Relazione sullo Studio Urbanistico per il Centro Antico

Il rilievo

La carta del rilievo del centro storico è costituita da dodici tavolette di formato A2 che assemblate insieme riproducono la cartografia del centro antico di Colle di Val d'Elsa in scala 1:500.
Una scala così grande si è resa necessaria per la notevole mole di informazioni e notizie raccolte durante il sopralluogo, informazioni che si sono talvolta stratificate a diversi livelli, tali da rendere il rilievo estremamente denso e significante ai fini di una comprensione piena dei temi e delle problematiche proposte dal centro antico di Colle. La simbologia rappresentata nelle tavolette è riferita ai vari elementi che sono stati oggetto di rilievo come numeri civici, numero dei piani, numero e tipologia dei posteggi, tipologia degli esercizi commerciali, ma anche elementi del suolo quali orti, giardini, oppure relativi alle funzioni ospitate nei diversi edifici: residenziali, a servizi o terziario. Il grado di 'precisione' del rilievo è stato tale che sono stati segnalati anche elementi di arredo urbano come lampioni, panchine, etc.
Un tale dettaglio consente vari livelli di lettura: ad un primo esame si notano ad esempio le aree della residenza, quelle del commercio o dei servizi; oppure il sistema delle aree verdi e di quelle pavimentate. Una lettura più accurata evidenzia il sistema degli accessi, il numero dei piani, fino alla tessitura dell'edificato.
La carta di rilievo in ultima analisi può essere scomposta in più carte rappresentanti i vari strati tematici che si sovrappongono e che si intersecano in modo tale da consentire una lettura migliore della struttura organizzativa all'interno della città. In previsione della stesura della normativa e dell'attribuzione delle categorie di intervento per ogni singolo edificio, i fabbricati del centro storico sono stati suddivisi in unità edilizie, organismi edilizi dotati cioé di una loro identità ed autonomia architettonico funzionale. Questa individuazione è il frutto di uno studio correlato di molte fonti sia cartacee (carte storiche, catasto leopoldino, vecchi rilievi, precedenti strumenti urbanistici) che digitali (catasto attuale, foto aeree), supportato sempre da visite e riscontri sul posto. Tali sopralluoghi consistevano nella realizzazione del rilievo fotografico di ciascun edificio e della relativa pertinenza, nonchè nella stesura di una relazione sull'apparato esterno del fabbricato, sugli elementi di valore e quelli 'incongrui' per materiale o per forma.

L'individuazione delle unità edilizie "minime" definita dal presente Regolamento non risulta poi così difforme dalla suddivisione del Catasto Leopoldino rappresentata nella mappa del 1825, a testimonianza della conservazione e dell'integrità del tessuto edilizio di Borgo e Castello. Colle Alto, infatti, è rimasto in posizione marginale fino ai primi anni '80, al contrario di Piano che, fulcro di attività economiche e commerciali fiorenti e dinamiche, ha subito negli ultimi due secoli trasformazioni urbanistiche notevoli.
L'identificazione e la numerazione delle unità permette quindi di associare ad ogni fabbricato, o porzione di esso, un'ampia quantità di dati. Ciascuna unità edilizia risulta infatti univocamente definita, oltre che dal numero attribuitogli, dall'indirizzo ed eventualmente anche dal nome (nel caso si tratti ad esempio di palazzi di un certo rilievo); di essa conosciamo anche il numero dei piani, le funzioni che vi si svolgono, i vincoli di tutela cui è sottoposta. Questa grande mole di dati rappresenta quasi un'istantanea di una situazione in continuo divenire che è il centro antico, ed è indispensabile per un approfondimento nella comprensione dello sviluppo di Borgo e Castello a supporto della stesura di una normativa "su misura" per il centro antico stesso.
La scheda di rilievo di ciascuna unità, infatti, che già contiene alcuni suggerimenti ed indicazioni sugli elementi da tutelare e sugli interventi auspicabili è stata il riferimento principale per l'attribuzione dei tipi di intervento e delle destinazioni d'uso ammessi come dalle tavole c1 e c2 "Usi del suolo e modalità di intervento" (scala 1:1000).

Immagine d'insieme della carta del rilievo del centro storico  

Il questionario

Il questionario è stato effettuato allo scopo di integrare la ricerca sul centro antico con informazioni ricavate direttamente dai cittadini e relative all'identità della popolazione ed alle caratteristiche tipologiche, tecnologiche e funzionali delle abitazioni. Inoltre, attraverso una serie di domande sulla qualità urbana della zona di residenza ed una richiesta di suggerimenti, note e consigli, si è cercato di comprendere il grado di vivibiltà di alcune tra le parti più antiche della città: il Borgo, il Castello ed il Piano. Tali zone sono state suddivise in cinque settori, con la distinzione tra i versanti nord e sud di Borgo e Castello, allo scopo di relazionare il più possibile i risultati ottenuti con l'area di appartenenza dei soggetti consultati.

Su 946 questionari consegnati ne sono stati compilati e restituiti dai residenti 449, cioé il 48,7% del totale: un numero ritenuto più che sufficiente ed utile alla costruzione di un quadro di riferimento discretamente attendibile.

Il questionario si compone di tre sezioni, ciascuna inerente ad una differente area di indagine.

  1. La Sezione A è dedicata ai dati relativi al nucleo familiare, con indicazioni specifiche riferite ad ogni singolo componente e riguardanti sesso, età, professione, luogo e mezzo utilizzato per recarsi a lavoro o a scuola. In questa sezione sono state richieste informazioni riguardanti anche il numero di autovetture possedute e l'abituale luogo di parcheggio, oltre ad alcune prime notizie relative all'abitazione, tra cui lo stato di godimento dell'immobile.
  2. La Sezione B è riservata ad informazioni relative all'unità immobiliare in oggetto e contiene una serie di domande sia a risposta guidata che a risposta libera, con l'obiettivo di ottenere una descrizione sommaria dell'abitazione attraverso dati riguardanti la superficie, la presenza di elementi accessori (terrazzi, spazi verdi e corti) e la dotazione di impianti. Con tale sezione inoltre si cerca di ricavare un giudizio in merito alla qualità ed al grado di rispondenza alle esigenze del nucleo familiare, oltre ad alcuni dati relativi ai tipi di interventi edilizi effettuati sull'abitazione.
  3. Nella Sezione C viene presa in esame la zona in cui si risiede, attraverso domande relative alla qualità urbana percepita (presenza di servizi, sicurezza, condizioni del tessuto viario, ecc.) o riferite a questioni specifiche quali l'istituzione di aree a traffico limitato o la realizzazione di collegamenti meccanizzati tra Colle alta e Colle bassa. Oltre a raccogliere giudizi e suggerimenti su tematiche riguardanti l'ambito cittadino, le domande di questa ultima sezione mirano ad individuare in che modo lo spazio urbano viene percepito e valutato da coloro che quotidianamente lo vivono.

I 5 settori in cui e' stata divisa la citta' per effettuare le rilevazioni.  

Risultati dell'indagine

Sezione A- dati relativi al nucleo familiare

I dati raccolti sono riferiti a 449 nuclei familiari, di questi 239 residenti in Piano (54,1%), 137 in Borgo (53,3%) e 73 in Castello (32,7%).
Complessivamente le persone coinvolte nell'indagine sono state 1069 con una media costante nei cinque settori di 2,4 componenti per nucleo familiare.

L'età media risulta essere di 44,3 anni, più alta in Borgo (48 anni), rispetto a Castello (44 anni) e soprattutto a Piano (41 anni).
Per quanto riguarda lo stato occupazionale il 36,7% della popolazione risulta occupata, il 31,4% è costituita da pensionati, il 13,2% da studenti.
Nella zona di Borgo la percentuale di occupati risulta minore rispetto agli altri settori (30,2% contro il 44,6% di Castello ed il 37,8% di Piano) mentre risulta più alta quella dei pensionati (39,5% contro il 30,1% di Castello ed il 27,5% di Piano).
Il posto di lavoro risulta essere nel 48,7% dei casi all'interno del territorio comunale.

