Comune di Montemurlo

Disciplina del Piano Strutturale 2019

Art.35 Le strategie dello sviluppo sostenibile a livello comunale

1. Le strategie di sviluppo a livello comunale si inquadrano nelle strategie di sviluppo dell'ambito territoriale di riferimento e perseguono gli obiettivi specifici relativi agli assi strategici di cui al Titolo IV: la dimensione strategica comunale implementa ed integra la dimensione strategica di area vasta senza soluzione di continuità rispetto agli obiettivi, all'attuazione degli indirizzi ed alla concreta definizione delle azioni.

2. Il PS individua i seguenti obiettivi prioritari, da perseguire con coerenti azioni fin dal primo Piano Operativo:

  • - Qualità dell'ambiente e benessere della comunità, da perseguire attraverso azioni finalizzate alla tutela dell'ambiente e della salute e alla riduzione del rischio di danni sul territorio connessi alle calamità naturali, come indicato agli Art.33 e Art. 36
    Il sistema paesaggistico e naturalistico del Monteferrato, le reti ambientali, il controllo della vulnerabilità territoriale, la gestione delle potenzialità economico produttive del territorio aperto e rurale, il verde urbano e l'impronta ecologica del territorio urbanizzato, costituiscono tematiche fondamentali per il futuro ed il benessere dei cittadini di Montemurlo.
  • - Tutela e valorizzazione dei valori identitari, da perseguire attraverso azioni direttamente rivolte alla promozione del patrimonio paesaggistico ed ambientale, nel rispetto della disciplina statutaria del presente Piano, e in continuità con quelle già messe in atto con la gestione dell'Area Protetta del Monteferrato. come indicato all'Art. 36.
    La cultura, oltre a rappresentare un valore collettivo che unifica socialmente e accresce l'identità del territorio e della sua comunità, costituisce anche uno strumento di coesione ed integrazione tra popolazione autoctona ed immigrati. La predisposizione di politiche e azioni di conservazione e valorizzazione delle risorse territoriali contribuiscono ad aumentare il senso si appartenenza ma anche l'attrattività del Comune di Montemurlo.
  • - Sviluppo del territorio, da perseguire attraverso il riuso e la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente. Con l'applicazione di strumenti quali la perequazione urbanistica e territoriale, si potranno avere importanti ricadute sulla qualità e la disponibilità degli spazi e dei servizi pubblici, come indicato agli art 37 e Art. 51
    L'obiettivo cerca di contemperare l'esigenza di salvaguardare il territorio con quella di promuovere il suo ruolo, anche attraverso la creazione di sinergie con i Comuni limitrofi; a questo scopo si dovranno predisporre progetti nell'ambito dei finanziamenti europei (masterplan) e sviluppare le relazioni nel contesto economico-sociale e culturale con i Comuni dell'area pratese-pistoiese, senza dimenticare l'esigenza primaria di tutelare l'ambiente.
  • - Sviluppo e sostegno alle attività economiche da perseguire attraverso azioni finalizzate al consolidamento e alla riqualificazione del tessuto industriale/artigianale esistente, e al potenziamento e sviluppo delle attività produttive, manifatturiere, ma anche commerciali e direzionali del nostro territorio, come indicato agli Art.31 e 37.
    Montemurlo è ad alta vocazione imprenditoriale e il PS, in linea con quanto indicato a livello di strategia sovracomunale, intende agevolare l'imprenditoria in tutte le sue fasi attraverso una politica attenta alle esigenze della produzione e dell'occupazione.
  • - Qualità dei servizi e delle infrastrutture da perseguire attraverso azioni volte a implementare l'attuale dotazione di strutture culturali, sportive ricreative, sociali e sanitarie, garantendo una adeguata dotazione di servizi pro-capite alla persona, in un contesto che tenga conto dei ritmi di vita, dei tempi delle attività umane e delle diverse realtà urbane e territoriali.
    La creazione di una città efficiente, accogliente, solidale a misura degli abitanti, recuperando l'eventuale deficit di attrezzature e di spazi pubblici (pro capite)e favorendo l'organica ripartizione dell'offerta di dotazioni e servizi nelle diverse frazioni di Montemurlo, rappresenta una delle principali azioni strategiche che l'A.C. ha indicato per il nuovo PS.
  • - il rinnovo ecologico del patrimonio edilizio per rispondere, con un progetto organico, alla crescente esigenza di rinnovare radicalmente un patrimonio edilizio risalente agli anni '60 -'70, di bassa qualità, strutturalmente non adeguato ed inefficiente quanto a prestazioni energetiche;
  • - la domanda di edilizia sociale alla quale rispondere con azioni articolate e coerenti sulla base degli indirizzi contenuti nell'Art.63 della LR 65/2014.

3. Nella Tav.05, del Quadro Progettuale, sono schematicamente rappresentate le strategie dello sviluppo sostenibile a livello comunale in riferimento al territorio rurale ed al territorio urbanizzato, ed alla suddivisione in UTOE del territorio comunale.

Art.36 Il Territorio rurale

1. Il territorio rurale, ai sensi dell'Art. 64 della LR 65/2014, è costituito dalle aree agricole e forestali, dai nuclei ed insediamenti rurali, dalle aree ad elevato grado di naturalità, e dalle ulteriori aree che, pur ospitando funzioni non agricole, non costituiscono territorio urbanizzato.

2. Il PS detta indirizzi, al Piano Operativo ed ai successivi atti di governo del territorio per la disciplina del territorio rurale, sulla base della disciplina statutaria, in particolare gli artt.10, 11, 13 e 21 e degli obiettivi generali e strategici, sia di livello sovracomunale che di livello comunale.

3. Il territorio rurale, comprende i seguenti ambiti:

  • - Ambito dei Faggi di Javello (A1)
  • - Ambito del Monteferrato (A2)
  • - Ambito della collina boscata (A3)
  • - Ambito della collina urbana (A4)
  • - Ambito della piana agricola (A5)
  • - Ambito dell'Agna e dell'ortoflorovivaismo (A6)

riconosciuti come ambiti di paesaggio locale, all'art 21 delle presenti NTA.

4. Ambiti con funzioni prevalentemente ecosistemiche

4.1. Gli ambiti A1, A2 e A3, che comprendono aree naturali caratterizzate in prevalenza da boschi, praterie, pascoli, arbusteti, aree ripariali e aree umide, vengono riconosciuti dal PS come Ambiti con funzioni prevalentemente ecosistemiche; per tali ambiti vengono di seguito riportati gli Indirizzi per le politiche territoriali, riferite all'intero territorio comunale.

4.2. La strategia definita dal PS per gli Ambiti con funzioni prevalentemente ecosistemiche, è volta a recuperare relazioni di coerenza tra le componenti fisiche, naturali e antropiche che determinano la struttura e la funzionalità ecologica del territorio comunale, favorendo la conservazione, lo sviluppo e la differenziazione degli elementi naturali (biodiversità), nonché la conservazione, il potenziamento o il ripristino delle relazioni ambientali (connettività).

Essa trova specifica definizione nella disciplina relativa alle singole UTOE.

4.3 Gli obiettivi strategici di riferimento, che sono recepiti dalle politiche di settore dell'Amministrazione Comunale e dal PO, anche attraverso incentivi e specifiche disposizioni inerenti le trasformazioni territoriali (PA, piani aziendali, ecc.), sono i seguenti:

