Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 25 bis Disposizioni generali

Le attribuzioni delle classi di fattibilità derivano dalla sovrapposizione delle carte delle pericolosità del Piano Strutturale con le tipologie di intervento consentite dal Regolamento Urbanistico. A ciascuna classe di fattibilità corrispondono indicazioni, misure preventive di attenuazione del rischio, piani d'indagini di dettaglio da eseguire prima dell'approvazione dello strumento attuativo o del progetto edilizio.

Per ogni tipologia di intervento le attribuzioni delle classi di fattibilità sono definite in relazione agli aspetti geomorfologici, idraulici e sismici con le modalità indicate nella Relazione geologica di fattibilità allegata al Regolamento Urbanistico al capitolo 3 "Fattibilità" e sono vincolanti per l'attuazione degli interventi stessi.

Per gli interventi soggetti a Piano Urbanistico Attuativo e a Progetto Unitario Convenzionato e per le previsioni di opere pubbliche sono state redatte specifiche schede di fattibilità i cui contenuti sono vincolanti per l'attuazione degli interventi stessi.

La fattibilità di ogni tipologia di intervento di trasformazione del territorio è inoltre sempre subordinata alle norme e alla cartografia del Piano Stralcio Rischio Idraulico e del Piano di Assetto Idrogeologico dell'Autorità di Bacino del fiume Arno.
Nelle Tavole 8.1 e 8.2 dello Studio idrogeologico idraulico di supporto al Regolamento Urbanistico sono riportati:

  • - i livelli idrici per eventi con tempi di ritorno Tr 200, Tr 100 e Tr 30 piena;
  • - i livelli di riferimenti per la messa in sicurezza che sono relativi ad eventi con tempi di ritorno Tr200.

All'interno delle aree a pericolosità idraulica I3 sono comprese le zone di transito, come definite al paragrafo 6.3 della relazione idrologica - idraulica, la cui quota topografica risulta superiore al livello idrico presente nella cella di riferimento. Per tali aree si assume un battente convenzionale di 30 cm sul piano campagna.

Art. 26 Classi di Pericolosità geologica

Il territorio comunale è articolato nelle classi e sottoclassi di pericolosità geologica che seguono, la cui distribuzione è riportata nella tav. 2.2 "Carta della Pericolosità geologica".

Classe 1 - Pericolosità irrilevante: Questa classe comprende le aree geologicamente stabili in cui sono assenti limitazioni derivanti da caratteristiche geologico-tecniche e morfologiche.
Sottoclasse 1a: Sono comprese in questa sottoclasse le aree a pericolosità geologica irrilevante ma con presenza di orizzonte compressibile entro i 10 metri dal piano di campagna.

Classe 2 - Pericolosità bassa: Questa classe individua le situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili sulle quali però permangono dubbi che comunque potranno essere chiariti a livello di indagine geognostica di supporto alla progettazione edilizia. Sottoclasse 2a: Sono comprese in questa sottoclasse aree a pericolosità geologica bassa ma con orizzonte compressibile entro i 10 metri dal piano di campagna.

Classe 3 - Pericolosità media: Questa classe comprende le aree in cui sono assenti fenomeni attivi, ma in cui tuttavia le condizioni geologico-tecniche, morfologiche e idrauliche del sito non sono tali da far ritenere che esso si trovi al limite dell'equilibrio. In queste zone ogni intervento edilizio è fortemente limitato e le indagini di approfondimento dovranno essere condotte a livello dell'area nel suo complesso; sono inoltre da prevedersi interventi di bonifica e/o l'adozione di tecniche fondazionali di un certo impegno.

Classe 4 - Pericolosità elevata: Ricadono in questa classe le aree interessate da fenomeni di dissesto (frane, forte erosione, frequenti inondazioni) o fenomeni di elevata amplificazione della sollecitazione sismica e liquefazione dei terreni.

Art. 27 Classi di fattibilità

In relazione alla pericolosità geologica del territorio sono definite le seguenti quattro classi di fattibilità:

  1. Classe 1: Fattibilità senza particolari limitazioni;
  2. Classe 2: Fattibilità con normali vincoli da precisare a livello di progetto;
  3. Classe 3: Fattibilità condizionata;
  4. Classe 4: Fattibilità limitata.

