Indirizzi di programmazione territoriale

La discussione degli indirizzi di programmazione territoriale

Dalla delibera n. 131 del 25.06.2001 avente ad oggetto le "Linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti", emergono alcuni elementi e riferimenti utili per l'individuazione di un percorso che porti a definire quegli indirizzi di programmazione del territorio comunale e dei suoi ambiti circostanti. Già dal titolo "Siena continua a crescere: benessere e qualità per una città sostenibile" emerge chiaramente la volontà di proseguire sulla strada di uno sviluppo indirizzato alla riqualificazione urbana e alla tutela del territorio, espressione di quella visione che "considera la società nel suo complesso e mira a governare il cambiamento, anticipando le nuove esigenze e i nuovi modi del vivere civile"; questa volontà può trovare, a pieno titolo, la sua definizione ed articolazione nel "Piano Strutturale". Gli strumenti che individuano gli obiettivi cui dovrà essere finalizzato questo atto di pianificazione territoriale vanno ricercati, nell'ambito di una nuova e più chiara politica del governo del territorio, nello sviluppo e nell'analisi dei concetti di perequazione urbanistica e di sviluppo sostenibile, oltre che in una prospettiva di attuazione della trasformazione urbana da ritrovarsi in rapporti collaborativi tra pubblico e privato con riferimento anche ai cosiddetti Programmi Complessi. L'Amministrazione deve quindi favorire la divulgazione delle iniziative tese ad innescare una cooperazione tra i soggetti che operano la trasformazione urbana. Queste iniziative possono costituire uno strumento di monitoraggio e scansione temporale nella verifica degli indirizzi urbanistici. I limiti che si riscontreranno nel vigente P.R.G., in una attenta e necessaria verifica, l'attualizzazione dei bisogni, nell'ambito di quanto discende dal P.I.T. e secondo la disciplina del P.T.C., serviranno a tracciare gli obiettivi per la costruzione di una strategia dello sviluppo e della disciplina del territorio comunale armonizzandoli in rapporto alle scelte dei comuni contermini.

Contestualizzazione

E' importante e fondamentale l'adozione di una più corretta visione del nuovo strumento urbanistico passando da uno "sviluppo per espansione urbana" a quello di "sviluppo per riqualificazione urbana e tutela del territorio". La riqualificazione urbana risulta quindi la base di partenza per definire un obiettivo di rilevanza culturale e ambientale che deve essere perseguita senza allentamenti, avendo una cognizione precisa del territorio - Per quanto attiene allo sviluppo urbano, questo deve definirsi e modellarsi in una rinnovata logica di crescita, e non necessariamente di espansione, che privilegi la città compatta, evitando di incidere sul patrimonio di risorse ambientali a valenza territoriale, al più interessando quelle risorse rappresentate dalle frange periurbane. Un corretto sviluppo – che potrebbe definirsi sostenibile – sottende la possibilità di far confrontare tra loro i vari ecosistemi presenti e quindi integrare quello urbano con quello naturale, al fine di realizzare ambienti di qualità e vivibili. Uno sviluppo è sostenibile quando tiene conto delle varie componenti (fisiche, sociali, economiche, ecc…) e se le varie scelte operare sono condivise ed hanno, sulla base di una visione strategica generale, una possibilità operativa flessibile ed adattabile alle necessità che nel tempo si possono configurare. Uno sviluppo è sostenibile se è coerente conseguenza di una strategia generale, adattabile alle contingenze temporali. Le varie scelte, dovendo essere quanto più possibile condivise, debbono prevedere una serie di fasi informative e sequenze di avvicinamento ai temi e ai problemi sorgenti che, per successive approssimazioni, sappiano tracciare scenari e formulare ipotesi sulla base di una riflessione comune che ne estrapoli le linee principali e i diversi punti dominanti. Un corretto e costante rapporto tra Amministrazione e cittadini, sostenuto da approfondimenti e studi pluridisciplinari, sarà indubbiamente utile a facilitare la condivisione delle scelte e a meglio delineare gli obiettivi da raggiungere nel tempo. Al fine di evitare che si possa intervenire in ambiti urbani senza una strategia adeguata e definita, occorrerà sviluppare quelle integrazioni necessarie alla creazione di coesioni sociali, in pratica perseguendo lo sviluppo di un tessuto urbano organico che con la propria complessità possa rispondere ad una reale politica della città e al suo arricchimento. I progetti da definire e programmare in risposta alla diverse esigenze e in funzione delle reali possibilità che nel tempo si determineranno, dovranno scaturire da una politica strategica d'insieme capace di strutturare e strutturarsi nel territorio; territorio che deve essere inteso come organismo complesso di scambi e relazioni, cioè quale insieme di esigenze e aspettative collettive da verificare ed eventualmente soddisfare. E' in questo che senso appare necessario creare un giusto rapporto tra sviluppo territoriale e sviluppo urbano, senza che si producano ulteriori competizioni tra le diverse realtà amministrative, ma definendo sistemi di relazione e collaborazione che superino la conflittualità campanilistica; in proposito è utile rimarcare che uno sforzo andrà compiuto per rapportarsi con i comuni confinanti e valutare quali e quanti, a partire dalla mobilità, possono essere gli elementi o i settori a carattere territoriale da condividere. L' integrazione e lo scambio tra settori diversi sarà utile per creare una corretta metodologia pluridisciplinare che porti ad una previsione completa e condivisa degli obiettivi.

