Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

aggiornate alla Variante n° 7 - Variante semplificata - Scheda TU4 - Caserma dei VV.F. Viale Cavour
approvata con D.C.C. n° 6 del 30.01.18
Vigente dal 25.07.18
vigente

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Capo I Servizi e attrezzature

Art. 86 Disposizioni generali

1. I servizi e le attrezzature pubbliche o di carattere collettivo, sono indicate nei successivi articoli. I servizi e le attrezzature pubbliche o di carattere collettivo, sono ammessi nei sistemi funzionali del Centro Storico (CS), delle Propaggini (PR), dell'Urbanizzato Compatto (UC) e delle Aree Miste (AM) con le limitazioni di cui agli articoli 51, 55, 60 e 71.

2. Il cambiamento di un servizio o attrezzatura pubblica con un altro, è consentito previa deliberazione del Consiglio Comunale con cui sia dimostrata una equilibrata distribuzione delle diverse tipologie di servizi e attrezzature pubbliche.

3. Il dimensionamento dei parcheggi da realizzare nella nuova edificazione o nei cambi di destinazione d'uso relativi a immobili per servizi e attrezzature pubbliche o di interesse pubblico è indicato nei successivi artt. da 87 a 99.

4. Nel sistema funzionale del Centro Storico e nelle sue articolazioni CS1, CS2 e CS3, il tipo di intervento massimo consentito è quello indicato nel relativo tessuto di appartenenza e la destinazione d'uso, individuata con specifica sigla, è da intendersi come prevalente.

Art. 87 Servizi amministrativi (Sa)

1. I servizi amministrativi comprendono gli uffici comunali, provinciali e in genere della pubblica amministrazione, i tribunali e gli archivi pubblici.

2. Nelle aree siglate Sa sono consentiti interventi fino alla RI, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari ad 1,5 posto auto per addetto.

Art. 88 Servizi per l'istruzione di base (Sb) e per l'istruzione superiore (Sc)

1. I servizi per l'istruzione di base comprendono asili nido, scuole materne, scuole elementari, scuole medie inferiori; quelli per l'istruzione superiore comprendono le scuole e gli istituti non dell'obbligo e sono indicati nelle tavole RU2 rispettivamente con la sigla Sb e Sc.

2. Nelle aree siglate Sb ed Sc, per il rispetto delle normative in materia di edilizia scolastica, sono consentiti per gli edifici all'interno del sottosistema funzionale del Centro Storico interventi fino alla RIa. Negli altri sottosistemi funzionali sono ammessi interventi fino alla RA di cui all'art. 33, fino al massimo complessivo di 150 mq. di SUL per l'intero edificio, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a:

  • - 0,5 posto auto per insegnante + 1 posto auto per aula nei servizi Sb;
  • - 1 posto auto per insegnante + 1 posto auto per aula nei servizi Sc.

4. I servizi Sb e Sc, unitamente alle aree verdi, agli spazi pubblici e alla viabilità limitrofa sono riferimenti privilegiati per l'attuazione degli interventi di cui all'art. 35 del PS, segnalati nella tavola C.5.07 "Il contributo del PRC2 al miglioramento della qualità insediativa" del PS stesso.

Art. 89 Servizi universitari (Sd)

1. I servizi universitari comprendono attrezzature didattiche e di ricerca, nonché i servizi tecnici, amministrativi, sociali e culturali connessi, comprese le residenze universitarie.

2. Nelle aree siglate Sd sono consentiti interventi fino alla RI, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a 0,6 posto auto per studente.

Art. 90 Servizi culturali (Se)

1. I servizi culturali comprendono musei, biblioteche, sedi di contrada, sale per mostre ed esposizione, sale di spettacolo, cinema, teatri, auditorium.

2. Nelle aree siglate Se sono consentiti per gli edifici compresi nel sottosistema funzionale del Centro Storico interventi fino alla RIa. Negli altri sottosistemi funzionali sono ammessi interventi fino alla RA di cui all'art. 33, fino al massimo complessivo di 150 mq. di SUL per l'intero edificio, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a 0,1 mq. per mq. di SUL e comunque 0,25 posto auto per posto spettatore.

Art. 91 Servizi sociali e ricreativi (Sf)

1. I servizi sociali e ricreativi comprendono sedi delle società di contrada, centri e circoli sociali, culturali e ricreativi e di volontariato, sale da ballo, discoteche, centri polivalenti, mense, ludoteche e spazi gioco-bimbi coperti.

2. Nelle aree siglate Sf sono consentiti per gli edifici compresi nel sottosistema funzionale del Centro Storico interventi fino alla RIa. Negli altri sottosistemi funzionali sono ammessi interventi fino alla RA di cui all'art. 33, fino al massimo complessivo di 150 mq. di SUL per l'intero edificio, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a 0,15 mq. per mq. di SUL.

4. Qualora promossi da soggetti privati, gli interventi edilizi diretti sono accompagnati da una apposita convenzione che garantisca l'uso pubblico dell'area e delle attrezzature.

5. Il RU individua nell'ambito della Scheda Progetto TU12 Impianti sportivi Acquacalda, l'area di nuova previsione da adibirsi anche agli spettacoli viaggianti.

Art. 92 Servizi religiosi (Sg)

1. I servizi religiosi comprendono gli edifici per il culto in genere nonché le funzioni a questi connesse, quali abitazioni per il clero, oratori e locali parrocchiali, conventi.

