preventivamente autorizzata dalla competente Autorità, previo parere del proprietario/gestore dell'impianto.

Per Autorità competenti ai fini delle autorizzazioni si intendono quelle competenti al rilascio delle autorizzazioni per la costruzione e/o l'esercizio di elettrodotti e/o insediamenti e/o aree ai sensi delle vigenti norme.

9.7 Distanze dalle condotte di liquidi e di sostanze gassose

Al fine di garantire la protezione delle condotte principali di liquidi e di sostanze gassose (quali acquedotti, fognature, oleodotti, metanodotti, gasdotti e simili) e degli impianti, non sono ammesse nuove costruzioni di edifici, ricostruzioni di edifici conseguenti a demolizioni integrali di edifici preesistenti e ampliamenti di edifici che comportino l'avanzamento dei fronti verso la condotta interessata, nelle fasce di 12 metri latistanti l'asse delle condotte.

Resta ferma ogni eventuale disposizione posta da leggi, da atti aventi forza di legge e da provvedimenti amministrativi riguardanti la materia, ovvero da atti costitutivi di servitù, nonché distanze inferiori stabilite dal proprietario/gestore dell'impianto.

Al fine di prevenire danni alle persone e cose causati da esplosioni o incendi sono individuate delle distanze cautelative da condotte per il trasporto di sostanze gassose e liquide infiammabili (metanodotti e oleodotti) entro le quali gli interventi necessitano di una preventiva verifica di compatibilità.

All'interno di tali limiti è prioritariamente necessario verificare la sussistenza di fasce di rispetto rispondenti per dimensioni e regolamentazione alle disposizioni nazionali, regionali e locali vigenti in materia. L'ampiezza delle fasce di rispetto e i dati utilizzati per il loro calcolo sono determinati dal proprietario/gestore dell'impianto.

Ogni trasformazione nelle suddette zone che possa avere reciproca interferenza con gli impianti, deve essere preventivamente autorizzata dal proprietario/gestore dell'impianto se ed in quanto consentite.

Per Autorità competenti ai fini delle autorizzazioni si intendono quelle competenti al rilascio delle autorizzazioni per la costruzione e/o l'esercizio di elettrodotti e/o insediamenti e/o aree ai sensi delle vigenti norme.

Art. 10 Elementi primari di riferimento

10.0 Organismo Edilizio

Per organismo edilizio si intende una unità funzionalmente autonoma destinata ad uno degli usi di cui all'art. 59 della LRT 1/2005.

10.1 Unità immobiliare

È la minima entità immobiliare, censita o censibile al catasto urbano, capace di assolvere autonomamente alle funzioni secondo cui essa è censita o censibile.

10.2 Manufatto edilizio

Per manufatto edilizio si intende qualsiasi costruzione risultante da attività realizzativa umana, isolato o artificialmente unito ad altri immobili, ed in particolare al suolo, anche se a scopo transitorio.

10.2.1 Volumetrie secondarie

Sono volumetrie secondarie i manufatti legittimi posti in prossimità o in aderenza all'edificio principale, che svolgono funzioni accessorie e non hanno caratteristiche di autonoma utilizzazione funzionale.

10.2.2 Volumetrie principali

Sono volumetrie principali quelle residuali dalla definizione di cui al precedente paragrafo 10.2.1.

10.3 Edificio

Per edificio s'intende qualsiasi manufatto edilizio coperto, isolato da strade e/o da altri spazi scoperti, ovvero da altri manufatti edilizi, mediante elementi verticali che si elevano dalle fondazioni alle copertura, e che disponga di uno o più accessi liberi, sulle strade o su altri spazi scoperti.

10.4 Lotto edificabile

È un'area a cui si riconosce una distinta identità e proprie prescrizioni, relativamente alle trasformazioni di nuova edificazione in esso previste o ammesse.

10.5 Lotto edificato

È un'area dotata di distinta identità, sulla quale sorge un edificio; esso è unitariamente costituito dall'area di sedime dell'edificio esistente e dai relativi spazi scoperti di pertinenza.

10.6 Allineamento

Per allineamento si intende la linea sulla quale si attesta l'edificazione; nel caso in cui il Regolamento urbanistico prescriva allineamenti obbligati, la condizione è da intendersi soddisfatta per allineamenti non inferiori all'80% delle superfici di facciata dell'edificio.

10.7 Isolato

È qualsiasi porzione di terreno urbano, variamente edificata o di prevista edificazione, delimitata da elementi di viabilità o da spazi scoperti, comunque aperti al pubblico transito, esistente o previsto.

10.8 Confine stradale

Il limite della proprietà stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza di tali atti il confine è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea.

10.9 Accesso carrabile

Per accesso carrabile si intende ogni comunicazione carrabile tra un lotto, edificato o non edificato, ed un elemento di viabilità, od un altro spazio scoperto, comunque aperto al pubblico transito, esistente o previsto.

