Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 75 Categorie d'intervento

75.1 Nuovi edifici rurali ad uso abitativo

Gli interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia e ristrutturazione urbanistica sono ammessi nei casi previsti dalla legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1, in combinato disposto con il regolamento regionale di attuazione 5 R del 9 febbraio 2007.

Per unità immobiliare ad uso abitativo si intende l'unità immobiliare di superficie utile netta non superiore a 150 metri quadrati, nonché la relativa superficie accessoria come definita al precedente paragrafo 8.15, nel limite del 30% della superficie utile netta. Restano escluse dal computo di dette superfici quelle necessarie alla conduzione della azienda, non aventi una funzione residenziale, nonché quelle in deroga previste dall'art. 75.4.1 e 75.4.2.

I nuovi edifici devono comunque rispettare i seguenti parametri:

  1. a)Altezza massima H 7,00 m
  2. b) Distanza minima dei fabbricati dai confini se non in aderenza Dc 5,00 m
  3. c) Distanza minima tra fabbricati preesistenti Df 10,00 m

Nel caso di aderenza a edificio preesistente di altezza maggiore la nuova costruzione può raggiungere l'altezza dell'edificio preesistente; se l'altezza di quest'ultimo è minore, il nuovo edificio può raggiungere l'altezza qui stabilita.

Qualora il nuovo edificio abitativo sorga in un borgo rurale o nei pressi di edifici di diversa altezza e distanza, possono essere autorizzate altezze conformi alla preesistenza.

Le nuove edificazioni di edifici ad uso abitativo, ogniqualvolta sia possibile in relazione all'assetto proprietario dei fondi rustici interessati, devono essere rivolte a costituire unità accorpate urbanisticamente e paesaggisticamente con l'edificazione preesistente.

Gli ampliamenti di edifici esistenti seguono le stesse norme previste per la nuova edificazione.

75.2 Nuovi annessi agricoli

La nuova edificazione di annessi agricoli è ammissibile solamente nella quantità strettamente commisurata alla dimostrata capacità produttiva del fondo o delle reali necessità delle attività connesse; tali esigenze devono essere dimostrate da programmi di miglioramento agricolo ambientale.

Le nuove costruzioni per annessi rustici dovranno rispettare i seguenti parametri:

  1. a)Altezza massima H 7,50 m
    in ogni caso non dovranno superare l'altezza degli edifici esistenti, di interesse storico - ambientale presenti nell'aggregato abitativo.
  2. b) Distanza dai confini Dc 5,00 m
  3. c) Distanza dai fabbricati Df 10,00 m

Le serre fisse sono equiparate, a tutti gli effetti, agli altri annessi agricoli

L'ampliamento di annessi agricoli segue le stesse norme previste per la nuova edificazione.

Negli annessi agricoli sono vietati: i controsoffitti, le partizioni interne non giustificate dalla produzione aziendale, balconi a qualsiasi livello e coperture piane.

75.2 bis Verifica capacità edificatoria

La realizzazione di nuove abitazioni rurali ed annessi agricoli ex art. 75.2 è consentita esclusivamente previa preventiva verifica della sussistenza della capacità edificatoria residua assegnata all'UTOE in cui ricadono gli interventi previsti.

La capacità edificatoria residua, inizialmente intesa come quantità totale di Superficie utile lorda a destinazione rurale disponibile per UTOE, è desunta dal Quadro Previsionale Strategico Quinquennale del Regolamento urbanistico (Tab. 3), e viene aggiornata per sottrazione dalla quantità iniziale, in base alle quantità richieste per ciascuna UTOE, dai singoli interventi edilizi diretti delle tipologie di cui al comma 1.

L'Amministrazione comunale provvede, nel rispetto di quanto contenuto nell'art. 55 dello Statuto dei Luoghi del Piano Strutturale, all'aggiornamento della capacità edificatoria residua per UTOE e rende disponibile tale dato per le verifiche di cui al comma 1 e le modalità per la sua assegnazione.
La sussistenza della capacità edificatoria residua per UTOE, è condizione di fattibilità dell'intervento edilizio.