2. Nelle aree siglate Sg sono consentiti per gli edifici compresi nel sottosistema funzionale del Centro Storico interventi fino alla RRC. Negli altri sottosistemi funzionali sono ammessi interventi fino alla RI, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. Le chiese e le cappelle, se sconsacrate ed ancorché non siglate, possono cambiare la destinazione d'uso in Is, Tc1, Tb1 ed S, purché le trasformazioni necessarie al medesimo cambio d'uso non eccedano il RRC. Nei casi di realizzazione di soppalchi, questi non devono essere collegati alle murature originali. Il cambio d'uso in residenza è ammesso purché non si apportino suddivisioni interne all'aula originaria e non si realizzino nuove aperture.

4. Nei locali annessi ai Servizi per il culto, qualora ne posseggano i requisiti, possono essere svolte attività ricreative, culturali, artistiche e di artigianato artistico nonché cambio di destinazione d'uso in Is, Tc1, Tb1 ed S.

5. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a 1 mq. per mq. di SUL.

Art. 93 Servizi ospedalieri (Sh)

1. I servizi ospedalieri comprendono ospedali, cliniche, distretti e poliambulatori compresi i servizi connessi.

2. Nelle aree siglate Sh sono consentiti interventi fino alla RI, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a 0,2 mq. per mq. di SUL e comunque 1 posto auto per posto letto.

Art. 94 Servizi per l'assistenza sanitaria (Si)

1. I servizi per l'assistenza sanitaria sono costituiti da case di riposo, residenze protette e pensionati compresi i servizi connessi.

2. Nelle aree siglate Si sono consentiti interventi fino alla RI, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a 0,35 posto auto per ospite.

Art. 95 Servizi cimiteriali (Sl)

1. I servizi cimiteriali di tipo urbano o rurale, sono costituiti dal cimitero comunale del Laterino, dal cimitero monumentale della Misericordia, dal cimitero Israelitico, dal cimitero di Pieve al Bozzone, Casciano delle Masse, Colle Malamerenda, Monastero, Monsindoli, Monteliscai, S. Andrea a Montecchio, Marciano, Osservanza, Presciano, S. Regina, Terrensano, Tolfe, Val di Pugna, Valli, Vico d'Arbia, Vignano, Volte, Poggio al Vento.

2. Per le trasformazioni edilizie da realizzarsi all'interno dell'area cimiteriale, si rimanda allo specifico Regolamento comunale di polizia mortuaria approvato con Del. C.C. n. 51 del 7/2/2008.

3. Nelle parti storiche dei cimiteri di cui al comma 1, al fine di valorizzare gli edifici e le strutture a carattere monumentale, l'intervento edilizio massimo ammissibile è il RRC.

4. Nell'ambito delle aree cimiteriali esistenti individuate nelle tavole RU2 ed RU3, è consentita la realizzazione di eventuali parcheggi a raso a servizio dell'impianto.

5. All'interno del cimitero comunale del Laterino, è consentita la realizzazione della Sala del Commiato e del Giardino del Ricordo in vista del forno crematorio.

6. Per il cimitero monumentale della Misericordia è consentito l'ampliamento, in aderenza al corpo a valle di recente edificazione, per una SUL complessiva di mq. 1100, con altezza massima non superiore a quella del citato corpo di fabbrica esistente. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a 0,9 mq. per mq. di SUL in ampliamento. Tali parcheggi di relazione devono essere localizzati nella zona a valle sfruttando le viabilità esistenti e limitando al massimo movimenti di terra. I terreni di margine posti ad est sud-est dell'area cimiteriale devono essere piantumati, con sistemazione a filare, con cipressi tipici della campagna toscana (Cupressus sempervirens L.).

7. I cimiteri censiti come BSA nel PS, non hanno specifica scheda normativa ma sono disciplinati da presente articolo e individuati con la specifica sigla Sl nelle tavole RU2 ed RU3.

Art. 96 Servizi tecnici e tecnologici (Sm)

1. I servizi tecnici e tecnologici sono costituiti da edifici, aree ed impianti relativi alle reti per la distribuzione idrica, energia elettrica e gas, per le telecomunicazioni (ivi comprese le antenne e gli spazi di pertinenza) per la raccolta e trattamento dei rifiuti, per la depurazione delle acque, per i trasporti collettivi ed uffici per l'erogazione di servizi pubblici.

2. Nelle aree siglate Sm sono consentiti interventi fino alla RA di cui all'art. 30, con le limitazioni di cui al successivo comma 4, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. La dotazione dei parcheggi di relazione deve essere pari a 0,2 mq. per mq. di SUL.

4. Per i volumi inerenti gli impianti tecnici e tecnologici e per i volumi diversi da quelli destinati ad impianti tecnici, sono ammessi ampliamenti funzionali all'erogazione dei servizi con il rapporto massimo SUL/Sf uguale a 0,1.

5. Gli spazi non pavimentati delle pertinenze dei servizi tecnici e tecnologici sono gestiti in coerenza con le indicazioni di cui all'art. 105 delle NTA.

6. Gli impianti tecnici in strutture mobili e le cabine elettriche per la bassa tensione, possono essere ubicate anche nelle aree Vd.

7. Ove possibile, lungo il perimetro delle pertinenze dei servizi tecnici e tecnologici è garantita la presenza di siepi e schermature arboree tese a limitare la emissione di eventuali polveri, rumori e odori.