Strumenti per l'attuazione

Partecipazione e Informazione

Gli indirizzi programmatici 2001 – 2006, prevedono un rinnovato e diversificato rapporto tra Amministrazione e cittadini. In questo contesto l'amministrazione Comunale intende avviare una serie di iniziative per informare tutti i soggetti attivi, facilitando, quindi, la partecipazione attiva alle scelte da compiere, nell'ottica di un strategia complessivamente indicata con l'avvio del procedimento. Per questo è avvertita l'esigenza di creare diversi "accessi" di comunicazione con la cittadinanza per recepire contributi di idee, riflessioni, studi, ricerche e quanto altro si ritenga utile a prefigurare le scelte da compiere, adattandole alle aspettative della città.

Sviluppo dei Piani e dei Programmi

La base su cui costruire una strategia mirata allo sviluppo e al controllo del territorio deve partire dalla costruzione di un sistema di conoscenze e dal monitoraggio del territorio medesimo.Occorrerà pertanto prevedere alla formazione di un Ufficio di Piano con competenze specifiche, le quali siano in grado di operare nella:

  1. progettazione urbanistico-territoriale;
  2. aggiornamento cartografico;
  3. geologia.

Questo staff, da prevedere a tempo determinato, interagirà con la struttura organica interna per raggiungere gli obiettivi prefissati. Riteniamo sia utile adottare un sistema flessibile di funzionamento dell'ufficio del piano, contemplando la possibilità di opportuni convenzionamenti con l'esterno per specifici studi specialistici.

Sistema Informativo Territoriale

Il S.I.T. dovrà essere ulteriormente sviluppato mettendo a disposizione degli operatori pubblici e privati quei dati che possano far migliorare sia le attività che il monitoraggio del territorio, oltre ad evidenziare la quantità e la qualità. Lo sviluppo del S.I.T. dovrà contemplare una serie di approfondimenti sullo stato dei luoghi, dando origine ad una serie di tematismi che possano costruire nell'insieme una base di analisi sulla quale fare ipotesi, tracciare bilanci e delineare obiettivi. Con questa strumentazione digitale di controllo e disciplina del territorio si avvieranno una serie di censimenti su varie tematiche urbane: il verde, le aree dismesse, i parcheggi, le reti tecnologiche, le infrastrutture, gli edifici e i tessuti particolari, e tematiche territoriali, come la mobilità.

Piani Tematici

Sulla base delle informazioni che serviranno alla manutenzione del S.I.T. e al suo ampliamento, sarà, nelle fasi successive, avviata una revisione e verifica della pianificazione esistente e vigente. In particolare occorrerà sottoporre ad analisi i seguenti piani:

  1. della pubblicità;
  2. del verde;
  3. del traffico e della mobilità pubblica;
  4. dei parcheggi;
  5. della mobilità ciclistica;
  6. delle funzioni (centro storico)

Per alcuni di questi strumenti che disciplinano del territorio urbano, di competenza di Settori diversi da quello della Gestione del Territorio, occorrerà una integrazione tra i vari settori, in modo da poter sviluppare verifiche incrociate tra le varie discipline e raggiungere l'obiettivo di un uso razionale del territorio.

Il Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (Pugss)

La Direttiva emanata il 3/3/99 dalla presidenza del Consiglio dei ministri – Ministero dei Lavori Pubblici, delegato per le aree urbane, ha indicato la volontà e l'opportunità di razionalizzare la sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici (acquedotto, elettricità, telecomunicazioni, teleriscaldamento, gas, fognature). Con delibera del Consiglio Comunale n.178 del 11 giugno 2002 è già stato avviato questo processo che si costruirà nel tempo con la collaborazione dei gestori dei servizi che utilizzano il sottosuolo.

