Comune di Montemurlo

Disciplina del Piano Strutturale 2019

Art.33 La mitigazione del rischio idraulico

1. I territori dei Comuni della Valle dell'Agna sono interessati da un'alta pericolosità idraulica dovuta ad una identica ragione storica, vale a dire l'esportazione delle criticità idrauliche dei Comuni medievali di Prato e Pistoia verso il confine tra le due sfere d'influenza rappresentato dal fiume Agna, ragione per la quale è necessario risolvere la prevenzione del rischio idraulico a livello comprensoriale.

2. Obiettivo generale di questo asse strategico, essenziale per la salvaguardia degli insediamenti e del territorio di pianura, è coordinare, a livello di area vasta, i progetti,le azioni e l'impiego delle risorse per mitigare la pericolosità idraulica e gestire in modo efficace e consapevole il rischio di alluvioni. L'Amministrazione ha accolto la proposta della Regione di ridefinire la pericolosità idraulica a livello di comprensorio, sia per l'area pratese che per l'area pistoiese, in quanto tale modalità consente di partecipare alla soluzione del rischio idraulico, a livello comprensoriale, assieme a Montale ed Agliana.

3. Sono obiettivi strategici di riferimento:

  • - realizzare una costante opera di manutenzione dei corsi d'acqua, degli argini e delle opere idrauliche al fine di garantirne la stabilità ed efficienza, garantendo condizioni migliori di accessibilità e l'agibilità ed adeguatezza delle opere di attraversamento dei corpi idrici;
  • - predisporre e dare efficace e progressiva attuazione ad un progetto organico per la crescente mitigazione del rischio idraulico del reticolo principale dei corsi d'acqua coordinato a livello di area vasta dagli enti preposti alla tutela del sistema idrografico e d'intesa con i comuni interessati;
  • - ridurre il numero dei manufatti e degli edifici posti in prossimità dei corsi d'acqua a rischio, sperimentando modalità di controllata delocalizzazione di volumi particolarmente esposti al rischio idraulico, attraverso una selezione che tenga conto dei valori storico testimoniali e delle esigenze di una corretta rilocalizzazione nel contesto urbanistico ed ambientale;
  • - incentivare la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza dei corsi minori ricadenti all'interno del territorio comunale mettendoli in relazione, ove possibile, agli interventi di trasformazione urbanistica e di riqualificazione insediativa dei centri urbani;
  • - coordinare ed integrare gli interventi per la mitigazione del rischio idraulico con i progetti di protezione e valorizzazione delle aree di pertinenza fluviale come corridoi di connessione ecologica, come assi del sistema di fruizione e mobilità lenta del territorio, come elementi di qualificazione paesaggistica ed ambientale della pianura, orientando in questa direzione anche gli obiettivi ed i contenuti di strumenti come i contratti di fiume.

3 bis. Nella tavola QC 05 - Le trasformazioni del paesaggio. Criticità e fragilità, sono evidenziati i tratti tombati dei corsi d'acqua Funandola, Stregale ed Agnaccino che costituiscono un effettivo problema di gestione del rischio, in quanto richiedono un programma di ispezione e manutenzione atto a garantire il regolare deflusso delle acque e la buona conservazione delle strutture. Tale programma deve essere inserito nel Piano di Protezione Civile, approvato contestualmente al primo Piano Operativo, ed essere aggiornato ogni volta che, a seguito di lavori o raddoppi delle tubazioni, si debbano rivederne le prescrizioni.

4. Nella Tav."QVS01 "Vincoli e tutele" sono individuate le aree di tipo A e B previste come casse di espansione dal Piano Stralcio Rischio Idraulico dell'Autorità di Bacino del Fiume Arno (PSRI). Le stesse aree, riferite a tutto il territorio della piana fra Prato e Pistoia, sono sinteticamente indicate nella tav QP04. Nella Tav.G8, sono indicate, oltre alle aree del PSRI, le aree interessate da altri interventi strutturali relativi al territorio comunale, previsti dagli strumenti urbanistici comunali.

5. I successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo il Piano Operativo danno attuazione agli obiettivi specifici indicati al comma 3, con previsioni coerenti e commisurate all'orizzonte temporale della loro validità, tenuto conto anche delle indicazioni contenute nelle tavv. QP04, G8 e G9, e degli indirizzi della presente Disciplina a livello di singola UTOE. In particolare il Piano Operativo individua e disciplina gli interventi di mitigazione fattibili nell'arco temporale di validità del piano, a partire da quelli indicati nelle tavole sopraindicate, non escludendo tuttavia soluzioni aggiuntive od alternative.

6. L'inserimento del nuovo studio della pericolosità effettuato a livello comprensoriale, all'interno del Quadro conoscitivo del Piano Strutturale comunale, non costituirà variante al medesimo, come previsto all'Art. 6 delle presenti Nta, e potrà essere eseguito tramite semplice deliberazione del Consiglio Comunale.

7. Il Piano operativo dovrà definire la fattibilità degli interventi sulla base della nuova pericolosità, una volta che essa sia stata approvata dalla Regione, e tener conto delle eventuali opere comprensoriali di prevenzione del rischio idraulico per la qualificazione delle opere e quantificazione degli oneri da richiedere ai nuovi interventi di trasformazione.

8. Dalla pubblicazione della Delibera consiliare di modifica del Quadro conoscitivo del Piano Strutturale con la nuova pericolosità idraulica, ogni decisione in merito agli interventi di trasformazione del territorio non conformi alla nuova pericolosità, dovrà essere sospesa fino all'avvenuta approvazione della variante al Piano Operativo che definirà la nuova fattibilità delle trasformazioni del territorio.