Classe 1: Fattibilità senza particolari limitazioni

Rientrano in questa classe di fattibilità le costruzioni a bassa incidenza che ricadono in aree a classe di pericolosità irrilevante, interventi a carattere conservativo e/o di recupero anche in aree ad elevata pericolosità, purché non vadano a variare l'equilibrio opera/terreno originario.

In questi casi la caratterizzazione geo-tecnica dei terreni può essere ottenuta anche per mezzo della semplice raccolta di dati bibliografici e/o ricavati da indagini eseguite in aree limitrofe; la fattibilità dell'intervento e/o dell'opera dovrà tuttavia essere motivata con una relazione che verifichi l'idoneità delle soluzioni progettuali, in ottemperanza a quanto disposto dal D.M. LL.PP. 11.03.88 al punto A2 capoversi 8º e 9º.

Il rilascio del permesso abilitativo è subordinato alla presentazione della suddetta relazione.

Classe 2: Fattibilità con normali vincoli da precisare a livello di progetto

uesta classe implica livelli di rischio maggiori rispetto alla precedente, seppur sempre bassi, normalmente raggiungibili in aree sempre classificate a bassa pericolosità.

La fattibilità dell'intervento e/o dell'opera è da stabilirsi sulla base di una indagine opportunamente mirata a sviluppare le problematiche evidenziate con gli studi condotti a livello di strumento urbanistico.

Più in particolare lo studio dovrà comprendere indagini geologiche, nei casi previsti dal D.M. LL.PP. 11.03.88, e geoteniche per valutare la stabilità della zona, sia durante che dopo aver eseguito l'opera o l'intervento, e dovranno essere estese alla parte del sottosuolo e/o all'area direttamente o indirettamente interessata dall'intervento o che può influenzare il comportamento stesso dell'opera.

I risultati degli studi e delle indagini dovranno essere esposti in una relazione geologica e in una geo-tecnica che faranno parte integrante degli atti progettuali, secondo quanto disposto dal D.M. LL.PP. 11.03.88.

In particolare la relazione geologica dovrà illustrare la situazione litostratigrafica locale, lo stato di alterazione e/o di frantumazione dei litotipi presenti, i lineamenti geo-morfologici della zona e gli eventuali dissesti in atto e/o potenziali, il quadro idro-geologico e il quadro geo-tecnico parametrico locale; il progetto dovrà essere redatto sulla base delle indicazioni e delle eventuali prescrizioni derivanti da tali indagini.

Classe 3: Fattibilità condizionata

Questa classe implica un livello di rischio medio alto e riguarda anche interventi di non eccessivo impegno e/o a basso indice di edificabilità, ma che interessano aree classificate a pericolosità media, e interventi ad elevato indice di edificabilità o con significativo numero di elevazioni (generalmente > 2), strutture in parte ad utilizzazione pubblica e interventi che modificano l'equilibrio geo-morfologico della zona, che ricadono in aree classificate a pericolosità bassa.

Sono richieste indagini di dettaglio, che dovranno essere condotte a livello di "area complessiva", per la definizione del quadro geo-litologico, geo-morfologico, idro-geologico, geo-meccanico.

Lo studio dovrà comprendere, quindi, indagini geologiche e geoteniche per valutare la stabilità della zona, sia durante che dopo aver eseguito l'opera e/o l'intervento, e dovranno essere estese alla parte del sottosuolo e/o all'area direttamente o indirettamente interessata dall'intervento o che può influenzare il comportamento stesso dell'opera.

I risultati degli studi e delle indagini dovranno essere esposti in una relazione geologica e in una geotecnica che faranno parte integrante degli atti progettuali, secondo quanto disposto dal D.M. LL.PP. 11.03.88.

In particolare la relazione geologica dovrà illustrare la situazione litostratigrafica locale, lo stato di alterazione e/o di fratturazione dei litotipi presenti, i lineamenti geomorfologici della zona e gli eventuali dissesti in atto e/o potenziali e inoltre il quadro idrogeologico locale; la relazione geotecnica dovrà inoltre contenere la definizione degli interventi di mitigazione delle situazioni di rischio, in particolare degli eventuali interventi di bonifica e miglioramento dei terreni o dei versanti con riguardo alle tipologie di fondazione da adottarsi e alle opere di sostegno provvisorio e/o permanente necessarie.