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Il mezzo utilizzato per recarsi nel luogo di lavoro o di studio è prevalentemente l'autovettura privata (66,7%) seguita dai mezzi pubblici (24,1%), mentre solo il 9,3% degli intervistati ha dichiarato di spostarsi a piedi. Il numero di autovetture possedute si attesta intorno ad una media di 1,04 auto per nucleo familiare, con lievi differenze tra le varie aree (0,9 in Borgo, 1,2 in Castello, 1 in Piano).

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La sosta lungo strada risulta la modalità di parcheggio più utilizzata (56,6%), mentre il 27,1% delle auto è ospitata in garage privati e l'8,9% in parcheggi pubblici. Si rileva in questo caso una sensibile differenza tra i settori esaminati. Nella zona di Borgo, essendo la dotazione di parcheggi privati nettamente superiore, il numero di auto parcheggiate lungo strada è infatti più basso rispetto alle altre zone (43,2% di auto parcheggiate in garage privati in Borgo, contro il 25% di Castello e il 17,6% di Piano).

Più di un terzo degli interpellati (33,8%) risulta risiedere nell'attuale alloggio da oltre 25 anni, mentre una percentuale altrettanto considerevole (25,6%), vi si è trasferita negli ultimi 5 anni. Analizzando i dati relativi ai singoli settori la zona di Borgo sembra essere la meno interessata da trasferimenti verificatisi in periodi recenti. Il 42,7% degli abitanti vi risiede infatti da oltre 25 anni, contro il 30,1% di Castello e il 28,6% di Piano. Nel terzo di Castello si nota invece un più alto numero di persone trasferite da più di 5 anni ma meno di 25. Questo fenomeno è probabilmente legato alla politica di "valorizzazione e recupero" di Castello attuata a partire dai primi anni '80 attraverso ad esempio gli interventi di restauro delle mura, del Teatro dei Vari o la creazione del parcheggio di Bacio.

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Negli ultimi 5 anni l'area maggiormente interessata da nuovi arrivi risulta essere Piano (il 33,8% degli abitanti vi risiede da meno di 5 anni, contro il 23,3% di Castello e il 19,8% di Borgo).Tra i principali motivi del trasferimento, quando avvenuto negli ultimi 10 anni, il 44,6% degli interpellati indica il lavoro, il 10,7% la formazione di un nuovo nucleo familiare e il 9,9% l'acquisto dell'abitazione.

Per quanto riguarda lo stato di godimento dell'immobile il 66,1% delle abitazioni risulta di proprietà, mentre il 33,9% è in affitto.
La percentuale dei proprietari è più alta nella zona di Borgo (70,6% di case di proprietà, contro le 63,2% di Castello e le 64,4% di Piano).

Sezione B - Caratteristiche e dotazioni dell'unità immobiliare

Per le singole unità immobiliari i dati rivelano la prevalenza di appartamenti di medio taglio, con una superficie media di 78,5 mq. Il valore più alto risulta in Borgo (89,5 mq) dove il 23,5% degli alloggi ha una superficie compresa tra i 100 e i 150 mq. In Castello (78,1 mq di media) ed in Piano (73,3 mq di media), la percentuale di alloggi, attestata tra i 100 e i 150 mq., è inferiore all'8%.
La superficie media pro capite risulta pari a 34 mq, ma anche in questo caso risulta superiore in Borgo (38,9 mq), mentre in Castello e in Piano risulta rispettivamente di 32,5 e 30,5 mq.
Per quanto riguarda le caratteristiche degli alloggi si rileva una limitata presenza di terrazzi (33,5%), di giardini privati (10,4%, di cui 16,7% condominiali) e di corti (6,3%), senza distinzioni sostanziali tra le diverse zone.

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In relazione alle dotazioni tecnologiche l'84,3% degli alloggi risulta dotato di impianto di riscaldamento (in prevalenza a metano, 91,3%) e di acqua calda (92,7%, ottenuta con caldaia nel 69,4% dei casi e con boiler nei restanti 30,6%).
La percentuale più alta di abitazioni prive di impianto di riscaldamento risulta essere in Piano (18,6% degli alloggi, contro 10,3% di Borgo e 16,4% di Castello), sostanzialmente equivalente invece la situazione per quanto riguarda la dotazione di acqua calda.
In riferimento alla presenza di altri tipi di impianti non sono emersi dati significativi: minima infatti risulta la dotazione di ascensori (sono solo 7 le unità immobiliari che ne usufruiscono) e limitato anche il numero di impianti satellitari (presenti in 24 casi, complessivamente il 6,2% del totale degli alloggi).

Altri dati relativi alle caratteristiche degli alloggi sono desumibili dalle risposte relative alle condizioni igienico-sanitarie e strutturali dell'immobile. Nel 46,8% dei casi la dotazione dei servizi igienici è stata giudicata buona e nel 40.9% sufficiente, mentre nel restante 12.3% è risultata scarsa.
Peggiore rispetto alla media è risultata la situazione in Piano, dove il giudizio positivo riguarda il 41,5% dei casi, mentre in Castello si sono dichiarati soddisfatti il 59,2% degli interpellati.
Analoghi risultati per quanto attiene lo stato di illuminazione e di aerazione naturale degli alloggi, giudicato scarso dal 14,2% degli intervistati. Anche in questo caso più critica la situazione in Piano dove il giudizio negativo riguarda il 18% dei casi, contro gli 8,3% di Borgo ed il 12,7% di Castello.

Stessa disomogeneità tra i vari settori si riscontra tra i dati relativi alla presenza di umidità oppure alla rilevazione di cedimenti strutturali, presenti rispettivamente nel 29,5% e nel 13,6% degli alloggi, ma con una sensibile differenza tra Borgo (dove la situazione risulta migliore) e Piano. L'umidità è infatti segnalata nel 35,5% degli appartamenti di Piano contro il 19,8% di Borgo. I cedimenti strutturali sono lamentati nel 18,7% degli immobili di Piano contro i 6,9% di Borgo. E' interessante notare come in un fascicolo del 1893 (archivio Comunale postunitario - faldone 5A/31) intitolato "case minaccianti rovina ed antigieniche: intimazioni e rapporti" tutti i numerosi fabbricati presi in esame si trovino nel terzo di Piano.

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Per quanto rigarda l'eventuale presenza di elementi in cemento-amianto, dalle risposte (compilate però soltanto dal 71,7% degli intervistati) tale materiale è risultato presente solo nel 20,6% dei casi. L'analisi dei dati riferiti agli interventi di manutenzione e/o ristrutturazione effettuati sulle singole unità immobiliari, sono state effettuate in relazione ai nuclei familiari che hanno dichiarato di risiedere nell'attuale abitazione da oltre 10 anni. I dati ricavati non mostrano, in questo caso, differenze significative tra i vari settori della città. I lavori effettuati riguardano per lo più opere di consolidamento di strutture portanti (49,6%), lavori di ordinaria manutenzione (indicati nel 45.5% dei casi), seguiti dall'installazione o dal rifacimento di impianti (effettuati nel 39.1% dei casi) ed infine da modifiche distributive effettuate nel 21.4% degli alloggi.