75.3 Manufatti precari per lo svolgimento delle attività delle aziende agricole

Salvo maggiori limitazioni derivanti dalla zona urbanistica di appartenenza e/o la presenza di specifiche tutele o salvaguardie, i manufatti precari di cui all'art. 41, comma 8, della Legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 e art. 7 del Regolamento di attuazione, per i quali è consentita l'istallazione per lo svolgimento delle attività ammesse secondo le procedure di cui all'art. 7 del Regolamento, devono essere realizzati con strutture in materiale leggero semplicemente appoggiato a terra. Per esse sono consentite esclusivamente le opere di ancoraggio che non comportino alcuna modificazione dello stato dei luoghi.

I manufatti precari devono avere le seguenti caratteristiche:

  • - pareti laterali, infissi e coperture in legno a pannelli, macchiati in tonalità media o chiara;
  • - copertura a capanna con pendenza non superiore al 35%;
  • - manto di copertura in tonalità rosso scuro;
  • - una sola finestra della superficie massima di mq. 1.

Essi devono avere inoltre altezza massima non superiore a m. 2.50 ed una superficie coperta non superiore a 50 metri quadrati e distanza dai confini pari a m. 5,00.

Le serre per la forzatura delle colture devono rispettare le seguenti disposizioni:

  1. a) il materiale utilizzato deve consentire il passaggio della luce;
  2. b) l'altezza massima non deve superare i 4 metri in gronda ed i 7 metri al colmo, fermo restando che per le serre a tunnel viene considerata solo l'altezza al colmo;
  3. c) le distanze minime non devono essere inferiori a:
    • - metri 5 da edifici adibiti ad uso abitativo per addetti all'agricoltura;
    • - metri 10 da altri edifici adibiti ad uso abitativo eventualmente esistenti;
    • - metri 5 dal confine, se l'altezza al colmo è superiore a metri 5;
    • - quanto previsto dalle vigenti disposizioni dalle strade pubbliche:

Per la copertura delle serre con copertura stagionale, aventi caratteristiche di cui al precedente comma 2, possono essere utilizzate anche reti ombreggianti. Ove per le coperture siano impegnati teli in materiali plastici, questi a fine uso devono essere conferiti al servizio di raccolta dei rifiuti speciali, essendo vietato il loro abbandono sul terreno e la loro combustione in loco, in qualsiasi forma.

Il periodo di utilizzazione e mantenimento dei manufatti precari di cui al presente capoverso non può essere superiore ad un anno, salvo che per le serre con copertura stagionale, le quali possono essere mantenute per un periodo pari a quello del ciclo produttivo, ancorché superiore all'anno.

Le serre con caratteristiche diverse da quelle di cui al presente capoverso sono soggette alle disposizioni di cui al precedente paragrafo 75.2.

75.3 bis Annessi agricoli per lo svolgimento delle attività delle aziende agricole non soggetti al rispetto delle superfici agrarie minime

La realizzazione di nuovi annessi agricoli non soggetta al rispetto delle superfici fondiarie minime di cui all'art. 41, comma 7, della L.R. n. 1/2005 e art. 5 del Regolamento regionale di attuazione del Titolo IV capo III della Legge regionale 1/2005, è consentita nel rispetto delle predette norme e per le attività da esse previste o indicate nel P.T.C. della Provincia di Firenze.

I nuovi annessi saranno dimensionati in base alle specifiche esigenze derivanti dalle attività di cui al precedente comma 1 nel rispetto delle vigenti normative che le regolano.

Il dimensionamento dei nuovi annessi è determinato con riferimento ai contenuti del P.M.A.A

75.3 ter Annessi agricoli destinati all'agricoltura realizzabili da soggetti diversi dagli imprenditori agricoli

Salvo maggiori limitazioni derivanti dalla zona urbanistica di appartenenza e/o la presenza di specifiche tutele o salvaguardie, la realizzazione di annessi agricoli destinati all'agricoltura, esercitata da soggetti diversi dall'imprenditore agricolo di cui all'art. 41, commi 5 e 6 del Regolamento citato, necessari allo svolgimento dell'attività agricola amatoriale o per le piccole produzioni agricole è consentita a condizione che:

  1. a) la richiesta sia avanzata dal proprietario del fondo o titolare di altro diritto reale;
  2. b) non venga modificata la geomorfologia dei luoghi;
  3. c) non esistano manufatti preesistenti legittimati, analoghi per destinazione o potenzialmente adattabili o esistano in misura minore di quella individuata ai commi seguenti, alla data di adozione del presente Regolamento Urbanistico. La richiesta del titolo edilizio per la realizzazione del nuovo annesso dovrà contenere una dichiarazione in merito alla sussistenza del presente requisito.