Nel caso di opere di captazione, quali pozzi, dovranno essere prodotti studi per la valutazione degli effetti di subsidenza indotti, in relazione anche alle eventuali strutture presenti, e relativamente agli effetti sul quadro idrogeologico locale.

Nel caso l'intervento interessi aree soggette anche a rischio idraulico dovrà essere definito il quadro idrologico locale e dovranno essere definiti i dovuti interventi di mitigazione del rischio, con precise prescrizioni relativamente alla realizzazione di piani seminterrati e/o degli interventi che possono interferire con il quadro idrologico.

Il progetto dovrà essere redatto sulla base delle indicazioni e delle eventuali prescrizioni derivanti dalle indagini complessive svolte.

Classe 4: Fattibilità limitata

Implica livelli di rischio elevato ottenibili ipotizzando qualsiasi tipo di utilizzazione, che non sia puramente a carattere conservativo o di ripristino, che interessi aree a pericolosità elevata o utilizzazioni dall'elevato valore di vulnerabilità (servizi essenziali - strutture ad utilizzazione di massa ad elevata concentrazione ecc.) anche in aree a pericolosità medio bassa.

In queste aree devono prevedersi specifiche indagini geologiche, geognostiche, idrogeologiche, idrauliche e ambientali per precisare i termini del problema. In particolare dovranno prevedersi:

  • - il progetto di massima degli interventi di consolidamento, di bonifica, di miglioramento dei terreni e delle tecniche fondazionali particolari da adottare;
  • - la definizione dei costi necessari per l'espletamento di tali opere ed interventi;
  • - un adeguato sistema di controllo, con stima dei relativi tempi ritenuti necessari per la verifica degli effetti degli interventi operati.

Nel caso l'intervento interessi aree soggette anche a rischio idraulico dovrà essere definito il quadro idrologico locale e dovranno essere definiti i dovuti interventi di mitigazione del rischio, con precise prescrizioni relativamente alla realizzazione di piani seminterrati e/o degli interventi che possono interferire con il quadro ideologico.

Art. 28 Fattibilità per aree omogenee sotto il profilo geologico tecnico

Il territorio empolese è suddiviso in tre aree omogenee sotto il profilo geologico tecnico, diversificate a seconda che si tratti di aree di pianura o aree di collina, come risulta dalla tav. 2.5 "Carta della fattibilità per aree omogenee sotto il profilo geologico tecnico".

Ognuna di queste aree è caratterizzata da problematiche geologico-tecniche che condizionano in maniera significativamente diversa la fattibilità di un intervento.

Le classi di zonizzazione individuate sono tre per le aree di pianura e tre per le aree di collina.

Aree di pianura

  1. Classe A: Condizionamento basso. Corrispondente alle classi di pericolosità 1 e 2 (pericolosità geologica irrilevante e bassa);
  2. Classe B: Condizionamento medio. Corrispondente alle classi di pericolosità 1a e 2a (pericolosità irrilevante e bassa con presenza di terreni scadenti entro i primi 10 metri dal piano campagna);
  3. Classe C: Condizionamento alto. Corrispondente alle zone ricadenti in classe di pericolosità 3 (pericolosità media).

Il grado di condizionamento della fattibilità geologica degli interventi aumenta passando dalla classe A (basso) alla classe C (alto), aumentando corrispondentemente la complessità delle problematiche di natura geologico tecnica.

Aree di collina

  1. Classe A: Condizionamento basso
  2. Classe B: Condizionamento medio
  3. Classe C: Condizionamento alto

Il grado di condizionamento della fattibilità geologica degli interventi aumenta passando dalla classe A alla classe C.

Art. 29 Matrici di fattibilità

La classe di fattibilità dei diversi interventi edilizi ed urbanistici in base alla classe di pericolosità dell'area è indicata nelle matrici di fattibilità generale contenute al paragrafo 5.2.3 della relazione geologico tecnica e idraulica di cui all'art. 2 lettera C delle presenti norme.

Art. 30 Ambiti di salvaguardia idraulica

La Tavola 2.3 "carta delle aree allagate" riporta la delimitazione degli ambiti di salvaguardia idraulica.

