Comune di Montemurlo

Disciplina del Piano Strutturale 2019

Art.29 Strategie di livello sovracomunale

1. Le strategie di livello sovracomunale definita dal PS, come indicato al precedente articolo sono finalizzate a dare risposte adeguate ed efficaci, a temi che travalicano i confini comunali, come lo sviluppo economico e quello turistico, la valorizzazione del sistema ambientale, la mobilità, il rischio idraulico, le problematiche demografiche e di formazione della cittadinanza.

Tali tematiche, che si configurano come assi strategici nel quadro di riferimento di area vasta, sono le seguenti:

  • - le strategie per la mobilità
  • - la valorizzazione e riqualificazione delle aree industriali
  • - lo sviluppo turistico e la valorizzazione del patrimonio territoriale
  • - la mitigazione del rischio idraulico
  • - le strategie per un sistema integrato di servizi

Art.30 Le strategie per la mobilità

1. L'obiettivo generale di questo asse strategico è garantire un sistema della mobilità integrato e sostenibile, che consenta la migliore accessibilità ai principali recapiti degli spostamenti che interessano il territorio comunale e i comuni limitrofi e che incentivi modalità alternative all'uso dell'autoveicolo privato.

2. Il sistema delle connessioni di area vasta è costituito dalla rete viaria principale e dal sistema interno dei principali tracciati infrastrutturali di rilevanza sovracomunale.

Gli obiettivi strategici di riferimento sono:

  • - rafforzare i collegamenti tra il territorio comunale e le reti viarie d'interesse regionale e provinciale, migliorando la rete di collegamento interna ai sistemi territoriali e quella di raccordo con il sistema autostradale e nazionale;
  • - incentivare l'utilizzazione della ferrovia come principale modalità di spostamento nell'area vasta, migliorando gli accessi alla stazione ferroviaria di Montale;
  • - innalzare il livello di efficienza dei sistemi di trasporto pubblico su gomma da attuare attraverso il potenziamento e la razionalizzazione delle linee, al fine di fornire un'offerta più capillare sul territorio;
  • - dare impulso alla realizzazione della nuova stazione ferroviaria di Mazzone, localizzata nel Comune di Prato, che riveste il ruolo determinante di nodo intermodale per il trasporto pubblico;
  • - rafforzare i collegamenti tra gli insediamenti urbani di Montemurlo e Montale. In sede di elaborazione del Piano Operativo si dovrà verificare la fattibilità delle seguenti ipotesi indicate nella Tav.QP04:
    1. a) ampliamento del ponte sull'Agna esistente o realizzazione di un bypass, che risolva i problemi di collegamento tra i due comuni sulla via vecchia Montalese, come indicato all'Art. 39 delle presenti NTA e stabilito in sede di Conferenza di Copianificazione;
    2. b) collegamento tra via Tagliamento, a Montemurlo, e via Giordano Bruno, a Montale, allo scopo di creare una viabilità polifunzionale tra i i due comuni, come previsto dal PIU - Progetto di innovazione urbana M+M;
    3. c) realizzazione di un ponte di attraversamento dell'Agna, che colleghi via Puccini, posta nella zona industriale di Oste, con l'area produttiva di Montale, all'altezza di via Taliercio.
  • - rafforzare i collegamenti tra gli insediamenti urbani di Montemurlo e Prato, in corrispondenza dell'area industriale di Bagnolo. In sede di elaborazione del Piano Operativo si dovrà verificare la fattibilità delle seguenti ipotesi indicate nella Tav.QP04:
    1. a) completamento del collegamento con la seconda tangenziale, attraverso la realizzazione dell'innesto di via della Lame con la rotonda esistente;
    2. b) realizzazione del collegamento, tra via Masaccio e via Michelangiolo, di servizio alla zona produttiva.
  • - migliorare i collegamenti che supportano il sistema insediativo attraverso la gerarchizzazione dei percorsi, l'adeguamento delle sedi stradali, il completamento delle connessioni interne alle aree urbane;