Art. 97 Servizi per la sicurezza e la protezione civile (Sn)

1. Appartengono a questi servizi gli edifici, i complessi e le aree utilizzati per la pubblica sicurezza, per usi militari, per la protezione civile.

2. Nelle aree siglate Sn sono consentiti interventi fino alla RI, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. Per le strutture esistenti non sono ammessi cambi di destinazione d'uso.

4. Il RU individua nell'ambito della Scheda Progetto TU12 Impianti sportivi Acquacalda, l'area di nuova previsione da adibirsi anche per la Protezione Civile.

Art. 98 Servizi sportivi scoperti (So)

1. Sono servizi sportivi scoperti gli impianti all'aperto quali campi sportivi, piscine, piste, ippodromi, comprensivi degli edifici destinati ad ospitare spogliatoi, locali e servizi connessi e parcheggi a servizio.

2. Nelle aree siglate So sono consentiti interventi fino alla RA di cui all'art. 33, con le indicazioni di cui al successivo comma, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. Al fine di assicurare l'efficiente funzionamento degli impianti sportivi scoperti, gli eventuali interventi di edificazione o adeguamento dei locali connessi al servizio sportivo rispettano le seguenti prescrizioni:

  • - rapporto tra SUL e SF non superiore a 0,1 mq/mq;
  • - altezza massima degli edifici 4 m (con esclusione delle gradinate per gli spettatori o strutture a torretta a servizio dei giudici di gara o dei media).
  • - minimo del 30% della SF sistemata a prato e/o prato arborato.
  • - minimo del 10% della SF, fino ad un massimo del 15% di superficie di parcheggio, realizzate con pavimenti permeabili e dotate di alberature sufficienti a garantire l'ombreggiamento naturale dei veicoli.

4. Non sono ammesse coperture pressostatiche amovibili con la esclusione nei casi per i quali sia dimostrabile l'assenza di cono visivo dal e verso il Centro Storico.

Art. 99 Servizi sportivi al coperto (Sp)

1. I servizi sportivi al coperto comprendono palestre, piscine, palazzi dello sport, campi coperti comprensivi degli edifici destinati ad ospitare spogliatoi, locali e servizi connessi e dei parcheggi a servizio.

2. Nelle aree siglate Sp, all'interno del sottosistema funzionale del Centro Storico sono consentiti interventi fino alla RI. Negli altri sottosistemi funzionali sono consentiti interventi fino alla RA di cui all'art. 30, finalizzato al miglioramento del servizio, in aderenza all'edificio esistente, per un massimo del 5 (cinque) per cento della SUL esistente, fino al massimo complessivo di 100 mq. di SUL per l'intero edificio, salvo eccezioni indicate con apposita sigla sulle tavole RU2 ed RU3, oppure particolari interventi di trasformazione indicati nella Parte III delle presenti NTA.

3. Viene garantita una dotazione minima di 1 mq di parcheggio ogni 3 mq. di SUL, salvo specifiche normative di settore.

4. Le eventuali aree non pavimentate dei servizi sportivi al coperto sono gestite in coerenza con le indicazioni del successivo art. 105 delle presenti NTA.

Capo II Verde urbano

Art. 100 Finalità e articolazione del verde urbano

1. Il verde urbano è costituito dall'insieme delle aree semi-naturali e comunque non interessate dalla edificazione presenti all'interno del perimetro urbano.

2. Il RU intende mantenere, riqualificare e rendere fruibile il verde urbano per una migliore qualità percettiva e insediativa della città, per l'attenuazione degli inquinamenti atmosferici ed acustici, nonché degli effetti dei picchi climatici.

3. In funzione delle specificità del contesto urbano la disciplina dello Statuto degli ecosistemi e del paesaggio del PS, il RU distingue le componenti del verde urbano considerando le loro differenti funzioni e necessità di gestione, articolandolo in sei tipi:

  • - il verde pubblico (Va);
  • - gli orti urbani (Vb);
  • - il verde complementare (Vc);
  • - il verde di ambientazione (Vd);
  • - il verde pertinenziale in area urbana;
  • - il territorio agricolo in ambito urbano (Ve).

4. Al fine di conservare il corretto rapporto tra il verde urbano e il costruito e incrementarne il decoro, i proprietari e chiunque ne abbia titolo, devono effettuare la manutenzione di tali aree mediante la pulizia delle stesse, il taglio periodico dell'erba, la potatura delle piante, l'incremento o la sostituzione delle essenze ammalorate o secche con altre autoctone nonché effettuare tutte le pratiche di buona gestione che si rendano necessarie.

5. È fatto divieto di effettuare il deposito di qualunque tipo di rifiuto o di materiale che non sia strettamente necessario alla conduzione dell'area e la realizzazione di qualunque tipo di manufatto, anche se precario, se non espressamente autorizzato secondo la vigente normativa.

6. Per i manufatti costruiti con materiali e tecniche tipiche dell'area senese, di valore storico, tipologico e ambientale si prevede il recupero funzionale senza cambio di destinazione d'uso, con intervento massimo RIa.

7. La Riserva naturale statale di Montecellesi (VT7), di proprietà statale, è gestita direttamente dal Corpo Forestale dello Stato.

Art. 101 Verde pubblico (Va)

1. Il verde pubblico comprende i giardini, il verde attrezzato, pubblico o di uso pubblico, presenti nel tessuto urbano, compresi gli Orti del Tolomei ed il giardino storico de La Lizza, ed è indicato con la sigla Va nella tavola RU2.