10.10 Parcheggio di pertinenza

Per parcheggio di pertinenza si intende la superficie, coperta o scoperta, legata da vincolo pertinenziale ad un edificio o ad un'unità immobiliare, destinata al ricovero od alla sosta temporanea dei veicoli in uso ai residenti nell'edificio o nell'unità immobiliare, ovvero degli addetti alle attività che vi si svolgono.

10.11 Parcheggio di relazione

È la superficie pubblica o di uso pubblico, coperta o scoperta, destinata alla sosta temporanea dei veicoli.

10.12 Parcheggio di scambio

È la superficie pubblica o di uso pubblico, coperta o scoperta, destinata alla sosta temporanea dei veicoli degli utenti dei sistemi dei trasporto collettivo, adiacente o comunque prossima ad una fermata dei vettori di tali strumenti di trasporto.

Art. 11 Elementi architettonici e di arredo

11.1 Loggia

Per loggia si intende lo spazio delimitato da due o tre pareti verticali e da due orizzontamenti, accessibile sia da vani abitabili che accessori, la cui superficie coperta è da valutare al 100%.

È sempre computata nella superficie utile lorda salvo quando possiede le caratteristiche di cui al precedente art. 8 paragrafo 8.15.

Le logge esistenti sono computate alla stessa maniera delle nuove logge.

11.2 Loggiato

Per loggiato si intende lo spazio delimitato da una parete verticale da una pilastrata e da due orizzontamenti, la cui superficie coperta è da valutare al 100%.

È sempre computata nella superficie utile lorda salvo quando possiede le caratteristiche di cui al precedente art. 8.15.

I loggiati esistenti sono computati alla stessa maniera dei nuovi loggiati.

11.3 Porticato

Per porticato si intende lo spazio utile, delimitato da una o due pareti verticali, una pilastrata e provvisto di copertura a tetto o a terrazza, senza strutture sovrastanti.

È ammesso solo in quanto pertinenza di fabbricato, ed è computato al 50% della superficie coperta se la sua superficie è inferiore al 10% della superficie coperta del fabbricato, nel qual caso non viene computato ai fini della superficie utile lorda. Viene computato al 100% della superficie coperta e della superficie utile lorda se si supera detta percentuale.

I porticati esistenti sono computati alla stessa maniera dei nuovi porticati.

11.4 Balcone

Per balcone si intende la superficie calpestabile aggettante aperta su tre lati ovvero su due lati nel solo caso di balconi posti in angolo dell'edificio non assimilabili ad altri elementi architettonici e di arredo contemplati nell'art. 11.

Se l'aggetto non supera m. 2,00 non viene computato ai fini della superficie coperta, in caso contrario la sua superficie viene computata al 50% ai fini della superficie coperta.

Nel caso di balconi sovrapposti o posti a vari livelli, viene considerato per gli effetti dal calcolo della superficie coperta, la somma delle proiezioni a terra.

11.5 Ballatoio

Per ballatoio si intende la struttura distributiva orizzontale a servizio di più unità immobiliari; non viene computato ai fini della superficie utile lorda.

La sua valutazione, nel caso di nuovi fabbricati o di aggiunte a fabbricati esistenti, è analoga a quella dei balconi se aggettante, dei loggiati negli altri casi.

11.6 Terrazza

Per terrazza si intende una superficie utile scoperta posta a copertura di ambienti sottostanti.

11.7 Gazebo

Il Gazebo è un manufatto, isolato, di pertinenza di edifici a carattere residenziale o a copertura di spazi esterni a pubblici esercizi, ove consentito, costituito da una struttura verticale astiforme in metallo, legno o materiali compositi, con copertura in tela, canniccio, legno, ferro, vetro, ecc., completamente aperto su tutti i lati, saldamente ancorato al suolo in maniera permanente.

Non è computato nella superficie coperta e nella superficie utile lorda se possiede le caratteristiche che seguono:

  1. 1) Altezza al colmo =< di m. 3,50;
  2. 2) Superficie coperta =< di mq. 16,00 per residenze;
    =< di mq. 50,00 per pubblici esercizi, realizzabili anche in due elementi.

La superficie occupata è considerata superficie impermeabile ai fini della prevenzione del rischio idraulico.

Limitatamente agli spazi esterni a pubblici esercizi, è consentita la chiusura perimetrale del gazebo con elementi amovibili in vetro o pvc da rimuovere al cessare dell'attività. Il gazebo non potrà essere utilizzato a deposito materiali dell'attività.

Non è ammesso più di un gazebo per ciascuna unità immobiliare avente un proprio resede di pertinenza o per ciascun resede di edificio condominiale.

Ai soli fini dell'applicazione del presente articolo, la terrazza con funzione di lastrico solare, è equiparata a resede di pertinenza.

