Comune di Montemurlo

Disciplina del Piano Strutturale 2019

Art.12 Invariante strutturale III : il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani ed infrastrutturali

1. Il carattere policentrico del sistema insediativo del Comune di Montemurlo, fondato sui tre centri abitati di Montemurlo, Bagnolo e Oste, costituisce uno dei tratti dominanti del paesaggio locale che si è conservato anche dopo il processo di rapida evoluzione dell'originario modello insediativo agricolo verso la città industriale che ha interessato il comune dagli anni sessanta.

Nonostante gli ampliamenti e le trasformazioni della struttura urbana, rimane viva e leggibile l'identità dei singoli centri che rappresenta una risorsa da tutelare.

2. Obiettivo generale dell'invariante è la salvaguardia e la valorizzazione del carattere policentrico e delle specifiche identità paesaggistiche dei morfotipi insediativi che la identificano.

Il PS persegue tale obiettivo sulla base delle indicazioni contenute nel comma 2 dell'Art. 9 della Disciplina del della Disciplina del PIT/PPR.

3. Nel territorio del Comune di Montemurlo il PS individua, in conformità al PIT/PPR, il " Morfotipo insediativo urbano policentrico delle grandi pianure alluvionali"- Articolazione funzionale 1.1 "Piana Firenze- Prato-Pistoia", e lo rappresenta nella tavola QP02.

4. Il Morfotipo insediativo urbano policentrico delle grandi pianure alluvionali"- Articolazione funzionale 1.1 "Piana Firenze- Prato-Pistoia", si articola nelle seguenti figure componenti:

Figura componente - Prato e il sistema a pettine delle testate di valle sulla Cassia (specificazione locale della figura componente "Sistema a pettine delle testate di valle e dei centri doppi sulla viabilità pedecollinare")

Il Sistema comprende vari centri urbani che si snodano, in posizione sopraelevata, a dominio delle grandi piane alluvionali e fluviali, lungo la viabilità storica pedecollinare, alla confluenza delle valli secondarie.

Si tratta il più delle volte di centri doppi costituiti dal castello, che si sviluppa su un poggio a dominio della piana o della valle, e dal centro ottocentesco più recente che si è sviluppato lungo la viabilità storica sottostante. Il sistema viario di impianto storico che interessa l'area, è costituito da tre direttrici principali; su una di queste, la via Cassia, si attesta il sistema insediativo delle "testate di valle", che comprende anche il territorio di Montemurlo.

Gli insediamenti di Montemurlo e Bagnolo nati allo sbocco delle valli sono raccordati da una strada pedemontana il cui itinerario si è spostato verso valle in più fasi, sempre confermando la propria natura strutturale d'impianto degli insediamenti.

L'insediamento di Oste nasce più tardi frutto del rapido fenomeno di industrializzazione del comune.

A parte il tentativo non riuscito di un sviluppo lineare dell'abitato lungo la via Montalese i tre abitati di Montemurlo, Bagnolo e Oste mantengono il loro carattere policentrico il cui mantenimento è uno degli obiettivi principali del Piano.

Figura componente - Sistema reticolare della pianura centuriata di Firenze-Prato-Pistoia (specificazione locale della figura componente "Sistema reticolare di borghi e piccoli centri della maglia centuriata di pianura")

Il Sistema reticolare della pianura centuriata è ancora riconoscibile da alcune impronte storiche quali: edifici rurali, tracce di centuriazione della viabilità poderale, tracce di tradizionali tecniche di drenaggio, canali di scolo, filari di alberi e siepi idrofile, manufatti architettonici che sopravvivono come testimonianza della struttura territoriale storica, sebbene inglobati all'interno del territorio urbanizzato.

Tracce della centuriazione romana sono ancora leggibili nelle aree agricole di pianura che risulta organizzata secondo una griglia di circa settecentodieci metri di lato fino a via Garibaldi di Montale, con una angolazione dei campi e delle vie comunali e vicinali che si ripete in tutto il territorio, generata dalla linea Galciana - via Asinelli di Montale.

Tale circostanza fa ritenere che il territorio della piana sia stato colonizzato in epoca romana, fino alla linea della Smilea, in territorio di Montale (Smilea da Mausoleum, cippo al confine della centuriazione: in territorio emiliano è frequentissimo il termine smilea), ed abbia conservato la centuriazione iniziale fino almeno a tutti gli anni cinquanta del novecento.