La delimitazione degli ambiti è indicativa e dovrà essere convalidata da misurazioni dirette. Sono definiti tre ambiti:

  1. Ambito A1 - definito di "assoluta protezione del corso di acqua" che corrisponde agli alvei, alle golene, agli argini dei corsi d'acqua (limitatamente a quelli previsti dalla legge) nonché alle aree comprese nelle due fasce della larghezza di 10 metri adiacenti a tali corsi d'acqua, misurate a partire dal piede esterno dell'argine o, in assenza, del ciglio di sponda.
  2. Ambito A2 - definito di "tutela del corso d'acqua e possibile inondazione" da applicarsi ai corsi d'acqua (limitatamente a quelli previsti dalla legge) con larghezza superiore ai 10 metri, misurata fra i piedi esterni degli argini o, in mancanza, fra i cigli di sponda. Tale ambito corrisponde alle due fasce immediatamente esterne all'ambito A1 che hanno larghezza pari alla larghezza del corso d'acqua definita come sopra con un massimo di metri lineari 100.
  3. Ambito B - comprende le aree potenzialmente inondabili in prossimità dei corsi d'acqua (limitatamente a quelli previsti dalla legge) che possono risultare necessarie per eventuali interventi di regimazione idraulica per la messa in sicurezza degli insediamenti. Tale ambito corrisponde alle aree a quote altimetriche inferiori rispetto alla quota posta a due metri sopra il piede esterno dell'argine o del ciglio di sponda. Il limite esterno di tale ambito è determinato dai punti di incontro delle perpendicolari all'asse del corso d'acqua con il terreno alla quota altimetrica già individuata e non potrà comunque superare la distanza di metri 300 dal piede esterno dell'argine o dal ciglio. L'ambito B è da considerarsi come parte del territorio per la quale l'Amministrazione Comunale deve dotarsi di uno studio idrologico-idraulico, qualora preveda nei propri strumenti urbanistici attuativi edificazioni pubbliche o private.

I corsi d'acqua a cui si applicano le salvaguardie di cui alla delibera del Consiglio regionale 25 gennaio 2000, n. 12 sono i seguenti:

  • - Fiume Arno;
  • - Fiume Elsa;
  • - Borro di Pagnana;
  • - Borro Santa Maria e di Sant'Anna;
  • - Rio dei Cappuccini;
  • - Torrente Orme;
  • - Torrente Ormicello;
  • - Rio della Piovola o di San Donato;
  • - Fosso a legnaia di Sammontana;
  • - Fosso di Fibbiana;
  • - Rio della Leccia o di Martignano.

Art. 31 Classi di Pericolosità idraulica

Le aree del territorio comunale soggette a rischio idraulico sono individuate nella Tav. 2.4 "carta della pericolosità idraulica" ed alle stesse è attribuita la classe di pericolosità idraulica 3 (pericolosità media).

La suddetta carta rappresenta tutte le aree inseribili in classe di pericolosità idraulica 3 indipendentemente dalla causa che genera l'attribuzione della pericolosità. Il grado di pericolosità 3 è stato attribuito a tutte le aree soggette ad una o più delle seguenti condizioni:

  • - Aree rientranti in uno degli ambiti previsti dalla D.R. 230/94 come ripresa dalla deliberazione 25 gennaio 2000 n. 12;
  • - Aree soggette in passato ad allagamenti o ristagni;
  • - Aree morfologicamente depresse con quota inferiore al ciglio di sponda o del piede esterno dell'argine.

Nelle aree indicate con pericolosità idraulica 3 si dovranno mantenere particolari cautele progettuali con specifico riferimento agli aspetti di rischio idraulico che dovranno tener conto delle possibili evoluzioni e dei cambiamenti di assetto del territorio subentrati al momento della progettazione.

In queste aree, fatto salvo l'obbligo del recepimento delle indicazioni contenute nel Regolamento edilizio, i progetti dovranno essere corredati da una relazione idraulica specifica a firma di un tecnico abilitato che evidenzi le condizioni di rischio specifico rilevabili al momento della progettazione e che metta in evidenza le correlazioni tra il rischio idraulico dell'area come ricostruito dagli studi disponibili presso l'Amministrazione e le condizioni idrauliche specifiche del singolo intervento o del gruppo di interventi proposti.