  1. a. Tutela della biodiversità, da perseguire:
    • - qualificando il sistema forestale, attraverso il contrasto alla diffusione delle specie forestali alloctone, l'avviamento all'alto fusto o il miglioramento dei boschi cedui in base ai principi della gestione forestale sostenibile;
    • - conservando e qualificando i sistemi naturali e seminaturali, che costituiscono i principali serbatoi di naturalità, con particolare riferimento a: il crinale boscato di Javello, le aree ofiolitiche del Monteferrato; il reticolo idrografico e le relative sponde; la vegetazione ripariale e le casse di espansione. Il PO recepisce e sviluppa le politiche di tutela per la biodiversità delineate dal PTC.
    • - completando le connessioni ecologiche lungo l'Agna e lungo il Bagnolo che diventano anche elementi per la fruizione del territorio,
    • - individuando le emergenze vegetazionali presenti e sottoponendole a specifiche norme di tutela attiva, mediante la definizione della disciplina per la cura, il mantenimento, la piantumazione degli elementi mancanti e la loro eventuale diffusione.
    • - promuovendo una disciplina che preveda interventi di difesa attiva e la ricostituzione delle sistemazioni agrarie collinari tradizionali
    • - garantendo sostegno all'agricoltura biologica e all'incremento della diversità ambientale nelle aree agricole (siepi, alberature, fasce di rispetto delle siepi, ripristino di sistemazioni idrauliche storiche);
  2. b. Potenziamento della connettività ambientale, da perseguire:
    • - conservando e qualificando le principali reti ecologiche comunali e sovracomunali (in particolare il corridoio fluviale dell'Agna e la matrice boscata di connessione, costituita dalle aree ofiolitiche del Monteferrato e dall'area boscata collinare);
    • - conservando e qualificando il reticolo idrografico minore che unisce la parte collinare con le aree di pianura;
    • - creando sistemi reticolari del verde urbano articolati e continui, costituiti da aree pubbliche e private, attenti alla diversificazione ambientale e connessi al territorio rurale nonché, ove presenti, alle rive fluviali;
    • - contenendo la frammentazione ambientale prodotta dalle infrastrutture della mobilità della pianura attraverso il mantenimento (o l'incremento) dei passaggi trasversali (corsi d'acqua minori e relative rive; spazi aperti; aree agricole ubicate a monte e a valle delle infrastrutture, ecc.);
    • - riducendo il consumo di suolo e migliorando i livelli di permeabilità ecologica della pianura.
  3. c. Tutela ed incremento della qualità ambientale, da perseguire:
    • - prevedendo specifiche misure di qualità ambientale riguardanti: permeabilità dei suoli, verde e connettività ecologica, risparmio energetico, fonti energetiche rinnovabili, inquinamento acustico, inquinamento del suolo e del sottosuolo, inquinamento elettromagnetico;
    • - migliorando la gestione dei rifiuti, riducendone la produzione e potenziando e ottimizzando i sistemi di raccolta differenziata e prevedendo adeguate attrezzature di servizio;
    • - potenziando le reti di depurazione delle acque di scarico e il controllo e la mitigazione degli inquinamenti: promuovendo un progetto complessivo di miglioramento della qualità delle acque, attraverso interventi sistematici di separazione tra acque nere e meteoriche, miglioramento degli standard di depurazione del complesso del Calice, prevedendo misure per la riduzione dei consumi idrici e il riutilizzo delle acque depurate e meteoriche;
    • - individuando di idonea disciplina per il controllo dello sfruttamento della risorsa acqua, che ne promuova il corretto uso, incentivando il ricorso a metodi e dispositivi tesi al risparmio idrico, alla raccolta e all'impiego delle acque meteoriche, al reimpiego delle acque reflue, alla valorizzazione del reticolo idrografico superficiale;
    • - realizzando gli interventi previsti nel Piano di azione comunale per la riduzione dell'inquinamento dell'aria, con incentivi al fine di ridurre l'emissione di PM10;
    • - incentivando la sostituzione delle coperture in amianto nei tessuti insediativi;
    • - predisponendo un Piano comunale di illuminazione pubblica, per favorire il risparmio energetico ed abbattere l'inquinamento luminoso, tutelando al contempo, soprattutto nel territorio rurale, la fauna selvatica e la qualità del paesaggio.

5. Ambiti con funzioni prevalentemente agricole

5.1 Gli ambiti A4, A5 e A6, che comprendono aree in prevalenza caratterizzate da attività rurali, vengono riconosciuti dal PS come Ambiti con funzioni prevalentemente agricole; per tali ambiti vengono di seguito riportati gli Indirizzi per le politiche territoriali, riferite all'intero territorio comunale.

5.2 La strategia definita dal PS per gli Ambiti con funzioni prevalentemente agricole, è volta a promuovere una moderna ruralità polifunzionale incentrata sulle attività agricole e sulle relative attività connesse, riconosciute come strategiche per garantire il presidio del territorio, la fornitura di prodotti di qualità e l'evoluzione qualitativa del paesaggio: a tale fine viene favorito il radicamento territoriale degli operatori agricoli, lo sviluppo di attività economiche di nicchia, l'integrazione dell'agricoltura con altre attività economiche locali.

5.3 Gli obiettivi strategici di riferimento, che sono recepiti dalle politiche di settore dell'Amministrazione Comunale e dal PO, anche attraverso incentivi e specifiche disposizioni di carattere urbanistico, sono i seguenti:

  • - Salvaguardare e valorizzare le risorse storiche, artistiche, architettoniche, paesaggistiche e naturalistiche che caratterizzano il paesaggio e concorrono alla definizione di una identità evolutiva del territorio comunale;
  • - Disciplinare l'uso e la trasformazione del patrimonio edilizio rurale (manufatti edilizi e spazi scoperti) nel rispetto dei caratteri tipologici e costruttivi tradizionali e preservandone le specifiche caratteristiche morfologiche nei rapporti col territorio circostante;
  • - Tutelare e valorizzare la maglia stradale storica, anche per favorire l'organizzazione di una rete di percorsi pedonali, ciclabili ed equestri in grado di collegare i siti di pregio ambientale e storico e per la promozione della valenza panoramica e paesaggistica dei tracciati viari.
  • - Salvaguardare e riqualificare paesaggisticamente le visuali e i percorsi panoramici mediante la conservazione dei rapporti visivi e dei coni visuali esistenti
  • - Perseguire la difesa del suolo, incentivando il recupero e la rifunzionalizzazione delle sistemazioni idraulico agrarie ovvero attraverso l'utilizzo di nuove tecniche che assicurino la raccolta e l'allontanamento delle acque di pioggia;
  • - Mitigare le condizioni di rischio idraulico, attraverso il contenimento dell'impermeabilizzazione del suolo, la manutenzione dei corsi d'acqua e delle opere idrauliche
  • - Sviluppare l'agricoltura polifunzionale, quale perno di una moderna ruralità polifunzionale integrata, con attività connesse capaci di integrare il reddito agricolo e di introdurre innovazioni nel territorio rurale. Tali attività comprendono l'agriturismo, la trasformazione dei prodotti agricoli a prevalente provenienza aziendale (cantine, frantoi e simili), la lavorazione, la promozione e la degustazione di prodotti agricoli aziendali, la vendita diretta dei prodotti agricoli a prevalente provenienza aziendale, di allevamento, i servizi di supporto all'agricoltura, la manutenzione ambientale;
  • - Favorire le attività agricole produttive garantendo la sostenibilità ambientale delle trasformazioni morfologiche e delle utilizzazioni di risorse naturali ad esse connesse, dando particolare particolare sostegno agli ordinamenti colturali tipici locali, all'arricchimento del mosaico colturale, al potenziamento delle superfici prative seminaturali e delle formazioni lineari, arboree e arbustive;
  • - Promuovere l'agricoltura professionale quale fonte di prodotti destinati ai mercati interni ed esterni, con capacità di promuovere l'immagine del territorio comunale, legando la qualità del prodotto alla qualità del territorio e del paesaggio.
  • - Promuovere l'agricoltura semiprofessionale e amatoriale quale fonte di prodotti destinati prevalentemente ai mercati locali, utilizzati per l'autoconsumo.
  • - Valorizzare il territorio rurale quale luogo qualificato per il turismo extralberghiero e della ricettività diffusa, dell'escursionismo culturale ed enogastronomico, delle attività all'aria aperta, della didattica, della formazione, delle attività sociali ed economiche compatibili con la conformazione paesaggistica del territorio, ad alta qualità di prodotto e a basso consumo di suolo;
  • - Creare un sistema ricettivo-ricreativo tale da consentire una fruizione dell'area collinare e delle sue risorse che non sia lesiva dell'ambiente, sia attraverso l'individuazione di aree e percorsi che consentano di fruire del verde del Monteferrato, sia attraverso l'individuazione di una serie di immobili che svolgano funzioni pubbliche o di uso pubblico, sia consentendo strutture ricettive che rifunzionalizzino gli edifici esistenti;
  • - La riqualificazione della aree degradate individuate nella Tav.QC05 che riguardano aree con la presenza di cantieri edili, aree estremamente parcellizzate destinate a orti poste in contesti paesaggistici di valore, le aree da bonificare;

5.4. Indirizzi del PS

Sono indirizzi del PS per i successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo per il PO:

  • - dettare una specifica disciplina relativa al recupero dei centri e nuclei storici e i loro ambiti di pertinenza definendo gli interventi compatibili con la salvaguardia dei valori paesaggistici ed ambientali;
  • - tutelare gli intorni territoriali delle emergenze storiche architettoniche isolate e delle ville-fattoria, per garantire la salvaguardia delle sistemazioni monumentali e paesaggistiche delle aree pertinenziali ed agricole ad essi connesse;
  • - individuare e definire una specifica disciplina per il recupero delle architetture rurali di rilevante interesse che garantisca anche il recupero dell'intorno ambientale di tali edifici;
  • - individuare e definire specifica disciplina riguardante gli interventi ammissibili sulla viabilità storica o di interesse panoramico che ne tuteli il tracciato, le opere ad esso complementari.
  • - preservare e adeguare la rete dei percorsi escursionistici e dei sentieri, nonché le vie che attraversano l'area collinare fino ai crinali, rafforzando le connessioni con le aree di pianura.
  • - conservare i rapporti visivi storicamente consolidati ed i coni di visuale, assicurare la fruibilità del panorama e la rimozione o mitigazione dei fattori di degrado visivo proteggendo in particolare gli elementi della percezione del paesaggio individuati nella Tav.QP01 - Patrimonio territoriale. Il PO dovrà prevedere apposita disciplina che tuteli le vedute esistenti;
  • - definire gli interventi, anche di bioingegneria, per il riassetto ed il riequilibrio idrogeologico ed il consolidamento dei versanti instabili, il ripristino dei canali di drenaggio delle acque, la conservazione e la manutenzione delle sistemazioni idraulico agrarie della collina arborata;
  • - definire una disciplina del territorio rurale che agevoli, compatibilmente con le norme sovraordinate, le attività produttive delle aziende agricole e le relative procedure autorizzative e che tenga conto dell'articolazione del territorio in ambiti di paesaggio locali di cui all'Art. 21. e dei morfotipi rurali di cui all'Art. 13. Le attività agricolo-forestali e le attività connesse all'agricoltura e all'allevamento, sia se esercitate in forma professionale o semiprofessionale, sia se esercitate in forma amatoriale, saranno assunte quali attività primarie per il presidio territoriale, la funzionalità ambientale e la riproduzione qualitativa del paesaggio; esse concorrono alla caratterizzazione economica e sociale del territorio comunale.
  • - promuovere i patti di filiera per favorire l'utilizzo dei prodotti agricoli locali di qualità negli esercizi di ristoro, nelle mense scolastiche e nelle mense aziendali del territorio comunale e nel territorio dei comuni contermini;
  • - definire una disciplina per il riuso del patrimonio edilizio esistente, che consenta l'insediamento di attività di tipo ricettivo e ricreativo, e per lo sviluppo di attività turistiche nel territorio;
  • - prevedere apposita disciplina per i cantieri edili presenti in territorio rurale che assicuri la mitigazione degli impatti sul paesaggio e adeguate misure di riqualificazione ambientale;
  • - prevedere apposita disciplina riguardante le aree rurali fortemente parcellizzate oppure demandare ad un apposito regolamento d'uso la pianificazione di queste aree soggette ad interventi di riqualificazione, per ciascuna delle quali dovrà essere elaborato uno schema di sistemazione complessiva della zona;
  • - individuare, in conformità con quanto indicato nei successivo paragrafo relativo ai "progetti prioritari di recupero paesaggistico - ambientale", le aree agricole periurbane, definendo le attività con esse compatibili e gli interventi ammissibili a sostegno di una agricoltura sociale e di prossimità, fortemente integrata con la residenza urbana e rurale.

