Schede Aree di Trasformazione AT

AT 42- Loc. La Sdriscia

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Dati di base

COMUNE: Piombino

UBICAZIONE: Loc. La Sdriscia

UTOE: 5

PROPRIETA’: privata

DATI DIMENSIONALI:
Superficie Territoriale mq 5.250 Superficie Coperta esistente mq 1.200
Volume esistente mc 6.000

Dati progettuali

Descrizione

L’area di trasformazione, di estensione pari a circa 5.250 mq., è ubicata in territorio aperto, in loc. La Sdriscia. L’area è pianeggiante, contigua ad un nucleo abitato, e risulta in gran parte occupata da un capannone dismesso, in precedenza utilizzato per lo stoccaggio di prodotti agricoli (cereali).

Obiettivi e Finalità

  • - non consentire la prosecuzione di attività di trasformazione prodotti agricoli in prossimità di un nucleo abitato;
  • - promuovere la riqualificazione dell’area attraverso un intervento di parziale rinaturalizzazione e di ricucitura del nucleo rurale esistente.

Disposizioni generali

Si prevede la complessiva riorganizzazione e riqualificazione dell’area mediante:

  • - totale demolizione del fabbricato produttivo esistente;
  • - parziale rinaturalizzazione dell’area in continuità con il territorio rurale
  • - realizzazione di un nuovo complesso edilizio a destinazione residenziale da collocare in prossimità del nucleo abitato esistente.

Potranno essere realizzate strutture ombreggianti a protezione dei posti auto a servizio delle abitazioni, da collocare nell’area di pertinenza del nuovo complesso edilizio.

Non è prescrittivo l’assetto planivolumetrico presente nello schema grafico allegato. Sono invece prescrittive tutte le disposizioni contenute nella presente scheda.

Dovranno inoltre essere osservate le disposizioni normative generali, ove pertinenti all’intervento, di cui al Titolo II, Capo IV (regole per la tutela ambientale) e al Titolo III , Capo III (infrastrutture e dotazioni territoriali e urbane) delle NTA del RU.

Dimensionamento, parametri urbanistico-edilizi e destinazioni d'uso ammesse

Il dimensionamento dell’intervento è così previsto:

  • - N° alloggi max: 10 (taglio minimo 60 mq.)
  • - SLP max totale mq. 750
  • - SC max per posti auto mq. 150
  • - superficie minima suolo da rinaturalizzare (parco agricolo): mq. 2100

Parametri urbanistici ed edilizi:

  • - altezza massima (Hmax) per il nuovo edificio/edifici:
    • - 2 piani fuori terra
  • - tipologia edilizia ammessa: vedi disposizioni normative specifiche;

Sono ammesse le seguenti destinazioni:

  • - residenziale

Disposizioni normative

criteri tipo-morfologici e progettuali:

  • - il nuovo complesso edilizio, da articolare al massimo in due distinti corpi di fabbrica, dovrà essere collocato in prossimità del nucleo abitato esistente, riproponendone i rapporti spaziali nelle proporzioni dei corpi di fabbrica e nelle relazioni con gli altri fabbricati;
  • - il nuovo complesso edilizio, pur richiamando l’impianto, le proporzioni, l’articolazione dei volumi, i rapporti tra vuoti e pieni, ed i materiali propri dei tradizionali edifici rurali potrà introdurre forme e linguaggi contemporanei;
  • - il nuovo edificato residenziale dovrà prevedere elementi di distribuzione comune agli alloggi (scale interne/esterne/ballatoi) ispirandosi ai tradizionali fabbricati rurali, al fine di evitare l’effetto seriale della tipologia a schiera;

requisiti funzionali:

  • - le aree di pertinenza del nuovo complesso edilizio dovranno essere rinaturalizzate per un superficie di almeno 2100 mq, con riproposizione di colture agricole (oliveto o altra coltura); le restanti aree saranno sistemate a giardino/corte comune con esclusione di suddivisioni e partizioni legate alle diverse unità immobiliari.

Opere e/o attrezzature pubbliche e/o d’interesse pubblico

In relazione alla natura ed alla collocazione dell’intervento, le dotazioni di standards pubblici (verde e parcheggi) saranno oggetto di monetizzazione da parte del soggetto attuatore.

In sede di attuazione dell’intervento potranno essere poste a carico del soggetto attuatore eventuali opere a rete, oggi non ancora definibili, la cui necessità dovesse emergere in sede di rilascio del titolo abilitativo.

Invarianti strutturali e Vincoli sovraordinati

L’area di trasformazione non è interessata da vincoli né da invarianti strutturali di PS.

Opere di tutela e valorizzazione del paesaggio

Trattandosi di un intervento posto ai margini di un nucleo rurale e in continuità con il paesaggio agricolo di pianura, la progettazione dovrà curare particolarmente l’inserimento del nuovo nucleo edificato richiamando, come meglio specificato nella sezione delle disposizioni normative, le modalità di aggregazione e le proporzioni dei tradizionali fabbricati rurali. Il progetto dovrà inoltre curare particolarmente le sistemazioni delle aree esterne che dovranno integrarsi e richiamare le componenti del paesaggio rurale sia per le essenze ed i materiali impiegati, sia per il richiamo alle orditure caratterizzanti il contesto agricolo dell’area. A tal fine il piano attuativo dovrà essere corredato di specifico progetto di inserimento paesaggistico a cura di architetto paesaggista.