11.8 Pergolato

Il pergolato è una struttura di pertinenza di unità immobiliare composta da elementi verticali e di sovrastanti elementi in legno o metallo, atta a consentire il sostegno al verde rampicante. Gli elementi orizzontali devono determinare un rapporto di foratura pari a 4/5 e non essere impostati ad una quota superiore a m. 3,00.

La superficie occupata dal pergolato non può eccedere mq. 20,00 e non è valutata ai fini della prevenzione del rischio idraulico, salvo la presenza di sottostanti pavimentazione o strutture che limitino la permeabilità del suolo.

Non è consentito più di un pergolato per ciascuna unità immobiliare avente un proprio resede di pertinenza o per ciascun resede di edificio condominiale.

È comunque obbligatoria la piantumazione di rampicanti che siano sostenuti dal pergolato, l'assenza della previsione fin dal progetto di verde rampicante esclude la struttura dalla definizione e non ne consente la realizzazione o il mantenimento.

Entro i limiti dimensionali e con le caratteristiche di cui al presente articolo non viene computato nella superficie coperta e nella superficie utile lorda.

Ai soli fini dell'applicazione del presente articolo, la terrazza con funzione di lastrico solare, è equiparata a resede di pertinenza.

11.9 Pensilina

La pensilina è una struttura composta da elementi verticali in legno o metallo e da una copertura in vetro, legno o metallo, con la funzione di proteggere il percorso dal marciapiede all'ingresso dell'edificio.

L'altezza del colmo non deve essere superiore a m. 3,00, la larghezza non deve essere superiore a m. 2,00 ed i lati devono essere privi di qualsiasi elemento di chiusura, anche trasparente o inferriate o simili.

Entro i limiti dimensionali e con le caratteristiche di cui al presente articolo non è computata agli effetti della superficie coperta e della superficie utile lorda, mentre lo è agli effetti della determinazione della superficie permeabile.

11.10 Tettoia aggettante

Per tettoia aggettante si intende una struttura orizzontale o inclinata aggettante dal fabbricato a protezione di porte, finestre o marciapiedi privati.

Nell'edilizia residenziale, se l'aggetto non supera m. 2,00 non viene computato ai fini della superficie coperta; in caso contrario la sua superficie viene computata al 50% ai fini della superficie coperta e deve soddisfare le norme sulle distanze dai confini.

Per le altre destinazioni, se l'aggetto non supera m. 3,50, non è computato ai fini della superficie coperta; in caso contrario la sua superficie viene computata al 50% ai fini della superficie coperta e deve soddisfare le norme sulle distanze dai confini.

Nel caso di tettoie aggettanti sovrapposte o poste a vari livelli, viene considerato, per gli effetti del calcolo della superficie coperta, il profilo della somma delle proiezioni a terra.

Non sono ammesse tettoie aggettanti a servizio di piani o di vani che non abbiano requisiti di abitabilità.

11.10.bis Tettoia isolata

Per tettoia isolata si intende una struttura separata da altri edifici costituita da una copertura impermeabile orizzontale, inclinata o curva, sostenuta da elementi verticali puntiformi, aperta su tutti i lati.

Viene sempre computata nel 100% della superficie coperta, non determina superficie utile lorda e deve soddisfare le norme sulle distanze dai confini.

11.11 Recinzioni

Per recinzione si intende qualsiasi delimitazione di aree scoperte, sia essa costituita da murature, elementi prefabbricati, reti o siepi.

In tutto il territorio comunale, eventuali nuove recinzioni, devono avere un'altezza massima complessiva non superiore a m. 1,50 e, di norma, devono coincidere con tracce fondiarie consolidate (limiti di coltura, strade, sistemazione del terreno).

Sono fatte salve ulteriori prescrizioni e limitazioni per gli ambiti del territorio aperto.

Il limite di m. 1,50 è da intendersi prescrittivo per la parte a confine col suolo pubblico; sono consentite recinzioni di altezza maggiore, fino ad un massimo di m. 3, per la parte prospiciente spazi privati, a condizione che la parte eccedente m. 1,50 sia realizzata con ringhiera o rete.

11.12 Scala esterna

Per scala esterna si intende la struttura di collegamento verticale costituita da rampe e pianerottoli, aperta su almeno due lati, completamente esterna alla sagoma dell'edificio.

Non è computata ai fini della superficie coperta se completamente aggettante fino ad un massimo di largehzza di m. 1,30 e finalizzata a superare un dislivello dal piano di campagna non superiore m. 3,80.

Non è altresì computata ai fini della superficie coperta la scala esterna di tipo industriale a servizio di una unità immobiliare, collocata esclusivamente sul prospetto laterale o tergale, avente le seguenti caratteristiche:

  • - struttura semplice in ferro o legno con pedate a vista prive di alzata;
  • - larghezza massima della rampa ml 0,80;
  • - sviluppo in proiezione orizzontale massimo di ml 2,70
  • - dislivello massimo da superare rispetto al piano di campagna di ml 3,80 e una inclinazione massima compresa tra 45 e 75 gradi.