Gli annessi di cui è ammessa l'istallazione, conformemente al dettato del presente articolo, devono essere realizzati con un unico corpo di fabbrica, con strutture in materiale leggero semplicemente appoggiato a terra senza fondazioni, per esse sono consentite esclusivamente le opere di ancoraggio che non comportino alcuna modificazione dello stato dei luoghi o opere di livellamento del terreno in permanenti.
I manufatti dovranno avere le seguenti caratteristiche costruttive e morfologiche:

  • - pareti laterali, infissi e coperture in legno a pannelli, macchiati in tonalità media o chiara, con l'esclusione di materiali incoerenti di recupero;
  • - copertura a falde inclinate a capanna;
  • - manto di copertura in tonalità rosso scuro;
  • - una sola luce della superficie massima di mq. 1;
  • - altezza massima all'intradosso del colmo non superiore a metri 2,80
  • - distanza dai confini non inferiore a mq. 5.00;
  • - non sono ammessi porticati, pergolati e volumi interrati;
  • - non abbiano dotazioni che ne consentano l'utilizzo abitativo, ancorché saltuario o temporaneo

Le superfici fondiarie minime richieste per l'istallazione degli annessi contemplati nel presente articolo sono:

Superficie del fondo agricolo Superficie massima dell'annesso ammessa
da 1000 mq a 2000 mq 9 mq
da 2001 mq a 5000 mq 16 mq
da 5001 mq a 10.000 mq 20 mq
Oltre 10.000 mq 24 mq

Concorrono alla determinazione della consistenza della superficie del fondo agricolo i terreni agricoli catastalmente individuati appartenenti alla medesima proprietà e ricadenti all'interno del territorio comunale.

L'istanza per la richiesta del titolo edilizio per la realizzazione dell'annesso dovrà essere corredata da un atto unilaterale d'obbligo in cui il richiedente si impegna per sé, i suoi successori e aventi causa, a titolo di garanzia a:

  • - alla totale rimozione del manufatto e la contestuale risistemazione dei luoghi alla cessazione dell'attività agricola o in caso di trasferimento di proprietà del fondo o di parti di esso con atto tra vivi;
  • - a non modificare la destinazione d'uso e la consistenza dell'annesso agricolo;
  • - a non frazionare il fondo a cui l'annesso è a servizio, prima della sua completa rimozione;
  • - ad assoggettarsi alle penali in caso del non rispetto degli impegni assunti.

In caso di inottemperanza l'annesso agricolo assumerà i caratteri di opera realizzata in assenza di permesso di Costruire e soggetta a sanzioni di cui al Titolo IV Capo II D.P.R. 380/2001 e Titolo VIII Capo I L.R. 1/2005.

75.3 quater Detenzione e allevamento amatoriale di cani e cavalli

Nelle aree con esclusiva o prevalente funzione agricola e nelle aree agricole d'interesse primario come definite dagli artt. art. 77 e 78 delle presenti norme è consentito installare piccoli ricoveri per cani e cavalli a condizione che:

  1. a) la richiesta sia avanzata dal proprietario del fondo o titolare di altro diritto reale e, in riferimento all'allevamento dei cani, siano rispettate le condizioni di cui alla Legge 394/1993 e del D.M. 349/1994 smi;
  2. b) non venga modificata la geomorfologia dei luoghi;
  3. c) non esistano manufatti preesistenti legittimati, analoghi per destinazione o potenzialmente adattabili o esistano in misura minore di quella individuata ai commi seguenti, alla data di adozione del presente Regolamento Urbanistico. La richiesta del titolo edilizio per la realizzazione dei nuovi annessi dovrà contenere una dichiarazione in merito alla sussistenza del presente requisito.

L'installazione di box per cani per allevamenti amatoriali dovrà avvenire con le modalità di cui al regolamento regionale n.38/R del 4/8/2011 di attuazione della L.R. n. 59/2009 e fatto salvo il rispetto delle vigenti norme igienico-sanitarie.

L'installazione di box per ricovero di cavalli è ammessa per un massimo di due capi purché composti da un unico box o da massimo due box accorpati, atti ad ospitare ognuno un capo equino. I manufatti dovranno mantenere una distanza dai confini di proprietà di almeno 10 metri e 30 metri dalle abitazioni ad esclusione di quella del richiedente.
La superficie fondiaria minima richiesta per l'istallazione dei ricoveri per cavalli è di 2000 mq per ogni capo equino previsto. Concorrono alla determinazione della consistenza della superficie del fondo i terreni agricoli catastalmente individuati contermini.