Nella tavola QP02 dello Statuto del territorio, sono individuati gli elementi sui cui si basa l'individuazione della centurazione. Occorre tener presente che sia l'Agna che il Bagnolo hanno corsi artificiali, creati a partire dal 1200, e pertanto la suddivisione regolare si perde nei territori interessati dai due fiumi.

5. Il PS, sulla base delle specifiche caratteristiche, dei valori e delle criticità indicati nell'Abaco dell'invariante III e nella scheda Ambito di paesaggio 06 Firenze - Prato - Pistoia del PIT, indica per il morfotipo insediativo 1.1, in cui si riconosce, le azioni elencate dal PIT/PPR e le regole, basate su tali azioni, di utilizzazione manutenzione e trasformazione, da declinare nei successivi atti di governo del territorio.

Morfotipo insediativo urbano policentrico delle grandi pianure alluvionali
Articolazione funzionale 1.1 - Piana Firenze-Prato-Pistoia

Indicazioni per le azioni:

  • - riqualificare il carattere policentrico del sistema insediativo della piana tutelando e ricostituendo,le relazioni tra gli abitati e le aree agricole della piana, nonché quelle con il sistema collinare;
  • - evitare il consumo di suolo attraverso la definizione di margini urbani;
  • - riqualificare i margini urbani, con riferimento alla qualità sia dei fronti costruiti che delle aree agricole periurbane, e le connessioni visuali e fruitive tra insediamenti e territorio rurale;
  • - tutela e riqualificazione dei varchi inedificati;
  • - salvaguardare e valorizzare l'identità paesaggistica dei contesti collinari, tutelando le sistemazioni agrarie storiche e il patrimonio edilizio storico di valore identitario.
  • - evitare l'inserimento di volumi e attrezzature fuori scala rispetto alla maglia territoriale e al sistema insediativo;
  • - promuovere il riuso e la riorganizzazione delle aree dismesse, sia come occasione per la riqualificazione dei tessuti urbani della città contemporanea, sia come riqualificazione dei margini urbani;
  • - salvaguardare e valorizzare il sistema delle ville pedecollinari e le relazioni fra queste e il territorio rurale di contesto, i borghi e i centri storici, la viabilità e gli altri elementi testimoniali di antica formazione; orientando a tal fine anche le trasformazioni dei tessuti urbani recenti circostanti;
  • - salvaguardare gli elementi e le relazioni ancora riconoscibili del sistema insediativo rurale storico sviluppatosi sulla maglia delle centuriazioni (strade poderali, gore e canali, borghi, ville e poderi, manufatti religiosi);
  • - evitare l'erosione incrementale dell'impianto della centuriazione ad opera di nuove urbanizzazioni.

Regole di utilizzazione, manutenzione e trasformazione del Morfotipo insediativo 1.1

I centri abitati di Montemurlo, Bagnolo e Oste, dovranno conservare la distinzione fisica e funzionale delle relative strutture urbane, valorizzando i rispettivi significati identitari, tutelando e ricostituendo, ove compromessa, la riconoscibilità delle relazioni territoriali tra i centri abitati e i sistemi agro-ambientali circostanti (riqualificazione dei margini), nonché quelle con i sistemi collinari posti a nord del comune.

A tale scopo il sistema insediativo dovrà essere concepito come sistema policentrico, imperniato sui centri abitati esistenti, e pertanto dovrà essere evitato qualsiasi processo di saldatura attraverso la salvaguardia e/o riqualificazione dei varchi inedificati.

In considerazione poi dell'alto valore paesaggistico del sistema collinare, andrà salvaguardato e valorizzato il rapporto morfologico-percettivo degli insediamenti e delle sistemazioni agrarie che caratterizzano il nostro territorio: in particolare andrà salvaguardato e valorizzato il sistema delle ville pedecollinari e le relazioni fra queste e il territorio rurale di contesto, la viabilità e gli altri elementi testimoniali di antica formazione, orientando a tal fine anche le trasformazioni dei tessuti edilizi recenti circostanti.