La rispondenza degli appartamenti alle esigenze dei relativi nuclei familiari che le abitano risulta sostanzialmente buona. Nel 78,4% dei casi,con la solita differenza tra Borgo (85,6%) e Piano (79,4%) infatti gli abitanti hanno dichiarato di essere soddisfatti del proprio appartamento
Nei casi invece in cui è stato dichiarato di non ritenersi sufficientemente soddisfatti, sono stati addotti tra i motivi più frequenti quelli della mancanza di spazio, dell'assenza di impianto di riscaldamento, della presenza di umidità o dell'insufficienza o del cattivo stato dei servizi igienici.

Per quanto riguarda infine i miglioramenti auspicabili nelle singole abitazioni, oltre ad opere di ordinaria manutenzione (il 16,8% le ritiene necessarie) o a più complessi interventi di ristrutturazione (ritenuti indispensabile nel 5,8% dei casi) emergono nell'ordine: revisione o installazione di nuovi impianti (in particolar modo dell'impianto di riscaldamento), miglioramento dei servizi igienici, lavori sulla copertura, installazione di ascensore o servoscala condominiale, realizzazione o ampliamento di balconi, modifiche distributive, apertura di nuove finestre o modifica delle esistenti.

Sezione C - temi e problemi percepiti dagli abitanti del centro antico di Colle

Nella terza sezione del questionario si affrontano temi e problemi del centro antico, attraverso domande sugli elementi positivi e negativi più significativi del vivere nella propria zona. In questo caso, al di là di alcuni dati comuni, i risultati hanno evidenziato sostanziali differenze tra i vari settori della città, in particolare tra la parte alta e Piano.

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Se infatti tra gli elementi positivi del vivere in Borgo e Castello prevalgono la tranquillità, il silenzio, il valore artistico-culturale del luogo e la salubrità dell'aria, in Piano la maggioranza degli intervistati (il 63,5%) ha individuato nella centralità, nella vicinanza ad attività commerciali, servizi e mezzi di trasporto il fattore positivo maggiormente rilevante.
Tra gli elementi invece negativi, ad esclusione della denuncia generica della mancanza di parcheggi (giudicati insufficienti o troppo distanti dall'abitazione o insicuri nelle ore notturne), si registrano differenze significative tra le varie zone, per cui se in Borgo e Castello sono principalmente sentiti i problemi riguardanti sporcizia (causata da piccioni e animali domestici) e infrazione delle norme viarie (in particolare lo scarso rispetto dei limiti imposti dalla ztl), in Piano sono citati la confusione ed il rumore (dovuto sia al traffico sia alle persone) come problemi maggiori. Vi sono poi fattori che assumono rilevanza in alcune aree e risultano invece marginali nelle altre, tra questi la scarsa accessibilità con l'auto nella zona di Castello e le difficoltà di convivenza multietnica e di integrazione sociale nella zona di Piano. Parte delle risposte date a questo quesito si sono inoltre rivelate statisticamente inutilizzabili perché non pertinenti o relative a casi particolari non generalizzabili (quali ad esempio l'impossibilità di tendere il bucato).

L'individuazione di quali fossero i luoghi ritenuti più significativi della propria zona era l'obiettivo della domanda successiva. A tale proposito è interessante notare come nella maggior parte dei casi, siano state indicate le piazze, confermando così l'importanza nello scenario collettivo degli spazi aperti di aggregazione. In particolare in Borgo sono state scelte piazza Santa Caterina (41,3%) e piazza Baios; in Castello, piazza Duomo (27,2%) e piazza Canonica; nella zona di Piano, piazza Arnolfo (39%), piazza Sant'Agostino (17.6%) e piazza Bartolomeo Scala. Tra gli organismi edilizi Palazzo Campana e il Baluardo hanno raccolto un numero significativo di segnalazioni, mentre un'ampia gamma di edifici ha ricevuto una quota ridotta di preferenza (tra questi, per esempio, il Duomo, Porta Nuova e Ponte del Campana, oltrechè segnalazioni di servizi commerciali e luoghi di ritrovo come la Casa del Popolo e la sede della Misericordia).

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Le parti della città che secondo i cittadini sarebbe necessario modificare o comunque sulle quali auspicabile intervenire, risultano piazza Baios, segnalata dal 19,7% dei residenti di Borgo. La maggior parte di loro suggeriscono di eliminare il parcheggio attuale e di ripristinare l'antica fontana, mentre il 13,1% invece di modifica re l'arredo di piazza S.Caterina ed in particolar modo la tipologia della sua illuminazione.
Nella zona di Castello il 30,2% degli intervistati indica piazza Duomo, suggerendo di intervenire sull'arredo e sulla pavimentazione, con suggerimenti riguardanti anche l'eliminazione definitiva del parcheggio ma anche in alcuni casi, il suo ripristino. Il 16,3% indica il Baluardo, ritenuto luogo inospitale, assolato in estate e privo di verde e di elementi d'arredo. Analoga percentuale di intervistati auspica il restauro di Palazzo Campana ed il suo utilizzo per manifestazioni di tipo culturale.
Nella zona di Piano il maggior numero di segnalazioni (19,2%) riguarda via Garibaldi, della quale si evidenzia il degrado diffuso delle facciate degli edifici e del manto stradale, oltre all'eccessivo traffico che insieme alla mancanza di marciapiedi rendono difficilmente percorribile tale strada ai pedoni. Il 16,3% degli intervistati suggerisce la riqualificazione dell'area dell'ex campo sportivo con ampliamento del parcheggio e realizzazione di un parco pubblico con aree gioco, percorsi pedonali e ciclabili.
E' stata inoltre indicata anche piazza Arnolfo (11,5%) per la quale vengono suggeriti interventi relativi all'arredo ed alla pedonalizzazione dell'area.

La mancanza di alcuni servizi pubblici è riportata in maniera pressoché analoga nei tre settori interessati dalla ricerca. Si rileva ad esempio l'inefficienza del servizio di nettezza urbana, condiviso complessivamente dal 13,6% degli intervistati, oppure la carenza di parcheggi (10,9%), la mancanza di strutture ricreative (10%) e di aree verdi (7,6%).
Altre problematiche risultano invece intrinseche alle singole zone, ad esempio a Colle Alta vengono lamentate la mancanza di attività commerciali (9,6% in Borgo e 33,8% in Castello) oppure l'inefficienza dei mezzi di trasporto pubblici (6% in Borgo, 10,8% in Castello e solo 1,7% in Piano).
A Colle Bassa si evidenziainfine la scarsa manutenzione e pulizia delle strade (17,2%) e lo scarsocontrollo da parte di vigili urbani e forze dell'ordine (14,4%).

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Affrontando nuovamente, ma in un'ottica più generale, la questione delle opere di miglioramento da suggerire all'Amministrazione Comunale, assistiamo nel complesso, ad una conferma delle tematiche precedentemente rilevate.
Nonostante l'ampia varietà di proposte che hanno in parte disperso le risposte in una vasta casistica di suggerimenti, sono emersi alcuni temi ricorrenti, tra cui la questione dei parcheggi, sollevata dal 12% del totale degli intervistati, ma in modo particolare dai residenti di Castello (18%) e in misura minore, da quelli di Borgo (15,4%, di cui il 6,6% suggerisce l'aumento del numero dei posti auto riservati ai residenti).
Altre opere di miglioramento proposte dagli abitanti di tutto il centro storico riguardano nell'ordine: l'illuminazione pubblica, la sistemazione di aree verdi e spazi gioco per bambini, la realizzazione di strutture ricreative per giovani o anziani, la riduzione del traffico e una maggiore vigilanza da parte delle forze dell'ordine.
A Piano i due tipi di interventi maggiormente richiesti sembrano riguardare opere di manutenzione delle strade (cattivo stato del manto stradale e mancanza di marciapiedi) e il recupero dell'area dell'ex campo sportivo.