L'area potrà essere recintata con staccionata in legno di altezza massima di 1.80 m o pali in legno e filo elettrico nel rispetto delle limitazioni derivanti dal codice della strada e dal codice civile.

Nel caso di due box è necessario prevedere una concimaia con platea in cemento comprendente la raccolta dei liquami tramite pozzetto.
Sono fatte salve le maggiori limitazioni conseguenti all'applicazione delle norme di salvaguardia degli acquiferi.

L'intero box dovrà essere realizzato in legno con altezza misurata in gronda non superiore a 3 m e non potrà superare i 15 mq di superficie in pianta, di cui almeno 9 mq riservati al vano chiuso su quattro lati per ricovero dell'animale prevedendo quello frontale apribile.

Il pavimento di detto vano potrà essere realizzato in battuto cementizio prevedendo la canalizzazione per la raccolta liquami da far confluire in un pozzetto ispezionabile.

I restanti 6 mq, da destinari alla pulizia e sellatura del cavallo, dovranno configurarsi come tettoia con struttura in legno su montanti isolati posta in continuità con il vano chiuso. È consentita la parziale chiusura di detta tettoia su un massimo di tre lati. Nel caso di realizzazione di due box cavalli è ammesso l'accorpamento delle due tettoie per realizzarne una unica di 12 mq.

L'istanza per la richiesta del titolo edilizio per la realizzazione dei manufatti di cui al presente articolo dovrà essere corredata da un atto unilaterale d'obbligo in cui il richiedente si impegna per sé, i suoi successori e aventi causa, a titolo di garanzia a:

  • - alla totale rimozione del manufatto e la contestuale risistemazione dei luoghi alla cessazione dell'attività;
  • - a non modificare la destinazione d'uso e la consistenza dei manufatti;
  • - a non frazionare il fondo a cui l'annesso è a servizio, prima della sua completa rimozione;
  • - ad assoggettarsi alle penali in caso del non rispetto degli impegni assunti.

In caso di inottemperanza i manufatti assumeranno i caratteri di opere realizzate in assenza di permesso di Costruire e soggetta a sanzioni di cui al Titolo IV Capo II D.P.R. 380/2001 e Titolo VIII Capo I L.R. 1/2005.

75.3 quinquies Maneggi, allevamenti e pensioni per animali da affezione

La realizzazione di maneggi, allevamenti e pensioni per animali da affezione privati e di tipo professionale è consentita previa redazione di piano attuativo.
Il piano attuativo pone particolare attenzione all'inserimento ambientale,alla viabilità ai parcheggi, alberatura, materiali e tipologie costruttive
Il piano attuativo deve essere corredato da un atto unilaterale d'obbligo in cui il richiedente si impegna per sé, i suoi successori e aventi causa, a titolo di garanzia:

  • - alla totale rimozione dei manufatti e la contestuale risistemazione dei luoghi alla cessazione dell'attività;
  • - a non modificare la destinazione d'uso e la consistenza dei manufatti;
  • - a non frazionare il fondo a cui il manufatti sono a servizio, prima della loro completa rimozione;
  • - ad assoggettarsi alle penali in caso del non rispetto degli impegni assunti.

In caso di violazione degli impegni presi in convenzione i manufatti saranno equiparati a tutti gli effetti alle opere realizzate in assenza di permesso di Costruire e soggette alle sanzioni di cui al Titolo IV Capo II D.P.R. 380/2001 e Titolo VIII Capo I L.R. 1/2005.

75.3 sexies Manufatti per la pesca sportiva ed amatoriale

Sugli invasi artificiali esistenti è consentito lo svolgimento di attività di pesca sportiva ed amatoriale.
In tali contesti sono ammessi manufatti con SUL fino a 100 mq, altezza massima in gronda di 3,00 m, alle seguenti condizioni:

  1. a) che siano realizzati in legno o con altri materiali leggeri, ad esclusione dei materiali di recupero;
  2. b) che non esistano manufatti preesistenti legittimati, analoghi per destinazione o potenzialmente adattabili, o esistano in misura minore di quella individuata al presente comma, alla data di adozione del presente Regolamento Urbanistico. La richiesta del titolo edilizio per la realizzazione dei nuovi annessi dovrà contenere una dichiarazione in merito alla sussistenza del presente requisito;

