Comune di Montemurlo

Schede normative e di indirizzo progettuale AR

AR 26 UTOE 3- Area di Riqualificazione - Via Della Viaccia - Via IV Novembre - Via Calatafimi

AREA DI INTERVENTO mq 3289
DIMENSIONAMENTO L'intervento si divide in tre Unità Minime di Intervento.

UMI 1
Sostituzione edificio produttivo nel rispetto dei seguenti parametri urbanistici:
SUL = 650 mq
Sc = 500 mq
H max = 10,00 ml
Ros = 60% Sf
Tipologia: linea, palazzina.

UMI 2
Sostituzione edificio produttivo nel rispetto dei seguenti parametri urbanistici:
SUL = 350 mq
Sc = 350 mq
H max 7,00 ml
Ros = 60% Sf
Tipologia: Linea, palazzina.
UMI 3 Sostituzione edificio produttivo nel rispetto dei seguenti parametri urbanistici:
SUL = 530 mq
Sc = 400 mq
H max = 10,00 ml
Ros = 60% Sf
Tipologia: palazzina, linea.
Sull'edificio residenziale si applica la normativa prevista dal sottosistema di riferimento.
Parcheggi privati nelle quantità previste all'art. 13 delle NTA.
DESTINAZIONI D'USO Residenza.
DISPOSIZIONI PARTICOLARI Nella progettazione e realizzazione del nuovo edificio residenziale dovrà essere rispettato quanto previsto all'art. 145 - "Prescrizioni ambientali" lett. b), f), h), j), k).
OPERE O ATTREZZATURE PUBBLICHE Parcheggi pubblici nella quantità prevista dall'art. 13 delle NTA.
MODALITÀ DI ATTUAZIONE Intervento diretto.
NORMATIVA VALIDA PRIMA DELL'ATTUAZIONE DELL'INTERVENTO Sugli edifici produttivi è ammessa la manutenzione ordinaria, straordinaria e ristrutturazione Rs1.
Non sono ammessi frazionamenti degli edifici produttivi.
FATTIBILITÀ La realizzazione dell'intervento è soggetta al rispetto di quanto disposto dalla "Tabella 1 - Classificazione di fattibilità relativa agli interventi di maggior incidenza sul terreno per ciascuna zona urbanistica" della Relazione geologica e dagli art. 37, 38 e 39 delle NTA, secondo le seguenti indicazioni:
Fattibilità Geomorfologica Fattibilità idraulica Fattibiltà sismica
Classi di pericolosità Classi di pericolosità
(le sigle Pi3 e Pi4 si riferiscono alla pericolosità Elevata e Molto Elevata del PAI)
Classi di pericolosità
G1 G2 G3 G4 Collina e Pianura Tr>500
I1
Tr 200÷500
I2
Tr 30÷200
I3
Tr < 30
I4+Pi3
e battente TR200 < 50cm
Tr < 30
I4 + Pi4 e I4+Pi3
con battente TR200 > 50cm
S1 S3
F1g           F4.1 i       F2s
- F1g fattibilità senza particolari limitazioni.
- F2s fattibilità sismica locale con normali vincoli.
- F4.1 i - fattibilità limitata
Le zone risultano soggette a rischio residuo per allagamenti da eventi di pioggia con ritorno duecentennale: l'esecuzione degli interventi previsti è condizionata alla contemporanea realizzazione degli interventi in loco di autosicurezza.
Possono essere previsti interventi per i quali venga dimostrato che la loro natura è tale da non determinare pericolo per persone e beni e da non aumentare la pericolosità nelle aree limitrofe.
Della sussistenza di tali condizioni deve essere dato atto nel titolo abilitativo.

La realizzazione dei piani interrati è consentita solo nelle aree allagabili per acque di transito e per accumuli con battenti fino a cm 30 secondo la carta dei battenti del Piano Strutturale.

Le quote di sicurezza di accesso ai parcheggi interrati e del solaio dei piani terreni devono essere definite in riferimento al battente idrico rilevato, causato da piogge duecentennali, con un franco di sicurezza di almeno 30 centimetri.

Ai sensi dell'art. 3.2.2.1 comma "f" del Regolamento 53R, di attuazione dell'articolo 62 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 in materia di indagini geologiche, le dichiarazioni di abitabilità degli edifici sono subordinate alla certificazione dell'avvenuta messa in sicurezza conseguente la realizzazione e il collaudo delle opere idrauliche accompagnata dalla delimitazione delle aree risultanti in sicurezza.
Oltre agli interventi di messa in sicurezza, allo scopo di compensare i volumi d'acqua delle nuove impermeabilizzazioni, il sistema di drenaggio degli interventi previsti deve prevedere adeguati volumi d'invaso e uno scarico regolato in modo da garantire che la portata defluente dopo gli interventi sia pari a quella prima degli interventi. Le modalità di stoccaggio provvisorio possono essere vasche ad hoc, aree a verde ribassate, fosse e collettori fognari. Le acque meteoriche dovranno essere immesse nel reticolo idrografico superficiale o in pubblica fognatura tramite una bocca tarata opportunamente dimensionata.
Estratto in scala 1:1000 della AR 26
AR 26 - Estratto scala 1:1000
Legenda