2. Nelle aree a verde pubblico, esistenti e di progetto, vengono perseguiti i seguenti obiettivi:

  • - assicurare la presenza di una adeguata dotazione di vegetazione, tutelando gli alberi adulti e comunque di grandi dimensioni;
  • - migliorare la qualità dell'arredo vegetale e delle forme di fruizione da parte dei cittadini, riequilibrando i rapporti tra elementi artificiali permanenti ed elementi naturali mutevoli con le stagioni, anche mediante la realizzazione di percorsi ed aree pavimentate con materiali permeabili;
  • - assicurare la integrità fisica e la fruizione ordinata del verde storico-monumentale.

3. Nelle aree Va esterne al sottosistema funzionale del centro storico, è consentita la realizzazione di piccole strutture in applicazione del "Piano dei chioschi" comunale, contenendo al minimo le superfici pavimentate.

4. Nelle aree esterne al tessuto del Centro Storico (CS), è consentita su iniziativa dell'amministrazione comunale, la realizzazione di orti urbani.

Art. 102 Orti urbani (Vb)

1. Nelle aree delimitate nella tavola RU2 come orti urbani (Vb) vengono perseguiti i seguenti obiettivi:

  • - riqualificazione del paesaggio;
  • - promozione e razionalizzazione delle attività di coltivazione per l'autoconsumo praticate da cittadini ed associazioni.

2. In singoli orti di dimensione pari o superiore a mq. 50, è consentita la realizzazione di manufatti adibiti a deposito degli attrezzi e dei prodotti dell'orto che soddisfi le seguenti condizioni:

  • - superficie massima di mq. 0,04 per mq. di orto fino al massimo di mq. 15;
  • - costruzione in legno appoggiata al suolo (senza fondazioni) e tetto a falde coperto in legno, rame, lamiera zincata o guaina ardesiata;
  • - pareti esterne ed infissi eventualmente verniciati con impregnanti o con smalti di tonalità scure, verdi o marroni;
  • - altezza massima in gronda di ml. 2,2;
  • - assenza di impianti collegati all'acquedotto pubblico nonché di impianti di illuminazione esterna;
  • - divieto di realizzare nuove viabilità di accesso e impianti elettrici aerei; eventuale illuminazione interna potrà essere alimentata con impianto fotovoltaico;
  • - divieto di realizzare recinzioni non schermate da essenze vegetali e di abbattere alberi.

3. ABROGATO

4. La realizzazione dei manufatti è vincolata al mantenimento dell'attività ortiva. Al termine dell'attività ortiva o in caso di abbandono della stessa, i manufatti dovranno essere rimossi.

5. La realizzazione dei manufatti per il deposito degli attrezzi e dei prodotti dell'orto è subordinata alla preventiva verifica dell'assenza di altri manufatti.

6. Il richiedente deve, preliminarmente alla realizzazione, fornire atto d'obbligo a garanzia della rimozione del manufatto al momento della cessazione dell'attività ortiva.

7. ABROGATO

8. ABROGATO

9. Nelle porzioni di orti urbani ricadenti in aree esondabili, è vietata la realizzazione di recinzioni che possano recare ostacolo al libero deflusso delle acque.

10. Negli orti urbani è consentita la realizzazione di piste ciclopedonali.

11. Sono consentite vasche di raccolta accumulo idrico purché interrate e comunque dovranno essere evitati ristagni d'acqua a cielo aperto.

Art. 103 Verde complementare (Vc)

1. Il verde complementare è formato da quelle superfici in ambito urbano, in cui è presente vegetazione di vario tipo. Tali aree sono prevalentemente di proprietà ed uso privato e non fanno parte di lotti edificati. Sono indicati dalla sigla Vc nella tavola RU2.

2. Le aree Vc sono gestite con il fine di mantenere le loro funzioni di stabilizzazione dei suoli e per arricchire il paesaggio di elementi naturali e seminaturali. In applicazione della L.R. n. 39/2000 non è ammessa la riduzione delle superfici a bosco e, compatibilmente con le esigenze di sicurezza, sono tutelati gli alberi di grande dimensione.

3. Le aree siglate come verde complementare non possono essere pavimentate o rese impermeabili.

Art. 104 Verde di ambientazione (Vd)

1. Il verde di ambientazione, indicato con la sigla Vd nelle tavole RU2 ed RU3, ha come finalità quella di migliorare i rapporti paesaggistici tra gli insediamenti e le infrastrutture con i contesti che li circondano.

2. Nel caso di aree di verde di ambientazione collocate lungo arterie stradali oppure tra edificato e territorio aperto, la previsione è finalizzata al raccordo tra superfici urbanizzate e contesto agricolo circostante, nonché alla attenuazione dell'eventuale inquinamento acustico e dell'aria generato dalla circolazione veicolare.

3. Il verde di ambientazione è da considerarsi sia come elemento di mitigazione sia come fascia infrastrutturale ed è pertanto possibile realizzarvi infrastrutture di interesse pubblico quali ferroviarie, arterie stradali, parcheggi, aree attrezzate per sosta camper, elementi accessori della mobilità e opere di protezione idraulica.

4. Nelle aree Vd ove siano mantenute in produzione coltivazioni legnose con superficie di almeno 3.000 mq, è consentita la realizzazione di manufatti di cui all'art. 102 delle presenti NTA. La collocazione dovrà tenere conto di quanto previsto dall'art. 158 comma 2. Il richiedente deve, preliminarmente alla realizzazione, fornire atto d'obbligo a garanzia della rimozione del manufatto al momento della cessazione dell'attività ortiva o in caso di realizzazione di opera pubblica.