L'istanza per la richiesta del titolo edilizio per la realizzazione dei manufatti di cui al presente articolo dovrà essere corredata da un atto unilaterale d'obbligo in cui il richiedente si impegna per sé, i suoi successori e aventi causa, a titolo di garanzia a:

  • - alla totale rimozione dei manufatti e la contestuale risistemazione dei luoghi alla cessazione dell'attività;
  • - a non modificare la destinazione d'uso e la consistenza dei manufatti;
  • - a non frazionare il fondo a cui il manufatti sono a servizio, prima della loro completa rimozione;
  • - ad assoggettarsi alle penali in caso del non rispetto degli impegni assunti.

In caso di inottemperanza i manufatti assumeranno i caratteri di opere realizzate in assenza di permesso di Costruire e soggette a sanzioni di cui al Titolo IV Capo II D.P.R. 380/2001 e Titolo VIII Capo I L.R. 1/2005.

75.4 Patrimonio edilizio esistente

Sugli edifici esistenti con destinazione d'uso non agricola, presenti sul territorio aperto, ove non risultino soggetti a particolari discipline e salvo maggiori limitazioni derivanti dalla zona di appartenenza o da particolari tutele, sono consentite le trasformazioni per cambio di destinazione d'uso, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia, realizzabili esclusivamente attraverso un progetto unitario che interessi l'intero edificio e le pertinenze che valuti preventivamente la compatibilità paesaggistica ed ambientale dell'intervento.

Gli interventi sul patrimonio edilizio che comportano la perdita delle destinazioni d'uso agricole degli edifici rurali, sono consentiti nei termini dell'art. 45 della Legge regionale 3 gennaio 2005, n.1, fermo restando le limitazioni previste all'art. 41 co. 6 della stessa, nonché delle ulteriori condizioni stabilite nelle diverse zone urbanistiche di appartenenza di cui alle presenti norme.

Nelle aree disciplinate dal presente articolo, gli interventi di ristrutturazione urbanistica o sostituzione edilizia, con contestuale cambio di destinazione in residenziale sono realizzabili esclusivamente previa preventiva verifica della sussistenza della capacità edificatoria residua assegnata all'UTOE in cui ricadono gli interventi previsti.

La capacità edificatoria residua, inizialmente intesa come quantità totale di Superficie Utile Lorda a destinazione residenziale disponibile per UTOE, è desunta dal Quadro Previsionale Strategico Quinquennale del Regolamento Urbanistico (Tab. 3), e viene aggiornata per sottrazione dalla quantità iniziale, in base alle quantità richieste per ciascuna UTOE, dai singoli interventi edilizi diretti delle tipologie di cui al comma precedente.
L'Amministrazione comunale provvede, nel rispetto di quanto contenuto nell'art. 55 dello Statuto dei Luoghi del Piano Strutturale, all'aggiornamento della capacità edificatoria residua per UTOE e rende disponibile tale dato per le verifiche di cui ai precedenti comma e le modalità per la sua assegnazione.

La sussistenza della capacità edificatoria residua per UTOE, è condizione di fattibilità dell'intervento edilizio.

Gli interventi di trasformazione delle abitazioni rurali esistenti in residenza non sono soggetti alla verifica di cui sopra se effettuati senza incremento di SUL.

Gli interventi di sistemazione ambientale devono garantire:

  1. a) un assetto dei luoghi paragonabile a quello ottenibile con l'attività agricola, ivi compresa la tutela e valorizzazione delle risorse ambientali esistenti;
  2. b) il mantenimento delle sistemazioni idraulico-agrarie, della vegetazione arborea ed arbustiva e della viabilità minore, nonché la tutela dei manufatti di rilevanza paesaggistica, storica o testimoniale e delle alberature segnaletiche, di confine e di arredo esistenti, il ripristino dei caratteri di ruralità e la conservazione e tutela degli assetti agrari tradizionali attraverso i seguenti interventi:
    • - realizzazione di formazioni lineari mediante l'uso di specie vegetali autoctone per il ricongiungimento e rinfoltimento dei corridoi biotici e con valenza paesistica;
    • - restauro delle formazioni lineari esistenti (viali di accesso alle ville e poderi, siepi e formazioni arboree lineari di confine, frangivento, formazioni di ripa e di golena, alberature lungo la viabilità campestre);
    • - restauro delle opere di regimazione idraulica superficiale tradizionale (rete scolante, terrazzamenti, ciglionamenti, sistemazioni di piano, argini longitudinali e trasversali);
    • - riabilitazione della viabilità campestre;
    • - sostituzione o rimozione di elementi arborei non autoctoni o consolidati.