3. Per quanto riguarda la rete minore dell'accessibilità, orientata alla fruizione del patrimonio territoriale e ambientale, preferibilmente con modalità leggere e lente, costituito da percorsi pedonali, piste ciclabili, tracciati storici, corridoi naturalistici, sentieri, gli obiettivi strategici di riferimento sono:

  • - promuovere il recupero e la riqualificazione dei tracciati storici e la valorizzazione della rete ciclabile e sentieristica esistente, il suo completamento e la sua riqualificazione attraverso la formazione di itinerari e circuiti per la fruizione turistica ed ambientale e per il tempo libero,con prioritaria attenzione ai percorsi sugli argini dei fiumi, alla connessione fra le aree di pianura e quelle collinari. In particolare dovrà essere realizzata la rete ciclabile di collegamento con il comune di Montale (come previsto dal PIU - Progetto di innovazione urbana M+M), e completato il tratto sulla via vecchia Montalese, che ricade nel Comune di Prato;
  • - qualora, per l'uso e la corretta trasformazione del patrimonio edilizio rurale coerenti con le direttive e prescrizioni del piano, sia necessario, per il traffico motorizzato, modificare il tracciato di viabilità presente sul catasto leopoldino, la modifica dovrà rispettare la funzionalità della maglia stradale storica e l'obiettivo di promuovere il recupero e la valorizzazione della rete ciclabile e sentieristica esistente;
  • - promuovere e sviluppare modalità di spostamento leggere e lente, nelle aree urbane a sostegno dell'accessibilità delle attività economiche e dei servizi pubblici alla persona e dei principali nodi del trasporto pubblico, anche attraverso un adeguato ridisegno delle sezioni stradali o l'istituzione di zone 30;
  • - redigere un organico piano della rete per la mobilità ciclistica in conformità alle indicazioni della LR 27/2012 a livello sovracomunale d'intesa con i comuni limitrofi, finalizzato a rafforzare il sistema dei collegamenti ciclabili extracomunali, da e verso le infrastrutture di "grande scorrimento" quali la ferrovia e l'autostrada. Il Quadro delle Conoscenze del Piano Operativo dovrà contenere uno schema della viabilità ciclo pedonale di raccordo tra i territori di Montemurlo, Montale ed Agliana;
  • - concorrere per i tratti di competenza, alla realizzazione della "Ciclovia del sole", importante progetto che riguarda la creazione di una rete interregionale per il cicloturimo. Il tratto Verona-Firenze, che attraversa i comuni di Montale, Montemurlo e Prato, ha una lunghezza complessiva di circa 350 chilometri, e realizzerà un percorso che collegherà alcune delle maggiori città storiche e artistiche italiane (Verona, Mantova, Bologna e Firenze), attraversando zone di interesse naturalistico ed enogastronomico come il Lago di Garda, il Fiume Mincio, la Pianura emiliana e gli Appennini.

4. I successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo il Piano Operativo classificano le infrastrutture per la mobilità in conformità alle indicazioni dell'Art.27 della Disciplina del PIT e danno attuazione agli obiettivi specifici indicati ai commi 2 e 3, con previsioni coerenti e commisurate all'orizzonte temporale della loro validità, tenuto conto anche delle indicazioni contenute nelle tavv. QP04 e QP05 e degli indirizzi della presente Disciplina a livello di singola UTOE.

5. Le ipotesi progettuali relative alle infrastrutture per la mobilità contenute nelle tavole del PS, ed in particolare nelle tavole QP04 e QP05, non hanno natura conformativa e possono essere variate anche in misura significativa nella fase operativa, fermi restando le finalità di collegamento ed i livelli prestazionali delle infrastrutture come indicati dal PS.

Art.31 Le strategie per la valorizzazione e riqualificazione delle aree industriali

1. Obiettivo generale di questo asse strategico è la predisposizione di un piano di azione intercomunale per una gestione unitaria delle zone industriali dei Comuni di Montale, Montemurlo e Agliana, in modo da favorire anche l'accesso a finanziamenti previsti per lo sviluppo delle attività produttive (vedi protocollo di intesa 16 dicembre 2016).