Art. 105 Verde pertinenziale in area urbana

1. Per verde pertinenziale si intende quello compreso nelle aree scoperte dei lotti edificati o edificabili, sia di edifici privati che pubblici. Il verde pertinenziale non è indicato nelle tavole, risultando come differenza tra le parti edificate e quelle libere dei singoli lotti.

2. Compatibilmente con le esigenze funzionali (sicurezza, insolazione, distanze minime) saranno mantenute e collocate nelle aree di verde pertinenziale piante arboree, con preferenza per le specie autoctone indicate nell'art. 107 delle presenti NTA.

3. Sempre compatibilmente con le esigenze funzionali richiamate al precedente comma, l'eventuale autorizzazione al taglio di alberature di alto fusto sarà subordinata all'impegno del richiedente di piantare un nuovo albero.

4. Nelle aree di verde pertinenziale viene mantenuta la massima percentuale di superficie permeabile.

5. Nelle nuove costruzioni il Coefficiente di Occupazione dello Spazio del verde (COSV), specificato al comma 5 dell'art. 11, dovrà essere verificato per valori superiori a 1.

Art. 106 Il Verde agricolo in ambito urbano (Ve)

1. Il verde agricolo in ambito urbano (Ve) è costituito dalle permanenze degli assetti agrari storici o comunque tradizionali poste all'interno delle mura (le "valli verdi"), lungo le pendici esterne e nei versanti prospicienti, dalle aree agricole intercluse nel centro abitato a seguito dello sviluppo urbano della città.

2. In coerenza con lo Statuto degli ecosistemi e del paesaggio del PS, nelle aree Ve vengono perseguiti i seguenti obiettivi:

  • - incrementare i livelli di tutela della biodiversità;
  • - garantire la persistenza delle visuali che storicamente connotano la percezione dell'insediamento murato di Siena, nonché delle visuali percepibili dall'interno delle mura;
  • - mantenere e ove possibile migliorare la qualità delle relazioni percettive tra insediamenti e contesto paesaggistico:
    • - orientare la gestione delle forme del paesaggio agrario in direzione del recupero degli assetti storici;
    • - incrementare la consistenza della vegetazione autoctona, operando con modalità differenziate negli impluvi e nei versanti ed ove possibile in contiguità con l'attuale distribuzione delle compagini boschive;
    • - incrementare la presenza delle colture arboree, in particolare di olivo, sui ripiani e in generale vicino agli edifici, storici e non, allineati o sparsi lungo i crinali, contrastando i fenomeni di espansione dei seminativi e delle aree incolte;
    • - tutelare i terrazzamenti e le sistemazioni agrarie tradizionali;
    • - estendere le forme di fruizione pedonale e ciclabile dei paesaggi agrari di maggiore qualità.
    • - promuovere un progetto di riqualificazione dello spazio suburbano, inteso come area di pertinenza paesistica e basamento figurativo della cinta muraria, in una logica di complementarietà con il sistema delle aree verdi interne alle mura;
    • - promuovere attività compatibili con gli assetti edilizi e paesaggistici delle valli verdi interne alle mura.

3. Nelle aree Ve ove siano mantenute in produzione coltivazioni legnose con superficie di almeno 3.000 mq è consentita la realizzazione dei manufatti di cui all'art. 102 delle presenti NTA.

4. Le aree di Ve ricadenti nel Parco del Buongoverno sono gestite attraverso il progetto di cui all'art. 132 delle presenti NTA.

5. Nelle aree Ve è consentita la realizzazione di box per il ricovero di cavalli di cui all'art. 162 comma 3 e seguenti.

6. La collocazione dei manufatti di cui ai commi 3 e 5 dovrà tenere conto di quanto previsto dall'art.158 comma 2.

Art. 107 Indirizzi per l'utilizzo della vegetazione in ambito urbano

1. Per assicurare una maggiore utilizzo di vegetazione autoctona in ambito urbano negli interventi di arredo vegetale, nonché di riqualificazione di aree verdi esistenti, le specie da privilegiare - salvo motivate scelte progettuali - sono quelle indicate nella seguente tabella.