Per quanto riguarda le aree di pianura, al fine di tutelare gli elementi e le relazioni ancora riconoscibili del sistema insediativo rurale storico, dovranno essere salvaguardate le relazioni e gli elementi ancora riconoscibili del sistema sviluppatosi sulla maglia della centuriazione (strade poderali, gore e canali, ville e poderi, manufatti religiosi).

6. Il PS, in conformità alle disposizioni della Disciplina del Piano del PIT, individua nel territorio comunale i morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee e li rappresenta in modo sintetico nelle tavv. QP02, QP03 e QP05 sulla base delle elaborazioni contenute nella tavola di Quadro conoscitivo QC06.

7. Il PS persegue gli obiettivi specifici relativi a ciascun morfotipo delle urbanizzazioni contemporanee come definiti nell'Abaco dell'invariante III, e li riporta nella tabella che segue.

Tali obiettivi, come indicato all'Art.4 comma 2 lettera c) della Disciplina del PIT, integrano gli obiettivi di qualità di cui alla disciplina d'ambito e rappresentano lo strumento conoscitivo e il riferimento tecnico-operativo per l'elaborazione degli strumenti della pianificazione territoriale ed urbanistica ai fini della formazione degli strumenti della pianificazione urbanistica, con riferimento alla qualificazione dei tessuti urbani ed al disegno dei loro margini.