2. Sono obiettivi strategici di riferimento:

  • - programmare un'azione assieme al Comune di Montale, che preveda l'individuazione di una nuova area di espansione produttiva (eventualmente disponibile per l'atterraggio di operazioni di demolizione o delocalizzazione) da destinare ad attività industriali e del terziario avanzato, che abbiano le caratteristiche dimensionali oggi più richieste, come indicato all'Art. 39 delle presenti NTA e stabilito in sede di conferenza di Copianificazione;
  • - valorizzare il settore manifatturiero sostenendo le esigenze di sviluppo e di ammodernamento delle aziende esistenti e dotando le aree produttive presenti sul territorio delle infrastrutture e dei servizi necessari;
  • - potenziare il sostegno al sistema economico locale, favorendo il recupero dei contenitori dismessi e ampliando l'offerta delle attività imprenditoriali attraverso il miglioramento delle condizioni intrinseche alle aziende, la dotazione di adeguate strutture a sostegno delle attività, il sostegno alle iniziative di organizzazione consorziale e associata;
  • - privilegiare lo sviluppo tecnologico e il conseguimento di standard qualitativi di tutela ambientale, garantendo le possibilità di adeguamento tecnico, infrastrutturale e funzionale degli impianti e dei manufatti edilizi, con attenzione all'impiego di modalità per l'abbattimento dei consumi energetici, delle emissioni in atmosfera, del rumore e per il completamento delle opere e delle attività volte ad ottimizzare i processi produttivi e sviluppare ulteriormente l'estensione delle reti digitali ed il ricorso alle energie rinnovabili, in modo da conseguire a livello comprensoriale, la qualificazione e il "marchio" di "aree industriali ecologicamente attrezzate" (A.P.E.A.);
  • - Agire con gli altri Comuni per il sostegno di start-up e co-working, al fine di promuovere una formazione mirata per lo sviluppo dell'artigianato, tanto nei settori tradizionali che in quelli innovativi, connessi alla produzione di qualità; sviluppare la formazione e la preparazione all'uso delle tecnologie di informatizzazione delle conoscenze;
  • - Promuovere forme integrate di gestione delle reti di servizi pubblici, con particolare riferimento al ciclo delle acque, ai rifiuti e all'energia. A questo scopo diventa fondamentale attuare le previsioni dell'Accordo Di Programma per la tutela delle risorse idriche e la riorganizzazione delle reti fognarie del distretto industriale
  • - Mantenere e potenziare l'eccellenza nella gestione ordinaria dell'attività di supporto alle attività produttive attraverso previsioni urbanistiche che consentano la facile ed elastica capacità del continuo riuso e dei mutamenti logistici e funzionali degli spazi esistenti.

3. L'Amministrazione Comunale, al fine di dare attuazione a quanto previsto al comma 2, promuove e partecipa ad intese ed accordi istituzionali, e con le associazioni di categoria per coordinare a livello sovracomunale l'adeguamento e l'utilizzazione degli insediamenti produttivi esistenti specializzati e la localizzazione di nuovi insediamenti artigianali e industriali.

4. I successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo il Piano Operativo danno attuazione agli obiettivi indicati al comma 2 con previsioni coerenti e commisurate all'orizzonte temporale della loro validità, tenuto conto anche delle indicazioni contenute nella Tav.QP04 e degli indirizzi della presente Disciplina a livello di singola UTOE.

Art.32 Lo sviluppo turistico e la valorizzazione del patrimonio territoriale

1. Lo sviluppo della fruizione turistica del territorio in una logica di area vasta, rappresenta una delle principali strategie da perseguire con i comuni limitrofi.

Obiettivo generale della strategia è potenziare e riqualificare l'offerta turistica, attraverso la tutela e la promozione delle risorse ambientali, paesistiche, storiche e culturali.