Tab. 3 - Specie vegetali da utilizzare in ambito urbano
Le indicazioni di altezza (h) e diametro della chioma (d) si riferiscono ad un'età di 20-25 anni dell'albero o dell'arbusto e sono utilizzabili per il calcolo del COSV.
ALBERI
Acer campestre L. Testucchio, Loppo h 7 m; d 5 m - Caducifoglio
A lento sviluppo, utilizzato come essenza da siepe o da forestazione in suoli spogli, umidi e declivi o per creare zone di rifugio nelle campagne.
In passato era uno dei sostegni viventi della vite. Rustico, vegeta bene sia in suoli sciolti che compatti, purché profondi e freschi e non asfittici. Ottimo per stabilizzare terreni franosi. Tollera abbastanza bene il freddo e predilige esposizioni soleggiate o a mezz'ombra.
Celtis australis L. Bagolaro, Spaccasassi h 9 m; d 7 m - Caducifoglio
Rustico e frugale, vegeta anche su terreni calcarei, ricchi di scheletro o addirittura rocciosi grazie al potente apparato radicale, non teme la scarsità d'acqua, ma sfrutta l'abbondanza di sali minerali. Viene impiegato nei parchi cittadini nel verde urbano e nelle alberature stradali per la resistenza all'inquinamento e la longevità.
Cupressus sempervirens L. Cipresso Forma fastigiata h 8 m; d 1 m
Forma horizontalis h 8 m; d 3,5 m - Sempreverde
Rustico senza molte esigenze per quanto riguarda il tipo di terreno.
Diospyros kaki L. Kaki h 7 m; d 4 m - Caducifoglio - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige terreni profondi e freschi
Eryobotrya japonica L. Nespolo del Giappone h 5 m; d 3 m - Sempreverde - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige terreni profondi e freschi
Ficus carica L. Fico h 7 m; d 5 m - Sempreverde - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige terreni profondi e freschi
Fraxinus ornus L. Avorniello, Orniello h 10 m; d 7 m - Caducifoglio La sua rusticità ne consente l'introduzione su terreni da ricolonizzare, poiché non possiede particolarmente esigenze pedologiche. Tollera molto bene i substrati calcarei e anche quelli tendenzialmente pesanti, inoltre resiste molto bene alla siccità e all'inquinamento.
Fraxinus angustifolia Vahl Frassino meridionale h 9 m; d 4,5 m - Caducifoglio
Necessita di un substrato ricco di sostanza organica ed elementi minerali con struttura limoso-argillosa, profondo ed in grado di rimanere fresco per lungo tempo.Preferisce inoltre suoli a reazione neutra o subacida; tollera in ogni caso abbastanza bene il calcare.
Juglans regia L. Noce h 8 m; d 5 m - Caducifoglio - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige terreni profondi e freschi
Malus domestica Borkh Melo h 5 m; d 3 m - Caducifoglio - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige terreni profondi e freschi
Morus alba L. Moro, Gelso bianco h 7 m; d 5 m - Caducifoglio
Predilige terreni profondi, umidi ma senza ristagni idrici; eliofilo, resiste sufficientemente bene ai freddi invernali dei nostri ambienti; tollera in ogni caso la siccità.
Olea europea L. var. europaea Olivo h 5 m; d 3 m - Sempreverde - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige però quelli tendenzialmente sciolti calcarei asciutti ed esposizioni soleggiate.
Populus alba L. Gattice, Pioppo bianco h 18 m; d 10 m - Caducifoglio
Predilige luoghi esposti al sole e caldi, terreni freschi, profondi e ben aerati e drenati anche se tollera bene i suoli argillosi e quelli calcarei. Ama l'acqua, ma teme il ristagno idrico prolungato e le situazioni di asfissia in generale. Viene impiegato nelle alberature stradali e a scopo ornamentale nei parchi e nei giardini.
Esistono anche forme colonnari adatte per viali (fastigiata).
Populus nigra L. Albero, Pioppo nero h 19 m; d 10 m - Caducifoglio
Predilige terreni profondi, freschi, ben drenati e con un buon contenuto di sali minerali. Non teme situazioni di temporanee inondazioni e substrati umidi; non ama molto i substrati calcarei.
Populus nigra L. cultivar italica Pioppo cipressino h 19 m; d 3 m - Caducifoglio
Portamento colonnare (fastigiato); a livello paesaggistico-ornamentale vengono generalmente impiegati gli esemplari maschili.
Populus tremula L. Albarello, Gattero, Pioppo tremulo h 16 m; d 6 m - Caducifoglio
Non ha esigenze pedologiche particolari, ma il suo sviluppo è favorito dai terreni ricchi di sostanza organica, sali minerali e freschi.
Tollera comunque molto bene i suoli argillosi e quelli umidi. Ama la luce ma sopporta anche esposizioni particolarmente ombreggiate.
Quercus cerris L. Cerro h 10 m; d 6 m - Caducifoglio
Predilige suoli sub-acidi con struttura anche argillosa purché siano profondi, freschi e tendenzialmente umidi. Si adatta anche a terreni leggermente calcarei (non in quelli molto calcarei).
Quercus ilex L. Leccio h 9 m; d 6 m - Sempreverde
Rustico, predilige terreni asciutti e condizioni climatiche miti; resiste a condizioni di prolungata siccità e terreni anche relativamente poveri. Vegeta sia in condizioni di elevata luminosità che di parziale ombreggiamento. Resistente alle avversità e ai danni da inquinamento.
Quercus pubescens Will. Roverella, Querce comune h 8 m; d 8 m - Caducifoglia
Rustica, predilige ambienti a clima caldo non troppo umido, si adatta a molti substrati sia argillosi che sciolti e tollera anche terreni molto calcarei e aridi; non sopporta i ristagni idrici.
Populus tremula L. Albarello, Gattero, Pioppo tremulo h 16 m; d 6 m - Caducifoglio
Non ha esigenze pedologiche particolari, ma il suo sviluppo è favorito dai terreni ricchi di sostanza organica, sali minerali e freschi. Tollera comunque molto bene i suoli argillosi e quelli umidi. Ama la luce ma sopporta anche esposizioni particolarmente ombreggiate.
Prunus armeniaca L. Albicocco h 7 m; d 5 m - Caducifoglio - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige terreni profondi e freschi.
Prunus avium L. Ciliegio h 9 m; d 6 m - Caducifoglio - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige terreni profondi e freschi.
Prunus domestica L. Susino h 5 m; d 3 m - Caducifoglio - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato.
Prunus persica L. Pesco h 5 m; d 3 m - Caducifoglio - Fruttifero
Si adatta a molti tipi di substrato. Poco longevo, soggetto a varie patologie.
Quercus robur L. Farnia h 10 m; d 8 m - Caducifoglia