Allo scopo di valutare la potenziale utenza di un'eventuale risalita tra Colle Alta e Colle Bassa (progetto tra i più discussi negli ultimi anni) è stata indagata la frequenza con la quale oggi gli abitanti delle due parti di città effettuano il tragitto.
Le risposte hanno evidenziato una sostanziale differenza tra le abitudini degli abitanti di Borgo e Castello e gli abitanti di Piano: se infatti per i primi la frequenza è giornaliera (effettuano il tragitto uno o più volte al giorno il 49,5% degli abitanti di Borgo e il 67,9% di quelli di Castello) o al massimo settimanale (27,4%), in Piano la maggior parte degli intervistati (64,1%) ha dichiarato di recarsi a Colle Alta solo raramente, rispetto ad un restante 25,3% che vi si reca invece quotidianamente.
Tra i motivi riportati per questi spostamenti prevalgono in Borgo e Castello il lavoro, gli acquisti e il tempo libero, mentre per gli abitanti di Piano le attività legate al tempo libero, il passeggio (43,3%) o il recarsi negli Uffici Comunali (22,9%).

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Sull'utilità o meno delle risalite ben il 72,9% ha risposto positivamente, in particolare in Castello, dove si sono dichiarati favorevoli il 79,7% degli intervistati.
Tra i motivi che determinerebbero l'uso delle risalite viene segnalata genericamente la comodità nel 31,8% dei casi, mentre limitato è il numero di coloro che dichiara esplicitamente di essere intenzionato ad usarle per motivi di lavoro (3,2%).
Tra i favorevoli alla realizzazione delle risalite non tutti hanno però espresso l'intenzione di usarle nel caso di realizzazione; infatti il 23,9% di coloro che si sono dichiarati favorevoli li ritiene utili per i turisti, o comunque per gli altri, ma non si dichiara intenzionato ad utilizzarle per vari motivi tra cui in particolare il timore nell'uso di nuovi mezzi tecnologici, l'utilizzo preferenziale di altri mezzi di trasporto, la scarsa frequenza con cui viene effettuato il tragitto.
Per quanto riguarda il luogo ritenuto più idoneo alla realizzazione delle risalite non emergono preferenze nette tra il versante nord e il versante sud per quanto riguarda gli abitanti di Borgo e Castello, mentre il 62% degli abitanti di Piano (che vale comunque la pena ricordare sono coloro che effettuano il tragitto con minore frequenza) scelgono il versante meridionale della città.

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Per quanto riguarda i punti di partenza e di approdo vengono segnalati in prevalenza il Baluardo (31,5%), Castello in generale (28,2%), piazza Santa Caterina (14,5%) e la zona del Duomo (5,6%) per quanto riguarda la parte alta della città; il parcheggio di Bacìo (29,5%), piazza Arnolfo (22,1%), Sant'Agostino (11,6%) e piazza Scala (8,4%) per quanto riguarda la parte bassa.

Analogamente alla questione delle risalite meccanizzate, anche l'istituzione di zone a traffico limitato in alcune strade della città ha riscosso il consenso della maggior parte della popolazione interpellata (71,7%).
Per quanto riguarda poi eventuali suggerimenti su quali aree avrebbero tratto beneficio da un provvedimento di questo genere è stata rilevata la tendenza abbastanza diffusa di indicare la strada o comunque la zona in cui si trova la propria residenza (atteggiamento comprensibile se consideriamo che gli intervistati sono residenti e quindi presumibilmente non soggetti a tali limitazioni), con il risultato talvolta di concentrare il maggior numero di preferenze sui luoghi ritenuti più rappresentativi della città o sulle strade più popolose.
Dall'analisi dei dati via Gracco del Secco (23,4%) e via XX Settembre (18,2%) risultano essere state le più segnalate dagli abitanti di Borgo; piazza Arnolfo (34%), via Garibaldi (15,6%) e viale Matteotti (8,2%) dai residenti di Piano (oltre ad un 14,3% che ha invece indicato più genericamente l'intera area del centro storico), mentre a Castello il maggior numero di segnalazioni riguardano"vagamente" tutto il centro e in particolare Colle Alta.

In conclusione del questionario, con domande esclusivamente a risposta guidata, è stato chiesto agli intervistati di esporre un parere riguardo allo stato delle strade pubbliche, la presenza di attrezzature per il tempo libero, l'ordine pubblico e la sicurezza.

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Per quanto riguarda le strade il giudizio riguarda la pulizia, ritenuta buona o comunque sufficiente dall'80,5% del totale degli intervistati (peggiore la situazione in Piano dove la pulizia viene giudicata scadente dal 25,8% degli interpellati, contro il 10,9% di Borgo e il 15,5% di Castello), lo stato della pavimentazione, giudicato buono o sufficiente dal 75% (situazione sensibilmente peggiore in Piano dove il manto stradale viene giudicato scadente da ben il 35,8% degli interpellati, contro i 12,9% di Borgo e gli 11,6% di Castello) e infine l'illuminazione a proposito della quale il giudizio risulta tutto sommato omogeneo tra i vari settori (buono o sufficiente nell'80% dei casi).
Parere per lo più negativo (69,3%) invece per quanto riguarda la presenza di attrezzature e servizi per il tempo libero, in modo particolare nella zona di Castello dove a lamentarne la carenza è l'86,2% degli intervistati.

Infine, sulla questione della sicurezza e dell'ordine pubblico il 15% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi sicuro, la maggioranza (51,5%) abbastanza sicura, mentre il rimanente 33,5% giudica la propria area insicura: situazione anche in questo caso accentuata in Piano dove la mancanza di sicurezza viene dichiarata dal 42,8% degli intervistati.

 