Censimenti su varie tematiche urbane

Con le nuove strumentazioni digitali di controllo e disciplina del territorio si avvieranno una serie di censimenti su varie tematiche urbane tra le quali si evidenziano quelle del verde, aree dismesse, parcheggi, reti tecnologiche, infrastrutture, edifici e tessuti particolari. Di ogni area tematica, a seconda delle specificità si fisseranno alcuni parametri di indagine, ad esempio per il verde, i parcheggi e le aree dismesse potrà essere individuato il regime proprietario, l'estensione, i termini concessionari se esistenti con le relative scadenze, ecc. Per le aree a verde e per alcune aree dismesse potrà essere presa in considerazione la possibilità di gestione privata tramite affidamento a condomini che ne facciano richiesta o meglio a comitati di quartiere, ad associazioni e/o istituti scolastici, onde innescare processi di sviluppo socio-culturale. Le aree autogestite, anche con sistemi di tipo pubblico-privato potranno diventare occasioni didattiche e trasformarsi in vere e proprie aule all'aperto per attività extra-scolastiche, integrandosi e specializzandosi in modo da coprire le aspettative delle varie fasce d'età e delle varie categorie di "utenti urbani". Questo approccio di tutela e controllo degli spazi urbani permetterà anche alle circoscrizioni di trovare un nuova gestione capillare del sistema città, garantendo esse stesse quella continuità necessaria e quello stimolo continuo per migliorare la qualità del proprio territorio.

Per una cultura della qualità dell'architettura contemporanea

Tra i principali obiettivi dell'Amministrazione, rimane quello della salvaguardia del patrimonio edilizio storico e culturale esistente nel territorio e la sua riqualificazione quale valida alternativa alle tipologie presenti sul mercato. Alla luce dell'attenzione a questo argomento dimostrato per quasi sessanta anni, che hanno visto l'impiego di risorse umane ed economiche per il restauro, il recupero e la manutenzione della città antica, è bene essere coscienti che, proprio perché il nostro patrimonio storico-culturale è patrimonio dell'umanità, occorre venga mantenuta alta l'attenzione alla salvaguardia del tessuto della città, risultando essere ancora più prezioso e degno di tutela e salvaguardia. Ovviamente vanno fissati dei limiti e non tutto ciò che è "vecchio" può essere considerato "storico" e/o "antico". Uno sforzo va quindi condotto per conoscere cosa è giusto salvare e cosa può invece essere modificato, non solo sotto l'aspetto fisico, ma soprattutto per quanto attiene l'uso. Occorre però a tale proposito, considerando gli sforzi che sul piano culturale si stanno facendo per la stesura di una legge organica sulla realizzazione di una sempre migliore qualità dell'architettura, muoversi in questa direzione, privilegiando, per la nuova edificazione sia pubblica che privata, il miglioramento del disegno dei vari elementi architettonici ed urbani. Un obiettivo di questo tipo potrebbe far inserire Siena tra i nuovi itinerari turistici che privilegiano l'architettura contemporanea, creando quindi per il nostro territorio una nuova opportunità turistica alternativa e al contempo complementare a quella attuale.

La riqualificazione urbana diffusa

Occorre favorire una serie di progetti minimi, a basso impatto ambientale ed a rapida esecuzione; progetti che, recuperino il senso urbano attraverso un sistema di riconnessione di alcuni ambiti da riqualificare, vedano i privati come soggetti attuatori attraverso forme incentivanti. Lo spirito di questo insieme di "piccoli" interventi sulla città rappresenta un "grande" progetto di riqualificazione e manutenzione capillare che va a recuperare e innalzare il senso urbano nelle diverse zone della città. Vanno, comunque, definiti gli obiettivi oltre agli indicatori da prendere in considerazione per ottenere un più alto livello qualitativo della città monitorando con indicatori specifici distinti rispettivamente per aree ambientale, culturale, istituzionale e intervenendo se necessario con correttivi nelle diverse situazioni. Quello che deve essere perseguito è un atteggiamento teso al miglioramento della qualità della vita urbana, abbassando il parametro di riferimento finora preso in considerazione nella crescita delle nostre città.

Una "vetrina" delle proposte e degli studi sul territorio

Con la stessa motivazione di base, in un idoneo ed opportuno sito, sarà allestito un osservatorio permanente sulla città e sul territorio, una "vetrina" dove l'Amministrazione potrà mostrare le ipotesi, gli studi, le conoscenze acquisite e che sarà aperta alla cittadinanza anche per eventuali contributi di idee, per la costruzione di una strategia condivisa di sviluppo. Con questa logica si coinvolgeranno tutti gli "utenti urbani" e tutti i soggetti preposti alla trasformazione della città (istituzioni, soggetti economici), le circoscrizioni, il terzo settore, i sindacati, ecc. Contemporaneamente potrebbe essere attivata la costituzione di una banca dati – anche in forma digitale - del materiale prodotto sulla città da scuole, università, istituti di ricerca, associazioni, collegi, ordini, studiosi in genere, che andrà ad integrare il materiale in corso di produzione. Il materiale così prodotto potrebbe essere messo a disposizione e diffuso, anche tramite sistema digitale – Internet ad esempio – come voce di un sito opportunamente predisposto.