Morfotipo insediativo urbano policentrico delle grandi pianure alluvionali
MORFOTIPI DELLE URBANIZZAZIONI CONTEMPORANEE OBIETTIVI DI QUALITA'
TR2 - Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista: tessuto con isolati aperti ed edifici residenziali isolati sul lotto Ridefinire la struttura "ordinatrice" ed il ruolo dello spazio pubblico e del connettivo aumentandone la dotazione e la funzionalità. Conferire dimensione urbana ai tessuti insediativi realizzando nuove centralità, recuperando l'edilizia e lo spazio pubblico Definire compiutamente il margine urbano, anche attraverso il recupero di spazi aperti ancora esistenti che favoriscano le relazioni con il territorio aperto.
TR3 - Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista: tessuto con isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali Definire un disegno urbano compiuto, cercando di conferire al tessuto una nuova identità e centralità urbana dal punto di vista morfologico, funzionale e sociale. Concepire il sistema degli spazi pubblici come elemento ordinatore e connettivo utilizzando il verde e i percorsi ciclopedonali; Valorizzare la presenza di giardini e spazi verdi ad uso ricreativo favorendone l'accessibilità, qualificandone l'equipaggiamento vegetale e funzionale, rendendoli perni delle relazioni ecologiche trasversali. Recuperare la qualità dello spazio pubblico e dalle aree aperte degradate e/o dismesse, prevedendo anche interventi di demolizione e di densificazione edilizia, elevandone la qualità anche con progetti di efficienza e produzione energetica Ricostruire le relazioni con la città e con lo spazio aperto periurbano (agricolo o naturale) Dotare lo spazio periferico di servizi e attrezzature specialistiche e dotazioni alla scala di quartiere.
TR4 - Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista: tessuto con isolati aperti e blocchi prevalente residenziali di edilizia pianificata Attivare progetti di valorizzazione degli spazi aperti urbani, congiuntamente alla realizzazione di nuove relazioni funzionali, ambientali e paesaggistiche tra il presente tessuto e i tessuti adiacenti, la città ed il territorio aperto Definire compiutamente il margine urbano, anche attraverso sistemi di spazi aperti articolati per funzioni
TR5 - Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista: tessuto puntiforme Progettare il margine urbano con azioni di mitigazione paesaggistica, mantenimento e valorizzazione dei varchi visivi e ridefinizione dei retri urbani Utilizzare lo spazio della campagna periurbana come risorsa per il miglioramento (qualitativo e quantitativo) dello spazio aperto pubblico creando spazi in continuità e connessioni in chiave paesaggistica Riprogettare lo spazio urbano e pubblico per creare connessioni funzionali e percettive nel quartiere, con la città e con il territorio aperto
TR6 - Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista: tessuto a tipologie miste Eliminare i fenomeni di degrado urbanistico ed architettonico attivando progetti di rigenerazione urbana, privilegiando interventi unitari complessi, capaci di incidere sulla forma urbana, indirizzandoli alla sostenibilità architettonica, sociale, energetica e ambientale, e connotandoli dal punto di vista dell'architettura e del disegno urbanistico complessivo. Incentivare la qualità degli interventi di architettura, ristrutturazione urbanistica ed edilizia, utilizzando linguaggi della contemporaneità e privilegiando interventi unitari complessi Prevedere interventi di dismissione e sostituzione di edifici produttivi con edifici utili ad ospitare funzioni civiche, o destinate alla collettività, o funzioni ambientali. Ridefinire la struttura "ordinatrice" ed il ruolo dello spazio pubblico e del connettivo aumentandone la dotazione e la qualità Riprogettare il margine urbano con interventi di mitigazione paesaggistica (costruire permeabilità tra spazio urbano e aperto, migliorare i fronti urbani verso lo spazio agricolo, progettare percorsi di connessione/attraversamento, collocare fasce alberate) Favorire la depermeabilazzazione della superficie asfaltata Verificare ed attuare strategie di densificazione dei tessuti, prevedendo nel contempo interventi di ristrutturazione e demolizione degli edifici esistenti Incentivare la rilocalizzazione della attività produttive incompatibili con la residenza, in aree dedicate alla produzione
TR7 - Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista: tessuto sfrangiato di margine Bloccare i processi di dispersione insediativa e ridefinizione del bordo costruito mediante progetti unitari di adeguata estensione, prevedendo:
  • - sistemi continui di spazi aperti con funzioni plurime (ecologiche, formali, ricreative raccordati agli spazi aperti urbani e alle tessiture del territorio rurale;
  • - opportune densificazioni edilizie, atte a definire il bordo edificato secondo criteri di permeabilità ecologica, di compiutezza formale e di qualità morfotipologica.
Riprogettare e valorizzare le aree intercluse o libere come spazi pubblici integrati, flessibili e multiuso, destinandoli ad attività agricolo/ricreative, orti urbani, parchi, giardini, ecc. connettendoli con percorsi di mobilità dolce alle aree periurbane.
TR8 - Tessuti urbani a prevalente a prevalente funzione residenziale e mista: tessuto lineare Riqualificare le relazioni funzionali, visive e paesaggistiche tra città e campagna prevedendo, anche per le edificazioni stradali esistenti, il mantenimento o l'apertura di varchi sul territorio aperto. Contenere i processi di dispersione insediativa impedendo ulteriori processi di edificazione lungo gli assi stradali e sui retri dell'edificato esistente Riprogettare il "bordo costruito" con azioni di qualificazione paesaggistica e eventualmente alcune maglie per dare unitarietà all'edificato.
TR12 - Tessuti extraurbani a prevalente funzione residenziale o mista: piccoli agglomerati isolati extraurbani. Arrestare il processo di dispersione insediativa con blocco del consumo di suolo agricolo
TPS2 - Tessuti della città produttiva e specialistica: tessuto a piattaforme produttive - commerciali - direzionali Riqualificare le piattaforme produttive ricostruendo le relazioni urbanistiche, ambientali e paesaggistiche tra il tessuto produttivo, il territorio aperto e la città Prevedere piani e interventi di inserimento paesaggistico (ridisegno dei margini, schermature, barriere antirumore, ecc) e progettare il margine con il territorio aperto prevedendo interventi di mitigazione paesistica Attrezzare ecologicamente le aree produttivo-commerciali-direzionali (APEA) e riqualificare lo spazio aperto interno al tessuto produttivo Incentivare nelle aree produttive strategie di ecosostenibilità e produzione di energie rinnovabili (fotovoltaico, minieolico, biomasse, minidraulico, rifiuti di lavorazioni, ecc)
TPS3 Tessuti della città produttiva e specialistica: insule specializzate Creare relazioni con il contesto urbano di riferimento Progettare il margine con il territorio aperto curando paesaggisticamente il rapporto visivo con il contesto

7. I successivi atti di governo del territorio, ed in primo luogo il Piano Operativo, precisano, ad una scala di maggior dettaglio, i perimetri dei tessuti urbani ed extraurbani e danno attuazione agli obiettivi specifici dei morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee declinandoli nella disciplina di uso del suolo, sulla base delle indicazioni contenute nella Parte III della presente Disciplina, con particolare riferimento agli obiettivi ed agli indirizzi per la qualificazione dei tessuti urbani e per il disegno dei loro margini contenuti nel Capo II del titolo V relativo alla strategia di livello comunale.