Il numero massimo delle unità ottenibili con il frazionamento o derivabili da cambio di destinazione d'uso, se finalizzati ad uso abitativo, è determinato dal rapporto tra superficie utile lorda totale ed 80, secondo la formula che segue:
Numero di unità derivabili = Sul/80 (arrotondamento per difetto).

Nel caso di frazionamento di una unica unità immobiliare ad uso abitativo di SUL inferiore a 160 mq è comunque ammessa l'individuazione di una unità immobiliare di superficie inferiore a 80 mq, nel rispetto delle dimensioni minime di cui al DM 5 luglio 1975 senza ricorso al Piano di recupero di cui al comma seguente.

Frazionamenti o cambi di destinazione che generino unità immobiliari a destinazione residenziale con SUL media inferiore a mq. 80,00 o un numero di unità immobiliari superiori al limite fissato per ciascuna zona di appartenenza potranno essere ammessi solo nel contesto di un Piano di recupero che dimostri la sostenibilità dell'intervento.

Gli interventi di sostituzione edilizia devono avvenire nel rispetto della Superficie Coperta, a parità di S.U.L. e superficie accessoria preesistenti.

Contestualmente a tali interventi, in aggiunta a quanto contemplato all'art. 18.5 delle presenti norme, è ammesso il completo mutamento di sedime del fabbricato, rispetto al sedime originario, salvo maggiori limitazioni derivanti dalla zona di appartenenza, esclusivamente per ottenere un più appropriato posizionamento del fabbricato, al fine di ripristinare distanze regolamentari dalle strade, dalle ferrovie, confini e fabbricati vicini, compatibilmente con lo stato di edificazione e l'orografia del luogo, e renderlo maggiormente coerente con il contesto stesso, mantenendo inalterate le principali caratteristiche tipologiche, morfologiche, linguistiche e materiche del contesto anche con il riutilizzo dei materiali recuperabili.

La variazione di sedime potrà avvenire una tantum, nei limiti individuati da un'unità di intervento fondiaria costituita da particelle catastali di proprietà contigue a quella d'originale sedime. Non concorrono a formare l'unità d'intervento fondiaria gli eventuali appezzamenti di terreno di proprietà che sono localizzati in ambiti separati e logisticamente disgiunti dall'originale sedime. Tale individuazione dovrà risultare dagli elaborati costitutivi del permesso di costruire.

L'estensione massima dell'unità d'intervento fondiaria non potrà superare il risultato della presente formula:
Superficie unità d'intervento fondiario (Suf) [mq] = Sc x 5 (cinque volte il valore della superficie coperta) dove con Sc si intende la superficie coperta legittimamente acquisita.

Le aree ed il perimetro così individuati, la cui larghezza minima non potrà essere inferiore a 5 metri, sono esclusivamente funzionali a stabilire i limiti massimi di cambiamento di sedime e fatta salva la possibilità di accorpamento di tutti gli edifici ricadenti in detta unità d'intervento.

Gli interventi di sostituzione edilizia che comportano una variazione di sedime maggiore prevista per le diverse zone, potranno essere valutati nell'ambito di specifici Piani di Recupero, previa dimostrazione ed esplicitazione dei miglioramenti e benefici proposti in termini di sostenibilità e coerenza con PIT, PTCP e PS.

Sono altresì attuabili esclusivamente attraverso un piano di recupero gli interventi che interessino edifici aventi una superficie utile lorda esistente, maggiore o uguale a 400 mq, computata sommando le superfici utili lorde esistenti di tutti gli edifici contestualmente interessati dall'intervento, e che rientrano tra le seguenti categorie:

  • - ristrutturazione edilizia che comportino un contestuale incremento del carico urbanistico come definito all'art. 120 della L.R. n. 1/2005,
  • - sostituzione edilizia
  • - ristrutturazione urbanistica.