La costituzione di un "parco progetti"/analisi/studi di fattibilità

Questo "pacchetto" di studi e conoscenze potrebbe essere un valido patrimonio di risorse per costruire un "parco progetti"/analisi/studi di fattibilità che, con minime integrazioni ed adattamenti, potrebbe risultare utile per concorrere ai finanziamenti, aumentando i fattori di successo.

Progetti di rilevanza territoriale

Alcuni grandi progetti in corso di definizione si evidenziano per la propria complessità e presentano una valenza a scala extraurbana, sia per l'importanza o per le caratteristiche delle funzioni svolte o che sono previste, sia per modifiche e gli spostamenti che tali previsioni inducono o di cui sono conseguenza. L'obiettivo primario per tali previsioni deve essere il miglioramento dell'attuale "status" e dei suoi riflessi sulle zone circostanti. Per ognuno di questi progetti, sinteticamente individuabili in:

  1. Parco urbano de LA LIZZA;
  2. Asse Viale Mazzini - Viale Bracci – Policlinico;
  3. Viabilità tra Renaccio e Isola d'Arbia;

dovranno essere individuati l'area o l'asse di sviluppo e gli ambiti di connessione con la città ed il tessuto circostante, analizzandone l'impatto e i rapporti a livello fisico, sociale, economico. In particolare, nell'ambito del primo di tali progetti occorrerà risolvere le problematiche e cogliere le opportunità che l'attuale presenza dello stadio all'interno della città murata comporta, mentre con il secondo potranno essere individuate nuove funzioni più consone, rispetto alle attuali, ai fini della integrazione e rivitalizzazione di alcuni complessi produttivi nel circostante tessuto ormai pienamente urbano. Queste ipotesi di intervento dovranno rappresentare le cerniere tra la città consolidata e il territorio, contribuendo a consentire la liberazione di spazi nella città sui quali operare per una nuova centralità e un nuovo spirito progettuale e ponendosi esse stesse come rinnovati luoghi urbani, ma con potenzialità e capacità di attrazione di livello ben maggiore.

Progetti di rilevanza urbana

Esistono poi una serie di progetti,o ipotesi progettuali, che seppur di impatto più ridotto, rispetto al loro raggio di influenza sul territorio, si configurano come ulteriori occasioni di riqualificazione degli ambiti sui quali insistono:

  1. Ex-Ospedale Sclavo;
  2. Parco delle Mura;
  3. Ex Ospedale Psichiatrico;
  4. localizzazione USL;

Per ognuno di questi "episodi" urbani è stata avviata una riflessione specifica ed una serie di ipotesi di studio, in alcuni casi, nell'ottica di cogliere un'occasione di recupero o riqualificazione del costruito. Sono tra l'altro da ricondurre a tale tipologia di "progetti" quelle previsioni per le quali la Giunta Comunale, con appositi atti già adottati, ha inteso avviare specifica procedura di formazione di variante urbanistica. Tutti gli interventi descritti, a scala urbana ed extra urbana, non costituiscono soltanto un elenco di previsioni sul territorio ma dei potenziali luoghi di nuova centralità sui quali insistere per un recupero del senso urbano e sui quali impostare una griglia strategica - da integrare con gli altri interventi più capillari - di riconnessione della città e degli ambiti contermini, andando ad integrare quella salvaguardia del patrimonio storico-artistico e storico - urbanistico che deve essere elemento fondante per la gestione del territorio di questa Amministrazione. Un ulteriore e particolare "progetto", la cui definizione si va delineando sempre più necessaria, è costituito dalla individuazione di nuove aree edificabili a carattere abitativo, utili in particolare ai fini dell'Edilizia Economica Popolare, nelle quali indirizzare sia possibili futuri finanziamenti pubblici, sia quelli privati (imprese o cooperative) mirati comunque ad una edilizia di tipo convenzionato. In tale senso appare opportuno proseguire, così come per il vigente Piano di Zona P.E.E.P. in via di esaurimento, nell'ottica di una ricucitura del tessuto abitativo urbano esistente, con il minimo possibile consumo di territorio extraurbano e nell'intento di minimizzare i costi delle infrastrutture e dei servizi conseguentemente necessari.