In tutti gli altri casi è compresa per intero nella superficie coperta e deve soddisfare le norme sulle distanze dai confini.

11.13 Scala di sicurezza

Per scala di sicurezza si intende la struttura di collegamento verticale, interna o esterna al fabbricato, necessaria ed obbligatoria per consentire l'utilizzazione del fabbricato in relazione a norme prescrittive vigenti e non utilizzate come scale ordinarie.

Sono compresi nella definizione i corpi accessori necessari alla qualificazione, quali le canne di aereazione ed i vani filtro provvisti di porte tagliafuoco.

Le scale di sicurezza esterne come sopra definite non sono computate agli effetti della superficie coperta e della superficie utile lorda, mentre lo sono agli effetti della determinazione della superficie permeabile.

Le scale di sicurezza, qualunque sia la loro configurazione, devono soddisfare le norme sulle distanze dai confini.

11.14 Vasca

Per vasca si intende qualsiasi struttura, fuori o entro terra, totalmente o parzialmente, destinata a contenere acqua per scopi ornamentali, di sicurezza antincendio o per irrigazione.

La vasca deve essere priva di impianti sanitari per il trattamento delle acque ed è considerata superficie impermeabile ai fini della prevenzione del rischio idraulico e della impermeabilizzazione del suolo.

11.15 Piscina

Per piscina si intende la struttura accessoria, sia fuori che entro terra, totalmente o parzialmente, atta a consentire attività di balneazione, anche se limitata in ragione delle dimensioni e della profondità.

È considerata superficie impermeabile ai fini della prevenzione del rischio idraulico e della impermeabilizzazione del suolo.

La realizzazione della piscina è ammessa quando risultino documentate e verificate le seguenti condizioni:

  • - l'opera non determini sensibili trasformazioni planoaltimetriche delle giaciture del suolo preesistenti ed in particolare non comporti la demolizione o la modifica di muri a retta, ciglioni, terrazzamenti, viabilità campestre e corsi d'acqua o opere di scolo;
  • - sia dimostrabile un approvvigionamento sufficiente e continuo dell'acqua necessaria a carico di pozzi privati o sostenibile da parte dell'acquedotto pubblico;
  • - sia dimostrata la fattibilità attraverso uno studio geologico di dettaglio;
  • - la profondità massima non sia superiore a m. 2,20;
  • - le dimensioni planimetriche siano contenute entro una superficie massima di mq. 150 nel caso di attività turistico-ricettive e mq. 80 per le abitazioni private;
  • - la pavimentazione perimetrale sia realizzata in pietra naturale locale;
  • - il rivestimento del fondo e delle pareti sia realizzato in colori chiari e neutri;
  • - il vano tecnico, di dimensioni massime m. 2,00 x 2,00 ed altezza massima di 2,20. m., dovrà essere interrato.

Per la localizzazione delle piscine deve essere presentato un progetto relativo a tutto lo scoperto di pertinenza in cui devono essere indicati tutti gli accorgimenti utilizzati per minimizzare l'impatto sul paesaggio

11.16 Piscine stagionali

Sono considerate piscine stagionali i contenitori semplicemente appoggiati al suolo, senza sottostrutture di alcun genere, utilizzabili per la balneazione, anche se provvisti di trattamento sanitario delle acque.

Se mantenute permanentemente in loco, anche se svuotate, sono assimilate alle piscine di cui al precedente punto.

11.17 Arredi da giardino

Sono considerati arredi da giardino gli elementi accessori necessari per l'utilizzazione ed il godimento dello spazio aperto e gli stessi non sono computati ai fini della superficie coperta, della superficie utile lorda fatto salvo quanto stabilito dal Codice Civile in materia di distanze dal confine e stillicidio.

Sono compresi nella definizione:

  1. a) piccole serre, nel numero massimo di una per ciascuna unità immobiliare unifamiliare (o condominio) avente proprio resede di pertinenza di superficie non inferiore a mq. 200, con struttura metallica o in legno, chiuse con vetro, metacrilato o plexiglas, appoggiate al suolo e prive di pavimentazione, con una superficie massima di mq. 4,00 ed altezza massima non superiore a m. 2,20, destinate a ricovero di piante e di attrezzi da giardino;
  2. b) piccoli depositi per attrezzi, nel numero massimo di uno per ciascuna unità immobiliare (o condominio) avente un proprio resede non inferiore a mq. 200, con struttura in legno, semplicemente appoggiate al suolo, con una superficie massima di mq. 4,00, altezza massima non superiore a m. 2,20 e copertura a falde inclinate;
  3. c) barbecue o piccoli forni, anche in muratura, purché di superficie complessiva non superiore a mq. 2,00 ed aventi altezza massima, escluso il comignolo, non superiore a m. 2,00 e nel numero massimo di uno per resede di pertinenza.