Art. 32 Fattibilità per aree omogenee sotto il profilo idraulico

Il territorio comunale è stato suddiviso in 8 zone omogenee e due ulteriori zone con presenza di Ambiti denominate Zona A e Zona B, la cui distribuzione è riportata nella Tav. 2.6.

  1. Zona 1: È la zona in cui non si sono mai verificati allagamenti ed in cui non sono presenti ambiti A1, A2 e B come definiti agli articoli 75, 76 e 77 della delibera del Consiglio Regionale 25 gennaio 2000, n. 12. Rappresenta le aree a monte della ferrovia per le quali è previsto un sopralzo del piano di calpestio di m. 0.30.
  2. Zona 2: È la zona in cui nel 1966 l'Elsa o altri corsi d'acqua hanno generato battenti idrici modesti e quantificati in circa 30 cm. Gli stessi battenti possono essere stati generati anche negli anni successivi da ristagni d'acqua. Rappresenta le aree per le quali è previsto un sopralzo del piano di calpestio fino a quota m. 26.13 s.l.m.
  3. Zona 3: È la zona in cui nel 1966 l'Elsa o altri corsi d'acqua hanno generato battenti idrici modesti e quantificati in circa 40 cm. Gli stessi battenti possono essere stati generati anche negli anni successivi da ristagni d'acqua. Rappresenta le aree per le quali è previsto un sopralzo del piano di calpestio fino a quota 26,30 s.l.m.
  4. Zona 4: Rappresenta le aree per le quali è previsto un sopralzo del piano di calpestio fino a quota m. 27.10 s.l.m.
  5. Zona 5: Rappresenta le aree per le quali è previsto un sopralzo del piano di calpestio fino a quota m. 27.70 s.l.m.
  6. Zona 6: Rappresenta le aree per le quali è previsto un sopralzo del piano di calpestio fino a quota m. 28.25 s.l.m.
  7. Zona 7/1: Aree con fattibilità vincolata al completamento delle opere previste per la messa in sicurezza idraulica del Fiume Elsa, fatte salve le previsioni regolate da accordi transitori già in essere; la possibilità di estendere il Piano di Protezione Civile alle previsioni industriali; gli interventi edilizi diretti. Rimosso il vincolo le aree passeranno in Zona 1. È prescritto un sopralzo del piano di calpestio di m. 0,30 rispetto al piano di campagna.
  8. Zona 7/2: Aree con fattibilità vincolata al completamento delle opere previste per la messa in sicurezza idraulica del Fiume Elsa, fatti salve le previsioni regolate da accordi transitori in essere; la possibilità di estendere il Piano di Protezione Civile alle previsioni industriali e gli interventi edilizi diretti. Rimosso il vincolo la quota di sicurezza è determinata in m. 24.20 s.l.m. Zona 7/3: Aree con fattibilità vincolata al completamento delle opere previste per la messa in sicurezza idraulica del Fiume Elsa, fatti salvi gli accordi transitori in essere; la possibilità di estendere il piano di protezione civile alle previsioni industriali e gli interventi edilizi diretti. Rimosso il vincolo la quota di sicurezza è determinata in m. 33.30s.l.m.
  9. Zona 8: Aree vincolate in previsione di interventi di mitigazione idraulica.

Per ciascuna zona sono state previste delle matrici riassuntive in cui sono riassunte le condizioni di fattibilità dal punto di vista idraulico.

Zona 1: Classe di fattibilità idraulica 2

Destinazione residenziale: Non ci sono particolari prescrizioni dal punto di vista idraulico ritenendo sufficienti le norme di buona tecnica costruttiva che prevedono un rialzo di circa 30 cm. sul p.c.

Destinazione industriale-commerciale: Non ci sono particolari prescrizioni dal punto di vista idraulico ritenendo sufficienti le norme di buona tecnica costruttiva che prevedono un rialzo di circa 30 cm. sul p.c.

Zona 2: Classe di fattibilità idraulica 3

Destinazione residenziale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 26.13 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate.

Destinazione industriale-commerciale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 26.13 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate. Coperture ritardanti il deflusso delle acque. Reti fognarie ritardanti il deflusso delle acque.