Gli ambiti periferici

Il discorso sulle cosiddette periferie, per la città di Siena,assume caratteri diversi rispetto alle altre realtà nazionali: a Siena non si è mai sviluppata una periferia, almeno secondo quegli indicatori che, nell'immaginario collettivo, permettono di descriverla e individuarla facendone oggetto di studio. Una periferia urbana è tratteggiata come un luogo dove non esiste una vocazione precipua, non emergono valori di scambio, dove non esiste coesione sociale ed economica; una periferia urbana è esclusivamente una previsione urbanistica che deve saturare degli standard urbanistici, dove il gioco dei numeri legato allo zoning ha creato un tessuto monofunzionale e una separazione fisica, sociale ed economica interna all'ambito e tra questo e la città consolidata, dove in genere avvengono scambi qualitativamente migliori. Gli abitanti delle periferie si sentono ghettizzati e lontani dalla città, hanno sviluppato un malcontento proporzionale alla non realizzazione delle loro aspettative collettive di sviluppo; questo malcontento si è trasformato nel tempo in rifiuto del luogo di appartenenza e quindi in "violenza" e distruzione fisica di quegli ambiti senza identità. Questa disaffezione ha prodotto insicurezza dei luoghi e rifiuto da parte di quelli definiti "altri abitanti". Si può affermare con sicurezza che gli scenari delineati non configurano lo stato della periferia di Siena, sia dal punto di vita fisico che socio-economico. Analizzando gli ambiti periferici di Siena non sembrano emergere quei caratteri di degrado che possono far assimilare i luoghi periurbani della città alle periferie così come definite dal tempo, dai fatti e dall'immaginario collettivo. La sensazione di sentirsi in periferia la proviamo in genere quando entriamo nelle città: raccordi stradali con un forte impatto ambientale, edifici residenziali indistinti e senza identità, conurbazioni continue, insicurezza, mancanza di funzioni collettive e spazi di aggregazione sociale. Le periferie sono le moderne porte urbane, molto diverse come concetto dagli antichi varchi che scandivano e rimarcavano il passaggio tra campagna e città, tra borghi esterni e tessuto stratificato interno; elementi di differenza tra conurbazione e non conurbazione. Ad Siena non esiste una periferia, o meglio esistono una serie di ambiti conurbati più o meno distanti dal centro, dove, entrando in città si può ancora avvertire il passaggio con la campagna. Pensiamo a Taverne d'Arbia, Isola d'Arbia, Pietriccio -Torre Fiorentina-Acqua Calda, S.Miniato, Costalpino, Vico Alto, in tutti questi luoghi è presente una vocazione diversa che li distingue gli uni dagli altri; per ognuna di queste conurbazioni si è sviluppata una precisa identità, ogni abitante sente di appartenere al luogo in cui vive e probabilmente non vorrebbe abbandonarlo, ma solo farlo sviluppare secondo le sue aspettative, vorrebbe sanare quel pregresso funzionale mancante per assicurare una migliore coesione sociale ed economica. Questo passaggio è molto importante ed è stato spesso trascurato, non emergendo a livello di analisi e studi a livello urbanistico. Siena non avendo sviluppato una periferia definibile ad impatto negativo, dovrebbe essere oggetto di attenti studi di tipo socio-economico sugli sviluppi delle città di media grandezza. Una motivazione di tale peculiarità è sicuramente connessa al fatto che nei piani urbanistici succedutesi dal primo dopo guerra in poi è stata sempre e comunque presente, pur nelle ottiche di sviluppo anche molto divergenti, la consapevolezza non solo dello straordinario pregio della città murata, ma anche di quello altrettanto rilevante del territorio nel quale la città stessa si incastona. Una tale consapevolezza non può certamente dirsi estranea, pur non essendone l'unica motivazione, alle scelte con cui nei tempi recenti la comunità senese ha delineato e perseguito un proprio modello di sviluppo socio – economico.

