martedì,19 ottobre 2021

Schede di Rilievo del Centro Antico

Scheda n. 19- Via Gracco del Secco 100/102

Scheda Rilievo Centro Antico: Borgo Unità edilizia nº 019
Denominazione: Conservatorio di S. Pietro
Toponimo: via Gracco del Secco 100/102
Notifica/Scheda Soprintendenza: schedato
Estremi notifica: --
Scheda Piano del Colore: nº123
Destinazione d'uso prevalente:
  1. piano terra: servizi
  2. piani superiori: servizi
Destinazione d'uso secondaria:
  1. piano terra: --
  2. piani superiori: --
Data del rilievo: novembre 2001
Foto A: una vista dell'edificio rilevato Foto B: una vista dell'edificio rilevato

Descrizione ed annotazioni:

L'edificio ha pianta quadrangolare caratterizzata da due bei chiostri interni; questi hanno un porticato a logge fiorentine con volte a crocera e archi a tutto sesto. Gli ambienti al piano terreno sono voltati a crociera e a botte, mentre al piano primo non vi è controsoffitto ed è visibile il tetto. Sul retro c'è un giardino chiuso tra il monastero e la cinta muraria del paese. I locali interrati si trovano solo in parte nel monastero, sul lato sinistro. Il chiostro di sinistra e gli ambienti intorno sono in ottime condizioni, l'altro chiostro è in corso di restauro. La scala principale interna è collocata longitudinalmente al centro, a due rampe con schema strutturale di tipo ad anima in pietra. Necessita quindi di tutela il complesso in generale, il giardino e le corti in particolare, auspicando l'eliminazione delle superfetazioni sul retro e un nuovo disegno per il prospetto sul retro attualmente disordinato e caratterizzato da finestre eccessivamente grandi e sproporzionate.

Particolari:

Foto: un particolare dell'edificio rilevato Foto: un particolare dell'edificio rilevato Foto: un particolare dell'edificio rilevato Foto: un particolare dell'edificio rilevato Foto 5: un particolare dell'edificio rilevato

Notizie storiche:

Per la sua collocazione urbana a ridosso di porta Nuova il monastero di S. Pietro, voluto dal colligiano Pietro Usimbardi - vescovo di Arezzo - ni primi del '600, diviene un segnale forte dell'egemonia della famiglia Usimbardi. Il monastero, di oblate agostiniane, fu realizzato - nel primo nucleo - nel 1606 su disegno di Giorgio Vasari il Giovane che si ispirò alla città ideale teorizzata da Palladio; Nel 1785 fu trasformato in conservatorio per l'insegnamento sotto Pietro Leopoldo.