Predilige terreni profondi, non importa se molto o poco argillosi; per l'attecchimento, dopo la messa a dimora e nei primi anni successivi, necessita di irrigazioni o di un substrato abbastanza umido. Eliofila che preferisce esposizioni "aperte" e ampi spazi. Esistono anche forme colonnari idonee per viali (fastigiata).
Salix alba L. Vetrice h 13 m; d 11 m - Caducifoglio
Igrofilo, cresce bene nei terreni freschi e profondi, ma anche in quelli umidi e argillosi, sopportando bene la sommersione.Viene impiegato per rinsaldare scarpate e rive di corsi d'acqua.
Salix alba L. subsp. vitellina (L.) Arcang. Salcio, Salcio da vinchi h 10 m; d 8 m - Caducifoglio
Ha rami giovani flessibili giallo-oro, di effetto soprattutto nella stagione invernale.
Igrofilo, cresce bene nei terreni freschi e profondi, ma anche in quelli umidi e argillosi, sopportando bene la sommersione.
Sorbus domestica L. Sorbo h 9 m; d 6 m - Caducifoglio
Eliofilo, predilige terreni sassosi, sciolti o argillosi, ma profondi e senza ristagni idrici; si adatta molto bene anche ai suoli calcarei.
Sorbus torminalis (L.) Crantz Mangiàcolo, Magnusello, Ciavardello h 10 m; d 7 m - Caducifoglio
Eliofilo a lenta crescita ma molto longevo; predilige suoli acidi o sub-acidi, argillosi, profondi, ma si adatta bene anche a substrati calcarei e sassosi.
ARBUSTI
Arbutus unedo L. Corbezzolo, Albatro h 5 m; d 3 m - Sempreverde
Si adatta a molti tipi di substrato, predilige però quelli tendenzialmente sciolti e subacidi ed esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Manifesta in ogni caso una discreta tolleranza al calcare e agli agenti inquinanti.
Buxus sempervirens L. Bosso, Bossolo, Verde h 2 m; d 1 m - Sempreverde
Ha uno sviluppo lento ed è indifferente al tipo di substrato, vegetando sia in quelli argillosi compatti che in quelli poveri e sassosi (è molto indicato per terreni calcarei). Da esposizione sia soleggiata che a mezz'ombra; resiste bene agli agenti inquinanti atmosferici; non ha problemi di sopravvivenza in ambienti siccitosi o in climi rigidi (tollera bene le gelate). Usato prevalentemente per siepi.
Crataegus monogyna Jacq. Biancospino h 5 m; d 3 m - Caducifoglio
Eliofilo, anche se sopporta un parziale ombreggiamento; molto rustico, adattandosi a molti tipi di clima e di terreno, con predilezione per quelli argillosi e calcarei, mediamente profondi. Può essere usato per formare siepi.
Ilex aquifolium L. Agrifoglio h 5 m, d 3,5 m - Sempreverde
Predilige luoghi ombreggiati ma luminosi e teme le variazioni climatiche accompagnate da repentini sbalzi termici. Vegeta ottimamente in terreni sabbiosi a reazione acida, ricchi di sostanza organica ed elementi minerali, non tollera substrati molto calcarei. Per la buona resistenza all'inquinamento può essere impiegato nella formazione di siepi in città.
Juniperus communis L. Ginepro h 5 m, d 3 m - Sempreverde
Estremamente rustico, vegeta in tutti i tipi di terreni, tollera bene i climi rigidi e la siccità.
Laurus nobilis L. Alloro h 5 m; d 2,5 m - Sempreverde
Rustico, si adatta relativamente bene al freddo ma non sopporta gelate prolungate. Predilige terreni profondi ricchi di elementi nutritivi; su terreni poveri il suo sviluppo è limitato e vengono facilitati gli attacchi da parte di crittogame ed insetti. Si adatta, inoltre, a esposizioni parzialmente ombreggiate. Può essere usato per siepi.
Lonicera etrusca Santi Madreselva h 1,5 m; d 1 m - Caducifoglia
Si adatta sia a esposizioni soleggiate che a mezzo sole e resiste egregiamente nei climi rigidi; non ha particolari esigenze pedologiche, ma soffre la siccità che pregiudica la fioritura. A scopo ornamentale è impiegata per la formazione di pergolati e per rivestire muri o barriere.
Mespilus germanica L. Nespolo h 3 m; d 2 m - Caducifoglio
Ama posizioni soleggiate, è molto rustico e poco esigente come tipo di substrato; predilige in ogni caso terreni più o meno argillosi e profondi, non troppo calcarei e siccitosi; è molto resistente al freddo e tollera i ristagni idrici ed i substrati umidi.
Pyracantha coccinea Roem. Agazzino h 2 m, d 1,7 m - Sempreverde Rustico, adattabile a molti tipi di substrato, compresi quelli argilloso e calcarei; predilige però suoli umidi e ricchi di sostanza organica ed esposizioni soleggiate o leggermente ombreggiate. Tollera abbastanza bene il freddo (meno le gelate prolungate) e resiste agli agenti inquinanti atmosferici; utilizzato per siepi.
Rhamnus alaternus L. Linterno h 5 m; d 3 m - Sempreverde
Rustico, di facile coltura e adatta per l'impiego ornamentale; predilige esposizioni soleggiate, terreni ben drenati e ricchi di sostanza organica ma si adatta anche a terreni magri o argillosi; tollera bene l'ombra. È in grado di resistere alle basse temperature ed a lunghi periodi siccitosi. Si può usare per siepi o barriere sempreverdi o come singolo cespuglio o alberello.
Rosa sp. pl. Rosa, varie specie h 2 m; d 1 m - Sempreverde o caducifoglia
La rusticità rende facile la coltura di quasi tutte le specie di rosa ornamentale. Ne esistono numerose specie e numerosissime varietà, a cespuglio, ad alberello o rampicanti. La rosa è da sempre è la regina dei giardini.
Rosmarinus officinalis L. Rosmarino, Ramerino h 2 m; d 1 m - Sempreverde
Rustico e frugale. Pur prediligendo terreni calcarei e soleggiati, si adatta a qualunque ambiente. Spontaneo sulla costa è coltivato ovunque come aromatizzante dei cibi.
Salvia officinalis L. Salvia h 0,70 m; d 1 m - Sempreverde
Piccolo arbusto rustico e frugale. Pur prediligendo terreni calcarei e soleggiati, si adatta a qualunque ambiente. Viene coltivato ovunque come aromatizzante dei cibi.
Viburnum tinus L. Lentaggine h 3 m; d 2 m - Sempreverde
La sua rusticità la rende di facile coltura e adatta per l'impiego ornamentale; predilige esposizioni soleggiate, terreni ben drenati e ricchi di sostanza organica; tollera bene l'ombra. è in grado di resistere alle basse temperature ed a lunghi periodi siccitosi. Usata per siepi o barriere sempreverdi o come singolo cespuglio ad effetto.
Vitis vinifera L. Vite h 3m; d 1 m - Caducifoglio - Fruttifero
Liana generalmente usata in filari o pergole. Richiede terreni profondi e, tranne gli ibridi euro-americani (cosiddette fragole) deve essere innestata su vite americana, resistente alla fillossera, e trattata con anticrittogamici contro gli attacchi di oidio e di peronospora.