Le Università

Un rapporto d'intenti teso a rafforzare una reciproca collaborazione dovrà essere ricercato con l'Università degli Studi e con l'Università per stranieri. Entrambe rappresentano un patrimonio culturale, di lavoro e di sviluppo della e per la città che deve essere difeso e salvaguardato e maggiormente intrecciato con la comunità, concordando e partecipando alla formazione dei loro programmi e anche facendo integrare le iniziative universitarie con i temi, lo studio e gli interessi della città. Parlando d'Università, si finisce, inevitabilmente, di parlare anche degli studenti e delle strutture che li ospitano. Dovrà essere attivato ogni sforzo per consentire una ricettività di qualità più elevata, sviluppando iniziative pubbliche e/o private che permettano la realizzazione di questo obbiettivo. A tale proposito è da considerare come la realistica, e in se auspicabile, prospettiva di un aumento della popolazione universitaria, sia per la istituzione di diplomi e lauree brevi, sia per la crescita qualitativa nell'offerta didattica in molteplici discipline, comporta per altro verso elementi di criticità che debbono essere attentamente analizzati e governati per poter operare le più corrette previsioni e conseguire comunque un miglioramento quali – quantitativo dell'offerta di strutture (non solo abitative) per la popolazione studentesca senza con ciò penalizzare le possibilità di aumenti dell'offerta di alloggi, in particolare nel centro storico, per la popolazione residente.

Le attività produttive

Il territorio e l'economia senese non mostrano, tra le connotazioni di maggior rilievo, quella industriale; al di là delle varie motivazioni che spiegano tale assetto, esso appare un dato di fatto che contiene in se non pochi elementi positivi, in particolare da un punto di vista della conservazione del territorio e dell'ordinato sviluppo delle sue infrastrutture. E' pur vero tuttavia che quelle realtà produttive presenti, e sicuramente importanti, nel tessuto sociale di Siena debbono trovare possibilità di consolidamento e sviluppo. Dovranno quindi essere attentamente considerate e perseguite scelte urbanistiche finalizzate non solo alla individuazione di aree idonee ad un tale sviluppo, ma anche alla realizzazione di infrastrutture sempre più adeguate, e se possibile, all'orientamento qualitativo dell'attività produttiva.

Gestione strategica

Obiettivi per una gestione strategica del territorio devono essere:

  1. salvaguardare e tutelare gli ambiti esterni tra ecosistemi urbani e naturali;
  2. privilegiare la crescita sostenibile della città;
  3. prevedere per la città, un sistema di funzioni di tipo misto;
  4. prevedere un'attuazione orientata alla perequazione urbanistica;
  5. tendere ad elevare la qualità degli spazi urbani privilegiando e valorizzando nel contempo l'architettura storica in ambiti definiti e l'architettura contemporanea nel tessuto urbano di nuova attuazione o di sostituzione;
  6. utilizzare la progettazione urbana quale strumento attuativo e di controllo dei vari salti di scala e quale superamento della dicotomia tra piano e progetto;
  7. tendere alla riconversione di tutti gli spazi di risulta, improduttivi, abbandonati, con innovazioni economiche, sociali e normative;
  8. attuare i punti precedenti considerando le aspettative degli "utenti urbani" ed in collaborazione e partecipazione attiva con loro.
  9. Nell'elaborazione del piano strutturale e del successivo regolamento urbanistico, atti che sostituiranno il vigente Piano Regolatore Generale, si ritiene che debbano essere in massima parte mantenute le impostazioni, i criteri e il disegno strategico dello strumento urbanistico attuale e delle varianti che si sono succedute e che rappresentano e hanno rappresentato un arricchimento dello stesso.
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Un nuovo Piano Regolatore Generale per Siena

Una pianificazione programmata, graduale e continua deve configurarsi, quale strumento complessivo di disciplina del territorio, strategica, strutturale ed operativa; essa deve quindi saper fissare obiettivi ben definiti a breve, medio e lungo termine, con una serie d'alternative flessibili per adattarsi nel tempo alle varie necessità che possono sopraggiungere. Uno degli strumenti più efficaci di previsione è la costruzione di scenari ed alternative di sviluppo da analizzare con il supporto e l'avallo di più discipline, informando e consultando la collettività prima di formulare decisioni finali e definitive. L'attuale strumento vigente, adottato nel 1990, fu impostato con logiche che ancora oggi sono in gran parte condivisibili in un contesto di rilevante valore come quello rappresentato dal nostro territorio e le stesse logiche possono essere affinate in un ambito di più ampia dimensione. La motivazione formale che stabilisce la necessità di dotarsi di uno strumento urbanistico aggiornato e rispondente alle attuali e future necessità risiede dalla Legge Regionale 16 gennaio 1995, n. 5, "Norme per il governo del territorio", nella qual è stabilita la separazione tra pianificazione strategica e pianificazione operativa. Oggi le amministrazioni comunali della Toscana hanno quindi la possibilità di predisporre il proprio Piano Regolatore Generale non più come unico atto, bensì costituito dal complesso degli atti di pianificazione territoriale con i quali viene disciplinata l'utilizzazione e la trasformazione del territorio comunale e delle relative risorse. Per raggiungere il proprio scopo, il P.R.G. è elaborato, "per successive approssimazioni" e perciò composto:

  1. dal piano strutturale;
  2. dal regolamento urbanistico;
  3. dal programma integrato degli interventi.