L'intervento di trasformazione o recupero che necessiti del potenziamento, estensione o realizzazione dei servizi a rete o di viabilità, sarà classificato come intervento di ristrutturazione urbanistica. I costi relativi alla realizzazione di queste opere, ritenute esclusivamente funzionali all'intervento, dovranno essere interamente sostenuti dai proponenti, senza che ciò comporti l'obbligo dell'Amministrazione comunale di concedere lo scomputo sugli oneri dovuti.

75.4.1 Autorimesse pertinenziali e locali interrati o seminterrati

Nel territorio aperto la realizzazione di autorimesse private a servizio di edifici esistenti è consentita, fatte salve maggiori limitazioni determinate da tutele o specifiche condizioni di fattibilità geologico - idraulica, alle seguenti condizioni: :

  1. a) I manufatti risultino:
    • - completamente interrati entro la proiezione della parte di edificio fuori terra sovrastante e con un'altezza netta del piano non superiore m. 2,40;
    • - ovvero con piano seminterrato entro la proiezione della parte di edificio fuori terra sovrastante, con altezza interna netta non superiore a m. 2,40 e sempre che i locali seminterrati non fuoriescano di oltre m. 1,00 dalla quota di cui all'art. 8.21 comma 2;
  2. b) La superficie di calpestio dall'autorimessa, comprensiva degli spazi di manovra ed accessi non superi 1/10 del volume utile lordo del fabbricato asservito;
  3. c) L'intervento non presupponga la realizzazione di rampe di accesso fuori della proiezione della parte di edificio fuori terra sovrastante. Le scale di accesso all'autorimessa potranno essere realizzate in aderenza alle pareti dell'autorimessa e fuori dalla sagoma dell'edificio fuori terra sovrastante, per un fuori sagoma massimo di 1 m.
  4. d) I nuovi locali ad uso autorimessa saranno da assoggettare a vincolo permanente di destinazione e pertinenzialità.

A servizio di tutti gli edifici possono inoltre essere realizzati, fatte salve maggiori limitazioni determinate da vincoli, tutele o specifiche condizioni di fattibilità geologico-idraulica:

  1. a) Locali interrati o seminterrati destinati a cantine purché:
    • - completamente interrati entro la proiezione della parte di edificio fuori terra sovrastante e con un'altezza netta del piano non superiore m. 2,40;
    • - ovvero con piano seminterrato entro la proiezione della parte di edificio fuori terra sovrastante, con altezza interna netta non superiore a m. 2,40 e sempre che i locali seminterrati non fuoriescano di oltre m. 1,00 dalla quota di cui all'art. 8.21 comma 2;
    • - le scale di accesso alle cantine potranno essere realizzate in aderenza alle pareti del fabbricato e fuori dalla sagoma dell'edificio fuori terra sovrastante, per un fuori sagoma massimo di m. 1,00.
  2. b) Volumi tecnici completamente interrati delle dimensioni strettamente necessarie all'alloggiamento di apparecchiature tecnologiche. Tali volumi devono essere localizzati entro la proiezione della parte di edificio fuori terra sovrastante.

Negli edifici con grado di protezione 1, 2 e 3 non sono consentiti gli interventi di cui ai precedenti commi 1 e 2 localizzati entro le proiezioni dell'edificio sovrastante.

75.4.2 Scale esterne e porticati

Negli edifici presenti sul territorio aperto, ove non risultino soggetti a particolari discipline e salvo maggiori limitazioni derivanti dalla zona di appartenenza o da particolari tutele, è consentito un incremento, una tantum, della superficie coperta, esclusivamente per realizzare:

  1. a) Porticati al piano terra, nella misura massima di uno per ogni edificio, e fino ad un massimo del 10% della superficie coperta esistente;
  2. b) b) Scale esterne, aderenti algli edifici, per un fuori sagoma massimo di m. 1,40, nel numero massimo di una per ogni singolo edificio, e finalizzata a superare un dislivello del piano di campagna non superiore a m. 3,80. La scala potrà essere coperta limitatamente alla scala ed al pianerottolo. Non sono ammesse scale a sbalzo.

Tali condizioni si applicano anche per i nuovi edifici nell'ambito di un intervento di sostituzione edilizia, qualora il fabbricato originario legittimato risulti del tutto privo di questi elementi ovvero fino al raggiungimento delle quantità ammesse ai punti a) e b) del presente articolo, nel caso in cui siano già state legittimate quantità inferiori rispetto a quelle ammesse dal presente articolo.