Eventi storico-economici: cronologia

  1. Periodo etrusco-romano: primo insediamento di Piticciano
  2. 1000: è documentato l'insediamento di Piticciano, feudo degli Aldobrandeschi; doveva essere posto presso l'attuale piazza Canonica; l'altro agglomerato antico si trova nella parte bassa detta Spugna, intorno alla Badia omonima.
  3. 1100: l'attività di lavorazione della carta è già documentata
  4. 1107: il nucleo originario di Piticciano viene ribattezzato Castrum Collis e posto sotto la protezione fiorentina
  5. 1172: il castello è occupato e distrutto dai fiorentini durante la guerra contro Siena
  6. 1173: l'emissione di editti che concedono terre e privilegi a chi si stabilisce nel paese determina un consistente aumento demografico
  7. 1156: inizia il periodo comunale che terminerà nel 1333 caratterizzato da alterne alleanze con Siena e Firenze
  8. 1200: si canalizza il fiume Elsa con un impianto di gore per alimentare i mulini necessari alla lavorazione della lana, della carta e del ferro
  9. 1201: Colle, già libero comune, emana i propri statuti
  10. 1245: il Comune di Colle viene ricevuto con tutti i suoi beni sotto la protezione dell'Imperatore Federico II; fino alla metà del 1200 è un centro ghibellino schierato con i senesi.
  11. 1260: a fianco di Firenze nella guerra di Monteaperti il paese di Colle viene distrutto dalle truppe senesi
  12. 1269: Colle si schiera con i guelfi fiorentini di Giambertoldo contrapposti ai ghibellini di Siena, che ebbero la peggio. Dopo il 1270 numerosi Podestà colligiani svolsero ruoli di rilievo nelle vicende politiche fiorentine. Colle è un importante fornitore di grano per lo stato di Firenze.
  13. 1338 (1333?): Colle diviene municipio fiorentino e si impegna a eleggere come Podestà e Capitani illustri cittadini fiorentini.
  14. 1349: i Colligiani stipulano un atto di dedizione perpetua a Firenze
  15. 1478-79: il paese è espugnato dopo l'assedio sostenuto in difesa dei fiorentini nella "guerra dei Pazzi" che vede coinvolti il Papa, il re di Napoli e la Repubblica di Siena contro Firenze; ; in seguito a questa resa i Colligiani dovettero stare per 14 mesi sotto la servitù di Alfonso Duca di Calabria.
  16. 1478: prime testimonianze dell'arte della stampa ad opera di Giovanni di Medemblik che pubblica nel luglio la prima edizione di Dioscorides de materia medica; in questi anni, a Colle, si occupa di tipografia anche Lorenzo Lippi; le cartiere attive sono 11.
  17. 1481: il paese torna a far parte dello stato fiorentino.
  18. 1500: il Cardinale Giuliano della Rovere, poi papa Giulio II, viene proclamato Abate di Spugna.
  19. 1529: Colle si arrende al Duca d'Orange.
  20. 1592: Colle viene nominata "città" e sede vescovile. Vi si distinguono personalità illustri come Bartolomeo Scala - primo cancelliere ed "eminenza grigia" di Lorenzo il Magnifico, Francesco Campana, gli Usimbardi, i Pacini, i Giusti, i Dini, i Tolosani ed è caratterizzata da un particolare sviluppo industriale (cartiere, stampa incunaboli).
  21. 1620: inizia la crisi manifatturiera della carta.
  22. 1630: una grave pestilenza colpisce la città. La popolazione continuerà a diminuire fino al 1674, per ricominciare a crescere nei decenni successivi.
  23. 1776: Colle diviene "sede di comunità" con le Riforme Leopoldine.
  24. 1800: decade l'arte della carta e si afferma la lavorazione del ferro (Ferriere Masson) e del vetro che dalla fine del '700 viene sostituita da quella del cristallo; tutti gli opifici sfruttano l'energia idraulica delle gore e si trovano quindi, da sempre, nel terzo di Piano.
  25. 1833: Colle risulta una delle prime città manifatturiere della Toscana, oltre il 10% dei suoi 7500 abitanti è impiegato nell'industria.
  26. 1863: istituzione della "Società operaia" con scopi di assistenza e di istruzione (dotata di una fornita biblioteca"mobile")
  27. 1865: intorno a questi anni si costituiscono le prime associazioni sindacali ("Leghe bianche" e "Leghe rosse") e si fa aspra e vivace la lotta di classe. Altre società nascono in questo periodo come la "Radicale democratica" di estrazione piccolo e medio borghese, e l'"Internazionale" di ispirazione socialista fondata da Ettore Capresi.
  28. 1868: fondazione della "Banca Mutua Popolare" con un capitale di &#pound;. 30.000
  29. 1897 (7 marzo): i socialisti, guidati da Vittorio Meoni, vincono le elezioni. Colle è uno dei primi comuni italiani ad avere una amministrazione socialista, sindaco è l'architetto pittore Antonio Salvetti.
  30. 1906 (2 maggio): il comitato colligiano pro disoccupati si riunisce al Teatro dei Varii; l'esecutivo è costituito dal Sindaco Teofilo Giunti con Somerau, Unico Conti, Rutilio Tanzini, Quinto Conforti.
  31. 1909 (25 agosto): terremoto alle ore 1,36.
  32. 1910 (13 giugno): il Circolo socialista di Colle è attivo sulla questione della ferriera, chiusa ai primi del secolo e acquistata nel 1909 dall'industriale Armino Kaupt.
  33. 1929 (14 agosto): è costituito per iniziativa del Comune l'"Istituto Autonomo per le case popolari in Colle Val d'Elsa" - a norma del nº3 dell'art.7 R.D.L. 30/12/1919 - con proprio statuto.
  34. 1943 (agosto): viene istituito il Consiglio di Salute Pubblica, ne fanno parte gli uomini che daranno poi vita al Comitato di Liberazione Nazionale
  35. 1944 (15-16 febbraio): Colle è oggetto di un pesante bombardamento aereo; fra le zone più colpite Piazza Baios, Piazza Bartolomeo Scala, Sant'Agostino.
 