6. La disciplina degli ambiti del territorio rurale, le perimetrazioni dei quali saranno definite dal PO, costituisce quadro di riferimento per l'elaborazione e definizione dei successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo per il PO, e non ha valore conformativo del regime dei suoli.

7. Il PS individua i seguenti Progetti prioritari di recupero paesaggistico-ambientale che interessano prevalentemente il territorio rurale e che sono indicati nella Tav.QP05:

  • - il progetto del Parco dell'Agna, mediante la riqualificazione e valorizzazione del corso del torrente omonimo;
  • - la riqualificazione dei corridoi ecologici fluviali;
  • - la rete delle connessioni verdi e degli spazi pubblici;
  • - la realizzazione di una rete turistico-ricettiva a Bagnolo.

7.1. Il progetto del Parco dell'Agna

Riguarda uno degli obiettivi strategici principali del PS, e consiste in un progetto di riqualificazione dell'ambito dell'Agna che tratta gli argini del torrente e le aree agricole limitrofe quali ambiti per la sperimentazione di politiche territoriali sostenibili nella prospettiva di realizzare un parco fluviale di congiunzione tra i comuni di Montale, Agliana e Montemurlo.

Il PO dovrà:

  • - definire il perimetro di un progetto integrato, d'intesa con il Comune di Montale,dell'ambito fluviale dell'Agna finalizzato a trovare soluzioni per migliorare i collegamenti esistenti.
  • - prevedere le modalità di connessione con Agliana mediante l'utilizzo dei percorsi esistenti intorno al Calice;
  • - definire un sistema di percorsi pedonali e ciclabili capaci di garantire una fruizione delle aree di pertinenza del corso d'acqua e il collegamento fra il sistema di attrezzature e servizi delle aree urbane che si attestano sul corso del torrente.

7.2. La riqualificazione dei corridoi ecologici fluviali

Interessa in primo luogo il corso dei torrenti Agna e Bagnolo, ma anche i corsi d'acqua minori che attraversano il territorio di Montemurlo. La riqualificazione è strettamente connessa all'individuazione dei contesti fluviali, ai progetti per la mitigazione del rischio idraulico, all'innalzamento della qualità ecosistemica del territorio ed alla realizzazione di una rete di percorsi e connessioni verdi capaci di valorizzarne la funzione ecologica e di favorirne la fruizione naturalistica.

I tre fossi (Stregale, Funandola e Meldancione) con le relative casse d'espansione caratterizzano paesaggisticamente l'intero ambito, delimitato ad est dalle aree ancora libere lungo il Bagnolo, e svolgono un ruolo strategico per la ricucitura dei tre centri e la formazione di un demanio pubblico di fruizione del territorio agricolo.

I tratti dei fossi Stregale, Funandola e Merdancione devono essere riqualificati e inquadrati all'interno di un sistema integrato e continuo del verde urbano.

7.3. La rete delle connessioni verdi e degli spazi pubblici

Alle aree agricole della Piana e alla rete di connessioni che la attraversano, il PS affida la funzione di struttura di collegamento tra i centri abitati e di sistema funzionale per la creazione del "progetto degli spazi pubblici". A questo progetto è affidata la funzione di struttura di connessione degli abitati con i sistemi ambientali e di rete di socializzazione dei cittadini, tramite la fruizione dei servizi e degli spazi verdi urbani ed ambientali.

L'ambito della Piana agricola è concepito come il cuore del sistema che rende accessibili l'area di salvaguardia ambientale del Monteferrato e il futuro parco dell'Agna, dai tre centri abitati del Comune.

La rete delle connessioni è costituita da:

  • - Il sistema degli argini dei corsi d'acqua e delle casse di espansione
  • - il sistema delle strade vicinali e comunali storiche, che consentano la fruizione delle aree agricole della piana e della collina
  • - l'asse di collegamento con "casa cave" che congiunge aree ricettive e didattico ricettive dell'area Protetta
  • - il completamento dell'asse del parco della piana incentrato sulla via selvavecchia come percorso di connessione tra Oste, Montemurlo ed il colle di Rocca.

Oltre alle connessioni verdi riguardanti i collegamenti tra abitati ed aree extra-urbane, si prevede che anche nell'area industriale vengano assicurate la dotazione e la continuità del verde urbano e del verde di connessione ecologica; tale attenzione dovrà essere posta anche ai collegamenti tra gli abitati e le zone commerciali che si sono formate dal 2003 ad oggi, in modo particolare a Bagnolo.

7.4. La realizzazione di una rete turistico-ricettiva a Bagnolo

Riguarda la creazione di un sistema turistico - ricettivo, in attuazione delle strategie di livello sovracomunale descritte all'Art. 32, nella zona posta ad ovest di Bagnolo, interessata dalla presenza di un notevole patrimonio storico-culturale.

La favorevole posizione dell'area, ben collegata da una serie di percorsi che la mettono in comunicazione con altre attività ben insediate (maneggi, impianti sportivi, che bene si relazionano con una struttura ricettiva), e la presenza di importanti edifici e complessi di alto valore storico architettonico, rappresentano sicuramente condizioni favorevoli per lo sviluppo di attività a carattere turistico-ricettivo in questa zona.

Oltre a costituire una possibile nuova attività economica, la funzione ricettiva appare appropriata per il recupero di due importanti complessi edilizi presenti nell'ambito, Villa del Parugiano e Podere il Vivaio, che, in linea con gli obiettivi del nuovo PS, potranno garantire la valorizzazione di una delle zone più attrattive del territorio comunale, l'area delle ville storiche montemurlesi.

8. Il PO dà coerente attuazione alle indicazioni del PS relative agli interventi di recupero sopraindicati, commisurandoli all'arco temporale di validità del piano ed attivando le iniziative e gli accordi, anche di livello sovracomunale, necessari alla loro realizzazione.

9. Il PO può inoltre definire e prevedere ulteriori interventi di recupero paesaggistico-ambientale aventi analoghe caratteristiche utilizzando e sviluppando anche i contenuti del programma di paesaggio previsto dai previgenti strumenti urbanistici.

Art.37 Il Territorio urbanizzato

1. Il territorio urbanizzato, ai sensi dell'Art. 4 LR 65/2014, è costituito dai centri e dai nuclei storici, dalle aree edificate con continuità dei lotti a destinazione residenziale, industriale e artigianale, commerciale, direzionale, di servizio,turistico-ricettiva, le attrezzature ed i servizi, i parchi urbani, gli impianti tecnologici, i lotti e gli spazi inedificati interclusi dotati di opere di urbanizzazione primaria

2. Il PS detta indirizzi, al Piano Operativo ed ai successivi atti di governo del territorio per la disciplina del territorio urbanizzato, sulla base della disciplina statutaria, in particolare gli artt.12, 14, 15 e 21, e degli obiettivi generali e strategici, sia di livello sovracomunale che di livello comunale.

3. Il territorio urbanizzato, comprende il sistema insediativo riconosciuto come ambito di paesaggio locale all'art 21 delle presenti NTA. Il sistema insediativo si articola nei seguenti ambiti territoriali, ambito residenziale e ambito produttivo, che contengono gli Indirizzi per le politiche territoriali, riferite all'intero territorio comunale.

4. Ambito residenziale

4.1. Comprende le parti della città a prevalente o esclusiva funzione residenziale, con presenza di spazi pubblici e di attività commerciali, terziarie e di servizio, ma anche le aree di frangia, prive di continuità e di connessioni con i tessuti consolidati o periferici, irrisolte negli assetti morfologici e funzionali interni e nelle relazioni con il territorio rurale del contorno.

La strategia definita dal PS per il sistema residenziale è volta a soddisfare, principalmente attraverso il recupero, la domanda di abitazioni legata alle giovani coppie e gli anziani, alla polverizzazione dei nuclei familiari, con particolare riguardo per le fasce sociali più deboli, e a rafforzare il ruolo identitario dei tre centri abitati di Montemurlo, Oste e Bagnolo quali capisaldi urbani principali.