Modalità d'attuazione e condizioni alla trasformazione

Modalità di attuazione:

Piano Attuativo di iniziativa privata convenzionato.

Condizioni alla trasformazione:

In relazione alla collocazione dell’intervento, il piano attuativo sarà assoggettato a valutazione degli effetti, compresi quelli sull’ambiente, di cui all’art. 11 comma 2 della L.R. 1/2005; in relazione agli obiettivi ed alle criticità specifiche dell’AT si dovranno in particolare valutare gli effetti prodotti dalle trasformazioni previste in ordine ai seguenti fattori:

  • - qualità architettonica e insediativa
  • - capacità di integrazione con il paesaggio rurale

Fattibilità geologico-idraulica

Sotto l'aspetto geomorfologico, la zona ricade nella Classe di Pericolosità geomorfologica G.2c (pericolosità media), in quanto collocata all'interno della pianura alluvionale del Cornia caratterizzata da depositi litotecnicamente scadenti.

Dal punto di vista idraulico, la zona risulta inserita nella Classe I.3 (pericolosità elevata) in quanto vulnerabile per eventi con tempo di ritorno duecentennale (Tr200) determinati dal Fiume Cornia; rispetto alla Tutela della Risorsa idrica, la zona è inserita nella Classe 3 (Tutela elevata).

Il giudizio di Fattibilità, discendente dalle valutazioni di pericolosità sopra espresse, corrisponde, per gli aspetti geomorfologici, alla Classe F.3g (fattibilità condizionata), secondo la quale, nell'ambito degli interventi edilizi, dovranno essere condotte indagini geognostiche in grado di verificare gli aspetti geotecnici del substrato nonché individuare soluzioni progettuali che riducano al minimo l'entità dei cedimenti differenziali.

In relazione al rischio idraulico, la Fattibilità degli interventi è ricondotta alla Classe F.4i.

Per gli aspetti idraulici dovranno essere condotti studi idraulici di dettaglio che permettano di verificare le condizioni di rischio locale, sulla base delle potenziali esondazioni del Fiume Cornia e dei corsi minori attigui.

Gli studi idraulici necessari dovranno essere eseguiti a livello di intero bacino idrografico, oltre ad essere corredati di asseverazione a firma di tecnico abilitato che assicuri, nel caso di intervento antropico di messa in sicurezza idraulica, il non aumento di rischio in altre aree, con riferimento anche agli effetti dell'eventuale incremento dei picchi di piena a valle.

Gli interventi in progetto potranno essere realizzati a seguito della riduzione del rischio idraulico locale relativo ai corsi d'acqua che determinano il rischio:

  • per quanto riguarda il Fiume Cornia gli interventi già previsti ed in corso di realizzazione permetteranno il raggiungimento delle condizioni di sicurezza;
  • per quanto riguarda i corsi minori, l'intervento è collocato in prossimità del Fosso Cosimo, sul quale non sono disponibili studi idrologico-idraulici che permettano di definire le condizioni di sicurezza. Tali studi saranno indispensabili per la progettazione dell'intervento, dovranno essere eseguiti a livello di intero bacino idrografico, oltre ad essere corredati di asseverazione a firma di tecnico abilitato che assicuri, nel caso di intervento antropico di messa in sicurezza idraulica, il non aumento di rischio in altre aree, con riferimento anche agli effetti dell'eventuale incremento dei picchi di piena a valle.

Nel caso che gli interventi di trasformazione siano progettati precedentemente alla conclusione dei lavori strutturali necessari per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua, potranno essere individuate soluzioni di messa in sicurezza idraulica locale, discendenti dagli studi idraulici sopra indicati, da attuarsi mediante modifiche morfologiche che non devono aumentare il rischio in altre aree anche agli effetti dell'eventuale incremento dei picchi di piena a valle: le eventuali opere per la messa in sicurezza idraulica dovranno essere realizzate preventivamente o contestualmente agli interventi edificatori.

Relativamente alla tutela della risorsa idrica, le trasformazioni sono ricondotte alla Classe F.3t (fattibilità condizionata).

Disciplina in assenza di Piano Attuativo o in caso di scadenza del quinquennio

In caso di assenza del P.A. o in caso di scadenza del termine quinquennale dalla data di approvazione del Regolamento Urbanistico senza che sia intervenuta la sottoscrizione della relativa convenzione, agli immobili e alle aree comprese nella presente area di trasformazione si applica la seguente disciplina:

  • - totale inedificabilità dell’area
  • - manutenzione straordinaria dei fabbricati esistenti.

Disciplina successiva alla realizzazione del piano attuativo

Ad avvenuta ultimazione degli interventi previsti dal P.A., agli immobili ed alle aree comprese nella presente area di trasformazione si applica la seguente disciplina:

  • - disciplina territorio rurale (Titolo III, Capo II NTA RU)
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