Norme Tecniche di attuazione del Piano Strutturale

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Art. 22 Pericolosità idraulica

1. La pericolosità, nell'ambito dell'idrologia, è definita come la probabilità di occorrenza di un fenomeno di inondazione in un determinato intervallo di tempo e in una certa area.

Per i corsi d'acqua ritenuti d'interesse in relazione al loro contributo in termini di portate, a supporto del Piano Strutturale è stato condotto uno studio idraulico attraverso modellazione, al fine di determinare se vi fossero interazioni tra le nuove previsioni insediative/infrastrutturali e gli ambiti del corso d'acqua stesso.

In relazione a questo, il territorio urbanizzato potenzialmente interessato da previsioni insediative e infrastrutturali è stato caratterizzato in funzione dello stato di pericolosità in 4 classi secondo le quali oltre a delimitare un fenomeno di allagamento con il proprio potenziale, inteso come battente idraulico, se ne determina in modo esplicito il tempo di ritorno.

2. Lo studio idraulico condotto a supporto del Piano Strutturale ha individuato attraverso modellazione idraulica le aree soggette ad allagamenti per tempi di ritorno Tr ≤ 30 anni e 30 < Tr ≤ 200 anni.

Le aree soggette ad allagamenti 200 < Tr ≤ 500 sono state definite invece attraverso criteri morfologici e altimetrici, mantenendo il limite interno dell'area quello della I.3 e quello esterno della pianura alluvionale oppure dettato dall'altimetria (2,0 ml. sopra il ciglio di sponda o piede esterno dell'argine).

3. Definizione e correlazione delle classi di pericolosità in funzione della frequenza degli eventi alluvionali (Regolamento 53/R, disciplina di PGRA e L.R. 41/2018):

Regolamento 53/R PGRA L.R. 41/2018
aree a pericolosità idraulica molto elevata (I.4) aree a pericolosità per alluvioni elevata (P3) aree a pericolosità per alluvioni frequenti
aree a pericolosità idraulica elevata (I.3) aree a pericolosità per alluvioni media (P2) aree a pericolosità per alluvioni poco frequenti
  • - Pericolosità idraulica molto elevata (I.4): aree interessate da allagamenti per eventi con Tr ≤ 30 anni;
  • - Pericolosità idraulica elevata (I.3): aree interessate da allagamenti per eventi con 30 < Tr ≤ 200 anni;
  • - Pericolosità idraulica media (I.2): dovrebbe rappresentare le aree interessate da allagamenti per eventi con 200 < Tr ≤ 500 anni, tuttavia in questo studio tale classe di pericolosità è stata definita attraverso criteri morfologici e altimetrici, mantenendo il limite interno dell'area quello della I.3 e quello esterno della pianura alluvionale oppure dettato dall'altimetria (2 ml. sopra il ciglio di sponda o piede esterno dell'argine);
  • - Pericolosità idraulica bassa (I.1): aree collinari o montane prossime ai corsi d'acqua per le quali ricorrono le seguenti condizioni:
    1. a) non vi sono notizie storiche di inondazioni
    2. b) sono in situazioni favorevoli di alto morfologico, di norma a quote altimetriche superiori a 2 ml. rispetto al piede esterno dell'argine o, in mancanza, al ciglio di sponda.

4. Laddove invece non si è realizzato lo studio idraulico da modellazione si sono definite le condizioni di pericolosità idraulica attraverso considerazioni di carattere morfologico, storico-inventariale secondo quanto dettato dal DPGR del 25 ottobre 2011 n. 53/R.

La definizione delle classi di pericolosità in funzione delle notizie storico inventariali e della condizione morfologica dei terreni in relazione all'alveo del corso d'acqua è come di seguito riportata:

  • - Pericolosità idraulica molto elevata (I.4): in tale classe rientrano le aree di fondovalle per le quali ricorrano contestualmente le seguenti condizioni:
    1. a) vi sono notizie storiche di inondazioni;
    2. b) sono morfologicamente in condizione sfavorevole, di norma a quote altimetriche inferiori rispetto alla quota posta a 2 ml. sopra il piede esterno dell'argine o, in mancanza, sopra il ciglio di sponda;
  • - Pericolosità idraulica elevata (I.3): in tale classe rientrano le aree di fondovalle per le quali ricorra almeno una delle seguenti condizioni:
    1. a) vi sono notizie storiche di inondazioni;
    2. b) sono morfologicamente in condizione sfavorevole, di norma a quote altimetriche inferiori rispetto alla quota posta a 2 ml. sopra il piede esterno dell'argine o, in mancanza, sopra il ciglio di sponda;
  • - Pericolosità idraulica media (I.2): in tale classe rientrano le aree di fondovalle per le quali ricorrano le seguenti condizioni:
    1. a) non vi sono notizie storiche di inondazioni;
    2. b) sono in situazione di alto morfologico rispetto alla piana alluvionale adiacente, di norma a quote altimetriche superiori a 2 ml. rispetto al piede esterno dell'argine o, in mancanza, sopra il ciglio di sponda.
  • - Pericolosità idraulica bassa (I.1): comprende le aree collinari o montane prossime ai corsi d'acqua per le quali ricorrono le seguenti condizioni:
    1. a) non vi sono notizie storiche di precedenti inondazioni;
    2. b) sono in situazione di alto morfologico rispetto alla piana alluvionale adiacente, di norma a quote altimetriche superiori a 2 ml. rispetto al piede esterno dell'argine o, in mancanza, al ciglio di sponda.
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