4.2. Obiettivi strategici di riferimento

Gli obiettivi strategici di riferimento per qualificare il sistema insediativo residenziale, che sono recepiti dalle politiche di settore della Amministrazione Comunale e dal PO, anche attraverso incentivi e specifiche disposizioni di carattere edilizio e urbanistico, sono quelli di seguito elencati:

  • - la tutela e la valorizzazione dei nuclei storici che rappresentano gli aggregati fondativi del territorio anche attraverso il recupero e rifunzionalizzazione di parti non utilizzate o abbandonate.
  • - la definizione di previsioni in grado di assicurare la corretta gestione degli insediamenti di impianto storico, perseguendo la manutenzione, il recupero e la riqualificazione qualitativa e funzionale del patrimonio edilizio esistente e dei relativi spazi pertinenziali;
  • - favorire il miglioramento, la qualificazione e l'incremento delle dotazioni qualitative, prestazionali e quantitative del patrimonio edilizio esistente, anche in funzione di migliorare l'attrattività dei contesti urbani per l'accoglienza di nuovi nuclei familiari, mediante la definizione di una specifica disciplina che favorisca il riuso, la rigenerazione e l'adeguamento, tipologico, tecnologico e funzionale degli edifici;
  • - valorizzazione dell'identità dei tre abitati di Montemurlo, Oste e Bagnolo, mediante il recupero e la creazione di luoghi centrali quali perni del sistema degli spazi pubblici e l'insediamento di nuovi esercizi di vicinato lungo le vie individuate come centro commerciale naturale in ciascuna UTOE.
  • - incentivare il trasferimento in zona industriale delle imprese produttive che operano all'interno delle zone residenziali, tramite operazioni di sostituzione urbanistica che sostituiscano l'insediamento industriale con insediamenti compatibili con il carattere residenziale delle aree;
  • - assicurare la riqualificazione e/o rigenerazione, anche con strutturali interventi di "rottamazione" delle aree urbane degradate (variamente costituite da tessuti, insediamenti, edifici e manufatti) caratterizzate da evidenti e riscontrate condizioni di dequalificazione socio - economica o urbanistica, da elementi di criticità e problematicità connessi con la perdita d'uso, l'incuria o l'abbandono, ovvero costituite da parti obsolete, incongrue, decontestualizzate, prive di impianto, di scadente qualità architettonica e formale;
  • - garantire l'efficace e fattiva declinazione delle previsioni di sviluppo insediativo, che partendo dalla considerazione dagli spazi aperti inedificati, dei lotti interclusi e delle aree libere interne, definisca un disegno complessivo degli assetti insediativi ed infrastrutturali comprensivo della contestuale realizzazione degli spazi pubblici, degli standard urbanistici e delle dotazioni territoriali.;
  • - aumentare anche mediante l'applicazione dei principi di compensazione o perequazione urbanistica l'attuale dotazione di aree pubbliche destinate alla definizione di politiche e conseguenti azioni di qualificazione e sviluppo insediativo;
  • - incrementare la qualità e la dotazione ambientale del "gradiente verde" degli insediamenti esistenti con la prioritaria riqualificazione delle aree marginali e di frangia, assicurando la contestuale tutela degli elementi caratterizzanti e continui del paesaggio, mediante l'eliminazione di eventuali funzioni incompatibili, l'inserimento di nuove funzioni qualificanti e la ridefinizione dei margini urbani.

4.3. Indirizzi del PS

Sono indirizzi del PS per i successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo per il PO:

  • - prevedere una Disciplina che disponga:
    • - il recupero dell'impianto urbanistico originario dei nuclei storici, mediante la conservazione degli assetti originari e, previo uno studio particolareggiato che analizzi i rapporti tra edifici, pertinenze e percorsi;
    • - il recupero degli edifici storici che ne mantenga la tipologia originaria, previa analisi degli stadi successivi di ampliamento, e la conservazione delle caratteristiche strutturali e dell'impianto tipologico. Il rilievo e l'analisi dell'edificio e del suo intorno ambientale saranno preliminari necessari per ogni decisione in merito ai lavori ammissibili.
    • - riguardo all'edilizia esistente, che gli interventi di ampliamento degli edifici si inseriscano in modo armonico nel contesto insediativo, indicando gli allineamenti da rispettare, le quinte urbane da completare, le regole per interventi di sopraelevazione e frazionamento degli edifici.
  • - dato che l'identità del sistema residenziale deve essere focalizzata sui tre ambiti di Montemurlo capoluogo, Bagnolo ed Oste, ogni ambito deve avere sufficienti aree scolastiche, sportive e verdi di quartiere. Il PO pertanto deve prioritariamente individuare spazi ed edifici pubblici in grado di costituire un nucleo di aggregazione sociale e di riconoscimento della propria identità per la comunità locale; in secondo luogo, deve curare l'individuazione dei percorsi finalizzati alla fruizione del centro e delle aree di connessione verde tra gli insediamenti della piana
  • - consolidare la presenza e favorire l'insediamento di nuovi esercizi di vicinato lungo le vie individuate come centro commerciale naturale in ciascuna UTOE. Il Piano Operativo potrà stabilire una specifica disciplina per il reperimento dei parcheggi.
  • - individuare le eventuali condizioni di degrado urbanistico e/o di incompatibilità delle funzioni produttive in rapporto ai tessuti contermini e alla dotazioni territoriali esistenti, con specifico riferimento alla prossimità degli insediamenti residenziali, definendo previsioni ed interventi che ne consentano la prioritaria delocalizzazione, ovvero la dismissione, in favore di funzioni ritenute compatibili, con la seguente indicazione delle misure di perequazione e compensazione eventualmente ritenute necessarie;
  • - individuare una disciplina specifica per le aree produttive limitrofe ai tessuti residenziali in merito alle funzioni ammissibili prevedendo il contenimento degli eventuali emissioni inquinanti entro i limiti stabiliti per la residenza;
  • - gli interventi di riqualificazione urbanistica e di nuova costruzione dovranno favorire la realizzazione delle attrezzature previste nel sistema degli spazi pubblici e la realizzazione, l'incremento e la diversificazione dell'offerta di abitazioni con l'eventuale acquisizione gratuita all'amministrazione comunale di spazi urbanizzati da destinare alla realizzazione di edilizia residenziale pubblica e/o alla realizzazione di spazi, infrastrutture e attrezzature di interesse generale e di pubblica utilità.
  • - dovrà essere previsto negli insediamenti nelle aree di nuovo impianto, di sostituzione edilizia o riqualificazione funzionale che tali interventi abbiano come obiettivo di qualità un uso intensivo delle tecnologie a basso consumo energetico e a minor impatto ambientale.
  • - tutelare e valorizzare gli spazi aperti, i parchi e i giardini (pubblici e privati) di valore storico, documentale e testimoniale, nonché quelli che per consistenza, localizzazione spaziale e caratterizzazione vegetazionale, che costituiscono importanti aree di connessione ambientale con il territorio aperto;
  • - definire un programma per l'abbattimento delle barriere architettoniche e per migliorare l'accessibilità ai servizi e alle attrezzature pubbliche a partire dai percorsi inadeguati evidenziati nella tav QP06 - "Mappa dell'accessibilità dei percorsi per la fruizione delle funzioni pubbliche";
  • - individuare le attrezzature pubbliche, i servizi di interesse generale, gli spazi aperti pertinenziali e gli impianti con funzioni pubbliche e di uso pubblico esistenti, definendo indicazioni per l'adeguamento degli edifici e dei manufatti, per il miglioramento qualitativo e formale degli spazi aperti, nonché prescrizioni per la valorizzazione, razionalizzazione e/o l'incremento della consistenza dimensionale delle dotazioni;
  • - riqualificare gli insediamenti e i relativi margini urbani, previa ricognizione e classificazione degli spazi aperti non edificati e non urbanizzati, dei fondi rurali abbandonati, non utilizzati e residuali che hanno perso le destinazioni d'uso agricole, dei lotti liberi interclusi e delle aree non insediate comunque dotate delle essenziali dotazioni territoriali, al fine di promuovere forme di utilizzazione ed eventuale trasformazione (pubblica e/o privata), secondo gli obiettivi e i criteri guida indicati per i diversi morfotipi, come previsto all'Art. 12;
  • - Evitare la crescita insediativa lineare, soprattutto lungo la vecchia Montalese, disponendo la conservazione dei varchi inedificati del territorio rurale, il potenziamento del sistema reticolare del verde urbano e la riqualificazione degli argini dei corsi d'acqua

5. Ambito produttivo

5.1 Comprende aree a prevalente od esclusiva funzione produttiva, destinate a sostenere le attività industriali ed artigianali del Comune. A loro è affidata la funzione di sostegno allo sviluppo e mantenimento delle condizioni di benessere economico della società locale. Il Piano Strutturale riconosce il ruolo fondamentale svolto dalle imprese presenti sul territorio nell'ambito del distretto pratese ed il carattere strutturale dell'industrializzazione della piana La strategia definita dal PS per l'ambito produttivo è volta a rinnovare e potenziare il sistema industriale locale riconoscendogli un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico di Montemurlo.