Note particolari: Relativamente ai Piani Urbanistici Attuativi, nel caso di sopraelevazione dei piani di calpestio, dovranno essere individuati, anche a beneficio di più gruppi di intervento, volumi di accumulo equivalenti a quelli sottratti con la nuova edificazione. I volumi di nuovo accumulo potranno essere individuati anche in aree verdi e depresse interne alla lottizzazione e dovranno comunque essere concordati con l'Amministrazione e tali da non arrecare ulteriori danni o disagi a terzi e/o impedimento al regolare deflusso idraulico. È comunque necessario allegare al progetto una relazione idraulica di dettaglio, a firma di tecnico abilitato, che evidenzi le modalità di attuazione delle indicazioni previste per la zona, delimitando eventuali ambiti, specificando le correlazioni che intercorrono tra le quote realmente esistenti sul p.c. dell'intervento e quelle circostanti e descriva il controllo delle acque meteoriche. Nei Piani di Recupero la progettazione deve tendere a ridurre i contributi idrici unitari diminuendo le superfici impermeabili ed adottando accorgimenti costruttivi per il ritardo del rilascio delle acque di pioggia.

Zona 3: Classe di fattibilità idraulica 3

Destinazione residenziale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 26.30 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate.

Destinazione industriale-commerciale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 26.30 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate. Coperture ritardanti il deflusso delle acque. Reti fognarie ritardanti il deflusso delle acque.

Note particolari: Relativamente ai Piano Urbanistici Attuativi, nel caso di sopraelevazione dei piani di calpestio, dovranno essere individuati, anche a beneficio di più gruppi di intervento, volumi di accumulo equivalenti a quelli sottratti con la nuova edificazione. I volumi di nuovo accumulo potranno essere individuati anche in aree verdi e depresse interne alla lottizzazione e dovranno comunque essere concordati con l'Amministrazione e tali da non arrecare ulteriori danni o disagi a terzi e/o impedimento al regolare deflusso idraulico.

È comunque necessario allegare al progetto una relazione idraulica di dettaglio, a firma di tecnico abilitato, che evidenzi le modalità di attuazione delle indicazioni previste per la zona, delimitando eventuali ambiti, specificando le correlazioni che intercorrono tra le quote realmente esistenti sul p.c. dell'intervento e quelle circostanti e descriva il controllo delle acque meteoriche. Nei Piani di Recupero la progettazione deve tendere a ridurre i contributi idrici unitari diminuendo le superfici impermeabili ed adottando accorgimenti costruttivi per il ritardo del rilascio delle acque di pioggia.

Zona 4: Classe di fattibilità idraulica 3

Destinazione residenziale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 27.10 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate.

Destinazione industriale-commerciale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 27.10 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate. Coperture ritardanti il deflusso delle acque. Reti fognarie ritardanti il deflusso delle acque.

Note particolari: Relativamente ai Piano Urbanistici Attuativi, nel caso di sopraelevazione dei piani di calpestio, dovranno essere individuati, anche a beneficio di più gruppi di intervento, volumi di accumulo equivalenti a quelli sottratti con la nuova edificazione. I volumi di nuovo accumulo potranno essere individuati anche in aree verdi e depresse interne alla lottizzazione e dovranno comunque essere concordati con l'Amministrazione e tali da non arrecare ulteriori danni o disagi a terzi e/o impedimento al regolare deflusso idraulico.

È comunque necessario allegare al progetto una relazione idraulica di dettaglio, a firma di tecnico abilitato, che evidenzi le modalità di attuazione delle indicazioni previste per la zona, delimitando eventuali ambiti, specificando le correlazioni che intercorrono tra le quote realmente esistenti sul p.c. dell'intervento e quelle circostanti e descriva il controllo delle acque meteoriche. Nei Piani di Recupero la progettazione deve tendere a ridurre i contributi idrici unitari diminuendo le superfici impermeabili ed adottando accorgimenti costruttivi per il ritardo del rilascio delle acque di pioggia.

Zona 5: Classe di fattibilità idraulica 3

Destinazione residenziale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 27.70 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate.