Il Piano strutturale deve definire le indicazioni strategiche per il territorio comunale, che discendono dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia, integrandole con gli indirizzi di sviluppo espressi dalla comunità locale. Lo stesso è il vero nuovo atto di pianificazione comunale, con il quale prevedere gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio, pur non assegnando, il medesimo strumento prerogative di edificabilità né su base territoriale né in relazione ad immobili specifici. Il contenuto strutturale della pianificazione può anche essere considerato come la sommatoria di una molteplicità d'elementi d'analisi, di conoscenza, di sistemi, di valutazioni, d'indirizzi, di salvaguardie, di definizioni e di programmi, che riconducano all'espressione di scelte strategiche consapevoli e contenute nei limiti di quello strumento intermedio d'area vasta che compete alla Provincia. Con il piano strutturale devono anche valutarsi se fra i principi e le scelte che il Piano Territoriale di Coordinamento ha prefigurato e proposto e ciò che la pianificazione a livello locale può confermare – o deve smentire – nella pratica quotidiana e faticosa del governo del territorio, vi sia consequenzialità (sintonia) o contrapposizione. Con una giusta analisi preliminare, un'ampia condivisione degli obiettivi ed una preliminare diffusione ai cittadini, sarà possibile arrivare al completamento di tutto l'iter (analisi, progetto, osservazioni, controdeduzioni, pareri sovraordinati, approvazione definitiva, pubblicazione) in tempi ragionevolmente rapidi. Il Regolamento Urbanistico è atto obbligatorio per disciplinare gli insediamenti dell'intero territorio comunale, deve l'individuazione del perimetro del centro abitato, delle aree di completamento o ampliamento degli edifici esistenti; delle aree destinate alle urbanizzazioni primarie e secondarie, delle aree ove si deve intervenire con piani attuativi, delle infrastrutture da realizzare all'esterno del centro abitato, della disciplina per il recupero del patrimonio urbanistico e dell'edilizia esistente; nonché della mappa dell'accessibilità urbana contenente il censimento delle barriere architettoniche in ambito urbano e la determinazione su come superarle. Il Regolamento Urbanistico è valido a tempo indeterminato, salva l'individuazione delle aree destinate ad opere d'urbanizzazione, l'individuazione delle aree dove si può intervenire solo mediante piani attuativi e le infrastrutture da realizzare all'esterno dei centro abitati, in questi casi dette previsioni decadono dopo cinque anni dall'approvazione dello stesso Regolamento se non sono stati approvati gli strumenti urbanistici attuativi o i progetti esecutivi delle infrastrutture. Il Programma Integrato d'Intervento è invece uno strumento facoltativo con il quale sono individuate le trasformazioni che, per rilevanza e complessità, necessitano di un'esecuzione programmata. In qualche modo questo programma espande e precede il piano triennale delle opere pubbliche, comprendendo anche le iniziative private. Alla luce delle attuali tendenze culturali in atto oramai anche nel nostro paese, alcune peraltro già sperimentate da questa Amministrazione, s'intendono proporre per la redazione del nuovo P.R.G., alcune regole:

  1. messa a regime nel più breve tempo possibile dell'ufficio di piano con la previsione di apporti esterni;
  2. impostazione per il nuovo Piano Regolatore di regole perequative;
  3. scelta dei consulenti esterni all'Amministrazione per l'avvio della importante fase di pianificazione.

Risulta evidente che la scelta dei consulenti esterni non potrà essere casuale ma gli stessi dovranno rispondere ad una molteplicità di requisiti in rapporto alla natura degli obiettivi che la stessa Amministrazione vorrà raggiungere a mezzo di questi nuovi strumenti d'uso e disciplina del territorio. Ai principi generali seguono una serie di punti da tenere in considerazione per il raggiungimento degli obiettivi fissati in precedenza, in particolare dovranno portarsi avanti tutte quelle modifiche al PRG già ipotizzate e rappresentate alla Commissione Assetto del Territorio, che seguono la logica e l'impostazione che abbiamo tracciato per la realizzazione dei nuovi strumenti di pianificazione e urbanistici.

  1. Variante alle vigenti normative tecniche di attuazione del P.R.G.;
  2. Variante per la riqualificazione di aree urbane già a prevalente funzione produttiva.
  3. Variante per la localizzazione di funzioni turistico, sportive e ricreative;
  4. Variante finalizzata alla precisazione funzionale di aree ed edifici d'interesse pubblico.