5.2. Obiettivi strategici di riferimento

Gli obiettivi strategici di riferimento per qualificare l'ambito produttivo di Montemurlo, che sono recepiti dalle politiche di settore della Amministrazione Comunale e dal PO, anche attraverso incentivi e specifiche disposizioni di carattere edilizio e urbanistico, sono quelli di seguito elencati:

  • - promuovere d'intesa con i comuni di Agliana e Montale, in linea con le strategie di sviluppo sovracomunale di cui al Tiolo IV delle presenti nta, la gestione unitaria delle aree Produttive;
  • - garantire la permanenza delle attività produttive industriali, artigianali, commerciali, direzionali, turistico - ricettive, e promuovere il loro sviluppo, mediante la definizione di specifiche discipline che favoriscano l'efficace manutenzione e gestione, ovvero l'adeguamento tipologico, tecnologico e funzionale degli edifici, dei manufatti delle infrastrutture e degli impianti;
  • - favorire il pieno e fattivo utilizzo del patrimonio edilizio produttivo esistente, con particolare riferimento ai volumi ed ai contenitori inutilizzati nella città consolidata, in modo da ampliare l'offerta di mercato, anche favorendo lo sviluppo di nuove forme di impresa, incentivando il comparto terziario, la libera professione e le iniziative del terzo settore, garantendo la flessibilità nel cambio d'uso da una funzione all'altra, o per l'esercizio dell'attività d'impresa.
  • - promuovere la formazione di aree produttive ecologicamente attrezzate - APEA, anche nelle zone del tessuto produttivo consolidato
  • - assicurare la riqualificazione e/o rigenerazione, anche con interventi di "rottamazione" delle aree urbane degradate, caratterizzate da evidenti condizioni di dequalificazione socio - economica o urbanistica, da elementi di criticità e problematicità connessi con la perdita d'uso, l'incuria o l'abbandono, ovvero costituite da parti obsolete, incongrue, decontestualizzate, prive di impianto, e di scadente qualità architettonica e formale;
  • - garantire l'efficace e fattiva declinazione delle previsioni di sviluppo insediativo, che partendo dalla considerazione dagli spazi aperti inedificati, dei lotti interclusi e delle aree libere interne, definisca un disegno complessivo degli assetti insediativi ed infrastrutturali, comprensivo della contestuale realizzazione degli spazi pubblici e delle dotazioni territoriali; Le aree ancora libere all'interno del sottosistema della produzione, sono destinate ad insediamenti industriali e terziari di servizio allo sviluppo produttivo; il loro utilizzo deve essere motivato sulla base delle esigenze dell'impresa che si intende insediare o delocalizzare.
  • - incrementare la qualità e la dotazione ambientale del "gradiente verde" degli insediamenti esistenti con la prioritaria riqualificazione delle aree marginali, assicurando la contestuale tutela degli elementi caratterizzanti e continui del paesaggio, mediante l'eliminazione di eventuali funzioni incompatibili, l'inserimento di nuove funzioni qualificanti e la ridefinizione dei margini urbani;
  • - promuovere la realizzazione di assi commerciali e il potenziamento dei poli commerciali esistenti secondo quanto previsto per il progetto prioritario "la riqualificazione degli assi e dei poli del commercio" riportato nei paragrafi seguenti. Non è prevista all'interno del territorio comunale la realizzazione di nuove grandi strutture di vendita. L'eventuale realizzazione di aggregazioni di medie strutture di vendita, potrà avvenire prioritariamente attraverso operazioni di riconversione/sostituzione degli edifici produttivi esistenti o potenziamento dei poli commerciali esistenti, previa verifica di sostenibilità ai sensi dell'Art. 26 della Lr 65/2014.
  • - individuare una disciplina urbanistica adeguata per la gestione degli isolati residenziali esistenti nei tessuti produttivi

5.3. Indirizzi del PS

Sono indirizzi del PS per i successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo per il PO:

  • - dare attuazione agli obiettivi riportati nel Protocollo d'intesa stipulato con Montale ed Agliana, ed indicati nelle strategie di sviluppo sovracomunale di cui al precedente titolo IV delle presenti nta.
  • - prevedere il riordino della viabilità e della sosta con l'inserimento di infrastrutture adeguate alla movimentazione del trasporto merci, la razionalizzazione degli accessi alle singole aree e ed ai comparti nel loro insieme, allo scopo di fluidificare la maglia viaria principale di servizio agli insediamenti stessi; la creazione di fermate attrezzate per il servizio di trasporto pubblico di collegamento con la stazione di Montale.
  • - garantire il sostegno alla digitalizzazione delle imprese, l'utilizzo della banda larga, nell'ambito del potenziamento generale delle tecnologie della informazione e della comunicazione;
  • - individuare una adeguata disciplina degli interventi ammissibili sugli edifici esistenti che garantisca la permanenza e lo sviluppo delle funzioni produttive, anche con previsioni volte all'incremento delle dotazioni funzionali e prestazionali degli immobili, individuando categorie e tipologie di intervento che consentano la manutenzione, la ristrutturazione, la sostituzione, l'ampliamento, ovvero gli interventi pertinenziali necessari allo svolgimento delle attività di impresa (volumi tecnici, strutture e manufatti temporanei, impianti e tecnologie specializzate, logistica, ecc.), con particolare riguardo per gli interventi di adeguamento degli immobili alle esigenze di sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • - realizzare e gestire in modo unitario ed integrato le infrastrutture ed i servizi idonei a garantire la prevenzione dall'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, la tutela della salute e della sicurezza, la riduzione delle pressioni ambientali, il contenimento del rumore e la corretta gestione dell'intero ciclo dei rifiuti, nonché il risparmio e l'efficienza energetica.
  • - prevedere incentivi per la sostituzione degli edifici esistenti, finalizzata ad un rinnovo dell'edificato ormai obsoleto e degradato;
  • - prevedere una specifica disciplina per l'attuazione delle aree libere potenzialmente edificabili presenti nel distretto industriale, il cui utilizzo dovrà avvenire, sulla base delle esigenze dell'impresa che si insedia e di un programma di investimento industriale, coerente con gli obiettivi che assumerà il Piano Operativo in merito alla riqualificazione degli abitati, alla differenziazione delle attività di distretto ed alla crescita tecnologica per il quinquennio di validità;
  • - nelle aree di completamento edilizio, dovranno essere adottate soluzioni progettuali di qualità funzionale, estetica e paesaggistica in grado di assicurare il più congruo inserimento dei nuovi manufatti nei comparti interessati, con specifica attenzione alla qualità architettonica e tipologica, agli arredi urbani e vegetazionali, ma anche alla riduzione del fabbisogno energetico ed idrico, all'incremento dell'utilizzazione di energie e risorse idriche rinnovabili, alla ulteriore incremento della raccolta differenziata.
  • - Aumentare il gradiente verde delle aree produttive, previo riconoscimento degli spazi aperti che - per consistenza, localizzazione spaziale e caratterizzazione vegetazionale - costituiscono importanti aree per il potenziamento e il mantenimento del verde urbano degli insediamenti e delle connessioni ambientali con il territorio aperto.
  • - riqualificare gli insediamenti e i relativi margini urbani, previa ricognizione e classificazione degli spazi aperti non edificati e non urbanizzati, dei fondi rurali abbandonati, non utilizzati e residuali che hanno perso le destinazioni d'uso agricole, dei lotti liberi interclusi e delle aree non insediate comunque dotate delle essenziali dotazioni territoriali, al fine di promuovere forme di utilizzazione ed eventuale trasformazione (pubblica e/o privata), secondo gli obiettivi e i criteri guida indicati per i tessuti produttivi.
  • - Individuare specifici ambiti, distribuiti lungo i principali assi viari, in cui prevedere apposita una disciplina delle funzioni che consenta l'inserimento di attrezzature commerciali mediante la conversione degli edifici esistenti, sulla base di uno studio dettagliato delle infrastrutture stradali esistenti della dotazione di spazi di sosta e a condizione che siano rispettate le condizioni,
  • - prevedere una specifica normativa per gli isolati residenziali situati all'interno dei tessuti produttivi, che consenta il mantenimento delle famiglie esistenti, e che favorisca la conversione verso usi compatibili del tessuto produttivo che li circonda, prediligendo attività direzionali ricettive o di servizio per l'impresa;

6. La disciplina di tali ambiti, le perimetrazioni dei quali saranno definite dal PO, costituisce quadro di riferimento per l'elaborazione e definizione dei successivi atti di governo del territorio ed in primo luogo per il PO, e non ha valore conformativo del regime dei suoli.

7. Il PS, nell'ambito del territorio urbanizzato, individua i seguenti progetti prioritari di riqualificazione e rigenerazione urbana che sono indicati nella Tav.QP05:

  • - la creazione e potenziamento di poli urbani e servizi
  • - la riqualificazione degli assi e dei poli del commercio
  • - la riqualificazione dei margini urbani
  • - la riqualificazione diffusa delle aree degradate

7.1 La creazione ed il potenziamento di poli urbani e di servizi, è finalizzato a consolidare la struttura reticolare e policentrica del sistema insediativo locale attraverso il consolidamento o la creazione di centralità urbane e di poli specializzati di attrezzature e di servizi, secondo le indicazioni di Tav.QP05.

