Accordo di Pianificazione

Nel quadro del rinnovato ruolo degli enti preposti al governo del territorio e delle reciproche modalità di interazione, assume particolare rilevanza la procedura dell'Accordo di Pianificazione definita dall'art. 36 della L.R. n° 5/95.

L'Accordo di Pianificazione si è rivelato, specie per i Piani Strutturali elaborati nei primi anni di applicazione della L.R. n° 5/95 - dati i ritardi dell'approvazione dei vari P.T.C. provinciali - uno strumento efficace per operare in modo rapido e condiviso la verifica di compatibilità delle previsioni urbanistiche comunali in relazione agli atti di programmazione e pianificazione territoriale di competenza della Provincia e della Regione.

Una tale modalità procedurale permette oltretutto una contestuale modifica dei piani di competenza dei diversi Enti: è quindi consentito anche al Comune di proporre "dal basso", la variazione di atti di competenza degli enti sovraordinati, qualora ciò risulti necessario per operare rettifiche di errori o previsioni o introdurre innovazioni conseguenti ad un maggiore approfondimento o a mutate esigenze di pianificazione.

La necessità di procedere mediante Accordo di Pianificazione può in taluni casi maturare ove l'elaborazione del Piano Strutturale (o di una sua variante) apporti nuovi elementi di conoscenza e/o proponga nuove previsioni pianificatorie che, seppur condivise in sede sovracomunale e regionale, rendano indispensabile un riallineamento degli strumenti urbanistici sovraordinati, in particolare del P.T.C.