2. Le specie indicate nella tabella 3 costituiscono anche riferimento privilegiato per la piantumazione delle aree di verde privato posto all'interno dei singoli lotti.

Capo III Mobilità

Art. 108 Viabilità carrabile

1. La viabilità carrabile, evidenziata nelle tavole RU2 ed RU3 è destinata alla circolazione e alla sosta dei veicoli, con specifiche restrizioni disciplinate dal PGTU.

2. Il riassetto e l'incremento della vegetazione di arredo tiene conto delle indicazioni di cui al precedente art. 107.

3. Nella collocazione della segnaletica stradale e della cartellonistica pubblicitaria deve essere garantito il mantenimento e l'eventuale ripristino della agevole fruibilità pedonale dei marciapiedi.

4. Nelle strade con pavimentazione storica (pietra serena, mattonati, acciottolati) non è ammessa la sostituzione con gli asfalti.

5. Nelle piazze e nei larghi viene favorito, compatibilmente con le esigenze e gli usi in atto, il mantenimento e la riaffermazione del ruolo storico di luoghi di incontro, sia attraverso la riqualificazione delle pavimentazioni, degli arredi urbani e vegetali, sia attraverso la progressiva riduzione degli spazi dedicati alla sosta delle auto.

6. Nelle strade bianche non individuate quali invarianti strutturali dall'art.39 delle NTA del PS, potranno essere consentite lievi modifiche del tracciato al fine di migliorare la vivibilità e la sicurezza degli insediamenti attraversati. Nei tratti prospicienti i nuclei posti lungostrada, è altresì consentita la depolverizzazione del manto stradale. Gli interventi di cui sopra sono da valutare nei singoli casi, in relazione alla morfologia ed all'aspetto dei luoghi, per quanto riguarda soluzioni e modalità.

Art. 109 Parcheggi a raso pubblici o di uso pubblico (Mbr)

1. Nei parcheggi a raso di uso pubblico viene garantita, compatibilmente con le situazioni di contesto, una dotazione arborea atta a garantire l'ombreggiamento dei veicoli e l'eventuale abbattimento dell'inquinamento acustico e dell'aria.

2. È ammessa la realizzazione di eventuali servizi igienici, in conformità con il Piano dei Chioschi. È altresì ammessa la possibilità di realizzare e/o istallare piccoli manufatti tipo bancomat, distributori automatici, ecc.

3. Nei rifacimenti di parcheggi esistenti deve essere verificata la possibilità di sostituire i preesistenti manti di asfalto con pavimentazioni permeabili.

Art. 110 Parcheggi coperti pubblici o di uso pubblico (Mbs)

1. I parcheggi coperti pubblici o di uso pubblico comprendono i parcheggi in struttura de il Campo (Fontanella), il Duomo (Porta S. Marco), S. Francesco (B. Peruzzi), Santa Caterina (Esterna Fontebranda), Policlinico (Scotte), S. Miniato (Contratto di Quartiere), Colonna di S. Marco - indicati con la sigla Mbs nelle tavole RU2 - nonché altre strutture private di uso pubblico.

2. Sono consentiti interventi di MS, RRC e RI.

3. Non sono ammessi cambiamenti di destinazione d'uso, ad eccezione - per i parcheggi privati di uso pubblico - della trasformazione in parcheggi o box pertinenziali di servizio ad unità immobiliari limitrofe.