Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 41 Piani di miglioramento agricolo ambientale

1. Per ogni Piano di Miglioramento Agricolo e Ambientale si deve verificare che l'impatto ambientale delle nuove opere sia sostenibile sotto il profilo paesistico, idrogeologico e della difesa del suolo.

2. I piani attuativi comunque definiti o i progetti edilizi dovranno essere accompagnati in ogni caso da una relazione che ne motivi l'inserimento rispetto ai quadri paesistici più significativi costituiti in particolare dai punti panoramici, dalla viabilità di crinale e dai punti di osservazione.

3. I Piani di Miglioramento Agricolo devono contenere il rilievo degli elementi tipici del paesaggio agrario tradizionale, una relazione sulle condizioni di efficacia del sistema scolante e una relazione di progetto nella quale sia dimostrata la pari o maggiore efficacia della nuova sistemazione in ordine alla regimazione delle acque e alla difesa del suolo. È da tutelare in particolare la viabilità campestre e la vegetazione di bordo. Le sistemazioni idraulico-agrarie, i terrazzamenti, i ciglionamenti ed muri di contenimento lungo le strade sono da conservare integralmente anche attraverso il risarcimento delle parti crollate, fatta salva la possibilità, nei casi di crolli totali, di realizzare soluzioni diverse purché compatibili sul piano delle tecniche costruttive e dei materiali impiegati.

4. Nella progettazione di ogni intervento, sia agrario che edilizio, si dovrà porre particolare attenzione al suo inserimento ambientale, alle vedute e alla presenza di elementi già consolidati di accesso o servizio. Negli interventi di modifica dello stato dei luoghi e nelle lavorazioni e sistemazioni agrarie dovranno essere comunque mantenuti gli elementi tipici del territorio e del paesaggio, costituiti da filari di alberi, muretti perimetrali dei campi o dei bordi delle strade, parchi e giardini storici, tabernacoli, viabilità storica, vegetazione riparia, particolari tipi di bosco nonché particolari associazioni arbustive. In tali zone deve essere inoltre perseguita la massima tutela delle sistemazioni idraulico-agrarie e della vegetazione non colturale. L'accorpamento dei campi e il rimodellamento del suolo sono ammessi purché non riducano la capacità di invaso della rete scolante.

5. Tutte le opere esistenti atte a regolare lo smaltimento delle acque superficiali devono essere mantenute in efficienza dai proprietari dei territori ove ricadono. Le attività che comportino prelievi ed emungimenti da falde idriche sono soggette ad autorizzazione, secondo le modalità fissate dalla legge o dai regolamenti in materia. Le sorgenti naturali non potranno essere né disperse con movimenti di terra o altre opere né intercluse o chiuse completamente ad un uso pubblico.

6. Ai sensi della L.R. 64/95 i programmi di miglioramento agricolo ambientale assumono valore di piani attuativi ai sensi dell'articolo 31 della L.R. 5/95 nei casi in cui sia prevista la realizzazione di nuove volumetrie che complessivamente superino i mc. 300 o che prevedano trasferimenti di volumetria superiori a mc. 600.