Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Art. 47 Interventi sul patrimonio edilizio esistente

1. Il quadro conoscitivo del P.S., la schedatura capillare del patrimonio edilizio del territorio aperto e lo “studio paesistico sul territorio di Poggibonsi” costituiscono il riferimento e la premessa indispensabili per impedire usi impropri o contrari al valore identitario del patrimonio collinare di cui all'art. 20 della Disciplina Generale del vigente P.I.T.

2. Gli strumenti di cui al comma precedente costituiscono altresì il quadro generale di riferimento per un complessivo assetto del territorio rurale del comune di Poggibonsi.

3. Gli interventi consentiti sugli edifici in zona agricola sono quelli previsti dagli articoli successivi sulla base della classificazione degli edifici stessi. All′interno di tali interventi è consentito il cambio di destinazione d′uso degli edifici rurali esclusivamente laddove:

  • - siano compresi nelle “schede edificio” allegate al R.U.;
  • - non si tratti di edifici già destinati ad attività agro-industriali o allevamenti intensivi;
  • - siano riconducibili agli “edifici e i manufatti non più utilizzati per le attività produttive delle aziende agricole” secondo quanto disposto dall′art.12 del D.P.G.R. 3/R/2007. Si intendono “non più utilizzati per le attività produttive delle aziende agricole” gli edifici e i manufatti che, almeno a partire dal 20.04.2011, non facciano parte di aziende la cui superficie fondiaria sia uguale o superiore alla “superficie fondiaria minima” calcolata con i criteri di cui all′art. 2 del D.P.G.R. 5/R/2007 e quelli che, pur facendo parte di tali aziende, risultino “deruralizzati” mediante approvazione di P.A.P.M.A.A.;
  • - che vengano rispettate le prescrizioni di cui al successivo art. 50;
  • - che si verifichi l′esistenza o la contestuale realizzazione delle necessarie opere di urbanizzazione con particolare riferimento all′approvvigionamento idrico da pubblico acquedotto;

4. Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente dovranno essere eseguiti nel rispetto dei criteri insediativi degli edifici e dei nuclei come individuati nel quadro conoscitivo degli strumenti urbanistici.

5. Gli spazi esterni circostanti edifici e insediamenti esistenti, indipendentemente dal valore di tali edifici o nuclei, dovranno essere sistemati in maniera da conservare o ripristinare le caratteristiche originarie o, in ogni caso, in maniera compatibile con le stesse, evitando nel modo più assoluto i tipi di sistemazione e di frazionamento propri della periferia urbana, delle villette, delle case a schiera o dei fabbricati in linea. I criteri di cui sopra trovano applicazione anche in caso di interventi più consistenti, laddove consentiti, quali la sostituzione edilizia o la ristrutturazione urbanistica.

6. Per gli edifici già destinati a civile abitazione, il frazionamento delle unità immobiliari è consentito nel rispetto degli elementi formali, tipologici e strutturali nonché delle fasi di crescita dell′edificio. Gli elementi di cui sopra dovranno essere adeguatamente studiati e rappresentati nei rilievi di progetto e in apposita relazione. Qualora, sulla base di tali approfondimenti, l′unità immobiliare risulti frazionabile, si dovrà comunque verificare che la superficie utile media degli alloggi non sia inferiore a mq 90 e che, in ogni caso, non si realizzino alloggi con superficie utile inferiore a mq 45.