2. Gli obiettivi strategici di riferimento sono i seguenti:

  • - mantenere una gestione coordinata con i Comuni di Prato e Vaiano dell'area naturale del Monteferrato, riconoscendone l'alto valore ambientale e armonizzandone le politiche di intervento con quelle relative alla riserva dell'Acquerino; il Piano paesaggistico del Monteferrato, approvato con DCR 67/1996, costituisce riferimento conoscitivo ed indirizzo per le politiche d'intervento che saranno definite nel Piano Operativo;
  • - accrescere la fruibilità e la tutela attiva degli elementi costitutivi del sistema ambientale in stretto coordinamento con i comuni limitrofi e con particolare attenzione al paesaggio agrario e naturale della collina ed ai corsi d'acqua di pianura;
  • - potenziare e consolidare i modelli e gli ambiti tematici di una fruizione turistica coerente con le risorse e le specificità del territorio: il turismo culturale, il turismo naturalistico, il turismo sportivo ricreativo, il turismo agroalimentare e delle produzioni tipiche;
  • - promuovere un sistema integrato di itinerari sul modello dei progetti di paesaggio, che metta a sistema i siti delle ville e palazzi storici, delle emergenze culturali e paesaggistiche presenti nel territorio della piana, come indicato nella Tav.QP04, anche con azioni coordinate con i comuni limitrofi;
  • - qualificare l'offerta della ricettività diffusa nella collina e della piana, incoraggiando le attività di ospitalità da parte dei residenti, nelle forme dell'"agriturismo", "bed and breakfast", "residenze d'epoca";
  • - promuovere le attività connesse alla commercializzazione dei prodotti tipici, le attività artigianali tradizionali e quelle espositive e culturali, favorendo partnership tra le Amministrazioni e gli operatori economici locali per un'offerta territoriale integrata turismo - enogastronomia - agricoltura - commercio - industria e artigianato;
  • - favorire la creazione di itinerari a tema per il tempo libero e per le esigenze ambientali, didattiche, ricreative, sportive, culturali, museali ed espositive, promuovendo l'organizzazione di un sistema integrato di itinerari sul modello dei progetti di paesaggio.

3. L'Amministrazione Comunale promuove e partecipa ad intese ed accordi istituzionali per coordinare a livello sovracomunale la valorizzazione turistica ed ambientale del territorio comunale, sulla base di progetti di area vasta mirati alla tutela, promozione e fruizione delle risorse culturali e paesaggistico ambientali del territorio.

4. I successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo il Piano Operativo danno attuazione agli obiettivi specifici indicati al comma 2 con previsioni coerenti e commisurate all'orizzonte temporale della loro validità, tenuto conto anche delle indicazioni contenute nelle tavv. QP04 e QP05 e degli indirizzi della presente Disciplina a livello di singola UTOE.

Art.33 La mitigazione del rischio idraulico

1. I territori dei Comuni della Valle dell'Agna sono interessati da un'alta pericolosità idraulica dovuta ad una identica ragione storica, vale a dire l'esportazione delle criticità idrauliche dei Comuni medievali di Prato e Pistoia verso il confine tra le due sfere d'influenza rappresentato dal fiume Agna, ragione per la quale è necessario risolvere la prevenzione del rischio idraulico a livello comprensoriale.

2. Obiettivo generale di questo asse strategico, essenziale per la salvaguardia degli insediamenti e del territorio di pianura, è coordinare, a livello di area vasta, i progetti,le azioni e l'impiego delle risorse per mitigare la pericolosità idraulica e gestire in modo efficace e consapevole il rischio di alluvioni. L'Amministrazione ha accolto la proposta della Regione di ridefinire la pericolosità idraulica a livello di comprensorio, sia per l'area pratese che per l'area pistoiese, in quanto tale modalità consente di partecipare alla soluzione del rischio idraulico, a livello comprensoriale, assieme a Montale ed Agliana.