Con una giusta analisi preliminare, un'ampia condivisione degli obiettivi ed una diffusione ai cittadini, sarà possibile arrivare al completamento di tutto l'iter (analisi, progetto, osservazioni, controdeduzioni, pareri sovraordinati, approvazione definitiva, pubblicazione) in tempi abbastanza rapidi.

Il Sistema Siena

Sebbene permanga una forte competizione tra le varie realtà amministrative e territoriali, è sempre più necessario tendere alla condivisione di uno sviluppo organico più vasto che si può intendere come Sistema. Pensare Siena come città chiusa tra i suoi confini amministrativi impedisce al Capoluogo e al territorio circostante di esprimere potenziali competitivi con le altre realtà regionali e nazionali. Con l'evoluzione e l'aggiornamento del Programma di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile del Territorio (PRUSST), Siena potrà competere, unita alle realtà ad essa vicina, all'attivazione di nuove risorse per lo sviluppo del territorio senese. Cooperazione, intese di sviluppo e concertazione tra varie realtà amministrative possono diventare il presupposto su cui fondare gli obiettivi e le possibilità d'evoluzione nel futuro prossimo. Differenziare le vocazioni, specificandole ed adattandole ai vari ambiti della provincia o delle realtà limitrofe in una volontà d'accumulo di ricchezza e risorse comuni, senza creare conflitti settoriali nei vari indotti, vuol dire pensare ad una rete di conurbazioni e territori organici, significa cioè rafforzare il Sistema. In questa ipotesi Siena potrà "scommettere" su alcune vocazioni da consolidare e ampliare - sviluppo di nuove tecnologie legate all'informazione, ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnologie, sviluppo della ricerca biomedica e farmacologica, ricerca nel campo agri-alimentare, trasformazione dei suoi spazi urbani volta all'affermazione di una nuova cultura del disegno urbano e dell'architettura contemporanea - ma anche sullo sfruttamento di alcune risorse già presenti nel suo territorio - ambiente naturale e sua posizione geografica nel contesto regionale e nazionale. A tale scopo si ricorda che già per il PRUSST furono individuati una serie di obiettivi prioritari e specifici, condivisione gran parte dei Comune della provincia e l'Amministrazione Provinciale stessa. Le risorse naturali e quelle storico-culturali presenti nel territorio individuato potrebbero essere organizzate in un sistema di parchi urbani ed extraurbani ed un insieme di percorsi tematici di collegamento delle risorse stesse.

CONCLUSIONI

Quanto definito si configura come uno stato d'avanzamento delle politiche strategiche di sviluppo già delineate e ribadite anche negli indirizzi programmatici 2001-2006. Il programma dei lavori si presenta corposo e complesso e molti sforzi dovranno essere compiuti per il suo avvio, per "la messa a regime" e per una completa attuazione nel prossimo futuro. Come già affermato si tratta di avviare un lavoro collettivo e interdisciplinare che sappia coniugare e prevedere ogni aspetto delle problematiche da trattare. Molta importanza dovrà essere data alle priorità degli obiettivi che si vogliono raggiungere nella consapevolezza che per ogni fase e tematica della strategia delineata bisogna individuare le risorse umane di progetto e quelle finanziarie d'attuazione. In sostanza la strategia si basa su alcuni passaggi chiave, delineando i seguenti processi:

  1. Strutturazione delle risorse umane;
  2. Avviamento di una conoscenza generalizzata per la condivisione delle problematiche;
  3. Predisposizione di un'analisi e monitoraggio del territorio;
  4. Stesura di piani tematici;

I quattro criteri attuativi specifici ed integrati, che vanno dal generale al particolare, andando a ritrovare una coerenza dei vari passaggi di scala, così si configurano:

  1. Sistema Siena quale piano strategico generale
  2. Nuovo Piano Regolatore Generale quale strumento strutturale;
  3. Una serie di Progetti Urbani che utilizzando alcuni luoghi attrattori sappiano configurare aree di nuova centralità con interessamento sui tessuti edilizi circostanti;
  4. Riqualificazione capillare e diffusa per l'individuazione d'ambiti ed assi di sviluppo da legare ai luoghi di nuova centralità e quale rete di riconnessione e recupero del senso urbano di alcune aree "dismesse" della città.

Così com'è necessario un approccio pluridisciplinare ed integrato tra vari i settori coinvolti nella definizione delle tematiche, così le scelte politiche si devono integrare con quelle tecnico-amministrative nella convinzione che è solo attraverso un processo di cooperazione generalizzata ai vari settori e livelli che sarà possibile, anche per Siena, continuare a parlare di Sviluppo Sostenibile.