Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 30 Zone di espansione C1

1. Nei centri urbani del Capoluogo e di Staggia Senese sono previste zone destinate alla espansione dell'abitato per soddisfare le condizioni poste dal Piano strutturale.

2. Le zone sono rappresentate sulle tavole di progetto in scala 1/2000. 3. Le zone di espansione dell'abitato sono classificate C ai sensi del D.M. 2 aprile 1968 n. 1444.

4. In conformità a quanto previsto nelle schede, redatte per ogni singolo intervento, si dovrà procedere secondo le indicazioni relative alle opere di urbanizzazione da realizzare, alla cessione delle aree necessarie, alle condizioni di fattibilità e ad altre condizioni particolari o speciali. In caso vi sia la impossibilità di realizzare alcuno degli interventi previsti si potrà prevederne la monetizzazione, in sede di convenzionamento dell'intervento.

5. In ognuno degli interventi di nuova edificazione residenziale il numero dei piani è da ritenere il massimo consentito e non quello cui obbligatoriamente conformarsi. E' inoltre possibile, per non più del 20% degli edifici previsti in ciascun intervento, la realizzazione di un piano in più rispetto a quelli indicati sulle singole schede.

6. La nuova edificazione dovrà rispettare, oltre ai parametri indicati dal piano, quelli più generali relativi a distanze dai confini, da pareti finestrate, alla permeabilità dei suoli e ai vincoli eventualmente esistenti nella zona. Le aree incluse nel perimetro delle zone concorrono tutte alla determinazione delle possibilità edificatorie dell'espansione urbana. Le indicazioni grafiche riportate sulle schede fissano dei criteri prestazionali e non indicano specifiche destinazioni d'uso delle aree. I progetti ed i piani attuativi, quando richiesti, dovranno quindi interessare tutta l'area inclusa nei perimetri. I piani e i progetti dovranno essere sottoscritti dai proprietari che rappresentino almeno una quota non inferiore al 75% dell'intera proprietà dell'area interessata.

7. Le indicazioni contenute nelle schede relative a ciascun intervento dovranno essere rispettate in sede di progetto edilizio, a meno che non venga dimostrata con adeguate analisi la validità di soluzioni alternative. In tal caso sarà in ogni caso necessaria la predisposizione di un piano urbanistico attuativo ai sensi dell'articolo 31 della legge regionale 5/95. 8. Ai fini di garantire un corretto sviluppo economico e sociale del Comune di Poggibonsi le quantità di superficie utile assegnate ad ogni singolo comparto sono incrementate fino ad un massimo di un terzo in caso si propongano, per le quantità in aumento, interventi di edilizia sovvenzionata o convenzionata, ai sensi della legge 10/77 e della legge regionale 52/99. 9. Le quantità stesse, definite ai sensi del comma precedente, sono ulteriormente incrementate di una percentuale del 8% in caso si realizzino interventi che abbiano caratteristiche di basso impatto ambientale, di corretto uso dei materiali e delle risorse e di qualità energetica, secondo le specifiche caratteristiche definite dal Regolamento edilizio comunale.

10. Le prescrizioni di cui al presente articolo interessano sia gli interventi relativi alla residenza che quelli previsti per altre destinazioni compatibili. Sulle tavole del Regolamento sono indicate le destinazioni diverse cui è fatto obbligo attenersi, congiuntamente a quanto indicato per i parametri dimensionali.

11. La indicazione dei parametri dimensionali massimi ammessi mantiene la propria efficacia anche successivamente alla realizzazione degli edifici.

12. Per ogni intervento di nuova costruzione dovranno essere reperite aree per parcheggio secondo le prescrizione di legge e comunque almeno due posti auto per ogni alloggio, da vincolare nel tempo a questa specifica destinazione.

13. La superficie utile abitabile netta degli alloggi previsti in ogni organismo non potrà in media essere inferiore a mq. 60, con il limite minimo inferiore di mq. 45. 14. In queste zone è sempre ammessa la destinazione d'uso residenziale ma non sarà ammessa la possibilità di realizzare vani principali di abitazione nei piani terra e seminterrati dei fabbricati che prospettano direttamente o siano ubicati a meno di tre metri lineari, nella parte in cui sono presenti aperture a qualunque uso destinate, da aree pubbliche, condominiali o che comunque non siano nella esclusiva pertinenza ed uso della relativa unità immobiliare.
Sono inoltre consentite destinazioni compatibili di tipo

  • - artigianale, limitatamente ad unità di superficie non superiore a mq. 250, con esclusione delle attività inquinanti che trasmettano all'esterno fumi, calore, vibrazioni o rumori di intensità superiore a quelli fissati dal Piano del rumore vigente al momento, che comportino la presenza di materiali infiammabili o comunque pericolosi, che risultino moleste, anche per volume di traffico od occupazione di parcheggi pubblici;
  • – turistiche e ricettive, fino ad un massimo di 15 posti-letto per ogni esercizio;
  • – direzionale e di servizio
  • – sportive o ricreative;
  • – per commercio al minuto, limitatamente agli esercizi definiti "di vicinato", con superficie di vendita fino a mq. 250;
  • – di pubblico esercizio.

15. In caso di realizzazione di nuove costruzioni ad uso commerciale per esercizi di vicinato è obbligatorio il reperimento, oltre ai parcheggi previsti ai sensi della legge 122/89, anche di spazi per la sosta di relazione nella misura di un metro quadrato per ogni metro quadrato di superficie di vendita. Non è consentita la realizzazione di nuove strutture commerciali di superficie di vendita superiore a metri quadrati 250. I parcheggi per la sosta di relazione sono reperiti all'interno degli edifici o nell'area di pertinenza degli stessi ovvero in aree o edifici collegati pedonalmente agli esercizi commerciali.

16. Sono inoltre consentite attività sportive che si svolgono prevalentemente al chiuso, fra cui sono da considerare a puro titolo di esempio quelle ginniche o natatorie. E' ammessa la realizzazione delle opere e dei servizi strettamente necessari al funzionamento delle attività compatibili, con esclusione delle attività accessorie e non pertinenti, quali quelle di ristorazione o ricettive. La realizzazione degli interventi dovrà essere prevista nel piano attuativo, richiesto per la utilizzazione dell'area, ai sensi dell'articolo 31 della legge regionale 5/95.