3. Sono obiettivi strategici di riferimento:

  • - realizzare una costante opera di manutenzione dei corsi d'acqua, degli argini e delle opere idrauliche al fine di garantirne la stabilità ed efficienza, garantendo condizioni migliori di accessibilità e l'agibilità ed adeguatezza delle opere di attraversamento dei corpi idrici;
  • - predisporre e dare efficace e progressiva attuazione ad un progetto organico per la crescente mitigazione del rischio idraulico del reticolo principale dei corsi d'acqua coordinato a livello di area vasta dagli enti preposti alla tutela del sistema idrografico e d'intesa con i comuni interessati;
  • - ridurre il numero dei manufatti e degli edifici posti in prossimità dei corsi d'acqua a rischio, sperimentando modalità di controllata delocalizzazione di volumi particolarmente esposti al rischio idraulico, attraverso una selezione che tenga conto dei valori storico testimoniali e delle esigenze di una corretta rilocalizzazione nel contesto urbanistico ed ambientale;
  • - incentivare la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza dei corsi minori ricadenti all'interno del territorio comunale mettendoli in relazione, ove possibile, agli interventi di trasformazione urbanistica e di riqualificazione insediativa dei centri urbani;
  • - coordinare ed integrare gli interventi per la mitigazione del rischio idraulico con i progetti di protezione e valorizzazione delle aree di pertinenza fluviale come corridoi di connessione ecologica, come assi del sistema di fruizione e mobilità lenta del territorio, come elementi di qualificazione paesaggistica ed ambientale della pianura, orientando in questa direzione anche gli obiettivi ed i contenuti di strumenti come i contratti di fiume.

3 bis. Nella tavola QC 05 - Le trasformazioni del paesaggio. Criticità e fragilità, sono evidenziati i tratti tombati dei corsi d'acqua Funandola, Stregale ed Agnaccino che costituiscono un effettivo problema di gestione del rischio, in quanto richiedono un programma di ispezione e manutenzione atto a garantire il regolare deflusso delle acque e la buona conservazione delle strutture. Tale programma deve essere inserito nel Piano di Protezione Civile, approvato contestualmente al primo Piano Operativo, ed essere aggiornato ogni volta che, a seguito di lavori o raddoppi delle tubazioni, si debbano rivederne le prescrizioni.

4. Nella Tav."QVS01 "Vincoli e tutele" sono individuate le aree di tipo A e B previste come casse di espansione dal Piano Stralcio Rischio Idraulico dell'Autorità di Bacino del Fiume Arno (PSRI). Le stesse aree, riferite a tutto il territorio della piana fra Prato e Pistoia, sono sinteticamente indicate nella tav QP04. Nella Tav.G8, sono indicate, oltre alle aree del PSRI, le aree interessate da altri interventi strutturali relativi al territorio comunale, previsti dagli strumenti urbanistici comunali.

5. I successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo il Piano Operativo danno attuazione agli obiettivi specifici indicati al comma 3, con previsioni coerenti e commisurate all'orizzonte temporale della loro validità, tenuto conto anche delle indicazioni contenute nelle tavv. QP04, G8 e G9, e degli indirizzi della presente Disciplina a livello di singola UTOE. In particolare il Piano Operativo individua e disciplina gli interventi di mitigazione fattibili nell'arco temporale di validità del piano, a partire da quelli indicati nelle tavole sopraindicate, non escludendo tuttavia soluzioni aggiuntive od alternative.

6. L'inserimento del nuovo studio della pericolosità effettuato a livello comprensoriale, all'interno del Quadro conoscitivo del Piano Strutturale comunale, non costituirà variante al medesimo, come previsto all'Art. 6 delle presenti Nta, e potrà essere eseguito tramite semplice deliberazione del Consiglio Comunale.

7. Il Piano operativo dovrà definire la fattibilità degli interventi sulla base della nuova pericolosità, una volta che essa sia stata approvata dalla Regione, e tener conto delle eventuali opere comprensoriali di prevenzione del rischio idraulico per la qualificazione delle opere e quantificazione degli oneri da richiedere ai nuovi interventi di trasformazione.

8. Dalla pubblicazione della Delibera consiliare di modifica del Quadro conoscitivo del Piano Strutturale con la nuova pericolosità idraulica, ogni decisione in merito agli interventi di trasformazione del territorio non conformi alla nuova pericolosità, dovrà essere sospesa fino all'avvenuta approvazione della variante al Piano Operativo che definirà la nuova fattibilità delle trasformazioni del territorio.