In particolare il progetto riguarda:

  • - la realizzazione del "Nuovo centro cittadino di Montemurlo nell'area dell'ex campo sportivo - ex PG1", in linea con quanto previsto da PIU - progetto di innovazione urbana M+M, presentato assieme al Comune di Montale;
  • - la creazione di un centro per la frazione di Oste, mediante interventi di rigenerazione urbana nell'area della "ex fabbrica rossa";
  • - il potenziamento delle infrastrutture nell'area della Bicchieraia, ex area IRF1, che consentirebbe la riqualificazione complessiva della zona, soprattutto grazie alla realizzazione, su via Tagliamento, di una struttura socio-sanitaria pensata in particolare per la popolazione anziana, e destinata a rispondere anche alle esigenze dei comuni limitrofi.

7.2 La riqualificazione ed il potenziamento degli assi e dei poli del commercio, è finalizzata ad elevare la qualità e l'attrattività dei centri commerciali naturali dei 3 centri abitati, da attuare anche sulla base delle indicazioni dell'Art. 29 della Disciplina del Piano del PIT; inoltre è indirizzata a riqualificare, potenziare ed attrezzare i due principali ambiti commerciali del Comune: l'area commerciale di Bagnolo in via di Vittorio, e l'asse di via Milano-via Scarpettini, caratterizzati dalla presenza di numerose attività commerciali che per la maggior parte sono andate a riutilizzare edifici industriali dismessi.

7.3 La riqualificazione dei margini urbani da perseguire con azioni coerenti di riordino, completamento e cucitura dei tessuti urbani sfrangiati sul confine fra città-campagna con prioritaria attenzione ai margini del capoluogo, della frazione del Mulino, del complesso di San Carlo e del margine nord di Oste, come indicato nella Tav.QP05.

7.4 La riqualificazione diffusa delle aree degradate è da perseguire con prioritaria attenzione alle aree degradate poste in luoghi strategici per la riqualificazione del tessuto residenziale e ai manufatti produttivi dismessi e sottoutilizzati, collocati in contesti inidonei, come specificato nella successiva disciplina delle UTOE.

8. il PO individua e perimetra le aree degradate negli ambiti e nei contesti sopraindicati e ne definisce le condizioni di degrado ai sensi dell'Art.123 della LR 65/2014;

9. Il Piano Operativo dà coerente attuazione alle indicazioni del PS relative agli interventi di riqualificazione e di rigenerazione urbana sopraindicati, commisurandoli all'arco temporale di validità del piano ed attivando le iniziative e gli accordi, anche di livello sovracomunale, necessari alla loro realizzazione. Il PO può inoltre definire e prevedere ulteriori interventi di riqualificazione urbana aventi analoghi contenuti e finalità

Art.38 Unità Territoriali Organiche Elementari

1. Ai sensi dell'Art. 92, comma 4, lettera a), della LR 65/2014, il PS individua le Unità territoriali organiche elementari (UTOE), finalizzate al raggiungimento di un equilibrio fra il numero delle persone stabilmente insediate e la loro necessità di servizi e attrezzature per lo svolgimento delle attività quotidiane. Le UTOE sono anche il "luogo" in cui le strategie dello sviluppo sostenibile, definite sia alla scala di area vasta che alla dimensione comunale, sono articolate in obiettivi specifici ed indirizzi da perseguire ed attuare nei successivi atti di governo del territorio, ed in primo luogo nel Piano Operativo.

2. Attraverso le UTOE, il PS definisce il quadro di riferimento per l'attuazione nel PO degli obiettivi contenuti nella Parte III delle Nta del PS, relativa alla strategia delle sviluppo sostenibile e finalizzata a perseguire il miglioramento delle condizioni complessive di qualità della vita della comunità e dei rispettivi territori di appartenenza. L'organicità, il disegno e la denominazione delle UTOE sono dati dalle relazioni geografiche, culturali e socio - economiche che si sono storicamente e tradizionalmente instaurate in un determinato territorio, riconosciuto in unità (UTOE) che il PS intende mantenere, consolidare e valorizzare.

3. Le Unità Territoriali Organiche Elementari del Comune di Montemurlo, sono:

  1. UTOE 1 - Montemurlo, che comprende l'abitato tra il Mulino e Fornacelle al di sopra della nuova provinciale Montalese;
  2. UTOE 2 - Bagnolo che comprende tutto l'abitato lungo il Bagnolo e la zona industriale situata fra la nuova provinciale Montalese e il torrente Bagnolo;
  3. UTOE 3 - Oste che comprende sia l'abitato che l'area industriale posta fra i torrenti Agna e Bagnolo;
  4. UTOE 4 - Monteferrato che comprende tutta l'Area di salvaguardia ambientale del Monteferrato.

4. Le UTOE sono individuate nella Tav.QP05. All'interno di ciascuna UTOE sono distinti gli ambiti del territorio urbanizzato e gli ambiti del territorio rurale.

5. Gli ambiti del territorio urbanizzato e del territorio rurale, sono individuati dal PS al fine di delineare un quadro progettuale e un disegno strutturale di lungo periodo verso cui tendere; organico ed integrato in rapporto ai diversi caratteri territoriali, ritenuto in grado di esprimere ed esplicitare i principali contenuti dei futuri quadri previsionali strategici del PO e degli altri strumenti della pianificazione urbanistica.

6. Per ogni UTOE, nel Capo 2 del presente Titolo, il PS indica sinteticamente:

  • - le dimensioni massime ammissibili dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni previste all'interno del territorio urbanizzato, sulla base dei criteri di cui all'Art.40,
  • - le dimensioni massime ammissibili dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni previste all'esterno del territorio urbanizzato, di cui all'Art. 39,
  • - la verifica degli standard urbanistici rispetto alla popolazione residente al 31.12.2016 ed i conseguenti fabbisogni per soddisfare le dotazioni minime richieste dal Piano all'Art. 34 e dal DM 1444/1968,
  • - le strategie dello sviluppo sostenibile distinte fra il territorio rurale ed il territorio urbanizzato, sulla base degli indirizzi generali di cui ai precedenti artt. 36 e 37.

Art.39 Previsioni di trasformazione all'esterno del territorio urbanizzato

1. Il PS individua, ambiti (contraddistinti in cartografia da apposita simbologia e indicazione numerica) ove si prevedono trasformazioni non residenziali comportanti impegno di nuovo suolo non edificato posto all'esterno del perimetro del territorio urbanizzato che la conferenza di copianificazione, di cui all'Art. 25 della L.R. 65/2014, tenutasi in data 4 luglio 2017, ha ritenuto conformi alla disciplina del PIT/PPR.

2. Il PS nella tavola QP05 individua gli ambiti che potranno essere dedicati all'attuazione dei suddetti interventi. Gli interventi sono disciplinati e dimensionati nel titolo V della presente normativa.

3. Il PS individua i seguenti ambiti:

  1. A. Ambiti per la realizzazione di attività produttive
    1. A.1) nuova area produttiva a Popolesco
  2. B. Ambiti finalizzati a funzioni di servizio e ricettive
    1. B.1 Area con struttura ricettiva a Casa Cave
    2. B.2 Campo solare - Monteferrato
    3. B.3 Impianti sportivi in loc. Santorezzo
    4. B.4 Nuovo cimitero in loc. Cafaggio
    5. B.5 Ampliamento maneggio in loc. Cafaggio
    6. B.6 Ampliamento maneggio in loc. La Querce
    7. B.7 Attrezzature ricettive in loc. Bagnolo.
  3. C. Ambiti finalizzati alla realizzazione di nuovi collegamenti viari
    1. C.1 Previsione di nuovo collegamento e attraversamento del torrente Agna

4. Ambiti per la realizzazione di attività produttive

A.1 Nuova area produttiva in zona "Popolesco" per l'inserimento di nuove attività artigianali o industriali.

Tale ambito è finalizzato prioritariamente a favorire:

  • - la creazione di un'ampia zona industriale di interesse sovracomunale
  • - il riordino dell'infrastrutturazione esistente con specifico riferimento alla realizzazione di una interconnessione nord sud alternativa a via scarpettini;
  • - la contestuale riorganizzazione dei tessuti esistenti e riqualificazione del margine urbano;
  • - il completamento della connessione verde di filtro tra i tessuti.

L'individuazione del suddetto ambito deve essere accompagnata da contestuali misure di azioni funzionali:

  • - i nuovi insediamenti devono sempre porsi in continuità con l'esistente, considerando l'ubicazione, la forma e la consistenza delle potenziali nuove parti urbane come il mezzo attraverso il quale migliorare i tessuti esistenti attraverso la dotazione di spazi pubblici a verde e a parcheggio, il miglioramento complessivo delle modalità di organizzazione della mobilità e dei servizi territoriali delle aree produttive di cui risultano completamento;
  • - i nuovi insediamenti dovranno prevedere e progettare una fascia a verde di mitigazione e ambientazione funzionale alla qualificazione del margine urbano che vanno a costituire, creando verso l'esterno quinte urbane decorose e compiute nella forma e nelle funzioni (filari vegetati e arborati, siepi, argini inerbiti, ecc.).

5. Ambiti finalizzati a funzioni di servizio e ricettive

B.1 Area con struttura ricettiva a Casa Cave che interessa l'area di proprietà comunale costituita da un fabbricato rurale e da vari appezzamenti di terreno per una superficie complessiva di circa 100 ettari.