Destinazione industriale-commerciale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 27.70 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate. Coperture ritardanti il deflusso delle acque. Reti fognarie ritardanti il deflusso delle acque.

Note particolari: Relativamente ai Piano Urbanistici Attuativi, nel caso di sopraelevazione dei piani di calpestio, dovranno essere individuati, anche a beneficio di più gruppi di intervento, volumi di accumulo equivalenti a quelli sottratti con la nuova edificazione. I volumi di nuovo accumulo potranno essere individuati anche in aree verdi e depresse interne alla lottizzazione e dovranno comunque essere concordati con l'Amministrazione e tali da non arrecare ulteriori danni o disagi a terzi e/o impedimento al regolare deflusso idraulico.

È comunque necessario allegare al progetto una relazione idraulica di dettaglio, a firma di tecnico abilitato, che evidenzi le modalità di attuazione delle indicazioni previste per la zona, delimitando eventuali ambiti, specificando le correlazioni che intercorrono tra le quote realmente esistenti sul p.c. dell'intervento e quelle circostanti e descriva il controllo delle acque meteoriche. Nei Piani di Recupero la progettazione deve tendere a ridurre i contributi idrici unitari diminuendo le superfici impermeabili ed adottando accorgimenti costruttivi per il ritardo del rilascio delle acque di pioggia.

Zona 6: Classe di fattibilità idraulica 3

Destinazione residenziale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 28.25 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate.

Destinazione industriale-commerciale: Quota di sicurezza: piano di calpestio ad almeno 28.25 m.s.l.m.. Consentiti garage e vani interrati eseguiti con accesso anche esterno purché idraulicamente isolati, con accesso, cioè, alla quota di massima sicurezza prevista dal piano. Nel caso in cui la sicurezza venga garantita solo per l'accesso e non per tutte le altre prese d'aria, queste dovranno essere eseguite a tenuta. In ogni caso gli impianti dovranno essere eseguiti in modo da poter resistere ad eventuale allagamento. Obbligo di pavimentazioni drenanti per parcheggi ed aree asfaltate. Coperture ritardanti il deflusso delle acque. Reti fognarie ritardanti il deflusso delle acque.

Note particolari: Relativamente ai Piano Urbanistici Attuativi, nel caso di sopraelevazione dei piani di calpestio, dovranno essere individuati, anche a beneficio di più gruppi di intervento, volumi di accumulo equivalenti a quelli sottratti con la nuova edificazione. I volumi di nuovo accumulo potranno essere individuati anche in aree verdi e depresse interne alla lottizzazione e dovranno comunque essere concordati con l'Amministrazione e tali da non arrecare ulteriori danni o disagi a terzi e/o impedimento al regolare deflusso idraulico.

È comunque necessario allegare al progetto una relazione idraulica di dettaglio, a firma di tecnico abilitato, che evidenzi le modalità di attuazione delle indicazioni previste per la zona, delimitando eventuali ambiti, specificando le correlazioni che intercorrono tra le quote realmente esistenti sul p.c. dell'intervento e quelle circostanti e descriva il controllo delle acque meteoriche. Nei Piani di Recupero la progettazione deve tendere a ridurre i contributi idrici unitari diminuendo le superfici impermeabili ed adottando accorgimenti costruttivi per il ritardo del rilascio delle acque di pioggia.

Zona 7/1: Classe di fattibilità idraulica 4/2

Destinazione residenziale e destinazione industriale - commerciale: La fattibilità è vincolata al completamento delle opere previste per la riduzione del rischio idraulico sul fiume Elsa (Cassa di Espansione di Madonna della Tosse ed adeguamento delle arginature del fiume Elsa) fatti salvi: le previsioni regolate da accordi transitori già in essere; la possibilità di estendere il Piano di Protezione Civile alle previsioni industriali; gli interventi edilizi diretti. Sono vietati in ogni caso gli interrati.

Gli interventi di cui al precedente comma sono consentiti alle seguenti condizioni aggiuntive: obbligo di edilizia residenziale con piano terra destinato a garage o locali tecnici o accessori con accessi e finestre a tenuta; impiantistica obbligatoriamente antisommergibile.