Nell'installazione degli arredi da giardino come sopra elencati deve essere preventivamente valutata la loro compatibilità rispetto a situazioni documentate di rischio idraulico.

La costruzione dei manufatti di cui ai precedenti punti a) b) e c) non è ammessa negli ambiti della conservazione e del restauro.

Ai fini dell'applicazione del presente articolo la terrazza con funzione di lastrico solare è equiparata a resede di pertinenza.

11.18 Campi da tennis

La realizzazione di campi da tennis ad uso privato è ammessa solo quando risultino documentate e verificate le seguenti condizioni:

  • - l'opera non determini sensibili trasformazioni planoaltimetriche delle giaciture del suolo preesistenti, ed in particolare non comporti la demolizione o la modifica delle relative opere quali muri a retta, ciglioni, terrazzamenti, viabilità campestre e corsi d'acqua o opere di scolo;
  • - la superficie di gioco (sottofondo e finiture) sia realizzata in materiali drenanti di colorazione assonante con le cromie dominanti nell'intorno;
  • - non siano previsti locali accessori di servizio.

La realizzazione dei campi da tennis è subordinata alle seguenti ulteriori condizioni:

  • - il dislivello massimo tra il punto più elevato e quello più basso dell'area direttamente interessata dall'impianto non sia maggiore di m. 1,00 considerando le quote lungo il lato più corto e di m. 2,00 considerandole lungo il lato più lungo. Dette quote devono risultare da apposito rilievo quotato in scala adeguata, preso sullo stato naturale dei luoghi esistenti;

Per la localizzazione dei campi da tennis deve essere presentato un progetto relativo a tutto lo scoperto di pertinenza in cui devono essere indicati tutti gli accorgimenti utilizzati per minimizzare l'impatto sul paesaggio.

11.19 Abbaini

Per abbaino si intende il volume tecnico appositamente configurato e dimensionato per consentire l'accesso in sicurezza alla copertura, garantire la ventilazione del piano sottotetto e, per i locali sottotetto adibiti ad abitazione permanente, a contribuire al soddisfacimento dei requisiti di aerazione e illuminazione naturale.

In presenza di coperture con falde inclinate, gli abbaini devono essere posizionati ad una distanza non inferiore a ml 1,50 dalla linea di gronda e non devono essere più di uno sulla stessa linea di massima pendenza.

L'abbaino dovrà possedere un unico fronte e una copertura raccordata a quella dell'edificio.

La larghezza massima esterna degli abbaini non dovrà superare ml 1,50 e il dislivello massimo esterno dal piano di falda di copertura e la sommità all'intradosso della copertura dell'abbaino non dovrà superare ml 1,60.

L'aspetto architettonico dell'abbaino deve essere comunque rapportato al tipo edilizio e all'architettura della facciata dell'edificio sottostante e seguirne la morfologia materica.

La lunghezza (profondità) massima dell'abbaino non potrà superare quella di 1/4 della lunghezza del fronte corrispondente.

Il numero massimo di abbaini non potrà essere maggiore ad 1/4 della lunghezza dell'intero fronte corrispondente dell'edificio, anche se composto da più falde, arrotondato per difetto.

Dimensioni maggiori a quelle sopra indicate saranno considerate come eccedenti la sagoma geometrica dell'edificio e computate al fine dell'altezza massima dell'edificio e delle distanze.

Per gli edifici esistenti la realizzazione di abbaini, non potrà portare alla creazione di nuovi spazi interni dapprima non utilizzabili per esigenze abitative ai sensi del Decreto ministeriale Sanità 5 luglio 1975.

Art. 12 Vincoli sulla superficie fondiaria

Ogni volume edilizio determina sul territorio un vincolo sulla superficie ad esso corrispondente sulla base del rispettivo indice di zona.

Qualsiasi superficie che al 7 aprile 1956 (data di adozione del primo Piano Regolatore Generale del comune di Empoli) fosse già di pertinenza a costruzioni esistenti o autorizzate non potrà essere computata per altre costruzioni, qualora la sua sottrazione venga ad alterare - per i fabbricati esistenti o autorizzati - gli indici e le prescrizioni di zona vigenti.

La superficie fondiaria di pertinenza dovrà essere contigua alle costruzioni e non frazionata, né a cavallo di spazi o di aree pubbliche.

Le sedi viarie private non costituiscono interruzioni di continuità agli effetti della valutazione della superficie fondiaria pertinente.

Per il territorio aperto (zone territoriali omogenee E) valgono le norme previste dalla legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1, e successive modifiche ed integrazioni ed i vincoli di inedificabilità, derivanti da licenze edilizie o concessioni ad edificare già rilasciate in virtù di precedenti leggi, rimangono confermati qualora il Regolamento Urbanistico non preveda una diversa destinazione per detta zona.