Tale ambito è finalizzato:

  • - al recupero dell'edificio esistente a destinazioni didattico ricettive per lo svolgimento di attività di educazione ambientale
  • - alla realizzazione di un area di sosta per campeggiatori per sole tende per una capienza complessiva di 50 posti

L'individuazione del suddetto ambito deve essere accompagnata da contestuali misure di mitigazione ambientale:

  • - l'area dell'insediamento dovrà in ogni caso risultare permeabile ed essere mantenuta priva di pavimentazioni;
  • - nella ristrutturazione dell'edificio e nella realizzazione dell'eventuale ampliamento dovrà essere particolarmente curata la compatibilità con il contesto ambientale;
  • - dovranno essere previsti idonei sistemi di raccolta delle acque piovane della copertura degli edifici per il loro riutilizzo a fini irrigui;
  • - dovrà essere prevista la realizzazione di impianti di produzione di energia necessari al fabbisogno energetico dell'edificio e delle attrezzature presenti;
  • - l'approvvigionamento idrico, dovrà avvenire autonomamente mediante pozzi;
  • - lo smaltimento dovrà essere autonomo, previa valutazione di tipo idrogeologico, con particolare predilezione verso sistemi chiusi di tipo naturale come la fitodepurazione.

B.2 Campo solare

L'ambito interessa un'area posta lungo l'asse principale di fruizione dell'area di salvaguardia naturale del Monteferrato, che collega il centro visite del Borghetto di bagnolo, il lago di proprietà di Publiacqua e Casa Cave.

Tale ambito è finalizzato alla:

  • - realizzazione di un'area attrezzata per il tempo libero e per attività ricreative all'aperto;
  • - valorizzazione dell'asse di frizione, mediante ripristino e riqualificazione del percorso esistente;
  • - realizzazione di una struttura ricettiva da destinare a centro servizi e ristoro.

L'individuazione del suddetto ambito deve essere accompagnata da contestuali misure di mitigazione ambientale:

  • - l'area deve mantenere un contesto del tutto naturale integrandosi con i caratteri del paesaggio circostante;
  • - la nuova struttura deve essere, sia dal punto di vista morfologico che architettonico, integrata nel paesaggio circostante, rispettando per la sua realizzazione i caratteri morfolofigici dell'area;
  • - devono essere utilizzate tecnologie a basso consumo energetico e a minor impatto ambientale.
  • - nelle successive fasi progettuali relative ai sopra richiamati interventi B1 e B2, i relativi progetti dovranno essere sottoposti a valutazione di incidenza ai sensi dell'Art. 88 della LR 30/2015 e pertanto corredati ciascuno da uno specifico Studio d'incidenza che consideri gli ambiti di intervento nonché le aree interessate dalle diverse e ulteriori attività, poste all'interno o in prossimità del Sito IT5190002, individuando interventi di mitigazione adeguati, in conformità a quanto disposto dalla Del.G.R. n. 1223/15 in merito alle misure di conservazione.
  • - tale studio di incidenza deve essere esteso all'ambito delle diverse aree di proprietà comunale ricadenti all'interno del Sito, a possibile destinazione agricolo-forestale o ricreativa, adottando una visione unitaria che tenga conto delle specifiche caratteristiche ecologico-produttive e individui le modalità di gestione più idonee.

B.3 Impianti sportivi in loc. Santorezzo da localizzare nell'ambito compreso tra il torrente Bagnolo a sud della nuova provinciale Montalese.

Tale ambito è finalizzato:

  • - a dare attuazione al progetto di messa in sicurezza e/o bonifica dell'area dell'ex tiro a volo;
  • - alla eventuale realizzazione di nuove attrezzature sportive.
  • - alla riqualificazione e valorizzazione delle aree rurali periurbane e potenziamento della fruibilità dell'area.

L'individuazione del suddetto ambito deve essere accompagnata da contestuali misure di mitigazione ambientale:

  • - delimitazione sulla base del piano di caratterizzazione dell'area contaminata posta a est dell'edificio denominato l'Olmo;
  • - messa in sicurezza e/o bonifica dell'area mediante un riutilizzo compatibile, ivi compresa la destinazione a vivaio in vasetteria e ad attività florovivaistiche;
  • - la realizzazione dell'area sportiva deve rispettare la trama agricola esistente, mantenendo la permeabilità dei suoli e rispettando il reticolo idrografico e la rete scolante.
  • - deve essere mantenuto il livello di connetttività ecologica anche mediante il potenziamento o la ricostituzione di una fascia di rinaturalizzazione lungo il Torrente Bagnolo.

B.4 Nuovo cimitero in loc. Cafaggio, da localizzare nell'ambito della piana agricola, nell'area di proprietà pubblica delimitata a Nord ovest dal Fosso Funandola e da via Scarpettini e a est e sud dalle aree agricole.

Tale ambito è finalizzato al:

  • - potenziamento dei servizi cimiteriali esistenti
  • - la realizzazione di viabilità di servizio al cimitero con relativi spazi di sosta e completamento della messa in sicurezza di via scarpettini con la realizzazione di una nuova rotonda.

L'individuazione del suddetto ambito deve essere accompagnata da contestuali misure di mitigazione ambientale, che prevedano la limitazione, per quanto possibile della impermeabilizzazione dell'area, e la realizzazione di fasce verdi di mitigazione ambientale.

B.5 Ampliamento del maneggio in loc. Cafaggio, che interessa un'area sportiva ricettiva già realizzata mediante attuazione del vigente Regolamento Urbanistico 2010.

Tale ambito è finalizzato alla:

  • - realizzazione di un 'opera di riduzione del rischio idraulico
  • - potenziamento della offerta sportivo ricettiva
  • - riqualificazione e valorizzazione delle aree rurali periurbane e potenziamento della fruibilità dell'area.

L'individuazione del suddetto ambito deve essere accompagnata da contestuali misure di mitigazione ambientale:

  • - tutti gli interventi devono tendere alla conservazione degli elementi tipici del paesaggio agrario ancora integri e privilegiare tecniche a basso impatto ambientale
  • - eventuali recinzioni dovranno essere realizzate in materiali vegetali e dovranno tener conto della percorribilità delle aree

B.6 Ampliamento del maneggio in loc. La Querce, che interessa un'area ricadente nell'ambito della pianura agricola.

Tale ambito è finalizzato al:

  • - potenziamento della offerta sportivo ricettiva
  • - riqualificazione e valorizzazione delle aree rurali periurbane e potenziamento della fruibilità dell'area.
  • - realizzazione di opere di risistemazione e infrastrutturazione delle aree agricole circostanti;

L'individuazione del suddetto ambito deve essere accompagnata da contestuali misure di mitigazione ambientale:

  • - tutti gli interventi devono tendere alla conservazione degli elementi tipici del paesaggio agrario ancora integri e privilegiare tecniche a basso impatto ambientale
  • - eventuali recinzioni dovranno essere realizzate in materiali vegetali e dovranno tener conto della percorribilità delle aree

B.7 Attrezzature ricettive in loc. Bagnolo: l'area ricade nell'ambito della pianura agricola e riguarda il recupero di due edifici esistenti a destinazione ricettiva.

Tale ambito è finalizzato al:

  • - potenziamento della offerta ricettiva del territorio
  • - la valorizzazione della villa del Parugiano, edificio di rilevante valore storico e architettonico, da destinare a struttura ricettiva prevedendo in ampliamento la realizzazione di una sala per ricevimenti;
  • - il recupero di un complesso rurale di rilevante interesse testimoniale e relativo intorno ambientale da destinare sempre a struttura ricettiva e alla realizzazione di un centro benessere.

L'individuazione del suddetto ambito deve essere accompagnata da contestuali misure di mitigazione ambientale:

  • - gli interventi riguardanti la villa devono bene integrarsi all'interno della pertinenza della villa, sia per l'uso dei materiali che per le forme architettoniche e in modo in modo da non recare disturbo visivo ad eventuali vedute panoramiche da e per la villa;
  • - per quanto riguarda gli interventi di recupero dell'edificio rurale, devono essere realizzati in modo da conservarne la tipologia e la composizione architettonica.
  • - tutti gli interventi devono tendere alla conservazione degli elementi tipici del paesaggio agrario.

6. C. Ambiti finalizzati alla realizzazione di nuovi collegamenti viari

Ambito C.1, che riguarda la previsione di nuovo collegamento e attraversamento del torrente Agna; l'ambito individua un corridoio infrastrutturale finalizzato a promuovere uno studio di fattibilità, d'intesa con il Comune di Montale, volto a risolvere il nodo del Ponte all'Agna, in quanto risulta di sezione insufficiente per i due sensi di marcia e per una corsia protetta per destinata alla mobilità dolce.

Lo studio di fattibilità dovrà valutare, anche tenendo conto dei problemi dovuti al rischio idraulico dell'area, sia la possibilità di adeguare la sezione del ponte attuale sia la realizzazione di un bypass alternativo o complementare al ponte esistente. L'intervento dovrà essere realizzato in modo da non interrompere la connessione ecologica costituita dall'Agna.

Art.40 Criteri per il dimensionamento dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni

1. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 92 comma 4 lettera c) della LR 65/2014, il dimensionamento complessivo dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni previste all'interno del Perimetro del territorio urbanizzato indicato dal PS, ossia le dimensioni massime sostenibili degli insediamenti tali da garantire la compatibilità complessiva delle trasformazioni territoriali - da attuarsi con più PO e strumenti della pianificazione urbanistica - è verificato nell'ambito del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) in riferimento al grado di vulnerabilità e riproducibilità delle risorse, delle strutture e delle componenti costitutive del Patrimonio territoriale.