Note particolari: Una volta entrate in funzione le opere previste per la riduzione del rischio idraulico e rimosso il vincolo, le aree passeranno in Zona 1 con i seguenti accorgimenti aggiuntivi: obbligo di edilizia residenziale con piano terra destinato a garage o locali tecnici o accessori con accessi e finestre a tenuta; impiantistica obbligatoriamente antisommergibile.

Zona 7/2: Classe di fattibilità idraulica 4/3

Destinazione residenziale e destinazione industriale - commerciale: La fattibilità è vincolata al completamento delle opere previste per la riduzione del rischio idraulico sul fiume Elsa (Cassa di Espansione di Madonna della Tosse ed adeguamento delle arginature del fiume Elsa) fatte salve: le previsioni regolate da accordi transitori già in essere; la possibilità di estendere il Piano di Protezione Civile alle previsioni industriali; gli interventi edilizi diretti. Sono vietati in ogni caso gli interrati.

Gli interventi di cui al precedente comma sono consentiti alle seguenti condizioni aggiuntive: obbligo di edilizia residenziale con piano terra destinato a garage o locali tecnici o accessori con accessi e finestre a tenuta; impiantistica obbligatoriamente antisommergibile.

Note particolari: Una volta entrate in funzione le opere previste per la riduzione del rischio idraulico e rimosso il vincolo, la quota di sicurezza è determinata in 24,20 m.s.l.m. e soggetta alle prescrizioni di Zona 2 con i seguenti accorgimenti aggiuntivi: obbligo di edilizia residenziale con piano terra destinato a garage o locali tecnici o accessori con accessi e finestre a tenuta; impiantistica obbligatoriamente antisommergibile.

Zona 7/3: Classe di fattibilità idraulica 4/3

Destinazione residenziale e destinazione industriale - commerciale: La fattibilità è vincolata al completamento delle opere previste per la riduzione del rischio idraulico sul fiume Elsa (Cassa di Espansione di Madonna della Tosse ed adeguamento delle arginature del fiume Elsa) fatte salve: le previsioni regolate da accordi transitori già in essere; la possibilità di estendere il Piano di Protezione Civile alle previsioni industriali; gli interventi edilizi diretti. Sono vietati in ogni caso gli interrati.

Gli interventi di cui al precedente comma sono consentiti alle seguenti condizioni aggiuntive: obbligo di edilizia residenziale con piano terra destinato a garage o locali tecnici o accessori con accessi e finestre a tenuta; impiantistica obbligatoriamente antisommergibile.

Note particolari: Una volta entrate in funzione le opere previste per la riduzione del rischio idraulico e rimosso il vincolo, la quota di sicurezza è determinata in 33,30 m.s.l.m. e soggetta alle prescrizioni di Zona 3 con i seguenti accorgimenti aggiuntivi: obbligo di edilizia residenziale con piano terra destinato a garage o locali tecnici o accessori con accessi e finestre a tenuta; impiantistica obbligatoriamente antisommergibile.

Zona 8: Classe di fattibilità idraulica 4

Destinazione residenziale e destinazione industriale - commerciale: Non sono previste edificazioni in quanto la zona è vincolata in attesa della realizzazione di opere di mitigazione idraulica.

Note particolari: Una volta eseguite le opere per la mitigazione del rischio idraulico le aree potranno essere riperimetrate ed inserite in una specifica zona in funzione del reale grado di rischio.

Zona A: Classe di fattibilità idraulica 4

Destinazione residenziale e destinazione industriale - commerciale: È necessario attenersi alle misure di salvaguardia previste dal D.C.R. 12/00 che in questa zona prevede la fattibilità condizionata solo di opere idrauliche.

Zona B: Classe di fattibilità idraulica 3

Destinazione residenziale: È necessario attenersi alle misure di salvaguardia previste dal D.C.R. 12/00.

Destinazione industriale - commerciale: È necessario attenersi alle misure di salvaguardia previste dal D.C.R. 12/00.

Note particolari: È necessario allegare al progetto una relazione idraulica di dettaglio che dimostri l'assenza del rischio idraulico e la gestione degli smaltimenti delle acque meteoriche. È necessario predisporre un piano di intervento per la rimozione di eventuali materiali destinati allo stoccaggio al primo piano degli edifici industriali e in caso di allagamento accidentale dovuto a rotture arginali o malfunzionamenti della rete fognaria.