Art.34 Le strategie per un sistema integrato dei servizi

1. Lo sviluppo di "strategie per un sistema integrato dei servizi" deve essere inserito in una logica di area vasta, da perseguire con i comuni limitrofi di Agliana e Montale. Questi, assieme a Montemurlo hanno una popolazione complessiva di circa 50.000 residenti, dimensione adeguata per affrontare le problematiche sociali determinate dall'evoluzione demografica degli anni duemila, che ha rappresentato una novità sostanziale per i quadri conoscitivi degli strumenti urbanistici della Valle dell'Agna. Le problematiche riferite all'accoglienza e l'assistenza all'integrazione per gli immigrati comunitari ed extra comunitari, la coesistenza della popolazione giovanile di varie etnie e la necessità di formazione scolastica e culturale adeguata ai tempi, l'invecchiamento della popolazione hanno sicuramente rilevanza sovracomunale, ed hanno rilevanza non solo sociale ed economica, ma anche urbanistica.

2. Sono obiettivi strategici di riferimento:

  • - la predisposizione di servizi comprensoriali, con operatori specializzati dotati delle necessarie competenze in materia di accoglienza, l'assistenza e integrazione per gli immigrati comunitari ed extra comunitari, tramite l'integrazione tra le associazioni del territorio che si occupano della problematica, oltre che del coordinamento con le imprese del territorio e la costituzione di appositi servizi per la legalità delle nuove attività economiche. Il problema di rispondere a scala comprensoriale si pone anche per l'assistenza alla prima infanzia, in modo particolare per gli asili nido e gli spazi gioco, il cui ruolo fondamentale per l'integrazione dei nuovi arrivati è contrastato dai costi da sostenere, che potrebbero essere alleviati tramite sinergie tra i Comuni della Valle.
  • - Prevedere ed incentivare nuove forme abitative che garantiscano il più a lungo possibile l'autonomia dei nuclei familiari anziani, alternative alle residenze sanitarie assistenziali, come il co-housing o le senior community, incentivare l'accessibilità senza barriere degli spazi pubblici e privati e articolare i servizi ed il commercio di vicinato.
  • - Creare centri di servizio, assistenza e sostegno comprensoriali con personale qualificato, in posizione facilmente raggiungibile da mezzi pubblici ai quali la popolazione anziana possa rivolgersi in autonomia per le necessita che l'incremento costante dell'età della popolazione pone. Ciò permetterebbe di migliorare la qualità della vita di una buona parte della popolazione e limitare le già esigue risorse economiche delle Amministrazioni della Valle al miglioramento dei servizi ed alla assistenza della popolazione non più autonoma, sia in termini di assistenza post-ospedaliera che di assistenza sociale, riabilitativa ed infermieristica.
  • - Incentivare la partecipazione allo sviluppo culturale, ed una continua formazione dei ragazzi ma anche degli adulti. Per una maggiore qualità della vita è necessaria una sinergia tra i servizi istruzione e cultura dei tre Comuni ed una politica comune riguardo al mondo della scuola, poiché la piena cittadinanza ed i nuovi mercati del lavoro richiedono un grado di istruzione più elevato per la popolazione della Valle (specie per Montemurlo ed Agliana); la specificità del contesto socio-economico pone l'esigenza di consolidare nell'area una adeguata presenza di scuole secondarie in grado di formare la popolazione giovanile, di darle una identità in grado di supportare lo sviluppo sociale dell'area e di mitigare il fenomeno dell'abbandono scolastico, particolarmente significativo per la presenza di un forte polo industriale e di una consistente popolazione extracomunitaria. Ma anche di creare centri comprensoriali per lo studio della lingua e della cultura italiana, sia per adulti che per bambini e ragazzi, tenuti da insegnanti madrelingua cinesi, albanesi, pakistani, romeni.
  • - Creare ed incentivare centri di aggregazione ad uso pubblico, orti sociali collettivi, centri ricreativi e culturali, laboratori di cucina e co-working, tutti esclusivamente multietnici, dove la popolazione, di qualunque provenienza essa sia, possa incontrarsi, conoscersi e riconoscersi in un intento di integrazione culturale e generazionale.