Cronologia dello sviluppo urbano

  1. 1100: è testimoniata la cinta muraria più antica intorno al castello di Piticciano.
  2. 1181: Colle libero Comune amplia la cerchia muraria per proteggere il Borgo dei Franchi.
  3. 1200: costruzione della cinta muraria nel Piano.
  4. fine 1200: nuovo ampliamento della cinta muraria verso Volterra.
  5. 1206: Ricovero di Staltone fonda lo spedale che dal suo nome è detto di ricovero.
  6. 1300: - Vi è uno Spedale assai ricco [...] e dette entrate vengono disposte liberamente dal pubblico e dal general consiglio, e per le fortificazioni delle mura per le quali devono erogarsi fiorini quattromila e per un più come si vede nella erezione del monastero di S. Caterina [...]
    - abolizione dei ballatoi in legno delle case-torri, per motivi igienici, in base all'iniziativa di specifiche Magistrature Comunali.
  7. 1400: costruzione della cinta muraria in Borgo Santa Caterina.
  8. 1465 (14 febbraio): I Fiorentini con una provvisione finanziano parte della ricostruzione e del nuovo assetti delle mura castellane.
  9. 1479: durante l'assedio della guerra dei Pazzi Colle riporta ingenti danni alle mura, agli edifici, alle fortificazioni.
  10. 1481: i Fiorentini con una delibera finanziano parte della ricostruzione delle case e torri diroccate. Potenziamento delle fortificazioni e costruzione di Porta Nuova, dove sorgeva la distrutta Porta Selva.
  11. 1500: in questo secolo vengono promosse iniziative di rinnovamento di case e palazzi che si concentrano soprattutto nei terzi di Castello e Borgo che si delineano come area residenziale, mentre nel terzo di Piano prevalgono attività manifatturiere e commerciali.
  12. 1513: nello Statuto della comunità di Colle si trovano norme per la regolamentazione edilizia; ad esempio "De Cantis e biscantis dirizantis" oppure "De balconis, veronis, et sportis non fiendis supra stratis publicis".
  13. 1524: lo Spedale di Castello viene trasferito, per sospetto di peste, presso la porta Passerina.
  14. 1536-37: Inizio dell'edificazione del Palazzo Campana e della porta omonima su progetto di Giuliano di Baccio d'Agnolo, unico esempio rinascimentale di vera e propria trasformazione urbanistica in Colle Alto: per la sua edificazione viene demolito un tratto delle antiche mura e vengono modificate quote e pendenze di una vasta area.
  15. 1550 (28 gennaio): "Legge dell'Illustriss. & Eccellentiss. S. il Duca di Fiorenza, in commodo di quegli che volessino edificare per tutto il suo felice stato [...]".
    Cosimo dei Medici emana una legge che cerca di modificare la prassi costruttiva d'impronta medioevale, introducendo il controllo delle pratiche edilizie ai fini di ottenere maggior ordine e decoro e nello stesso tempo vigilare sulla speculazione edilizia. Tra gli obblighi del compratore c'era infatti quello di investire nella nuova fabbrica un capitale pari ad almeno 10 volte il valore del bene acquistato.
  16. 1550-1590:"Ristrutturazione" dei palazzi delle principali famiglie; pavimentazione delle principali vie pubbliche.
  17. 1590-1605: numerosi in questi anni gli interventi di miglioramento sulle vie di comunicazione di cui 4 riguardano la strada per San Gimignano, un paio la manutenzione delle vie per Siena, la strada maremmana e volterrana.
  18. 1592: Colle viene"decorata" del titolo di "città", la sua chiesa collegiata è innalzata a "cattedrale".
    A partire da questa data fino al 1630 vengono apportate al tessuto insediativo vistose modificazioni; cambia la configurazione di punti nevralgici dell'impianto urbano, quali la piazza del Duomo e la zona prossima alla Porta Nuova.
  19. 1600: Intorno a questa data si realizza la pavimentazione completa delle vie pubbliche fino a qualche decennio prima in terra battuta (anche le piazze). Il lavoro di pavimentazione si protrae per diversi anni. Un'apposita Balìa viene istituita per il restauro e le manutenzione delle strade pubbliche.
  20. 1602: costruzione del Palazzo Vescovile e del Conservatorio di San Pietro (circa 1610) voluta dalla famiglia Usimbardi.
  21. 1603 (17 aprile): inizio dei lavori per la costruzione del Duomo sotto il Vescovo Usimbardo Usimbardi su progetto di Fausto Rughesi; la fabbrica sarà terminata nel 1630. La consacrazione avviene nel 1637.
  22. 1635: viene aperto lo Spedale di S. Lorenzo patronato da Fulvio e Francesco Usimbardi.
  23. 1636 (28 agosto): crolla la Torre del Comune; oggi, tronca, è visibile tra palazzo Mattone-Vezzi e palazzo Pretorio in Piazza del Duomo.
  24. 1760: viene rialzato in stile gotico lo spedale-ricovero preesistente ed adibito a Circolo Accademia dei Vari, poi trasformato in teatro.
  25. 1806: la piena dell'Elsa spazza via il ponte di Arnolfo a Spugna.
  26. 1820: demolizione di Porta Oliviera in Piano e di Porta Vallisbona (al termine di via dei Botroni).
  27. 1824: demolizione di Porta Passerina o dello Spedale; era posta al limite degli attuali fabbricati lateralmente a Palazzo Campana lungo via Mattioli.
  28. 1835: demolizione di Porta Riccia, davanti al "Palazzone".
  29. seconda metà 1800: sistemazione di Piazza Arnolfo (la piazza nell'assetto Ottocentesco compare nel catasto del 1905, mentre non è presente in quello del 1825).
  30. 1876: demolizione della Porta al Canto per erigere palazzo Masson.
  31. 1880: demolizione di Porta Fiorentina presso Spugna.
  32. 1881: lavori di lastricatura di via del Borgo.
  33. 1882: lavori di lastricatura di via del Campana.
  34. 1899 (16 marzo): gli Uffici Comunali stilano un elenco delle case senza numero civico esistenti in Colle Alto.
  35. 1904: a questa data è registrata una fornitura lastrico stradale proveniente dalle cave di Vagliagli e Castellina.
  36. 1905: tolte e sostituite la fontana in pietra serena e la statua in terracotta di Francesco Ferrucci di Piazza Santa Caterina per volontà dell'amministrazione socialista.
  37. 1907-1909: restauro dei lastrici all'interno di Colle.
  38. 1909 (28 agosto): i sopralluoghi di verifica dei danni del terremoto del giorno 25 rilevano una lesione marcata al torrino dell'orologio di Piazza Arnolfo (a cui si provvede con una catena di ferro) ed altre lesioni in vari edifici tra cui lo stabile degli Uffici Municipali a cui è caduto il cmaino sfondando il tetto.
  39. 1914 (30 agosto): Piano Particolareggiato per edificio scolastico nella frazione di Gracciano.
  40. 1915: istituzione del servizio automobilistico Siena-Colle-San Gimignano.
  41. 1916 (6 novembre): la rete dell'acqua potabile viene attivata in Colle Alto.
  42. circa 1916: lavori per la costruzione della Strada Nuova (oggi S.S.68)
  43. 1926 (28 dicembre): richiesta di costruzione case popolari di fronte al Teatro del Popolo "almeno 20 villini per operai di nº8 stanze l'uno, con relativo orticello, da poterci stare almeno due famiglie".
  44. 1926 (16 luglio): viene rilasciata l'autorizzazione per la fornitura di energia elettrica che alimenti una pompa in modo da facilitare la distribuzione di acqua potabile in Colle Alto.
  45. 1929-1930: progetto per il rinnovo delle tubazioni dell'acquedotto comunale fino a questi anni in terracotta.
  46. 1930: Relazione del Piano Regolatore Generale per la Città di Colle Val d'Elsa
  47. 1936: Regolamento edilizio e di pubblico ornato (adottato con Del. 4 marzo 1932 nº11 modificato con successiva 17 marzo 1933 nº13; approvato dalla G.P.A in seduta 5 aprile 1933 nº206 Prot. Spec. ; modificato con Del. 25 luglio 1935 nº67 [...] modificato ulteriormente con atto del 5 dicembre 1935 nº125; omologato dal Ministero dei LL.PP. Direzione Generale dell'Edilizia e delle Opere Igieniche Div. 6º lì 20/02/1936 XIVº col. nº 844 di Prot)
  48. 1936 (19 febbraio): il Prefetto di Siena scrive al Genio Civile e a molti Comuni della Provincia poichè le norme tecniche di buona costruzione in edilizia, art. 3 e 4 del R.D.L. 25/3/1935 nº640 ed i Regolamenti Edilizi dei singoli Comuni non vengono rispettati. "[...] Pertanto prego di richiamare gli interessati all'osservanza delle norme suddette, avvertendo che d'ora in avanti agli inadempienti sarà senz'altro elevata la contravvenzione".
  49. 1937 (6 aprile): approvazione di alcuni regolamenti edilizi; norme relative ad interventi di miglioramento.
  50. 1937 (2 dicembre): a partire da questa data le domande di autorizzazioni edilizie devono essere redatte in carta da bollo da £4.
  51. 1938 (21 febbraio): vengono definite le"responsabilità" sulle mura di Castello con specifico parere dal titolo "Mura castellane: manutenzione e condizione giuridica".
  52. 1938 (13 luglio): una Circolare della Prefettura obbliga l'impiego di marmi apuani in alcune tipologie di costruzioni edilizie *.
  53. 1939 (22 settembre): divieto nell'uso del ferro e cemento armato nelle costruzioni ed in altri usi *.
  54. 1941: Regolamento comunale per il servizio della fognatura [...]
  55. 1942 (14 febbraio): il Sottosegretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra richiede la rimozione e resa di sedili e fontanelle in ferro e ghisa *.
  56. 1942 (27 agosto): il "Programma delle opere igieniche da eseguirsi nel dopo guerra" inviato dal Commissario Prefettizio al Genio Civile prevede:
    • - l'ampliamento del cimitero di Colle bassa
    • - la costruzione del mattatoio
    • - la costruzione di celle zimotermiche per la trasformazione di rifiuti solidi urbani
    • - il risanamento igienico del quartiere denominato"Castello' in Colle Alto".
    Per quanto riguarda l'ultimo punto si fa riferimento a condizioni igieniche carenti: "gran parte delle famiglie che vi abitano, appartenenti alla classe più disagiata della popolazione, sono contagiate da T.b.c; ogni malattia infettiva e diffusiva trova in quel rione le condizioni migliori per il suo manifestarsi e propagarsi. Necessita quindi procedere alla espropriazione di un buon numero di case e casupole ed all'abbattimento delle medesime per dare aria e luce alle rimanenti con la creazione di strade e largari. Questo problema, di preminente interesse cittadino, non è stato mai affrontato perchè la sua soluzione impone la preventiva costruzione di case popolari dove poter alloggiare le famiglie sfrattate." Si prevede lo sfratto di circa 40 famiglie e la necessità di edificare circa 150 nuovi vani.
  57. 1943 (7 gennaio): "Schema di norme per il restauro dei monumenti" inviato dalla Soprintendenza ai monumenti e alle gallerie di Siena al Comune di Colle.
  58. 1944: in seguito ai bombardamenti viene distrutto, in Borgo, Palazzo Gozzini.
  59. 1960: frana il Bastione di Sapia, fortificazione rinascimentale.
  60. 1962: Piano Regolatore Generale
  61. anni '70: grande sviluppo edilizio lungo la direttrice nord-sud e ad ovest del centro antico nonchè in modo sparso sulle colline circostanti.
  62. 1978: nuova sede del Monte dei Paschi progettata da Giovanni Michelucci.
  63. 1979: ipotesi progettuale di superstrada che colleghi Colle, San Gimignano, Volterra e Pisa, integrata nella rete viaria prevista dal Prg del 1962.
  64. 1982: Piano Regolatore Generale (arch.Manlio Marchetta).
 