Art. 13 Utilizzazione degli indici fondiari

L'utilizzazione totale degli indici fondiari - corrispondenti ad una determinata superficie - esclude ogni richiesta successiva di altre concessioni edilizie sulla superficie medesima, salvo il caso di ricostruzione, e ciò indipendentemente da qualsiasi frazionamento o passaggio di proprietà.

Qualora un'area a destinazione omogenea, su cui insistono costruzioni che si intendono conservare, venga frazionata allo scopo di costituire nuovi lotti edificabili, il rapporto tra la volumetria delle costruzioni esistenti e la porzione di area che a queste rimane asservita non deve superare gli indici di zona.

Nella domanda finalizzata a permessi abilitativi dovrà risultare da esplicita dichiarazione del proprietario e del progettista che non viene sottratta area asservita, in base agli indici di zona, ai fabbricati esistenti.

Art. 14 Dotazioni di spazi pubblici nei Piani Urbanistici Attuativi (PUA)

Le dotazioni minime di spazi pubblici necessari nelle zone soggette a P.U.A., salvo diversa indicazione per le singole zone, sono quelle di seguito riportate.

Negli interventi soggetti a Piano Urbanistico Attuativo la dotazione di spazi pubblici eventualmente indicata nelle Schede Norma di cui all'art. 2 paragrafo E deve essere rispettata anche se superiore al minimo stabilito dalle presenti norme.

Negli interventi soggetti a piani di recupero la dotazione minima degli spazi pubblici è definita o in sede di specifica normativa di zona, oppure nelle schede norma di cui all'art. 2 paragrafo E.

Le dotazioni di parcheggio devono essere garantite dalla realizzazione di aree scoperte in cui il parcamento deve essere ottimizzato ed opportunamente organizzato; nel computo delle quantità deve essere distinta la quota di effettivo parcamento da quello delle corsie di manovra e di accesso. Non sono considerate al fine della dotazione le superfici destinate alla manovra e/o accesso superiori al 50% delle superficie totale richiesta.

14.1 Insediamenti residenziali

  1. a) Superficie per opere di urbanizzazione primaria:
    • - strade come da progetto
    • - aree a verde 9,00 mq/ab
    • - parcheggi 3,00 mq/ab
    • Totale a) 12,00 mq/ab
  2. b) Superficie per opere di urbanizzazione secondaria:
    • - aree per l'istruzione 4,50 mq/ab
    • - aree per attrezzature di interesse collettivo 2.00 mq/ab
    • Totale b) 6,50 mq/ab
  3. Totale a) b) 18,50 mq/ab

Le quantità di cui al precedente capoverso b) dovranno essere garantite nei modi seguenti:

  • - cessione al Comune di un'area anche esterna all'area di intervento, ma in aree destinate ad opere di urbanizzazione secondaria nell'UTOE di appartenenza;
  • - oppure corresponsione al Comune di una somma pari al costo di esproprio di analoga area.

Ai sensi dell'art 3 ultimo comma Decreto Interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 si attribuisce ad ogni abitante 30 mq. di superficie lorda abitabile.

14.2 Insediamenti industriali e artigianali

  1. a) Superficie per opere di urbanizzazione primaria:
    • - strade come da progetto
    • - parcheggi pubblici 5% della Superficie Territoriale
    • - verde pubblico 5% della Superficie Territoriale

14.3 Insediamenti direzionali e turistico-ricettivi

Superficie per spazi pubblici
80% della Superficie utile lorda di cui almeno la metà destinata a parcheggi

14.4 Insediamenti commerciali

Superficie per spazi pubblici
80% della Superficie utile lorda di cui almeno la metà destinata a parcheggi

Per le destinazioni commerciali si applicano inoltre le disposizioni di cui alla Parte quarta Titolo III "Piani e programmi di settore" Capo II "Disciplina attuativa di urbanistica commerciale".

14.5 Insediamenti misti

Nelle zone destinate ad insediamenti misti, la dotazione di spazi pubblici dovrà rispettare i limiti di cui ai punti precedenti, in relazione alle quote parti delle diverse destinazioni.

Qualora in fase di attuazione dei PUA vengano realizzati edifici con destinazione prevalente commerciale e direzionale la dotazione complessiva di spazi pubblici, da verificarsi in sede di concessione edilizia, dovrà rispettare i limiti previsti ai precedenti punti 14.3 e 14.4. In tal caso gli spazi pubblici, per la parte eccedente la quota prevista al punto 14.1, o, 14.2, già reperita in sede di Piano Urbanistico Attuativo, vanno ricavati all'interno della superficie fondiaria limitatamente agli spazi a parcheggio.

Art. 15 Dotazioni di parcheggi privati in relazione agli interventi

Le trasformazioni fisiche di nuova costruzione (NC), Ristrutturazione Urbanistica (RU) e di sostituzione edilizia (SE) devono garantire la realizzazione di superfici a parcheggio, coperte o scoperte, con le modalità stabilite dall'art. 41 sexies della Legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche ed integrazioni in misura non inferiore a un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di volume utile lordo.