2. Il dimensionamento non comprende le previsioni, comunque denominate, esterne al Perimetro del territorio urbanizzato e quelle concernenti la localizzazione di nuovi impegni di suolo oggetto di Conferenza di copianificazione di cui al precedente articolo 39.

3. Il dimensionamento è espresso dal P.S. in metri quadrati (mq) di SE - Superficie edificabile, ed ai sensi dell'Art. 6 del DPGR n. 32 del 5/7/2017, è articolato secondo le seguenti categorie funzionali:

  1. a) residenziale (pubblica e privata);
  2. b) industriale e artigianale;
  3. c) commerciale al dettaglio;
  4. d) turistico- ricettiva;
  5. e) direzionale e di servizio;
  6. f) commerciale all'ingrosso e depositi

4. Il dimensionamento dell'edilizia residenziale sociale di cui all'articolo 63 della LR 65/2014 è ricompreso nel dimensionamento della funzione residenziale.

Il dimensionamento della funzione turistica-ricettiva può essere calcolato anche in posti letto sulla base del rapporto 1 posto letto /30 mq SE.

5. Secondo le categorie funzionali sopra indicate, il dimensionamento del PS è altresì articolato separatamente con riferimento a:

  • - Nuovi Insediamenti, ovvero alle previsioni comprendenti interventi di nuova edificazione da attuare attraverso le trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi di cui all'articolo 95, comma 3, lett. a), c), d), e) della LR 65/2014;
  • - Nuove Funzioni, ovvero alle previsioni comprendenti interventi sul patrimonio edilizio esistente da attuare attraverso le trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi cui all'articolo 95, comma 3, lett. a), b), c), e) della LR 65/2014.

6. Nel dimensionamento del PS, definito secondo quanto indicato ai precedenti commi, sono inoltre computati i dimensionamenti dei Piani attuativi di iniziativa privata, convenzionati e i Piani attuativi di iniziativa pubblica approvati ancora efficaci alla data di adozione dello stesso PS.

7. Nel dimensionamento del PS, non sono computati (e, conseguentemente, non sono comunque da computare nel PO e negli altri strumenti della pianificazione urbanistica comunale ai fini delle verifiche della loro coerenza, conformità e compatibilità al PS), le previsioni e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, ovvero concernenti la "Disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti" di cui all'articolo 95, comma 2, della LR 65/2014.

Tali interventi, anche laddove comportino il cambio di destinazione d'uso, il frazionamento delle unità immobiliari e/o l'ampliamento degli edifici esistenti (comprese le addizioni degli edifici esistenti e gli interventi pertinenziali), sono da attribuire alle dinamiche evolutive della popolazione residente e delle imprese presenti, come verificato dal monitoraggio 1971-2016 effettuato con i dati SIT- Sistema Informativo territoriale e censuari, e non influiscono sul dimensionamento del Piano, fino a che esso sarà basato sulla nuova popolazione residente, per la quale hanno carattere strategico e strutturale i numeri previsti per le nuove trasformazioni.

8. Non concorrono al dimensionamento gli interventi di deruralizzazione in zona agricola o ad essa assimilata: essi tuttavia dovranno essere conteggiati nel monitoraggio di cui al successivo Art.48.

9. I limiti dimensionali fissati dal PS sono valutati in relazione alla sostenibilità degli interventi di trasformazione per un orizzonte temporale di 20 anni, e costituiscono un riferimento vincolante per il Piano Operativo, per i programmi, i progetti e i piani di settore e sulla base dei criteri e delle condizioni indicati nel presente articolo.

10. Il dimensionamento del primo Piano Operativo e di quelli successivi dovrà essere valutato, per le aree di trasformazione insediativa, in relazione al fabbisogno quinquennale, allo stato delle risorse e dei servizi disponibili, nonché alle opere da esso previste e programmate da realizzare. Per questo dovrà essere effettuato un monitoraggio che verifichi l'effettiva attuazione di ciascun PO alla fine dei cinque anni di applicazione.

11. I Piani Operativi danno attuazione alle previsioni di dimensionamento del PS sulla base dei seguenti criteri:

  • - il primo PO non potrà superare il 65% delle dimensioni massime ammissibili previste dal PS, al netto degli interventi di cui al comma 6, per la funzione residenziale;
  • - il consumo di nuovo suolo è legato alla realizzazione di opere di urbanizzazione utili al contesto circostante e/o all'implementazione delle aree pubbliche;
  • - le aree di trasformazione saranno selezionate sulla base dell'utilità ai fini della formazione degli spazi pubblici, previsti dai progetti prioritari del territorio urbano e rurale, indicati agli artt 36 e 37 e che saranno rappresentati ed elaborati in appositi masterplan inseriti nel PO;
  • - sono sempre ammessi, con varianti semplificate del PS, i trasferimenti di dimensionamenti fra UTOE di cui all'Art.30 della LR 65/2014.

Art.41 Servizi, dotazioni territoriali e verifica del dimensionamento degli standard

1. Per la progettazione e l'individuazione delle opere di urbanizzazione, e la verifica degli standard ad esse relativi, il PO deve attenersi alle seguenti prescrizioni:

  1. a) allo scopo di quantificare in via presuntiva gli abitanti insediabili e gli standard, un abitante è ritenuto equivalente a mq. 40 di SE - Superficie edificabile;
  2. b) per la verifica degli standard minimi di cui devono essere dotati gli insediamenti residenziali si deve fare riferimento a quanto stabilito dal DM 2 Aprile 1968, n° 1444: 18 mq per abitante, di cui mq 4,50 per attrezzature scolastiche, mq 2,00 per attrezzature di interesse comune, mq 9,00 per aree verdi e sport, mq 2,50 per parcheggi;
  3. c) gli standard relativi alle attrezzature scolastiche sono verificabili alla scala comunale a condizione che in ciascuno degli insediamenti residenziali di Oste, Montemurlo e Bagnolo siano localizzate e realizzate scuole materne ed elementari sufficienti a soddisfare il fabbisogno effettivo degli insediamenti;
  4. d) lo standard di mq 9 per le aree verdi e sportive da utilizzare per la verifica della dotazione minima di standard è da suddividere nel modo seguente: mq 3 per aree di verde attrezzato di quartiere da ritrovare all'interno dell'ambito del sistema insediativo o nelle immediate adiacenze; mq 3 per parchi urbani accessibili dagli insediamenti della piana; mq 3 per attrezzature sportive, da verificare alla scala comunale a condizione che aree destinate allo sport siano localizzate in ciascuno degli insediamenti residenziali di Oste, Montemurlo e Bagnolo;
  5. e) per la verifica degli standard minimi di cui devono essere dotate le zone industriali e commerciali esistenti, si deve fare riferimento a quanto stabilito dal DM 2 Aprile 1968, n° 1444;
  6. d) ai fini della gestione, il PS si pone l'obiettivo di dotare gli insediamenti residenziali di aree a standard pari a mq 30 per abitante residente nel sistema insediativo, così distribuite: mq 4,50 aree per l'istruzione, mq 4,00 per aree per attrezzature di interesse comune, mq 18 per aree destinate a verde attrezzato, parchi urbani e sport, mq 3,50 per parcheggi;
  7. f) allo scopo di formare un demanio di aree di proprietà pubblica da utilizzare per realizzare opere pubbliche e per dotare gli insediamenti degli standard necessari per il raggiungimento dell'obiettivo di gestione sopra indicato, per la progettazione ed attuazione degli interventi di nuova costruzione in aree di espansione residenziali, il Piano Operativo deve dimensionare gli interventi destinando tendenzialmente al demanio comunale una superficie pari a circa la metà di quella territoriale, da individuarsi nell'area di intervento delimitata dallo strumento urbanistico;
  8. g) allo stesso scopo sopra richiamato, per la progettazione ed attuazione degli interventi di nuova costruzione residenziale in aree di ristrutturazione urbanistica, il Piano Operativo deve dimensionare gli interventi destinando al demanio comunale una superficie minima pari a 30 mq per abitante, da individuarsi nell'area unitaria destinata all'intervento;

2. Il Piano Operativo E i successivi atti del governo del territorio dimensionano, localizzano e disciplinano i servizi e le dotazioni territoriali pubbliche sulla base degli obiettivi del Piano Strutturale, dei parametri e dei criteri sopraindicati ed in conformità alle seguenti indicazioni sulla qualità degli insediamenti di cui all'Art. 62 della LR 65/2014:

  • - riqualificazione dei margini urbani con riferimento alla qualità sia dei fronti costruiti che delle aree agricole periurbane;
  • - la dotazione e continuità degli spazi pubblici, del verde urbano e del verde di connessione ecologica, dei percorsi pedonali e ciclabili e della connessione anche intermodale alle infrastrutture per la mobilità e il trasporto pubblico;
  • - funzionalità, decoro e comfort delle opere di urbanizzazione e dell'arredo urbano;
  • - sostenibilità degli interventi infrastrutturali e di urbanizzazione ed eco-efficienza degli interventi edilizi;
  • - eliminazione delle barriere architettoniche ed urbanistiche ed accessibilità delle strutture di uso pubblico e degli spazi comuni delle città;
  • - qualità dell'architettura con particolare riferimento agli spazi di uso collettivo ed alle opere pubbliche.