* Tali provvedimenti rientrano in tutta una serie di imposizioni sull'uso di determinati materiali e obblighi dettati a livello nazionale dal regime fascista; tra questi anche la richiesta di rimozione e spedizione di campane, monumenti in bronzo, timbri in bronzo e ottone delle sezioni elettorali, proiettili di grosso calibro usati per ornamento a lapidi ai Caduti di guerra.

 

Prolegomeni

Un centro antico come quello di Colle Val d'Elsa presuppone un approccio estremamente approfondito, uno studio che lasci emergere le problematiche, le esigenze, le potenzialità di un tessuto urbano con oltre un millennio di vita. Borgo e Castello, pur avendo molte affinità, si differenziano nella compattezza, nella mole dei fabbricati, nella tipologia delle facciate. Se nel terzo di Castello emerge ancora prepotentemente la densa matrice medievale in alzato e, soprattutto in pianta, a Borgo il nastro delle facciate lungo le vie principali si dipana con maggior ampiezza e respiro, aprendosi alla vista dell'osservatore con lineare continuità, salvo poi scomporsi sul retro con prospetti più articolati e spesso tempestati da superfetazioni e interventi incongrui.

Il tessuto edilizio sia di Borgo che di Castello è comunque caratterizzato dalla compattezza determinata dall'accostamento delle varie"cellule medievali" poste perpendicolarmente al crinale e dalla presenza massiccia di case torri. L'impianto di queste ultime può avere subito essenzialmente tre tipi di sviluppo: nel primo caso la torre è rimasta intatta in pianta e in alzato e l'impaginato delle facciate è pressochè quello originale (ne è un bell'esempio la torre di Arnolfo in via del Castello), oppure la torre originaria è stata"mozzata", per vicissitudini costruttive o politiche (si scapitozzavano le torri delle famiglie nobili cadute in disgrazia) e trasformata in unità abitativa, pur mantenendo nella composizione della facciata e nella cortina muraria le caratteristiche originali, infine può essersi verificato che due o più case torri attigue siano state fuse in un unico fabbricato (soprattutto nella seconda metà del '500, periodo in cui i protettori fiorentini condussero una politica che incentivava operazioni ti questo tipo). Tale processo investiva sia la riorganizzazione degli spazi interni che la composizione della facciata determinando una vera e propria operazione di "maquillage" sui prospetti che si affacciavano sulle vie principali. Queste tre tipologie di sviluppo si sono verificate sia a Castello che a Borgo, ma ciò che differenzia i due Terzi è la frequenza e l'entità degli interventi fatti sul tessuto originale medievale.

Visitando il terzo di Castello è inequivocabile l'impressione di trovarsi in un borgo medievale: le strade sono strette, i vicoli angusti, le facciate brevi ed i fabbricati si sviluppano mostrando un impaginato lineare e semplice con le aperture allineate, al massimo una coppia per piano e all'ultimo piano solitamente una loggia, più o meno grande.
In questo tessuto denso, all'improvviso, in modo tipico per molti borghi di impianto medioevale, ecco"spalancarsi" dei vuoti, attigui alla principale via del Castello: Piazza del Duomo e Piazza Canonica circoscritte da edifici di prestigio le cui facciate sono state pensate proprio per essere viste in una prospettiva più ampia.
Molte unità edilizie di Castello conservano, tra gli altri, un elemento particolarmente prezioso per un edificio che si trova in un centro storico, e cioé uno spazio aperto di pertinenza, sia esso un largo oppure un orto o un giardino. Ne sono dotate non solo le unità confinanti con le mura, limite invalicabile, ma anche le unità comprese in isolati interni. Dimore, ricche o povere che siano, legate ad uno spazio aperto, più o meno esteso che si è "salvato" nei secoli dalla saturazione di nuove costruzioni; forse a causa della conformazione impervia del terreno oppure anche per la progressiva diminuzione di popolazione in Colle Alta causata da carestie, eventi bellici, epidemie oltre che, più recentemente, dall'insorgere di necessità e aspettative che hanno reso il terzo di Castello poco appetibile dal punto di vista abitativo fino ad una ventina di anni fa. Segno di questo disagio, di questa difficoltà ad adattare fabbricati anche molto antichi, sono i tentativi, attuati dagli anni '50 agli anni '70, di adeguamento alle nuove esigenze: ecco comparire un elevato numero di bagni pensili, canne fumarie, terrazzi, aumenti volumetrici realizzati in materiali incongrui; per non parlare poi delle nuove aperture, e di ampliamenti drastici su quelle esistenti, sia per esigenze igieniche (un documento del 1942 fa riferimento alle condizioni igieniche di Castello come estremamente precarie, con la maggior parte delle famiglie residenti contagiate dalla tubercolosi), che di adeguamento a nuovi bisogni (molti fondachi sono stati trasformati in garage, con conseguente modifica delle luci di ingresso,architravature e infissi).

Per il comparto di Borgo l'approccio è sostanzialmente diverso in quanto siamo in presenza di un tessuto urbano maggiormente alterato. Molte delle modifiche apportate al tessuto urbano in generale e ad alcuni fabbricati in particolare sono talmente antiche che forse è inopportuno porsi il problema del recupero del nucleo originario: l'obiettivo diviene conservare lo stato di fatto e ripristinare gli elementi di valore architettonico degradati o alterati.
L'impronta rinascimentale è evidente in modo particolare a Borgo: i fabbricati cambiano di proporzioni, diminuisce il numero dei piani, si allargano le facciate, le aperture sono più ampie e regolari, il ritmo dei vuoti e dei pieni è nettamente cinquecentesco. La viabilità è strutturata in maniera diversa, anche se non siamo in presenza di ampi viali, tuttavia sia via Gracco del Secco che via del Campana risultano essere piuttosto larghe ed ariose per essere di impianto medievale. La presenza stessa di due grandi fabbricati di respiro e concezione completamente diversa rispetto alla tipologia del palazzo nobiliare o della casa torre, come il Conservatorio di S.Pietro e l'Ospedale di S.Lorenzo, ripropone il problema di un approccio normativo diverso rispetto a quello richiesto dal terzo di Castello.
Nel comparto di Borgo convivono due aspetti profondamente diversi: il fronte principale di molti edifici, quello lungo le strade principali, assume il valore di quinta teatrale perchè nella maggioranza dei casi il paramento della facciata non rispecchia un eguale ordine in pianta, intendendo con questo che una facciata cinquecentesca non necessariamente implica una distribuzione interna coerente all'impaginato principale. I retri lungo via Dietro le Mura e via XX Settembre la dicono lunga sulle vicissitudini costruttive dei fabbricati.
Un'ulteriore differenziazione si potrebbe fare prendendo in considerazione il fatto che esiste una profonda diversità tra i fronti posteriori che si affacciano lungo le mura difensive, a sud, e quelli che si affacciano invece su via Dietro le Mura, a nord: i primi, benchè non siano in buone condizioni, presentano infatti molti spunti per un restauro interessante, inoltre sono tutti dotati di ampi spazi verdi, spesso strutturati con pergolati, percorsi, fontanili e pavimentazioni coeve al fabbricato; lo stesso non vale per i retri esposti a nord, a causa della presenza diffusa di annessi, garage e magazzini di scadente qualità.
La normativa sul centro antico prende spunto da queste consìderazioni per approfondire poi maggiormente le problematiche attuali, infatti prevede delle norme generali valide per tutti gli spazi aperti e tutti gli edifici del centro antico, successivamente ogni singola cellula all'interno di ognuna delle 239 unità edilizie verrà dotata di un intervento personalizzato con particolare attenzione ad alcune zone delicate come il Bastione, via del Refe Nero, l'Ospedale di S.Lorenzo, per i quali viene prevista una scheda di approfondimento tematico e progettuale.