Le trasformazioni fisiche di addizione funzionale e volumetrica devono garantire la realizzazione di parcheggi, coperti o scoperti, in misura di un metro quadro per ogni dieci metri cubi di volume utile lordo aggiunto.

L'ammissibilità di ogni intervento sul patrimonio edilizio esistente che comporti aumento del carico urbanistico, derivante da cambiamento di destinazione d'uso o da incremento del numero di unità immobiliari, è subordinato al soddisfacimento della dotazione di parcheggi nelle quantità e con le modalità del precedente comma, relativamente alle unità di nuova formazione derivate dal frazionamento e/o dal cambio di destinazione d'uso. Sono fatte salve diverse disposizioni risultanti dalle presenti norme.

Negli interventi di Ristrutturazione edilizia (RE), qualora le trasformazioni interessino l'intero edificio, le dotazioni di parcheggi sono stabilite nelle quantità e con le modalità del primo comma del presente articolo asservite con vincolo permanente di destinazione.

Le dotazioni di parcheggio da garantire in caso di trasformazioni sul patrimonio edilizio esistente, possono essere realizzate all'interno delle costruzioni o su aree scoperte nel lotto di pertinenza, oppure in aree attigue non facenti parti del lotto, agevolmente connesse con percorsi pedonali di lunghezza non superiore a m. 200,00, purché siano asservite con vincolo permanente di destinazione. Relativamente al centro storico di Empoli la fascia di 200 m sopra richiesta è calcolata dal limite di zona del centro storico medesimo.

Per il solo cambio di destinazione verso la residenza, senza incremento delle unità immobiliari, è consentita la deroga alle disposizioni di cui al precedente comma, con il mantenimento delle dotazioni di parcheggio esistente.

Per le destinazioni d'uso commerciale le dotazioni di parcamento minime da reperire e le modalità per il loro soddisfacimento, sono quelle previste dal Titolo III Capo II "Disciplina attuativa di urbanistica commerciale". In tali ambiti le dotazioni di parcheggi per la sosta stanziale sono quelli previsti dall'art. 41-sexies della legge 17 agosto 1942, n. 1150.

Limitatamente agli immobili a destinazione produttiva e commerciale si assume come riferimento per la dotazione di cui ai comma precedenti, il volume convenzionale risultante dal prodotto della Superficie Utile Lorda per l'altezza convenzionale pari a m. 3,00.

Limitatamente agli immobili destinati ad esercizi commerciali, la dotazione minima di cui al comma 1 deve essere maggiorata degli spazi per il parcheggio temporaneo dei mezzi di movimentazione delle merci.

Per l'artigianato di servizio valgono le deroghe previste per il commercio al Titolo III Capo II.

Le dotazioni di parcheggio devono essere garantite dalla realizzazione di aree scoperte e/o autorimesse interrate o fuori terra a ciò destinate, in cui il parcamento deve essere ottimizzato e opportunamente organizzato. Nel computo delle quantità deve essere distinta la quota di effettivo parcamento da quello delle corsie di manovra e di accesso quali strade, rampe, sistemi meccanici di sollevamento o di distribuzione esclusivamente funzionali al parcheggio. Non sono considerate al fine delle dotazioni le superfici destinate alla manovra o di accesso superiori al 50% della superficie totale richiesta.

Nella realizzazione di autorimesse di tipo isolato, con le modalità previste dall'art. 9 della Legge 24 marzo 1989 n. 122 e nelle autorimesse non suddivise in box è consentito valutare per intero le superfici degli spazi di manovra ed accessori quali rampe, corsie e simili, nonché delle attrezzature complementari, di servizio e di supporto.

Fermo restando le quantità minime determinate con le modalità di cui ai commi precedenti, per la destinazione residenziale dovrà comunque essere garantito:

  1. a) per gli interventi di sostituzione edilizia, ristrutturazione urbanistica: almeno un posto auto per ogni unità immobiliare;
  2. b) per la nuova edificazione: almeno un posto auto ogni 50 mq di SUL e comunque almeno un posto auto per ogni unità immobiliare;
  3. c) per gli interventi di addizione volumetrica (limitatamente alle quantità di progetto): almeno un posto auto ogni 50 mq di SUL e comunque almeno un posto auto per ogni unità immobiliare.

Di norma i posti auto di cui al comma precedente devono avere lunghezza non inferiore a m. 5 e larghezza non inferiore a m. 2,5

Qualora nell'ambito degli interventi sul patrimonio edilizio esistente (con esclusione degli interventi di sostituzione, ristrutturazione urbanistica e addizione volumetrica) e fino alla soglia massima di 600 mq, non siano reperite le quantità minime di parcheggio di cui al presente articolo dovrà essere corrisposto al Comune di Empoli una somma pari al costo stimato per la realizzazione del parcheggio stesso, determinata con le modalità del successivo art. 16 commi 9, 10, 11. Detta somma è ridotta della metà nel caso che gli interventi riguardino immobili ubicati nel centro storico di Empoli, Pontorme e Monterappoli.

La monetizzazione delle quantità richieste, in luogo della effettiva realizzazione delle stesse, è ammessa esclusivamente:

  • - nelle equivalenti zone urbanistiche A e B di cui al D.M. 1444/68;
  • - ove non sia tecnicamente possibile localizzare i posti auto all'interno del lotto di pertinenza anche realizzando dei locali interrati;
  • - ove non sia tecnicamente possibile localizzare i posti auto in un raggio di 200 ml dall'edificio, ovvero alla distanza massima consentita per gli ambiti dei centri storici.

La sussistenza delle sopradette condizioni dovrà essere dimostrata dal soggetto proponente al momento di presentazione dell'istanza.

Art. 16 Dotazioni di parcheggi in relazione alle utilizzazioni

In aggiunta alle quantità di cui al precedente art. 14, per le utilizzazioni che seguono sono prescritte le seguenti superfici a parcheggio di relazione:

  1. a) esercizi di vicinato, medie e grandi strutture di vendita
    si applicano i disposti della parte quarta titolo II strutture di vendita Capo II "Disciplina attuativa di urbanisticacommerciale"
  2. b) teatri e cinematografi
    la maggiore superficie tra quelle risultanti calcolando 40 mq. ogni 100 mq. di sul e 0.5 posti auto per ogni posto a sedere per spettatori
  3. c) Impianti per lo spettacolo sportivo
    la maggiore superficie tra quelle risultanti calcolando 80 mq. ogni 100 mq. di Sul e 0.5 posti auto per ogni posto a sedere per spettatori
  4. d) ospedali, case di cura e poliambulatori
    40 mq. ogni 100 mq. di Sul

L'unità minima di superficie di un posto auto si intende convenzionalmente pari a mq. 25, ove dai calcoli applicativi delle disposizioni di cui al comma 1 derivino superfici a parcheggio di entità tale da configurare frazioni della suddetta unità minima le medesime frazioni devono essere portate all'unità superiore.

Di norma i posti auto devono avere lunghezza non inferiore a m. 5 e larghezza non inferiore a m. 2,5

L'attivazione delle utilizzazioni contemplate al comma 1 è ammissibile solamente a condizione che siano garantite le richieste dotazioni di superfici a parcheggio di relazione ad uso pubblico nei modi che seguono:

  1. a) con la realizzazione a cura e spese dei soggetti che attuano gli interventi e la cessione al comune di Empoli, oppure l'assoggettamento a vincolo permanente ad uso pubblico, registrato e trascritto, delle superfici a parcheggio di relazione, nelle misure richieste;
  2. b) con la corresponsione al comune di Empoli di una somma pari al costo stimato necessario per l'acquisizione e la sistemazione a parcheggio di relazione ad uso pubblico di superficie di relazione nelle misure richieste se l'intervento ricade negli ambiti della conservazione e del restauro, ovvero, negli altri ambiti in cui è suddiviso il territorio comunale, nel caso in cui una nuova attività commerciale subentri ad un'altra o si tratti di attività similare e compresa nell'artigianato di servizio, all'interno di edifici con destinazione commerciale esistente.

Le superfici a parcheggio di relazione ad uso pubblico devono essere contigue all'immobile servito o comunque ad esso adiacenti e con esso agevolmente connesse con percorsi pedonali di lunghezza non superiore a m. 200.

Le superfici a parcheggio di relazione ad uso pubblico costituiscono opera di urbanizzazione primaria. Esse concorrono alla dotazione minima inderogabile complessiva di spazi per parcheggi di uso pubblico richiesta dalle vigenti disposizioni e sono realizzate di preferenza nelle aree all'uopo indicate nelle tavole di cui all'art. 2 paragrafo B.

Nel caso in cui nelle suddette tavole non siano indicate aree idonee ad assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al precedente comma, tali aree vanno individuate all'interno delle aree di progetto.

Il Comune può vincolare i soggetti che attuano gli interventi e loro aventi causa, ad assumersi la gestione delle superfici a parcheggio di relazione di uso pubblico, tramite idonee convenzioni, garantendone la manutenzione e la libera utilizzabilità collettiva.

Nel caso di cui alla lettera b) del comma 4 del presente articolo, le somme previste sono determinate e periodicamente aggiornate tramite deliberazione del competente organo comunale.

La parte di costo stimata necessaria per l'acquisizione deve intendersi riferita alla media dei costi sostenuti dal comune di Empoli nell'anno precedente per l'acquisizione conclusasi con accordo amichevole, di terreni nel territorio urbano.

La parte di costo stimata necessaria per la sistemazione deve intendersi riferita alla media dei costi sostenuti dal comune di Empoli, nell'anno precedente, per la realizzazione di opere dello stesso tipo.