Visione d'insieme della mappa delle unità edilizie del centro antico
 
Foto: dettaglio di un affresco Foto: il dettaglio dell'ingresso di un garage nel centro storico Foto: dettaglio di un elemento decorativo
 
Foto: terrazzino di un edificio del centro storico Particolare della mappa delle unità edilizie del centro antico Un altro particolare della mappa delle unità edilizie del centro antico
 
 

Le Schede: un supporto alla normativa

La normativa di Piano per il centro antico si avvale del sostegno di schede di rilievo che sono state compilate, una per ciascuna unità edilizia, dopo la fase di rilevamento e di analisi.
Le schede sono 239 e, oltre ad una serie di informazioni sullo stato dell'edificio, forniscono una serie di indicazioni e suggerimenti di carattere orientativo per futuri interventi. Hanno come quadro d'unione di riferimento due tavole in scala 1:1000 (Allegati del Piano - Tavv. Unità edilizie:Borgo e Unità edilizie:Castello) nelle quali sono rappresentate tutte le unità edilizie contraddistinte dal proprio numero identificativo.
Per unità edilizia si intende l'unità minima di intervento caratterizzata da omogeneità funzionale e architettonica, dotata di almeno un accesso proprio, all'interno della quale possono essere compresi sia spazi edificati che scoperti.
Ciascuno degli elementi che compongono la scheda ha uno specifico tipo di intervento individuabile nelle tavole del Piano "Usi del suolo e modalità di intervento" (TAVV.C1 e C2, scala 1:1000) che non necessariamente è il medesimo per il fabbricato e lo spazio scoperto costituenti un unica unità edilizia.

Nella scheda, in alto a sinistra, è presente un piccola sezione in cui sono riepilogati i dati identificativi dell'unità quali la denominazione, la via e il numero civico oltre ad informazioni derivanti dal rilievo (destinazioni d'uso pricipali e secondarie ai vari piani) e da altre ricerche (vincolo della Soprintendenza, scheda del Piano del Colore).
La scheda è corredata di due immagini principali che solitamente rappresentano il fronte ed il retro dell'edificio.
Sono inoltre presenti, in numero variabile, immagini in formato più piccolo che rappresentano per lo più dettagli e particolari architettonici a supporto e chiarimento dei paragrafi descrittivi.
La sezione "descrizione e annotazioni" comprende una breve relazione in cui si evidenziano lo stato di conservazione, la tessitura muraria e l'impaginato dei fabbricati oltre che alcune informazioni sugli spazi aperti.
Insieme alla descrizione solitamente sono presenti alcuni suggerimenti ed indicazioni sul tipo di operazioni che sarebbe auspicabile eseguire nei futuri interventi sul fabbricato.

Un esempio di una scheda di rilievo del Centro Storico Un estratto dalla cartografia del Regolamento Urbanistico: gli spazi aperti
 
Un estratto dalla mappa delle unità edilizie del Centro Antico Un estratto dalla cartografia del Regolamento Urbanistico
 
  1. AA.VV, "Colle di Val d'Elsa dal 1800 ad oggi attraverso la fotografia", Pro Loco di Colle di Val d'Elsa (a cura di), Colle di Val d'Elsa, 1982.
  2. AA.VV, "Colle Val d'Elsa, il centro storico: immagini fotografiche per la valorizzazione estetica e architettonica di un borgo medioevale", Comune di Colle di Val d'Elsa (a cura di), Tipografia Boccacci, Colle di Val d'Elsa, 1984.
  3. AA.VV, " La toscana dei tesori nascosti. Colle Val d'Elsa", Quaderni della Regione Toscana, 1990.
  4. AA.VV, "Colle di Val d'Elsa nell'età dei Granduchi medicei. La terra in Citta et la Collegiata in Cattedrale", Centro Di (a cura di), Grafiche Piccardi, Firenze, 1992.
  5. AA.VV, "Colle Val d'Elsa", Comune di Colle Val d'Elsa (a cura di), Meini, Siena.
  6. ANGIOLINI LAURA, "Terra di Colle Val d'Elsa e dintorni", Viciani R. Centro System, Colle di Val d'Elsa, 1995.
  7. BASTIANONI CURZIO, "Il paese in teatro. Colle di Val d'Elsa: teatro dei Varii", Pontecorboli, Firenze, 1994.
  8. BIADI LUIGI, "Storia della città di Colle in Val d'Elsa", Multigrafica, Roma, 1971 (edizione originale Firenze 1859).
  9. BONDI ADRIANO, "Colle di Val d'Elsa, il centro storico: immagini fotografiche per la valorizzazione estetica e architettonica del borgo medievale", Gruppo Fotografia Castello (a cura di), Boccacci, Colle Val d'Elsa, 1984.
  10. BRACCAGNI MARCELLO - ROSSI LOVANIO, "Colle", Periccioli, Siena, 1988.
  11. BRESCHI ALBERTO - FURIOZZI LUCA - MORI CLAUDIO, "Boulevard: progetto di riqualificazione urbana nell'area ex - FF.SS a Colle di Val d'Elsa", Nuova Immagine, Siena, 1994.
  12. CIONI MICHELE, "La Val d'Elsa: guida storico-artistica", Forni, Sala Bolognese, 1981 (edizione originale Firenze 1911).
  13. DE MASI PASQUALE, "Architettura a Colle: il borgo del Castello", Giannini, Napoli, 1996.
  14. DIAZ GIORGIO (a cura di), "Associazione intercomunale alta Val d'Elsa n.19. Quadro di riferimento territoriale", Tipografia Giuntina, Firenze, 1983.
  15. FRANCIOLI EMILIO, "Colle di Val d'Elsa: studio monografico e guida", Boccacci, Colle Val d'Elsa, 1978.
  16. GRASSETTI CARLO, "Colle Val d'Elsa e dintorni: nuovissima guida turistica con pianta della zona", Ronzini, Todi, 1991.
  17. LEPRI ALESSANDRA - MARCONI SIMONA, "La chiesa di San Franceso in Colle Val d'Elsa: rilievi e studi", Grafiche Boccacci, Colle di Val d'Elsa 2000.
  18. MARZINI ROVIGO, "Relazione storico-artistico-industriale di Colle Val d'Elsa", Arti grafiche San Bernardino, Siena, 1926.
  19. NINCI RENZO, "Colle di Val d'Elsa: una memoria storica da salvare", Comune di Colle Val d'Elsa: Assessorato alla Cultura, Colle di Val d'Elsa, 1996.
  20. PACCHIANI ELVIO, "Colle Val d'Elsa: repertorio bibliografico", Boccacci, Colle di Val d'Elsa, 1998.
  21. PACINI ASVERO, "Cose di Colle", I Mori, Simone, 1995.
  22. REPETTI EMANUELE, "Dizionario geografico fisico storico della Toscana", vol. VIº, Multigrafica, Firenze, 1972 (edizione originale Firenze 1833).
  23. ROMBY G. C., "La costruzione dell'architettura nel '500", Alinea, Firenze, 1982.

I volumi sono stati consultati presso: Biblioteca Comunale Senese, Biblioteca Lettere e Filosofia Università di Siena, Biblioteca Comunale di Colle Val d'Elsa